mercoledì 10 marzo 2010

Usa, la rivoluzione in Iran corre sul web.

La decisione degli Stati Uniti di revocare l'embargo sulla vendita di materiale tecnologico all'Iran sembrerebbe a prima vista una contraddizione, ma non lo è.
"Le comunicazioni su internet come email, istant messaging e social network sono degli strumenti potentissimi", ha spiegato il vice segretario al Tesoro, Neal Wolin.
Con questi strumenti si favorisce il flusso costante di comunicazioni per tutta la popolazione iraniana, in particolar modo per l'opposizione.
Tutto questo avviene proprio nel momento in cui , intuendone il pericolo per il regime, le autorità di Teheran continuano ad oscurare i siti internazionali e nazionali.
Qualcuno "Sta provando a sconfiggere la Repubblica islamica attraverso internet", aveva avvertito nello scorso mese di gennaio l’Ayatollah Ali Khamenei.
Mentre gli Stati Uniti riaffermano in ogni maniera il principio della libertà della rete, il nostro governo Italiano sta tentando a più riprese di imbavagliare la rete ed internet con assurde proposte legislative , non si sa se mosso più da ignoranza in materia che da precisa volontà politica.
Sta di fatto che il tentativo è palese ed evidente e che , come compagni di strada e di percorso, ci troviamo appunto l'Iran degli ayatollah ed il regime Cinese.

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