giovedì 25 marzo 2010

Berlusconi indagato a Roma, assisteremo alla solita comparsata degna di un giullare.

Non è servito a molto, nè al Ministro della Giustizia , nè a Berlusconi ,  l'invio degli atti dell'inchiesta di Trani alla procura di Roma,  competente per territorio.
Il  trasferimento in sè non ha estinto l'ipotesi di reato, ha diluito solo il tempo.
Il nome del presidente del consiglio Silvio Berlusconi è infatti da oggi iscritto nel registro degli indagati , questa volta della procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte pressioni che sarebbero state esercitate per sospendere il programma "Annozero".
I reati sono gli stessi ipotizzati dai magistrati di Trani, minacce e concussione nel confronti del commissaio dell' Agcom Innocenzi, quello per interderci che veniva bonariamente dichiarato idiota ed incapace due volte al giorno .
Gli inquirenti romani hanno deciso questa mattina di procedere contro il Premier dopo aver preso visione degli atti, circa mille pagine, spedite per competenza territoriale dalla magistratura di Trani.
Come si vede, l'ipotesi di reato sembra essere evidente a Roma, non basta cambiare sede.
Non vale qui il detto, "paese che vai giustiza che trovi".
Solamente il signor B. pare  convinto che la giustizia sia un concetto talmente aleatorio ed evanescente che ognuno ne debba avere una del tutto personale.
Ma la via d'uscita e la difesa forse sono già pronte.
Naturalmente ancora una volta la colpa sarà dei magistrati, delle procure rosse e di certa stampa
La speranza  di farla franca verrà posta ora  nelle procedure che prevedono  l'invio degli atti d'inchiesta al tribunale dei ministri per le conseguenti decisioni.
Una sorta di gioco in casa insomma.
Mai che si ponga un problema di moralità per il Signor B. , mai che si dica "ho esagerato", che sarebbe già un riconoscere una colpa, mai che si pensi possa esistere un limite, alla decenza, alla stupidità , a qualsiasi cosa.
E' sempre e solo un problema di giustizia e di persecuzione quello sbandierato dal premier, come fumo negli occhi, come specchietto per le allodole o per gli allocchi, come esca per i pesci.
Assisteremo anche ora alla solita comparsata, degna di un giullare.

 

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