venerdì 30 aprile 2010

Scajola, le nuove accuse, i 4 testimoni contro e la difesa di Berlusconi.

L'inchiesta di Perugia si allarga a macchia d'olio.
Pare vi siano anche altri nomi eccellenti, oltre al Ministro Scajola, finiti nell'inchiesta ed al vaglio degli inquirenti .
Intanto oggi si apprende dalla stampa  che ben "Quattro testimoni smentiscono la versione fornita dal ministro  sull’appartamento acquistato a Roma, zona Colosseo, nel 2004.
"Fu lui — dicono  i quattro — a consegnare gli ottanta assegni circolari per un totale di 900.000 euro".
Soldi che , secondo gli inquirenti sarebbero stati messi a sua disposizione dal costruttore Diego Anemone.
Mentre in un primo momento il ministro Scajola aveva minacciosamente dichiarato che non si sarebbe lasciato intimidire dai magistrati, sembra che ieri, secondo notizia del Corriere della Sera, avesse deciso di rassegnare le proprie dimissioni dal governo.
Naturalmente , e non si poteva pensare diversamente, dicono che Berlusconi le abbia immediatamente respinte.
In questo Governo, qualunque siano le accuse , non si deve dimettere nessuno,  secondo il parere del nostro presidente del Consiglio.
Ancora una volta si parlerà di giustizia malata, della necessità di nuove leggi che mettano al riparo gli "eletti dal popolo" dalle accuse dei giudici, sempre infondate secondo Berlusconi, per una sorte di presunzione, per un principio e senza mai dubbio alcuno o incertezza. Restano così tutti al loro posto, indagati di maffia, di peculato, di estorsione, tutti inamovibili, tutti innocenti e sempre a priori.
Si è per la legalità quando si lascia fare alla giustizia il suo corso con serenità, non quando si difendono tutti , per semplice partito preso, da qualsiasi accusa e si pretende di non celebrare nemmeno i processi, per una sorta di guerra contro la giustizia ed i giudici.
Non è questa la strada che salvi lo stato e le sue leggi.
Tra l'altro sarebbe molto meglio per tutti, anche per gli accusati, invece di perdere tempo in accuse ai giudici , alla giustizia, alle leggi, all'opposizione  ed ai giornalisti ostili , senza aspettare nemmeno i processi, dimostrare da subito , con atti certi e prove circostanziate, la totale estraneità ai fatti, la propria onestà, morale ed intellettuale.
Sarebbe la strada migliore e meno dispendiosa, se solo la si volesse o la si potesse perseguire.   

 

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