lunedì 1 marzo 2010

Ridicoli e patetici i rappresentanti del Pdl che invocano Napolitano ed i giudici per la loro lista esclusa nel Lazio.

Pare per ora assodato, la lista provinciale romana dei candidati Pdl resta, almeno per ora, esclusa dalla competizione elettorale per le regionali del Lazio, questo a causa di un ritardo nella presentazione delle liste.
Nel partito è un vero e proprio tsunami.
Vincenzo Piso, coordinatore del Pdl laziale, non unico ma principale responsabile del fatto, è ora duramente attaccato anche nel suo stesso partito.
Il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi  gli ha addirittura dato dell'"incapace" e se lo riconosce lui c'è da credergli .
Ma Piso non demorde, e come spesso accade nel Pdl quando non si vuole riconoscere una sconfitta , (Berlusconi è maestro in questo ed insegna) , se la prende con i radicali e con gli avversari politici.
Come se loro fossero colpevoli per il suo dilettantismo, per la sua incapacità , per la sua mediocrità o per quella del suo "entourage".
Mai riconoscere però i propri limiti o le colpe, molto meglio insistere, e preannunciare per giovedì prossimo ,"una grande mobilitazione di popolo contro chi vuole escludere il nostro partito dalle elezioni regionali".
Già, quasi che le colpe fossero degli altri e non loro, come se, a forza di ripetere o urlare il falso, questo , come per magia diventasse realtà, o che quantomeno , così facendo, si potesse avere la certezza di essere prima o poi creduti.
Ma poichè tra gli attivisti di questo partito si è oramai fatto strada prepotentemente l'idea che il loro operato non debba sottostare ad alcuna regola o legge c'è chi ha già pensato di ricorrere ad un decreto o ad una "leggina" ad hoc correttiva.
Neanche si accorgono di essere ridicoli e patetici , si appellano ora al Capo dello Stato ed ora ai giudici, diventati di colpo i garanti della legalità quando fino a ieri venivano dichiarati talebani, peggiori dei criminali.
Il ministro Giorgia Meloni ora dichiara che , se il Popolo delle Libertà non avrà risposte (e già si sa che risposte vuole avere) "Siamo disposti a mobilitare la nostra gente ogni giorno".
Purtroppo per loro, e per uno strano del destino è che le sorti del Pdl e dell'intera sua lista nel Lazio, dovranno passare , per uno strana ironia della sorte, dalle "mani dei magistrati". A loro infatti spetta l'ultima parola sul caso , che a quanto pare arriverà forse mercoledì.
Aspettiamo la sentenza , ma aspettiamoci anche urla , imprecazioni e fischi, sopratutto nei confronti di Napolitano e dei giudici, se questa , come pare scontato, sarà contraria ai loro interessi ed alle loro richieste.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe stupido non prendersela dopo una debacle di tal fatta alla presentazione delle liste. Sarebbe come se il generalissimo ordinasse la carica a una cavalleria che non c'è: veramente inimmaginabile. I cavalieri stanno nelle camerate ancora a sgranchirsi della nottata.
Non è serio, ma non è serio nemmeno per l'avversario che rischia di vincere una battagli di Pirro senza combatterla.

ivan ha detto...

ma non è nemmeno serio cambiare le leggi a secondo delle loro convenienze.