venerdì 30 aprile 2010

La Cassazione, ed alcuni saccenti di turno , non entrino così pesantemente sulle adozioni.

E' di questi giorni la notizia che la Procura della Cassazione ha chiesto che una coppia di aspiranti genitori adottivi non possa più rifiutare un bambino di colore.
Le motivazioni sembrano a tutti tanto condivisibili, sacrosante e scontate, che è persino inutile e superfluo ribadirle.
 "No a scelte razziste" si dice.
Chi non lo condivide in cuor suo ? e chi non vorrebbe vedere questo principio, non solo alla base di ogni adozione, me anche come principio generale, adottato nella vita da ognuno di noi.
Certo si può dire che avendo la pretesa di adottare un figlio in base al colore della pelle ci si sente più clienti di un supermercato che persone vogliose di dare e ricere amore, sembra una brutalità, una cattiveria gratuita, una meschenità e chi più ne ha più ne metta. Non servirebbero tante parole e perifrasi per definire la pocheza di una tale pretesa.
In fondo ai nostri figli naturali vogliamo bene per come sono,  e li accettiamo così come capitano, biondi o neri, chiari o scuri, alti e bassi, belli o brutti.
Eppure un ma mi resta , mi gira prepotente per la testa e non mi lascia del tutto tranquillo o indifferente.
Alzino la mano quei genitori che in cuor loro, potendo scegliere non vorrebbero avere dei figli belli ed intelligenti ? Scontato vero ? Anche se poi comunque indipendentemete da come uno li vorrebbe o li desidera saprebbe comunque amarli , indipendentemente dal loro aspetto.
Si può dire che in fondo, ogni uomo vive anche delle sue umane debolezze e queste vivono nell'uomo.
Ritorniamo allora al principio della Procura della Cassazione , pensiamo per un attimo, non ai genitori adottivi ed alla loro mentalità, alle loro debolezze anche culturali, ma pensiamo esclusivamente ai bambini da adottare. Chiediamoci se questi, a fronte della eventualità di rimanere orfani o di avere una famiglia e dei genitori , starebbero tanto a sottilizzare in presenza di qualche accertato pregiudizio, di una mentalità sbagliata, a chiedersi se è meglio crescere con un padre progresssita o con uno reazionario.
Per ogni bambino, l'importante è riuscire ad avere una buona famiglia, che si occupi di lui, e qui le idee politiche non danno certezze e garanzie.
La vita ci ha abituato a vedere come spesso buoni padri crescano poi cattivi figli e come buoni figli possano crescere anche in famiglie non del tutto perfette o con mentalità aperte.
Proviamo a guardarci attorno , guardiamo alle famiglie che ci circondano, osserviamo quanti pregiudizi animino padri , madri e figli indistintimante.
Se ognuno dovesse rifiutare l'altro per questo, chissà quante di queste famiglie andrebbero distrutte,  e separati e divisi  i componenti.
Se in fondo anche in quella scelta di avere un figlio adottivo, che dovrebbe avere come motivazione un estremo atto d'amore e di altriusmo , capita a volte che vi entri anche, non mi si fraintenda, un qualche pregiudizio di troppo, una qualche mentalità antiquata , un qualche difetto caratteriale e magari anche poca simpatia dei genitori, è questo forse il riconoscimento di una incapacità ad allevare dei buoni figli con amore e generosità ?
Non credo, se penso anche solo alla mentalità ed ai piccoli e grandi pregiudizi di tanti buoni genitori.
Sul piano umano anche a me viene istintivo condannare quei genitori, ma come uomini, non come padre o madre.
Su questo versante potrebbero dare molto di più di tanti altri con menti apertissime e senza alcun pregiudizio.
Ma sopratutto non me la sento di condannare quei bambini a "crescere" in un orfanatrofio per tutta la vita per una nostra presunzione, per un inverso ma altrettanto duro pregiudizio, per una qualche saccenza di troppo, inutile quando si parla di affetti e di sentimenti e non di idee e di mentalità.
In fondo in questo campo le scelte dovrebbero essere individuali.
E per questo che anch'io dico che in questo campo la Cassazione farebbe bene a non entrarci, se non in punta di piedi.
E se una coppia, disponibile ad adottare un bambino sia pure straniero, non se la sente di avere un figlio , per tanti e tali motivi diverso da loro, perchè non lasciarli quel loro pregiudizio, se poi comunque quei genitori vengono giudicati in grado di essere un buon padre ed una buona madre ?
Pensiamo al bambino ed aspettiamo la risposta della cassazione , con l'agurio che questa non sia ideologia, ma piena di tanto buon senso, quello che manca così spesso in tante nostre azioni , oltre che tanti nostri pensieri.

Scajola, le nuove accuse, i 4 testimoni contro e la difesa di Berlusconi.

L'inchiesta di Perugia si allarga a macchia d'olio.
Pare vi siano anche altri nomi eccellenti, oltre al Ministro Scajola, finiti nell'inchiesta ed al vaglio degli inquirenti .
Intanto oggi si apprende dalla stampa  che ben "Quattro testimoni smentiscono la versione fornita dal ministro  sull’appartamento acquistato a Roma, zona Colosseo, nel 2004.
"Fu lui — dicono  i quattro — a consegnare gli ottanta assegni circolari per un totale di 900.000 euro".
Soldi che , secondo gli inquirenti sarebbero stati messi a sua disposizione dal costruttore Diego Anemone.
Mentre in un primo momento il ministro Scajola aveva minacciosamente dichiarato che non si sarebbe lasciato intimidire dai magistrati, sembra che ieri, secondo notizia del Corriere della Sera, avesse deciso di rassegnare le proprie dimissioni dal governo.
Naturalmente , e non si poteva pensare diversamente, dicono che Berlusconi le abbia immediatamente respinte.
In questo Governo, qualunque siano le accuse , non si deve dimettere nessuno,  secondo il parere del nostro presidente del Consiglio.
Ancora una volta si parlerà di giustizia malata, della necessità di nuove leggi che mettano al riparo gli "eletti dal popolo" dalle accuse dei giudici, sempre infondate secondo Berlusconi, per una sorte di presunzione, per un principio e senza mai dubbio alcuno o incertezza. Restano così tutti al loro posto, indagati di maffia, di peculato, di estorsione, tutti inamovibili, tutti innocenti e sempre a priori.
Si è per la legalità quando si lascia fare alla giustizia il suo corso con serenità, non quando si difendono tutti , per semplice partito preso, da qualsiasi accusa e si pretende di non celebrare nemmeno i processi, per una sorta di guerra contro la giustizia ed i giudici.
Non è questa la strada che salvi lo stato e le sue leggi.
Tra l'altro sarebbe molto meglio per tutti, anche per gli accusati, invece di perdere tempo in accuse ai giudici , alla giustizia, alle leggi, all'opposizione  ed ai giornalisti ostili , senza aspettare nemmeno i processi, dimostrare da subito , con atti certi e prove circostanziate, la totale estraneità ai fatti, la propria onestà, morale ed intellettuale.
Sarebbe la strada migliore e meno dispendiosa, se solo la si volesse o la si potesse perseguire.   

 

giovedì 29 aprile 2010

Berlusconi e le lacrime ed il rammarico dei coccodrilli.

