lunedì 15 marzo 2010

E' sempre così Alfano, quando il saggio mostra con un dito la luna gli imbecilli guardano il dito.

Più o meno un centinaio , secondo gli organi di stampa , le telefonate oggetto di intercettazione della Procura di Trani.
Fra tutte queste, ben 13 risultano essere conversazioni fra il presidente del Consiglio B. e il commissario dell'Authority per le Comunicazioni Giancarlo Innocenzi, 5 poi sono , sempre secondo gli inquirenti , quelle tra il premier e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini.
Non si parla mai in queste conversazioni di problemi generali delle telecomunicazioni, gli argomenti pare siano semplicissimi e spiccioli, si tratterebbe solo di indebite pressioni ,per impedire la messa in onda di trasmissioni che potrebbero essere critiche nei confronti dell'operato del presidente del Consiglio e del governo.
Inutile girarci attorno, in pratica si cerca in ogni modo di impedire il dissenso, la libertà di coscienza e quella di espressione e a quanto pare questo tentativo avviene ad opera non dell'ultimo arrivato ma addirittura da una della massime autorità dello stato, B. stesso.
Risulta evidente il tentativo e la volontà che in Rai riescano a trovar posto solo giornalisti allineati ed ossequienti, in pratica i meno liberi, quelli dotati di meno obiettività o di maggior servilismo, in pratica i peggiori giornalisti sulla "piazza".
L'accusato principale , quasi sempre risulta essere Santoro e la sua trasmissione Annozero, una vera spina nel fianco sembra, anche perchè in onda su raidue.
Occasionalmente però "l'onore"  e la "particolare menzione" toccano anche  a "Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò, e agli ospiti sgraditi di Serena Dandini a Parla con me, come Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari".
B. , secondo "il Fatto Quotidiano", chiede all'Agcom di intervenire , e ripetutamente insiste con i suoi interlocutori perché facciano qualcosa per impedire la messa in onda di queste trasmissioni.
Pare che una delle frasi più gentil indirizzate da B. al membro dell'Agcom sia stata : "Mi creda: se lei avesse un minimo di dignità, si dovrebbe dimettere".
Già la dignità , una parola di cui sempre più spesso ci si riempie la bocca, darebbe per scontato le dimissioni , ma di entrambi, e non solo.
E' davvero inutile cercare di nascondere o minimizzare lo scandalo, è lì evidente, è scandalosa l'ingerenza, è scandalosa l'intromissione, è scandaloso il comportamento, è scandalosa in prima istanza  proprio la mancanza di libertà , di espressione e di informazione, proprio e anche nel periodo elettorale.
Ad ogni cittadino onesto non resta che l'indignazione  e l'imminente voto , per manifestare il proprio dissenso.
Mentre non rimarrebbe altro da fare che chiedere a gran voce le dimissioni di chi risulta effettivamente coinvolto nella vicenda , anche in assenza di rilievi penali, pare che invece il problema , per B. , per il ministro Alfano e per molti componenti della maggioranza di centrodestra, non sia quanto è stato intercettato, ma le intercettazioni stesse, la competenza territoriale e l'abuso delle stesse, in pratica pare si cerchi il semplice cavillo.
E allora i casi sono due, o ancora una volta siamo in presenza di un tentativo estremo di insabbiare , non per legge come in altri casi, ma per regolamento e forma , quanto sembra emergere dalle intercettazioni,  oppure si riconferma per l'ennesima volta la veridicità del proverbio che quando il saggio, in questo caso il giudice, mostra la luna con un dito , gli imbecilli guardano sempre il dito.
Qualcuno scelga, gli italiani vorrebbero presto sapere.

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