venerdì 30 aprile 2010

La Cassazione, ed alcuni saccenti di turno , non entrino così pesantemente sulle adozioni.

E' di questi giorni la notizia che la Procura della Cassazione ha chiesto che una coppia di aspiranti genitori adottivi non possa più rifiutare un bambino di colore.
Le motivazioni sembrano a tutti tanto condivisibili, sacrosante e scontate, che è persino inutile e superfluo ribadirle.
 "No a scelte razziste" si dice.
Chi non lo condivide in cuor suo ? e chi non vorrebbe vedere questo principio, non solo alla base di ogni adozione, me anche come principio generale, adottato nella vita da ognuno di noi.
Certo si può dire che avendo la pretesa di adottare un figlio in base al colore della pelle ci si sente più clienti di un supermercato che persone vogliose di dare e ricere amore, sembra una brutalità, una cattiveria gratuita, una meschenità e chi più ne ha più ne metta. Non servirebbero tante parole e perifrasi per definire la pocheza di una tale pretesa.
In fondo ai nostri figli naturali vogliamo bene per come sono,  e li accettiamo così come capitano, biondi o neri, chiari o scuri, alti e bassi, belli o brutti.
Eppure un ma mi resta , mi gira prepotente per la testa e non mi lascia del tutto tranquillo o indifferente.
Alzino la mano quei genitori che in cuor loro, potendo scegliere non vorrebbero avere dei figli belli ed intelligenti ? Scontato vero ? Anche se poi comunque indipendentemete da come uno li vorrebbe o li desidera saprebbe comunque amarli , indipendentemente dal loro aspetto.
Si può dire che in fondo, ogni uomo vive anche delle sue umane debolezze e queste vivono nell'uomo.
Ritorniamo allora al principio della Procura della Cassazione , pensiamo per un attimo, non ai genitori adottivi ed alla loro mentalità, alle loro debolezze anche culturali, ma pensiamo esclusivamente ai bambini da adottare. Chiediamoci se questi, a fronte della eventualità di rimanere orfani o di avere una famiglia e dei genitori , starebbero tanto a sottilizzare in presenza di qualche accertato pregiudizio, di una mentalità sbagliata, a chiedersi se è meglio crescere con un padre progresssita o con uno reazionario.
Per ogni bambino, l'importante è riuscire ad avere una buona famiglia, che si occupi di lui, e qui le idee politiche non danno certezze e garanzie.
La vita ci ha abituato a vedere come spesso buoni padri crescano poi cattivi figli e come buoni figli possano crescere anche in famiglie non del tutto perfette o con mentalità aperte.
Proviamo a guardarci attorno , guardiamo alle famiglie che ci circondano, osserviamo quanti pregiudizi animino padri , madri e figli indistintimante.
Se ognuno dovesse rifiutare l'altro per questo, chissà quante di queste famiglie andrebbero distrutte,  e separati e divisi  i componenti.
Se in fondo anche in quella scelta di avere un figlio adottivo, che dovrebbe avere come motivazione un estremo atto d'amore e di altriusmo , capita a volte che vi entri anche, non mi si fraintenda, un qualche pregiudizio di troppo, una qualche mentalità antiquata , un qualche difetto caratteriale e magari anche poca simpatia dei genitori, è questo forse il riconoscimento di una incapacità ad allevare dei buoni figli con amore e generosità ?
Non credo, se penso anche solo alla mentalità ed ai piccoli e grandi pregiudizi di tanti buoni genitori.
Sul piano umano anche a me viene istintivo condannare quei genitori, ma come uomini, non come padre o madre.
Su questo versante potrebbero dare molto di più di tanti altri con menti apertissime e senza alcun pregiudizio.
Ma sopratutto non me la sento di condannare quei bambini a "crescere" in un orfanatrofio per tutta la vita per una nostra presunzione, per un inverso ma altrettanto duro pregiudizio, per una qualche saccenza di troppo, inutile quando si parla di affetti e di sentimenti e non di idee e di mentalità.
In fondo in questo campo le scelte dovrebbero essere individuali.
E per questo che anch'io dico che in questo campo la Cassazione farebbe bene a non entrarci, se non in punta di piedi.
E se una coppia, disponibile ad adottare un bambino sia pure straniero, non se la sente di avere un figlio , per tanti e tali motivi diverso da loro, perchè non lasciarli quel loro pregiudizio, se poi comunque quei genitori vengono giudicati in grado di essere un buon padre ed una buona madre ?
Pensiamo al bambino ed aspettiamo la risposta della cassazione , con l'agurio che questa non sia ideologia, ma piena di tanto buon senso, quello che manca così spesso in tante nostre azioni , oltre che tanti nostri pensieri.

1 commento:

Annet ha detto...

io volevo dire che questo concetto di non poter scegliere è una grande violenza.

se uno non si sente di avere un bambino etnicamente diverso non è giusto forzarlo.

Ne sarà buono dare un bambino di colore a chi non lo vuole veramente.

OGNUNO HA IL DIRITTO DI AUTODETERMINARSI,

e imporre scelte non sentite è da STRONZI

non c'è solo il diritto del bambino, ma anche della libertà di scelta del genitore adottivo
che si impegna per tutta la vita a mantenere un legame.