martedì 9 marzo 2010

Oltre questo limite non è possibile andare, nemmeno per Napolitano.

Neanche il decreto voluto da Berlusconi alla fine è riuscito a risolvere nulla riguardo al brutto pasticio delle liste elettorali .
E' sconfortante sapere che ancora una volta si è diviso il paese , si sono infrante le regole democratiche e le leggi , proprio per nulla.
Fino alla fine sono apparse evidenti, persino in quelle che dovevano essere la conclusioni dell'intera vicenda, l'incapacità,  l'insipienza  e l'arroganza di questa maggioranza.
Sul tavolo rimane solo una somma evidente di pasticci incredibili sia dal punto di vista giuridico che politico tanto da far dubitare delle capacita di governo di chi nemmeno sa gestire le proprie liste elettorali e perseguire in maniera lecita i propri interessi di partito.
Ma non si è ancora raggiunto il fondo e ci si aspettano ulteriori mosse, non ultima quella di un rinvio delle elezioni almeno nel Lazio.
Comunque prosegua e si concluda questa vicenda, di certo si è superato ogni limite, per primo quello della decenza e poi quello dell'accettabilità democratica.
Oltre , mi pare evidente non sia più possibile andare, non lo è per il Governo ma non lo è più nemmeno per il Capo dello Stato.
Non si può eternamente vivere in un clima di eterno ed irrisolvibile scontro tra le istituzioni , nel bel mezzo di una crisi di regime talmente evidente che pare oramai senza sbocchi democratici.
Non si può deligittimare tutto e tutti nel silenzio generale, sperando che il tempo passi, che l'arroganza abbia termine , che prevalga il rispetto della legge, delle regole democratiche e della Costituzione.
Non ci si può illudere in eterno , mentre tutto attorno sta franando, che alla fine trionfi su tutto l'interesse generale, la ragione , il buon senso.
Viene per tutti il momento in cui si deve dire con chiarezza che si è giunti al capolinea , che oltre non è più possibile andare , l'asticella instabile della nostra democrazia non si può spostare più in là , e il Capo dello Stato, è utile ricordarlo, è il garante delle nostre istituzioni e dell'unità nazionale.
A lui competono in tal senso scelte e le decisioni , quando si è compreso che oltre questo punto non è vi altro che , o un nuovo regime in cui sembra sia possibile sospendere anche alcune garanzie costituzionali, o l'abisso .
Se messo di fronte a nuove ricattatorie scelte, a nuovi e sempre più profondi attacchi alle istituzioni ed alle regole democratiche, nessuno se ne deve scordare , al Capo dello Stato è concesso , ed è auspicabile lo faccia, parlare alle Camere ed anche al paese.
A quel punto sarà obbligatorio per ognuno decidere da che parte stare, ma l'asticella della nostra democrazia non può più andare oltre senza rischiare di cadere.

Nessun commento: