venerdì 12 marzo 2010

Il Tar del lazio boccia il C.D.A della Rai e qualche stupida furbizia del centrodestra.

Finalmente è arrivata la decisione del Tar del Lazio di sospendere  il regolamento approvato  dall Agcom per le Tv   private nazionali e fatto proprio , con un voto di maggioranza, dal C.D.A. della Rai.
Più che di una semplice sospensione si tratta di una bocciatura vera e propria, l'ennesima gaffe di un "centrodestra" senza più ritegno, nè ragione, nè sensatezza.
Secondo i giudici le decisioni assunte dal C.D.A. della Rai sono state prese in violazione della legge sulla par condicio e del distinguo , evidente già inpartenza, tra informazione e comunicazione politica (le tribune elettorali).
Da oggi quindi le tv private nazionali possono mandare in onda programmi d'informazione, come Matrix , ovviamente rispettano,  secondo la par condicio, i criteri di parità tra i soggetti politici.
E' interessante notare , che mentre Mediaset  risultava essere l'emittente televisiva privata più penalizzata dalla sospensione non aveva presentato alcuna richiesta di sospensione.
Ma le furbizie da due soldi del centro destra non finiscono qui, sotto sotto si è tentato di battere una doppia strada., In ogni caso, e comunque fosse andata la questione, l'intenzione primaria era quella di dimostrare che la legge della par condicio era impraticabile  ed insensata e tale da essere immediatamente e con l'accordo di tutti abrogata.
Se poi , anche e qualora , non si fosse raggiunto l'obiettivo primario, e non si fosse prontamente pronunciato favorevolemente alla ripresa del servizio il Tar del Lazio , il centro destra si sarebbe liberato di una serie di conduttori e di trasmissioni scomode, sopratutto in campagna elettorale.
Una nuova sconfitta, ed è l'ennesima in pochi giorni, è arrivata per un centro destra sempre più alle corde.
Anche perchè lo spazio che è stato lsciato libero dalle tv  è stato , da ieri sera,  prontamente occupato dal web e da internet.
Proprio ieri infatti , sul sito del Corriere delle Sera , è andato in onda in streaming , condotto da Mentana , un incontro tra Ignazio La Russa ed Enrico Letta , con la partecipazione di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
In qualche modo si è trattato di un evento e di una data importante, che verrà ricordata negli annali e nella storia  della comunicazione.
Con questo esperimento che continuerà, visto il successo , si è aperta una strada di maggiore libertà e di minori condizionamenti per l'informazione .
Una decisione sbagliata viene ora rimossa quindi dai giudici, ma altre anomalie rimangono sullo sfondo ad intralciare la libera informazione e ad inquinare, in maniera pesante, la libertà e l'obiettività dell'informazione.
C'è qualcuno infatti in Italia che possa onestamente affermare che la campagna elettorale che si sta svolgendo in questo periodo sui telegiornali , pubblici e privati,  sia imparziale e rispettosa di tutte le posizioni ?
E' vero che il pluralismo dell'informazione è una cosa difficile da raggiungere e da misurare , ma in Italia è scarsissima la concorrenza ed elevata la concentrazione nei mass media.
La strada è ancora lunga, e tutta in salita, ma la rete ed il web fanno ben sperare e prima o poi arriverà anche una legge a risolvere il problema di un qualche conflitto di troppo nella politica.

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