Una vecchia leggenda vuole che i coccodrilli, ma anche i caimani, dopo aver consumato un lauto pasto , si abbandonino ad un tanto inaspettato quanto dirompente pianto.
Qualcuno vuole che questo pianto sia determinato dal sentimento e dal buon cuore che inevitabilmente porta, anche gli alligatori, al pentimento, al dispiacere ed al rammarico.
Qualcun altro invece , forse più restio a credere ai loro nobili sentimenti , oppure perchè semplicemente più smaliziato e realista, crede che il dispiacere, ed il pianto degli  alligatori, sia dovuto ad una difficile quanto tormentata digestione.
Ieri il Giornale di Feltri , di proprietà del fratello del Presidente del Consiglio, ha attaccato nuovamente Fini prendendo di mira questa volta il lavoro, e sopratutto il compenso, che la madre di Elisabetta Tulliani, l'attuale compagna dell'ex leader di An, percepirebbe come titolare di una società che cura la produzione di un programma televisivo su Rai Uno. 
Ebbene è successo anche qui un fatto molto strano che ha diviso, anche in questa occasione come nella precedente considerazione, gli illusi sentimentalisti  dai più smaliziati realisti.
E' successo che Berlusconi,  rammaricato e dispiaciuto , abbia espresso, commosso, tutta la sua solidarietà al Presidente della Camera Fini.

mercoledì 28 aprile 2010

Non è in gioco solo il destino della Grecia ma anche il nostro e quello dell'Europa.

L'agenzia internazionale "Standard & Poor's" ha  tagliato il rating della Grecia al livello  di "spazzatura".
Dal canto suo, il Fondo monetario internazionale fa presente che la situazione greca è "insostenibile" senza aiuti dalla comunità europea ed internazionale.
Ma una Germania sotto scacco elezioni ed in presenza di un'opinione pubblica sempre più recalcitrante a concedere quel prestito necessario alla sopravvivenza dello stato  ellenico, rischiano di far precipitare una situazione già di per sè difficile.
La Grecia non ha altre possibilità , inutile nascondersi dietro un dito, lo sa benissimo la Merkel, o riceve quell'ossigeno che è necessario alla sua sopravvivenza in tempi brevi, o il malato muore, la bancarotta è oramai vicinissima
, il rendimento sui bond a due anni richiesto dal mercato come "premio di rischio" è oramai il più alto al mondo e la sua economia è asfittica.
La Grecia quindi muore lentamente , giorno dopo giorno, per l'insipienza della sua classe politica, per la crisi economica, per il suo debito pubblico elevatissimo.
Ma la Grecia può morire anche per la miopia di alcuni stati europei , Germania in testa, per assecondare egoismi sempre più diffusi, per assenza di progetti, di prospettive per il futuro, per  una sorta di ripiegamento interiore, per un declino, lento ma inesorabile,  non solo economico ma anche culturale  e di idee, che sembra aver colpito, come un male incurabile, il vecchio continente ed i suoi abitanti.
Ha ragione Tremonti a dire che se non si spegne al più presto l'incendio che divora il nostro vicino greco, le fiamme rischieranno di divampare e di estendersi  ed allargarsi ad altri paesi
Quello che ancora non sì è capito è che non è in gioco solo il destino della Grecia, subito dopo toccherà al Portogallo,  poi all'Irlanda, ed in buono ordine alla  Spagna ed all'Italia , se non si getta subito sufficente acqua sul fuoco.
E' su questo che stanno scommettendo i mercati, e anche alcuni stati come la Germania.
Stanno assieme scommettendo, più o meno apertamente, sul fatto che alla fine il fuoco si allargherà e questo sarà la fine della moneta unica diventata a quel punto indifendibile.
Con essa finirà l'Europa, così com'era stata pensata o sognata da intere generazioni, si ritornerà inevitabilmente ad un continente a due velocità, diviso tra paesi ricchi e paesi poveri, tra economie forti ed economie deboli .
Inutile dire da che parte si troverà l'Italia, che pure fu tra i padri fondatori dell' Europa unita.
Ecco perchè salvando la Grecia non si salva solo un paese vicino od amico, ma salviamo in fondo noi stessi e , pur tra i mille difetti, quell'Europa che abbiamo voluto sempre più grande e che, sia pure diversa e migliore,  continueremo a sognare.

martedì 27 aprile 2010

A proposito di onestà e disonestà.

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità.
Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero"

" Anonimo"

Berlusconi non ha litigato con nessuno, ci siamo solo sognati.

O che gli italiani hanno un'immaginazione fervida o  hanno preso il vizio di bere o di tirarsi qualche canna tra le mura domestica, mentre guardano spaparazzati la tv.
Fatto sta  che Silvio Berlusconi ha ripetuto anche ieri quanto già dichiarato dopo la riunione della direzione nazionale del Pdl di giovedì scorso, come se tutti il paese non fosse stato protagonista attonito di una incredibile baruffa da pollaio, come se nessuno avesse osservato il suo volto, la sua espressione o ascoltato il suo intervento e le sue parole.
Avevamo tutti  capito male, forse eravamo sotto effetto di allucinogeni o semplicemente possiamo dre ancora una volta la colpa a certi giornalisti, perchè il premier, anche ieri ha seraficamente riconfermato la sua versione dei fatti.
"Io  non sono mai stato protagonista di burrasche,  non ho mai litigato, anche perché per litigare bisogna essere in due e  l’ho detto anche a chi ha cercato di farlo. Sono sempre stato sereno: non ho mai dato risposte piccate in tanti mesi e continuo ad essere sereno, convinto di quello che sto facendo. Io poi, ad una età in cui sono in pace con me stesso, non ho rimpianti, non ho rimorsi, non ho mai fatto male a qualcuno e quando vado a letto alla sera, mi guardo allo specchio e dico: se stasera l’Angelo della morte arriva mi prende con la coscienza pulita."
Povero angelo, se  davvero dovesse esistere , costretto ad assolvere ad un compito tanto immane come quello di ascoltare il nostro Premier e cercare di cogliere una qualche verità dalle sue affermazioni. E povera coscienza se davvero il Cavaliere ne avesse una.
Così e se vi pare, diceva Pirandello, e anche se rimane la convinzione che "ci" si tiri qualche canna di troppo,  lasciamo credere e dire ad ognuno quello che vuole, in fondo la vita non è quella che si è realmente vissuta, ma quella che ci si  convince di aver vissuto.

lunedì 26 aprile 2010

Maroni, Daspo non solo ai giocatori ma anche a Bossi.

Spesso è la coerenza che fa difetto agli uomini.
Capita così che pur in presenza di buone dichiarazione e a volte anche di buone intenzioni, si fatichi poi non poco a raggiungere i risultati voluti o sperati, c'è sempre in fondo una dicotomia tra il dire ed il fare , tra il pensiero e l'azione, spessissimo tra la politica e la realtà.
Ecco perchè capita di sentire, con interesse e coinvolgimento, il ministro dell'Interno Maroni mentre tira le orecchie ai giocatori affermando che  Il Daspo, che viene dato ai tifosi violenti per impedire loro di partecipare alle manifestazioni sportive, dovrebbe essere dato anche ad un giocatore violento, uno di quelli che fa fallo magari dopo la fine della partita.
Questi atteggiamenti, dice Maroni sono peggio di qualunque episodio di violenza e trasmettono alla gente un messaggio devastante.
Ancora più interessante poi è la chiosa del Ministro quando afferma che , una forma di Daspo amplificata dovrebbe essere prevista anche per i giocatori per "i quali l'etica è solo un optional e contano solo i soldi, ma sopratutto , udite udite, per quei genitori che,  manifestando un atteggiamento del tutto diseducativo quando assistono alle competizioni sportive dei propri figli, incitano alla violenza o addirittura a spaccare le gambe ad altri bambini.
Tutto questo, dice Maroni , e noi non potremmo che essere con lui, è diseducativo ed intollerabile.
Sarebbe interessante sapere come consideri Maroni il linguaggio del suo leader  Bossi; come consideri l'etica che lo anima, se possa essere considerato educativo o diseducativo ?
Che dire ad esempio dei ripetuti accenni alla "guerra civile" per la "libertà" o per la "secessione rivolti al popolo "Padano", che pensa Maroni ad esempio dei tanti e non troppo velati "inviti" a preparare i fucili del Nord per la lotta  contro uno Stato centrale oppressore, oppure dei tanti e variegati , per non dire altro, epiteti rivolti nei confronti dei meridinali o degli extracomunitari ? Solo parole da buttare al vento e senza conseguenze ?
Tutti discorsi e concetti ben degni di  un Daspo gigantesco, da attribuire ai politici "violenti" e che più o meno direttamente incitino alla ribellione ed alla violenza.
Giusti quindi i discorsi di Maroni, ma poi devono essere coerenti ed estesi ala società intera, non solo a chi fa comodo al momento per fare magari bella figura.
I principi in fondo sono molto simili alle leggi ed alla giustizia, devono valere come queste per tutti.
Ma anche su questo fronte ci si trova qualche dicotomia, e la si pensa spesso diversamente, nei partiti che sostengono Maroni ed il suo governo.

venerdì 23 aprile 2010

Berlusconi - La Russa, uno scambio di regali un piacere a me ed un Suv a te.

Silvio Berlusconi , passata la sfuriata, si concede oggi alla stampa ed ai giornalisti.
Lo fa per mostrarsi a bordo del Suv 'Patriot' che ha appena acquistato.
Lo aveva promesso all'amico Vladimir Putin; Il Patriot  è infatti la prima macchina nata della joint venture italo-russa fra Fiat  e Sollers.
Berlusconi ,  appena acquistata la jeep , fatto un giro di prova, l'ha prontamente regalata ad Ignazio La Russa che, guarda caso,  gli aveva "detto", proprio "stamani di voler comprare un Suv", "e così io glielo ho regalato", ha detto compiaciuto il premier.
E così che si conservano le amicizie.
Si sa, con più gli amici sono importanti e fedeli, con più riescono a "meritarsi"  di certo regali preziosi, sopratutto quando, come in questo caso, hanno saputo , c'è chi dice "abbandonare" e chi "tradire", vecchie e consolidate amicizie.
Si consoli Fini, qualcun altro fu tradito per molto meno , per soli "30 denari".

E scoppiato il partito dell'amore è rimasto solo l'odio.

Lo scontro tra Fini e Berlusconi è finalmente arrivato, i pompieri non hanno gettato sufficente acqua sul fuoco o semplicemente la situazione è sfuggita di mano.
Fatto sta che il paese intero ha potuto assistere in diretta a quanto odio covi oramai nella stessa casa del Pdl , tra gli stessi co- fondatori , figuriamoci fuori nei confronti degli oppositori.
Ad onor del vero Fini ha tentato nel suo discorso di porre, sul tappeto della discussione i veri nodi politici , ha parlato di libertà all'interno del partito , ha sfiorato, chiosando a Bondi, il problema degli attacchi personali ricevuti dai giornali della famiglia Berlusconi, ha parlato di immigrazione rifacendosi ai valori cristiani del Partito Popolare Europeo contro i medici-spia e contro quanti vogliono cacciare da scuola i figli dei clandestini, ha segnalato , quasi per inciso , che Tremonti, il ministro del rigore, si è prodigato sulle quote-latte a tutto vantaggio della Lega , ed è giunto a chiedere se davvero , nel Pdl, si è convinti che il federalismo fiscale vada fatto a ogni costo come vuole Bossi.
La conclusione del suo discorso era scontata il Pdl non ha più una sua politica , è oramai la fotocopia della Lega , tra la'ltro anche brutta, visto che questo perde voti mentre la prima ne guadagana.
Ma è quando Fini , dopo aver incalzato sul programma elettorale ,"da ripensare da cima a fondo", affronta apertamente le divergenze sulla questione giustizia,  definendola  "un’amnistia mascherata, con 600 mila processi che venivano cancellati" che scoppia il tappo  fino allora trattenuto a fatica, ed è di colpo guerra totale, il cavaliere non resiste , non si trattiene più , sia pure a fatica, deborda come una furia, il volto sfigurato dalla rabbia e da un odio a stento trattenuto ed in breve arriva alla richiesta di dimissioni di Fini dalla presidenza della camera se vuole fare il politico.
Altro che amore e partito dell'amore, altro che questioni politiche e stilettate dialettiche , cose d'altri tempi, di altri uomini, di altri personaggi , di ben diversa statura e cultura.
A quel punto Berlusconi trasforma lo scontro in rissa da pollaio, sotto gli occhi del paese , degli italiani e della stampa estera.
Le argomentazioni si fanno di colpo puerili, quello che poteva essere un duello da cavalieri diventa di colpo lite da  vecchio oratorio, da cortile, farsesca e ridicola.
I volti si sono fatti tesi, le parole diventate minacciose, i toni duri.
E' l'immagine ed il senso di quella nazione che si pretende così spesso di  rendere "presentabile" che vacilla , lo spettacolo non può dirsi che indecoroso.
Nel documento conclusivo , che sancisce la spaccatura definitiva, si condannano le critiche al capo ed alle correnti, Ma è la fine della monarchia assoluta, Silvio è avvisato, o si trova la quadra su tutto ,o altrimenti il governo rischia di trovarsi sotto in parlamento, magari proprio sulla giustizia , tanta cara al Premier.
Berlusconi non può più farci più nulla, a meno di non scacciare dal partito i rivoltosi, magari trovando un nuovo casus belli a giustificazione.
Da domani la maggioranza , piaccia o meno al premier, si ritrova sotto assedio, con il nemico in casa e nel Parlamento, dove le imboscate potrebbero essere disastrose.
Al monarca restano alcune scelte, o dividere il potere e contrattarlo di volta in volta a secondo delle convenienze, o scegliere la strada dello scontro totale e magari delle elezioni anticipate , ma deve fa in fretta, prima che il nemico ricomponga le fila e si organizzi.

giovedì 22 aprile 2010

Fini - Berlusconi, l'attacco al castello, la difesa del passato, la voglia di futuro.

Chi pensa che ogi Fini piegherà l'arroganza del Cavaliere portandolo a più miti consigli dovrà ricredersi ben presto. Ma anche chi pensa che oggi Berlusconi metterà a ferro e fuoco il partito, minacciando e calpestando le "volontarie" vittime sacrificali dovrà ben presto ricredersi.
Berlusconi è vero detiene il potere ed un forte consenso, Fini ha solo con sè un manipolo di fedelissimi e le sue idee per una nuova destra.
Che avverrà quindi oggi ? Probabilmente  nulla di più di  una conta, l'affermazione di un principio, la riproposta di programmi dimenticati, la presentazione di intenzioni future.
Alla fine probabilmente si troverà la quadra su un documento concordato, "minimo" quanto si vuole, ma da tutti condiviso. Le divisioni saranno momentaneamente sepolte sotto una coltre di cenere creata dai fuochi di questi giorni.
Da domani poi ci si comincerà a dividere, a contarsi in ogni occasione , a presentare ed inseguire idee diversissime di società e di  paese.
Comunque vada però , oggi è solo l'inizio di una fase nuova, l'inizio di un evidente e dichiarato dissenso, a lungo covato , a lungo minimizzato, ma ora non più sottaciuto.
Il premier ha ancora dalla sua il potere, un buon consenso,  grandi risorse finanziarie nonchè gionali e televisioni, può ancora minacciare i riottosi,  blandire o conquistare i pavidi e gli avidi, ma da oggi il suo castello è sotto assedio costante, e il suo operato messo ogni giorno in discussione.
Fini non ha dalla sua grandi eserciti , è  il Davide contro Golia , il novello fra Cristofero contro l'Innominato , ma ha dalla sua buone idee .
A differenza di Berlusconi , che ultimamente scimmiotta la Lega,  ha un programma certo ed allettante , un progetto politico per costruire anche in Italia una destra moderna, laica , europea, democratica e liberale.
E scusate se non è poco.
In Italia , a destra, potrebbe essere una vera rivoluzione.
Alla lunga nella storia le buone "idee" hanno sempre ragione degli oppositori,  per quanto grande sia la potenza o la forza di questi.
Ecco perchè Fini , nonostante l'esiguità dei numeri, rappresenta la novità , il nuovo tanto agognato su cui poter costruire una destra moderna ed un futuro , mentre il Cavaliere , con tutto il suo seguito , non è altro che il vecchio, non solo anagraficamente, che prima o poi dovrà cedere il passo, oltre che le armi.

mercoledì 21 aprile 2010

E' la fine del regno di Berlusconi, inizia la democazia nel Pdl.

