martedì 30 marzo 2010

Ora davvero è nata la Padania.

Ora davvero è ufficiale, ed è il dato più evidente di queste elezioni regionali del 2010, oltre naturalmente a quello dell'aumento notevole delle astensioni di voto.
Da oggi è nata la tanto evocata, amata o  temuta  Padania, un vasto territorio ideale che non ha storia comune,  se si tralasciano tradizioni, interessi , e a volte mentalità.
Non basta a contrassegnarla il confine del Po' , questo territorio si estende oramai, dal Veneto alla Lombardia, dal Piemonte all'Emilia ,  e si allunga gradualmente nelle zone centrali dell'Italia.
Non so quanti ancora degli alleati di Bossi potranno ancoa ed a lungo gioire della vittoria o almeno della tenuta elettorale, la Lega è riuscita nel suo intento , ha creato dal nulla quella che oramai sembra essere una nazione , con un suo partito territoriale e non più nazionale, ben radicato tra vari ceti sociali.
Il solco che divide l'Italia del Nord da quella del Centro e del Sud si è fatto da oggi un po'  più profondo e un po' meno sfumato.
Il cuore economico del paese , disulloso, forse smaliziato o semplicemente nauseato, imbocca deciso la sua strada, vuole fare da sè, perseguire i suoi interessi, giocare il suo ruolo senza lacci e lacciuoli che ne impediscano lo sviluppo e la crescita. Visto che L'italia non cresce tutta, che almeno cresca in parte, visto che non si riesce a riformarla ed a modernizzarla interamente che almeno ci si sforzi  di farlo in parte.
Se proprio e comunque è destino si debba sbagliare, molto meglio farlo da soli  che in cattiva compagnia.
E' il vecchio sogno di Bossi che diventa realtà.
E' quello che prima sembrava una leggera ma costante brezza, ora diventa di colpo vento impetuoso, che spazza tutta una vasta pianura.
Cedono a questo vento il Veneto ed il Piemonte , resiste per ora a stento la Lombardia,  ma già ci si prepara a contare di più , in attesa di sostituire alle prossime elezioni il non più ripresentabile Formigoni.
Naturalmente nell'avanzata leghista si debbono riconoscere i meriti di amministrazioni attente al territorio e pronte alla difesa di vasti interessi , radicati e diffusi, ma neanche si possono tacere le tante colpe congenite dei partiti tradizionali.
E vero anche che Viene premiata anche una campagna elettorale della lega senza i toni accesi del passato, quasi in sordina , e che a volte ha frenato gli impeti del Cavaliere, con una buona dose di realismo o di preveggenza.
Berlusconi può contare su un alleato certo , ma solo e se, arrivano e partono, le riforme federaliste, con buona pace di quanti nel Pdl si riconoscono invece  in un "forte" nazionalismo.
Inutile nasconderlo ora davvero, o la  Lombardia, il Veneto ed il Piemonte, avranno il loro federalismo" , altrimenti vi è davvero il rischio di quella secessione da tanti temuta, che tra l'altro, comunque la si pensi al riguardo, non è detto debba essere nè dura, nè violenta.

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