giovedì 1 aprile 2010

Ru486, battaglia civile contro gli oscurantisti come Cota, Sacconi, Gasparri, ed il Vaticano.

E' appena sbarcata in Italia la pillola abortiva , dopo che da tempo è diffusa in tutta il mondo civile , ed è subito polemica.
La pillola Ru486 non è altro che uno strumento legale per l’interruzione di gravidanza, regolamentato dalla legge 194, e tra l'altro con un rigidissimo protocollo di somministrazione.
Invece di combattere il rischio della clandestinità delle procedere c'è ancora chi si batte per ostacolare i diritti delle donne.
Chi si preoccupa della pillola in sè , come se questo fosse il problema, si dimentica, forse volontariamente o strumentalmente, le tante cliniche abortive clandestine che arricchivano l'Italia prima dell'approvazione della legge, o i tanti medici e le tante mammane che fornivano i loro servizi, facendosi pagare profumatamente e mettendo a rischio, spesso e volentieri. la vita stessa delle pazienti.
C'è purtroppo ancora qualcuno che ragiona e pensa stupidamente che il mondo sia pieno di donne che "desiderano" l'aborto, come se questo non fosse un problema ed un dramma per ogni donna che vi si trovi costretta.
Agli italiani, e sopratutto alle italiane, poco importa sapere che , per il cittadino Cota, neo eletto Governatore del Piemonte, la pillola abortiva può rimanere nei magazzini, l'importante è che rispetti e faccia rispettare la legge.
Se poi queste affermazioni le avesse fatte qualche giorno prima , forse non sarebbe stato nemmeno eletto.
In ugual maniera ascoltiamo il pensiero del Papa e gli concediamo il diritto di affermare che  "è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace,  così come non accettare ingiustizie".
Non vogliamo pensare alle tante ingiustizie che in vari periodi storici sono state patite dall'uomo proprio per conto ed in nome di questa Chiesa; tanta storia è passata, anche se ha lasciato il segno senza insegnare nulla.
Qualche volta guardando alla realtà italiana odierna ed al dibattito culturale e sociale del nostro paese sembra che il tempo non sia passato, pare di essere ancora in pieno  medioevo , e tra l'altro nel periodo più oscurantista, quello in cui Stato e Chiesa erano un tutt'uno, quello in cui ancora si bruciavano le streghe e gli eretici, quello dell'inquisizione per capirci, quello in cui una volontà oscurantista di pochi diventava legge ed imposizione per tutti.
In un moderno stato, al contrario, la legge ed il diritto non sono dati da Dio, sono frutto dell'uomo, di un accordo civile tra le parti, dei comuni interessi dei cittadini, di regole generali e di comportamento che ci si dà per una vita civile. 
In ogni Stato moderno è importante che ogni cittadino rispetti queste regole e di queste leggi; è una garanzia reciproca, per i tanti credenti , come per quelli che non lo sono, vale per tutti , nessuno escluso, e questo è importante ricordarlo, una volta ogni tanto, anche a  Cota, a Gasparri, a  Sacconi e finanche al Pontefice quando parla di fatti , vicende e leggi italiane.

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