Lo strappo di Fini è arrivato, non è stata per ora una rottura definitiva nè una scissione, a meno che questa non venga richiesta e pretesa dal Cavaliere, ma è bastato a muovere le acque all'interno della maggioranza.
Il fatto in sè è abbastanza semplice per un partito politico , è sempliemente nata , anche all'interno del Pdl ,  una minoranza guidata da GianFranco Fini.
Nulla di clamoroso in democrazia, ma deflagrante per un partito dove fino ad ora non è mai stato tollerato alcun dissenso e dove il Premier  governa da vero sultano.
La novità non è di poco conto, è  certamente una novità politica importante, è la fine del partito poprietà, la fine di un regno e di una monarchia assoluta che, detto tra noi, è durata anche troppo.
Fini non vuole per ora scissioni, vuole solo riportare ad un minimo di dibattito interno un partito  che non conosce  democrazia interna, dove Berlusconi, da  "padrone incontrastato" decide ogni cosa , ogni aspetto della vita associativa e del programma.
Gli uomini vicini al cavaliere parlano di un premier infuriato che vede, in un colpo solo, svanire la sua egemonia.
Nulla è più come prima nel Pdl, da oggi ogni cosa dovrà essere concordata con la minoranza dei Finiani , a meno di non voler correre il rischio di andare ad elezioni anticipate.
Detto tra noi il Premier ne sarebbe tentato se non lo sconsigliassero vivamente Bossi ed i suoi consiglieri.
Fini gode di una certa notorietà nel paese, si è guadagnato la fiducia di molti italiani che lo vedono come uomo delle istituzioni.
Inimicarselo e trovarselo contro nelle possime elezioni potrebbe essere catastrofico per Berlusconi, sopratutto oggi, dopo che Montezemolo ha abbandonato la presidenza della Fiat.
Una unione Fini, Casini e Montezemolo, potrebbe bastare a ricompattare un centro per ora diviso.
Il gioco di Fini è evidente, la sua battaglia odierna lo salva dalla sconfitta certa di domani, solo così può preparare una sua rinascita  politica, cambiare il partito e ricompattare una destra finalmente moderna, democratica e liberale.
Anche Berlusconi però sa bene che arretrare oggi potrebbe voler dire arrendersi domani.
La sua tentazione sarà quella di minimizzare, di continuare la navigazione a vista , attento alle imboscate, preparando nel contempo trappole , tentando di blandire con promesse i rivoltosi.  
Tutto questo un primo risultato già lo ha dato, ancora prima di nascere moriranno le riforme destinate a diventare ora quasi impossibili, frutto di accordi estenuanti.
Il governo dal canto suo rischierà ad ogni piè sospinto la paralisi, il Premier l'inutilità di fronte al voto del Parlamento, ritornato di nuovo decisivo.
Un Premier ingessato dovrebbe accettare di sopravvivere a se stesso, dopo gli altari l'umilazione della polvere.
Potrà Berlusconi accettare tutto questo ?
Giannini diceva oggi che in fondo Fini non chiede l'impossibile, chiede solo al Cavalier di fare il Segretario di partio e nulla di più.
Ma Berlusconi potrà accettare di  fare il Segretario dopo essere stato abituato ad essere sultano, monarca, re e padrone del partito ?
E' questa la domanda che aspetta alcune prime risposte già dalla giornata di giovedì.

lunedì 19 aprile 2010

La logica di Berlusconi.

E pensare che Berlusconi  lo ha ripetuto in tutte le salse , parlare  in continuazione di mafia fa male al nostro paese, si tratta di cattiva pubblicità.
Tra l'altro , come italiani soffriamo sempre di protagonismo , e pur essendo la nostra mafia solamente sesta nel  mondo , a livello di immagine viene collocata ai primi posti, è la più famosa in assoluto.
Colpa sicuramente di scrittori come Sciascia e Saviano che ne hanno scritto , uno tra l'altro ne scrive ancora nonostante i richiami.
Colpa dei giudici che ne parlano, colpa della polizia che indaga , certamente colpa dei giornalisti che ne scrivono , a volte con qualche soddisfazione.
Solo un esempio , riportato oggi da tanti giornali che parlano di   "Ventuno presunti appartenenti al clan Ascione-Papale arrestati all'alba di oggi ad  Ercolano (Napoli), su ordine dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli , con l'accusa di associazione mafiosa ed estorsione".
Ecco il semplice parlarne è di per sè già un danno, l'immagine veicolata e trasmessa del paese che ben 21 persone, in un territorio così ristretto , possano essere sospettate di appartenere alla mafia di per sè è già un disastro , direbbe il Cavaliere. Quello che doveva presentarsi come una brillante operazione ed un successo degli investigatori , diventa di fatto un boomerang, un danno incalcolabile se fosse vero il ragionamento.
Molto meglio non parlarne, meglio non scriverne, forse sarebbe stato meglio non indagare e neache procedere agli arresti se questi poi sono i risultati.
Teniamoci la nostra mafia e cerchiamo di essere un po' mafiosi anche noi, non parliamone , non scriviamone , visto che In fondo anche il  ministro di un precedente governo Berlusconi sosteneva che con la mafia ci si può anche convivere.
L'importante è pensare ad altro , essere anche qui ottimisti, non parlarne, non scriverne, e il paese  ne guadagnerà, è questa la logica. Possibile non capirla ?
Io non so se ne guadagneranno tutti, forse qualcuno , di certo so che ne guadagnerà  la mafia.

sabato 17 aprile 2010

La cruna dell'ago da cui dovrebbe passare Fini.

I fedelissimi di Fini oggi parlano di spiraglio, anche se strettissimo e difficilmente percorribile.
Sembra quasi che il tempo stia passando inutilmente e che le posizioni, oramai troppo radicate e radicali, rendano inevitabile quell'incendio che prima o poi sembra destinatao d infiammare il Pdl.
I nodi  stanno venendo al pettine, le elezioni appena concluse ed i risultati, mostrano come il veero vincitore della tornata elettorale siano stati Bossi e la sua Lega e non il Pdl.
L'accordo Bossi - Berlusconi , già solido in precedenza e che escludeva di fatto Fini, ora rischia di diventare un patto di ferro a tutto discapito del Presidente del Presidente della Camera. In questo abbraccio mortale Fini rischia di soffocare.
Gianni Alemanno e  Gianni Letta  in veste di pompieri di turno cercano di gettare più acqua possibile sul fuoco ma l'impresa è ciclopica.
Difficile per ora prevedere gli sviluppi della situazione , certo è che gli scenari politici sono già tracciati indipendentemente dal fatto che ci sia o meno la tanto temuta scissione.
Il ragionamento di Fini non fa una grinza, il Pdl è oramai schiacciato sulla politica di Bossi e quest'ultimo , regista e maestro, detta di continuo e con consumata furbizia le sue condizioni.
Certo il Pdl potrà reggere in queste condizioni per il tempo necessario a far sì che Berlusconi possa diventare Presidente della Repubblica, reggerà per l'intera stagione  Berlusconiana, ma manca di prospettive, non ha certo un suo futuro politico di ampio respiro.
Fini non pone solo un problema personale o di corrente, pone un serio problema politico.
Berlusconi però allo stato attuale non può dare risposte, o almeno non più, non gli rimangono altenative, non può abbandonare il certo per l'incerto, il fedele alleato per un  compagno di partito che ha idee spesso così diverse dalle sue, una strada consolidita e che porta i suoi frutti per una nuova.
Fini sull'altro versante non ha molte vie d'uscita, questa politica Berlusconiana  porta diritto lui ed i suoi sostenitori al suicidio, alla scomparsa politica, se non immediata, certamente futura.
Martedì Fini riunirà tutti i parlamentari ex An per un'ultima consultazione dalla quale dovrà scaturire probabilmente un documento da portare, nella giornata di giovedì,, nella direzione del partito a sostegno delle sue tesi.
Ma, gruppi autonomi o no, la cruna dell'ago da cui Fini deve passare ,per ritrovare un accordo con il Cavaliere, è troppo stretta , praticamnete impraticabile ; scissione o meno, il Pdl oramai è in fibrillazione , lo scontro è solo rinviabile ma non eludibile.
In queste condizioni la strada delle riforme diventa sempre più difficile, in pratica è come la cruna di quell'ago, sempre più stretta, a meno che non venga percorsa dopo ampie convergenze tra i partiti. Ma a questo sarà disponibile Berlusconi o preferirà giocare la carta delle elezioni anticipate visto l'impossibiltà a govenare  alle sue condizioni e secondo i suoi programmi ?
Mi pare del tutto fondato il dubbio di chi sostiene che il governo alla fine vivacchierà, nell'immobilismo più assoluto e senza un vero vincitore ma in presenza di tanti sconfitti e perdenti visto che alla fine questo avverrà a discapito degli italiani e dell'intero paese.

giovedì 15 aprile 2010

Striscia la notizia fa cadere la Giunta di Latina, è il nuovo che avanza.

Si sono dimessi 22 consiglieri comunali a Latina e così hanno fatto cadere la Giunta  del sindaco Vincenzo Zaccheo.
La colpa è di un video di 'Striscia la notizia' in cui si vede il sindaco Zaccheo che si congratula col neo governatore del Lazio, Renata Polverini, e chiede , di  non favorire più il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale del Pdl  nell'assegnazione degli appalti.
Nello stesso  fuori onda, che fa seguito alla vittoria elettorale, la Polverini e lo stesso Vincenzo Zaccheo, si scambiano "congratulazioni, cortesie e raccomandazion" non solo personali viso che Zaccheo dice al neo Governatore " Mi raccomando, non ti dimenticare delle mie figlie", e pronta, la Presidente della regione Polverini , tanto per ben cominciare, cortesemente risponde "No! Ma che stai a scherza'!"
Commenti ? nesuno la cosa si commenta da sè, questo è il nuovo che avanza anche se a me sa tanto di vecchio e stantio.

mercoledì 14 aprile 2010

Beatles , l'inutile e tardivo perdono del Vaticano.

Per capire quale sia la considerazione in cui si devono tenere le osservazioni e le idee della Chiesa non serve andare molto lontano, basta sfogliarsi oggi l'osservatore Romano.
Ci si accorge in un attimo che un'istituzione che vuole ragionare per l'eternità e sull'eternità , ha spesso idee mutevoli e contraddittorie, legate ai tempi ed alle mentalità.
Ma il pensiero  e le concezioni della Chiesa hanno da secoli una caratteristica essenziale che li contradistingue, non sono mai progressisti, sono sempre reazionari ; non sono più da tempo  al passo con la società, ma sempre da freno a questa, salvo poi adeguarsi a posteriori.
Se ne volete l'ultimo esempio proprio oggi si scopre , per bocca autorevole, che il Vaticano ha deciso di perdonare i Betles , dopo 40 anni esatti dalla loro scomparsa come gruppo.
Ai loro tempi furono giudicati “satanisti o potenziali satanisti” e per questo si guadagnarono la dannazione eterna.
Come si vede , si trattava al contrario di un'eternità breve e legata ai tempi, mutevole , distorta e contraddittoria, così come lo è spesso il pensiero ed il giudizio della nostra chiesa sul mondo.

Le sciocchezze del cardinal Bertone e della Chiesa.

Scivolano spesso i prelati quando si addentrano in considerazioni scientifiche, partono sempre con il piede sbagliato , da un loro principio generale fanno discendere il mondo ed ogni cosa. Così facendo non solo fanno male all'uomo con la  distorta intenzione di salvargli l'anima, ma spesso fanno male a se stessi ed alla loro istituzione.
E' capitato così al cardinale Tarcisio Bertone, secondo dopo il Papa nella gerarchia ecclesistica e persona di solito misurata, che per difendere la scelta del celibato della Chiesa abbia ecceduto stupidamente sull'omosessualità.
"Molti sociologi, - ha detto il prelato in Cile - molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia  e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia".
Le affermazioni del Cardinale sono pietose, insensate e per nulla attendibili, hanno la stessa valenza scientifica di quanti affermano che c'è una stretta relazione tra pedofilia e sacerdozio, cioè nessuna.
La chiesa anche qui emette schiocchi giudizi personali che dovrebbero esserele impoediti dall'autorità di cui è investita.
Continuando su questa china rischia di scavare tra sè e la società un solco sempre più profondo, rischia di perdersi ad inseguire superstizioni , stregonerie e dabbenaggini, degne di un medio evo che pareva dimenticato e che invece a qualcuno può sembrare prossimo e venturo.

martedì 13 aprile 2010

"Terroristi, vittime o pirla” dice il Giornale.

Ieri il "Gionale" di Feltri  annunciava orgoglioso in prima pagina che i tre operatori italiani di Emergency  avevano rilasciato la loro "confessione choc ".
Oggi , sempre il Giornale , si lascia andare a considerazioni personali per definire gli stessi operatori , o sono terroristi o sono vittime oppure sono pirla.
Per quale opzione opti il Giornale sembra facilmente intuibile. Il quotidiano non nutre molta simpatia per Strada ed Emergency.
Sono vittime, dice Granzotto, l'autore dell'articolo , se si sono trovati dentro un complotto americano e afghano, che serve a “liberare” la zona in attesa di una successiva offensiva militare.
Possono essere invece effettivamente terroristi, che si sono messi al riparo di Emergency.
Oppure sono semplicemente dei pirla che hanno giocato con il fuoco della guerra in Afghanistan senza rendersene conto.
Come si sa il mondo è pieno di vittime, innocenti ed incolpevoli, nessuna di loro si è mai offerta spontaneamente e volontariamente ai carnefici, nessuna di loro bramerebbe recarsi in Afghanistan per giocarci il suo ruolo.  
Chi lo fa , lo fa con convinzioni e per ideali, o forse per quel poco di umanità e di generosità che ancora si ritrova in questa società, sempre più portata all'egoismo.
E' il criticare queste persone , ed il farlo con tanta superficialità e stoltezza, qualunque cosa sia davvero accaduto, che mi fa pensare che il mondo è davvero pieno di pirla, e che neanche sia obbligatorio andare fino in afghanistan per trovarne, basta guardarsi attorno, magari aprire solo la pagina di un gionale.

Le motivazioni della condanna a Google , scontate banalità o vero e proprio attacco a internet ed alla sua libertà.

Finalmente sono state rese pubbliche le motivazioni della condanna per i  tre dirigenti di Google emesse dal tribunale di Milano . Sotto inchiesta vi era un filmato , pubblicato in internet, che riprendeva un minore disabile insultato in una classe.
  "“Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente è vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del web – ha scritto il giudice  – Esistono invece leggi che codificano comportamenti che creano degli obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una penale responsabilità”.
Affermazioni doverose direbbe qualcuno mentre qualcun altro le giudicherebbe banali proprio perchè scontatissime e condividise da tutti laddove si parla di leggi e di penale responsabilità. L'errore sta solo nel fatto di voler  ascrivere queste a Google anzichè ai responsabili degli atti e delle riprese.
E' come dire in pratica che la Ferrrari, per aver costruito macchine che viaggiano troppo veloci, è colpevole nel caso di incidenti.
Per questo non è ammissibile una condanna ai tre dirigenti di Google per non aver impedito la pubblicazione del filmato, non sono loro le colpe.
In questo caso davvero sarebbero fondate le preoccupazioni dell'amministrazione americana che per bocca del suo ambasciatore ha ribadito il principio che la libertà di internet è vitale per le democrazie".
Pare però che al di la del giro di parole , dell'affermazione di principi banali  scontati per ogni internauta, i tre dirigenti siano stati condannati semplicemente per “una insufficiente e colpevole comunicazione degli obblighi di legge riguardo l’informativa sulla privacy”.
Il giudice insomma emetterebbe la sua condanna contro Google solo per il fatto che l’informativa sulla privacy  nel sito "ha uno spazio irrilevante, in cui si può accettare i termini ben prima di aver letto l’intero documento".
Se così è , si tratta di una banalità, di una formalità, che non mette in discussione nulla, non i principi su cui si regge internet e neppure la libertà di questa. Si è fatto in pratica tanto casino per niente.
Resta il fatto però che non si capiscono le tante precisazioni della sentenza e neppure l'affermazione di tanti scontati principi, restano dubbiosi i "modi" ed i "tempi".
E' proprio per questo che personalmente nutro forti perplessità sul fatto che si sia trattato in questo caso di un'infomazione difettosa , di un problema mal posto, di idee preconcette da entrambe le parti , o semplicemente che si voglia cominciare proprio da qui, dalle fondamenta del sistema di internet , dal sua pagina di accesso vera e propria, una nuova battaglia , che rischia davvero di essere pericolosa se non sconta il principio fondamentale che , come dice Obama, "la libertà di internet è vitale per le democrazie".
Resta qundi da capire se siamo alla fine del processo , anche mediatico, o se siamo semplicemente all'inizio.

lunedì 12 aprile 2010

Il Cavaliere, è utile ripeterselo, non sopporta semplicemente la democrazia.

Era pura e semplice illusione  quella che sorreggeva i molti commentatori politici che da alcuni giorni inneggiavano alla tregua tra il Presidente della Repubblica e Berlusconi.
Chi lo pensava dimostrava solamente una profonda ingenuità o la scarsa conoscenza della mentalità e dei modi del nostro Premier.
Serviva solo in pratica un'occassione, ed eccola lì la dimostrazione che a volte per Berlusconi la parola è scollegata dal pensiero, colpa di alcuni neuroni mancanti dice qualcuno.
A volte l'età avanzata gioca di questi scherzi.
Era Parma la città designata per dar fuoco alle polveri, e l'occasione una riunione con una nutrita platea di imprendidotori .
Quale migliore possibilità che il sentirsi a casa propria per chi non aspettava altro.
Dopo le solite quattro puerili e demenziali sciocchezze sul Governo del fare, sul  Partito dell’Amore e sulle odiatissime tasse ( quasi le odiassero solo lui e gli imprenditori e come se, in così nutrito numero, non fossero proprio loro ad evaderle), che in futuro , e sempre e solo in futuro , lui provvederà a  ridurre , il Cavaliere ha sferrato il suo attacco.
Seguiamone pari pari i virtuosismi concettuali , visto che le televisioni private e di stato hanno preferito sorvolare.
Per prima cosa il Presidente del Consiglio ha confermato di essersi stancato di molte cose.
"Il governo italiano - ha detto- non è in grado di governare nel quadro del sistema vigente. Non può paragonarsi a nessun altro governo europeo da questo punto di vista. L'esecutivo non ha alcun potere; i disegni di legge vanno in esame alle Commissioni della Camera, poi in aula, poi al Senato".
E in tutti questi passaggi sostiene,  i deputati ne vogliono, oltre che naturalmente discuterne, provvedere anche ad alcune modifiche. Assurdo secondo lui.
 "Finalmente - continua - una volta approvato dal Parlamento, quel testo, viene comunque rallentato dalle burocrazie nazionali e regionali. Senza dire, come antefatto, che il testo viene preliminarmente sottoposto al presidente della Repubblica e al suo staff che ne controlla addirittura gli aggettivi".
Come dire in pratica che il Premier è  stanco di un Parlamento che discute e cambia le leggi, è stanco del Presidente della Repubblica che , secondo il dettato Costituzionale deve esaminarle e firmarle se del caso, è stanco poi , come al solito, della Corte Costituzionale che ne vuole giudicare l’idoneità.
In pratica, se ci si pensa con quel pizzico di attenzione necessaria , il Cavaliere è stanco semplicemente della  democrazia e delle sue regole.
Le parole del Cavaliere non meritano pensosi commenti, si giudicano da sè, ma guai a sottovalutarle visto che lasciano intravedere una pericolosa strada, il bordo di quel precipizio a cui ci vuole portare.
Due soli interessanti commenti tra il tanto qualunquismo , il primo viene da Eugenio Scalfari che, dalle pagine di Repubblica, parla di un Berlusconi che vuole “dare una spallata definitiva alla Costituzione repubblicana sostituendola con un regime autoritario,  con “un Parlamento di "cloni" plebiscitati, con un potere giudiziario frantumato e subordinato all'esecutivo".
L'altro giudizio pare venire dallo stesso Presidente della Repubblica Napolitano che, ad un Letta che si dichiarava dispiaciuto per le affermazioni del Premier , si dice abbia risposto che “Le sue scuse personali non risolvono la questione. Se non si trattasse del presidente del Consiglio ma di una qualunque altra persona dovrei dire che siamo in presenza di un bugiardo che dice una cosa al mattino e fa l'opposto la sera oppure d'una persona dissociata e afflitta da disturbi schizoidi”.
Tagliente il giudizio ma pare abbia colto davvero nel segno.
La tregua tra i due come si vede è già finita ancora prima di iniziare , ma nessuno pensi si tratti solo e semplicemente di uno scontro personale , in gioco c'è altro , e di ben più importante.
A me pare davvero sensato concludere , con un lucidissimo Scalfaro, che penso di sapere e di prevedere che la battaglia tra i due è appena niziata ma che sarà durissima e senza esclusione di colpi.
Non sarà una battaglia  personale, ma per la democrazia italiana.

venerdì 9 aprile 2010

Che paura si è preso Napolitano quando ha visto Calderoli...ma come dargli torto

Oggi Napolitano ha sentito la necessità di ritornare a parlare di riforme.
 "Per fare le riforme - ha detto - bisogna tenere conto di esperienza passata e bisogna avanzare proposte concrete, senza abbandonarsi a continue anticipazione.
Come dire inutile continuare a parlare a vanvera  e magari così tanto per fare o inventare chissà quali nuove leggi o meccanismi , basta in fondo mettere sul tavolo quanto è già frutto di accordo tra gli schieramenti e chiaccherare un po' meno ed il gioco fatto.
Daltronde come dare torto a Napolitano , provate a pensare alla sua sorpresa quando si è visto arrivare al Quirinale, preceduto da una sola telefonata, il ministro per le semplificazioni Calderoli.
Qualcuno ha definito l'incontro "irrituale", "inusuale" o "inusitato".
Tutte belle parole, provate a mettervi nei panni del Capo dello Stato e forse avreste abbandonato il protocllo e l'educazionero.
Quando si pensa a Calderoli non si può non pensare alla legge che è stata il frutto del suo genio , l'attuale legge elettorale, si proprio la "porcata" , per sua espicita definizione.
Di "porcata" ne basta una , di altre non ne sentiamo la necessità  e anche noi, come forse è toccato a Napolitano, al pensiero che Calderoli possa essere investito di un qualche incarico in materia o sull'argomento, ne siamo spaventati , terrorizzati , inorriditi.
Ma in fondo non siamo i soli , mi ci gioco lo stipendio , le ferie , e persino qualcosa d'altro che non voglio nominare , che capita così anche a tanti altri italiani , non solo all'opposizione , ma persino tra i membri del Pdl , come Fini e Bocchino ad esempio, e non solo.

Chiesto rinvio a giudizio per Berlusconi e altri. Chiedere è permesso....

Nuovi guai , si fa per dire, per il Premie. I Pm di Milano hanno chiesto infatti il suo rinvio a giudizio per frode fiscale e appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta Mediatrade-Rti su presunte irregolarita' nella compravendita di diritti televisivi per creare fondi neri.
E' quanto viene riportato oggi sulle prime pagine del Corriere della Sera, di la Repubblica e del Sole 24Ore.
Coinvolti nell'inchiesta questa volta però pare si trovino anche Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri , assieme ad altre 9 persone.
Il Premier viene accusato di  frode fiscale per 8 milioni di euro evasi , nonchè di appropriazione indebita.
Resta il fatto che Berlusconi senior se ne può stare oramai tranquillo , ha vinto persino la sua battaglia contro il tempo, potrà infatti avvalersi del legittimo impedimento e, impedimenti reali o no, nessuno lo vedrà in tribunali siatene certi.
Per il resto si vedrà.
Mediaset  in ogni caso, può sempre contare, in qualsiasi battaglia o scandalo si trovi coinvolta , su appoggi e sostegni inimmaginabili per altri.
Pier Silvio e Confalonieri sono l'uno il figlio , e l'altro il miglior amico,  di un Premier che,  normalmente conversa telefonicamente a destra e a manca per  "dirigere",  "raccomandare" o "proibire",un qualche santo in paradiso che si interessi del caso prima o poi lo troveranno di certo.
Di certo il tempo per occuparsi di loro il Premier lo troverà , qui gli impedimenti non tengono e neanche verranno addotti.
Colpevoli od innocenti , e io sono sempre innocentista, oramai poco importa.
Quando si vedono sempre più , sia la giustizia che la legge, strattonate a secondo le necessità o delle convenienze , ci si convince a volte che non esistano più , nè l'una nè l'altra.
E' solo per un attimo però, il tempo di un pensiero , perchè quanto detto vale solo pe i ricchi e per i potenti, per tuti gli altri e sopratutto per i poveri e chi non conta nulla, esistono ancora entrambe , vanno rispettate e in genere non perdonano.

giovedì 8 aprile 2010

Se è giusto il "Legittimo impediment"o per i ministri "impediti", perchè non estenderlo anche a medici e sacerdoti.

Giorgio Napolitano , apponendo la sua firma,  ha promulgato il disegno di legge che prevede lo scudo processuale di 18 mesi per il presidente del Consiglio e per i ministri.
Il provvedimento era stato approvato dal Senato il 10 marzo scorso ed entrerà così in vigore con la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La Corte Costituzionale aveva già riconosciuto , con la sentenza n. 24 del 2004,  l'«apprezzabile interesse» ad assicurare «il sereno svolgimento di rilevanti funzioni istituzionali".
In parole povere, ora,al nostro presidente del Consiglio ed ai nostri Ministri "impediti", sarà assicurato per legge uno scudo processuale di 18 mesi.
Il tempo, come si sa, per i nostri Governanti è come l'oro , e va misurato per gli affari pubblici, a volte se ne trova per i divertimenti o per qualche festino, ma si sa, sono uomini in fondo, e anche "uomini veri".
Il leggittimo impedimento naturalmente vale solo quando il Premier ed i Ministri siano inquisiti , non quando sono parte lesa, perchè in questo secondo caso sono certi di riuscire a trovare tutto il tempo che vogliono, nonostante gli imedimenti..
Con buona pace del Parlamento e del Premier , viene alla fine sancito il principio che qualcuno è diverso davanti alla legge , che qualcuno ha più "ragioni" e diritti degli altri.
Chissà che non sia possibile in avvenire estendere la legge anche ai chirurghi od ai medici , così questi , invece di perdere tempo per recarsi in tribunale potranno dedicarsi con impegno a salvare vite umane.
E poi magari , perchè non estenderla anche ai vescovi ed ai sacerdote, poco importa se anche pedofili , che così si potranno dedicare, senza impedimento alcuno, alla salvezze delle anime.
Ma tranquilli, se fino ad ora vi siete scandalizzati, aspettate ancora un po' e poi si riparlerà di nuovo di " Lodo Alfano", non abbiate fretta, questa è solo un anticipo, un piccolo antipasto, poi arriva il resto.

mercoledì 7 aprile 2010

Le colpe di Laura Ravetto e di chi l'ha fatta sottosegretario.

Ieri sera a Ballarò ha fatto la sua comparsa, anzi , la sua comparsata, l'Onorevole Laura Ravetto, sottosegretario di Stato di fresca nomina.
Certo apparire in televisione non a tutti si addice, sopratutto se si è anche poco fotogenici.
Peggio ancora se oltre a questo non si riesce nemmeno ad essere simpatici, dotati di humor, gradevoli e neanche tanto preparati.
Ancora peggio poi quando si vuole essere saccenti, contestare malamente , persino i dati dell'Istat e dire che le tasse sono cresciute, solo per difendere il proprio schieramento.
Se si possiedono tutti questi difetti ed in più ci si mostra anche ridicoli allora si può ambire ad essere sottosegretario di stato come Laura Ravetto.
Ma visto che un qualche merito forse la nostra Laura lo dovrà pur avere a me è parso di coglierlo quando ha dichiarato serafica e serissima che, mostrare uno Yacht  di Lusso a Ballarò e dichiarare che questo natante , per portare i suoi proprietari a farsi una scampagnata ad Ischia, consuma circa 10.000 euro di combustibile (come circa 8 stipendi di un lavoratore medio italiano) è un invito "scorretto", da parte di Floris, "all'odio di classe" ed alla ribellione sociale", allora ho capito tutto.
In fondo la Ravetto ha la stessa testa di Berlusconi, la stessa concezione del mondo , nonchè della televisione; per loro la tv deve mostrare solo cose convenienti, piacevoli, utili alla propaganda del loro partito, non il paese reale con i suoi sprechi e le sue povertà, ma solo un'Italia immaginaria, quella dei sogni, quella irreale.
La Ravetto non ha colpe, poveretta, lei rappresenta in fondo solo una disgrazia in più per gli italiani, la colpa è sempre sua , è quella di chi l'ha fatta sottosegretario ,  sicuramente Berlusconi.

Di pedofilia si muore un po' ogni giorno.

Un nuovo scandalo scuote la Chiesa Cattolica e ancora una volta si tratta di un caso di pedoflia.
Questa volta è toccato ad un vescovo norvegese, Georg Muller, che ha  confessato di aver abusato sessualmente di un ragazzo , all'epoca minorenne, una ventina di anni fa.
A seguito della confessione, il prelato si dimise dalla carica nel giugno dello scorso anno , mentre la Chiesa cattolica fu costretta a pagare, alla vittima degli abusi , una cifra  di circa  65.000 euro,  a titolo di risarcimento del danno subito.
Mueller scelse di dare le sue dimissioni solo dopo che venne informato delle accuse che lo riguardavano.
Pare che la vittima fosse un chierichetto che ha mantenuto il segreto per ben 20 anni.
L'inchiesta venne affidata al Vescovo di Stoccolma e le dimissioni del prelato , precisa la Santa Sede, vennero immeditamente accettate dal Vaticano.
Se un caso si risolve alla luce del sole, mille altri casi di abusi sessuali compiuti da sacerdoti su minori, hanno goduto del silenzio generale della gerarchia cattolica.
Nessuno vuole generalizzare , sappiamo bene quanti e quali sacrifici , vengano compiuti giornalmente da migliaia di sacerdoti impegnati socialmente nel mondo.
Le colpe , è vero, rimangono sempre individuali.
Essere sacerdote non deve essere sinonimo di pedofilia, resta il fatto indiscutibile che qualcuno prima o poi dovrà spiegare, per quale sconosciuta motivazione, tanti sacerdoti si macchiano di colpe così gravi e per quale mai strano motivo, molto spesso queste colpe vengono sottaciute, minimizzate o addirittura coperte.
Di "pedofilia" muoiono ogni giorno in cuor loro , dopo  grandi sofferenze psicologiche e morali,  molti giovani abusati,  ma di pedoflia può anche morire una grande organizzazzione come la Chiesa cattolica.
I mille meriti vantati in molti campi, non bastano e non fanno giustizia di uno solo di questi casi denunciati.

venerdì 2 aprile 2010

I leghisti Zaia e Cota quasi meglio del Papa, forse stanno organizzando assieme una nuova Crociata.

Non è tanto inaspettata a ben vedere la recente sintonia tra la Lega e la gerarchia della Chiesa cattolica , è frutto di un abile ed a lungo ricercato riavvicinamento.
oggi ad esempio il neogovernatore del Veneto,Luca Zaia , confessa al Foglio  : “Siamo noi a interpretare meglio di altri il sentire dei cattolici. Quello che dice il Papa noi lo ascoltiamo e la nostra gente lo sa.
Del resto, se così non fosse, non si spiegherebbe l’approvazione che ieri monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, ha voluto dare al neogovernatore del Piemonte Roberto Cota che si è detto pronto a lasciare la pillola abortiva Ru486 “in magazzino”."
E sempre bello , tra uomini, istituzioni, organizzazzioni e partiti si scoprono sintonie ed affinità  che sembravano impossibili fino a poco tempo prima. Figuriamoci poi quando queste sintonie avvengono su problemi etici , morali o religiosi.
In questo caso però visto le distanze fino ad ora abissali su idee quali solidarietà, carità e generosità , i casi sono due,  o la Lega intende definitivamente abbandonare i suoi toni ed i minacciosi programmi nei confronti degli extracomunitari o assieme , Lega e  Vaticano, stanno preparando una nuova e moderna Crociata contro gli infedeli. Questa volta da combattere non più in terrasanta , ma in mare , contro gli sbarchi ed ai confini del paese, per liberare i luoghi di culto  dai minareti, dalle troppe moschee e dalle tante presenze straniere , che forse, per ulteriori e sconosciute sintonie ed affinità, potranno a questo punto, da entrambi, essere giudicate ingombranti ed inopportune.
In fondo quella croce sulle bandiera , unita allo spadone di Alberto di Giussano fanno tutti ben sperare
Chissà che assieme non riescano ad aprire scenari inpensati , o rendere attuali vecchie parole d'ordine come il famoso in "Hoc signo vinces" o il più triste "Goot mit uns" che svettava sulle bandiere naziste, la storia in fondo a volte si ripete.

Smantellato giro di escort russe; salvi i palazzi istituzionali, eliminata concorrenza sleale "dell'amico" Putin

La squadra mobile di Roma ha smantellato un giro di escort che esercitavano in appartamenti in affitto e presso alcuni grandi alberghi della capitale.
Come si vede è sempre efficiente la nostra polizia quando si tratta di escort, ha accumulato al riguardo una notevole esperienza.
In questo caso ne erano interessati solo alcuni grandi alberghi della capitale, questa volta i palazzi istituzionali si sono salvati.
Forse in questo caso si è trattato semplicemente di concorrenza sleale "dell'amico Putin". 

giovedì 1 aprile 2010

Ru486, battaglia civile contro gli oscurantisti come Cota, Sacconi, Gasparri, ed il Vaticano.

E' appena sbarcata in Italia la pillola abortiva , dopo che da tempo è diffusa in tutta il mondo civile , ed è subito polemica.
La pillola Ru486 non è altro che uno strumento legale per l’interruzione di gravidanza, regolamentato dalla legge 194, e tra l'altro con un rigidissimo protocollo di somministrazione.
Invece di combattere il rischio della clandestinità delle procedere c'è ancora chi si batte per ostacolare i diritti delle donne.
Chi si preoccupa della pillola in sè , come se questo fosse il problema, si dimentica, forse volontariamente o strumentalmente, le tante cliniche abortive clandestine che arricchivano l'Italia prima dell'approvazione della legge, o i tanti medici e le tante mammane che fornivano i loro servizi, facendosi pagare profumatamente e mettendo a rischio, spesso e volentieri. la vita stessa delle pazienti.
C'è purtroppo ancora qualcuno che ragiona e pensa stupidamente che il mondo sia pieno di donne che "desiderano" l'aborto, come se questo non fosse un problema ed un dramma per ogni donna che vi si trovi costretta.
Agli italiani, e sopratutto alle italiane, poco importa sapere che , per il cittadino Cota, neo eletto Governatore del Piemonte, la pillola abortiva può rimanere nei magazzini, l'importante è che rispetti e faccia rispettare la legge.
Se poi queste affermazioni le avesse fatte qualche giorno prima , forse non sarebbe stato nemmeno eletto.
In ugual maniera ascoltiamo il pensiero del Papa e gli concediamo il diritto di affermare che  "è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace,  così come non accettare ingiustizie".
Non vogliamo pensare alle tante ingiustizie che in vari periodi storici sono state patite dall'uomo proprio per conto ed in nome di questa Chiesa; tanta storia è passata, anche se ha lasciato il segno senza insegnare nulla.
Qualche volta guardando alla realtà italiana odierna ed al dibattito culturale e sociale del nostro paese sembra che il tempo non sia passato, pare di essere ancora in pieno  medioevo , e tra l'altro nel periodo più oscurantista, quello in cui Stato e Chiesa erano un tutt'uno, quello in cui ancora si bruciavano le streghe e gli eretici, quello dell'inquisizione per capirci, quello in cui una volontà oscurantista di pochi diventava legge ed imposizione per tutti.
In un moderno stato, al contrario, la legge ed il diritto non sono dati da Dio, sono frutto dell'uomo, di un accordo civile tra le parti, dei comuni interessi dei cittadini, di regole generali e di comportamento che ci si dà per una vita civile. 
In ogni Stato moderno è importante che ogni cittadino rispetti queste regole e di queste leggi; è una garanzia reciproca, per i tanti credenti , come per quelli che non lo sono, vale per tutti , nessuno escluso, e questo è importante ricordarlo, una volta ogni tanto, anche a  Cota, a Gasparri, a  Sacconi e finanche al Pontefice quando parla di fatti , vicende e leggi italiane.

Epurazioni al Tg1 ? vuoi vedere che è l'odio che vince sull'amore.

Nuova polemica sulla Rai dopo la riprese delle trasmissioni proibite di Santoro , Floris , e  per par condicio di Vespa.
Quella che sembrava semplicemente una voce che circolava già da alcuni giorni , si conferma ora come una stupefacente realtà;  verranno rimossi dal loro attuale incarico, Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario, quelli che sono, per intenderci , i conduttori  storici del Tg1.
I più non capiscono, nè la necessità nè l'urgenza del provvedimento, e nemmeno pensano a reali colpe ascrivibili ai conduttori, a meno che non sia  una colpa non aver espresso solidarietà a Minzolini sulla vicenda Mills.
Sempre più ridicola la posizione del Direttore , non solo nell'intera vicenda, ma anche nelle odierne e poco credibili giustificazioni , laddove si parla di "cambio generazionale".
Queste risultano tanto credibili che persino lo stesso Paolo Garimberti, in una lettera al direttore generale Mauro Masi, parla di "logica discriminatoria" dei provvedimenti.
Che dire oramai di un direttore come Minzolini che pare gestire il servizio pubblico televiso di tutti gli italiani che ne pagano il canone, come se fosse una televisione privata ?
Che dire di quei giornalisti che pensano di essere al soldo di un "principe" e dei suoi interessi , anziche al servizio della verità ?
Che dire di chi, e tutti gli italiani lo hanno potuto leggere nelle intercettazioni pubblicate, non è pronto ad altro che ad abbassare  , con scarsa dignita professionale, la testa ed a ubbidire al prepotente di turno ed alle sue angherie ?
Che pensare di un servizio pubblico televisivo sempre più scadente, sempre più allineato alle direttive del potere, sempre più "bulgaro" , sempre più simile ai vecchi e propagandistici cinegiornali Luce del periodo fascista ?
Che dire del fatto che ancora non si sia fatta  sentire nè la reazione, nè la protesta, di quanti ancora  ancora credono e sperano nella libertà di stampa e di informazione , come elemento fondamentale di ogni democrazia ?
Che altro ancora si dovrà tollerare o vedere per capire che qui è l'odio che prevarica, non solo l'amore, ma la verità , la dignità, l'onestà e la professionalità ?