mercoledì 31 marzo 2010

Gli argomenti dimenticati delle elezioni : vola la disoccupazione giovanile.

Vola a febbraio il tasso di disoccupazione giovanile , in età compresa dai 15 ai 24 anni, attestandosi a quota 28,2%.
Un dato certamente impressionante e preoccupante.
La disoccupazione tra i giovani cresce così di 0,8 punti percentuali rispetto al mese di gennaio, e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009.
Lo ha reso noto l'Istat nella stima provvisoria di febbraio relativa a occupati e disoccupati.
Si evidenzia così come il tasso italiano di disoccupazione giovanile sia superiore di 7,6 punti rispetto a quello de resto d'Europa.
Sono questi gli argomenti ed i problemi che non hanno trovato spazio in campagna elettorale, schiacciati , come sono stati,  tra un pettegolezzo, uno scandalo ed un'inchiesta.
Non illudiamoci trovino ora maggior attenzione, quando c'è già chi, ad elezioni avvenute, pensa solamente a poter fare i conti con gli "odiati" giudici e con le sempre più "fastidiose" intercettazioni. 

Lo zoccolo duro del Pd può servire solo ad una cosa.

A volte la verità può servire, dà l'idea chiara della situazione, la cosa più sciocca è nascondersi dietro a un dito o fare come gli struzzi infilare la testa nel primo buco che si trova.
Riconoscere gli errori ad esempio è già un buon inizio , da lì infatti si può ripartire per chi ha davvero voglia di ricominciare.
Ma se non si riesce nemmeno ad avere una chiara coscienza di quanto sia accaduto e neanche di aver perso, da dove si pensa di ricominciare ?
Ora è inutile girarci attorno, il Pd le elezioni le ho proprio perse.
Su questo ha ragione Di Pietro, il risultato è evidente, è sotto gli occhi di tutti.
Certo  la disaffezione degli italiani al voto dimostra che nessun vincitore potrebbe onestamente dichiarare vittoria e che tutti hanno comunque perso, anche chi è riuscito a far eleggere i propri rappresentanti.
Parecchi milioni di voti in meno , più di 2 milioni per il Pdl ed un milioni e mezzo per il Pd, dimostrano quanto sia stata fragile la vittoria.
Ma è certo comunque che chi governava per  buona parte il sistema delle regioni italiane e ora si ritrova con circa la metà di esse , e neanche le più importanti, non può obiettivamente non riconoscere di avere perso.
Di certo ora , come sempre acccade in questi casi, le minoranze interne al partito democratico faranno sentire la loro voce. Non sarebbe possibile il contrario, visto i tanti errori fatti dal gruppo dirigente, nelle scelte dei candidati , come nell'ossessione delle alleanze.
In pratica , da oggi è certo, è partita da oggi la caccia a Bersani.
Non sparirà subito, cuocerà a fuoco lento, piano piano.
Che cosa uscirà dal cilindro del partito è presto per dirlo, senza nulla togliere all'onestà di Bersani, si spera però in qualche cosa di nuovo, che dia speranza ai tanti disillusi e sfiduciati.
Certo è che quando , di fronte alla "debacle" generalizzata, si sente ancora qualcuno parlare orgogliosamente di  " zoccolo duro" , gongolandosi di questo, o minimizzando, come se nulla fosse successo, come se fosse convinto e sicuro che al di sotto di questi risultati non è proprio possibile andare, ebbene di colpo vien voglia di prenderlo davvero quello "zoccolo", sperando che sia proprio anche bel duro, e indirizzarlo , non solo figuratamente, nella direzione di quanti ancora dimostrano di non aver capito proprio nulla di quanto è accaduto, e quanto impegno, quanta umiltà, onestà, costanza e serietà, serviranno veramente per poter ricominciare a crescere, a sperare, ad infondere fiducia negli elettori e poi a ben governare. Non esistono più zoccoli duri ai nostri giorni, ci sono solo venti molli.
A sinistra, come si sa, si è di solito esigenti, si ha bisogno di ideali, si vuole credere davvero in qualche cosa, non sempre ci si accontenta di tutto e di tutti, o del meno peggio.

martedì 30 marzo 2010

Ora davvero è nata la Padania.

Ora davvero è ufficiale, ed è il dato più evidente di queste elezioni regionali del 2010, oltre naturalmente a quello dell'aumento notevole delle astensioni di voto.
Da oggi è nata la tanto evocata, amata o  temuta  Padania, un vasto territorio ideale che non ha storia comune,  se si tralasciano tradizioni, interessi , e a volte mentalità.
Non basta a contrassegnarla il confine del Po' , questo territorio si estende oramai, dal Veneto alla Lombardia, dal Piemonte all'Emilia ,  e si allunga gradualmente nelle zone centrali dell'Italia.
Non so quanti ancora degli alleati di Bossi potranno ancoa ed a lungo gioire della vittoria o almeno della tenuta elettorale, la Lega è riuscita nel suo intento , ha creato dal nulla quella che oramai sembra essere una nazione , con un suo partito territoriale e non più nazionale, ben radicato tra vari ceti sociali.
Il solco che divide l'Italia del Nord da quella del Centro e del Sud si è fatto da oggi un po'  più profondo e un po' meno sfumato.
Il cuore economico del paese , disulloso, forse smaliziato o semplicemente nauseato, imbocca deciso la sua strada, vuole fare da sè, perseguire i suoi interessi, giocare il suo ruolo senza lacci e lacciuoli che ne impediscano lo sviluppo e la crescita. Visto che L'italia non cresce tutta, che almeno cresca in parte, visto che non si riesce a riformarla ed a modernizzarla interamente che almeno ci si sforzi  di farlo in parte.
Se proprio e comunque è destino si debba sbagliare, molto meglio farlo da soli  che in cattiva compagnia.
E' il vecchio sogno di Bossi che diventa realtà.
E' quello che prima sembrava una leggera ma costante brezza, ora diventa di colpo vento impetuoso, che spazza tutta una vasta pianura.
Cedono a questo vento il Veneto ed il Piemonte , resiste per ora a stento la Lombardia,  ma già ci si prepara a contare di più , in attesa di sostituire alle prossime elezioni il non più ripresentabile Formigoni.
Naturalmente nell'avanzata leghista si debbono riconoscere i meriti di amministrazioni attente al territorio e pronte alla difesa di vasti interessi , radicati e diffusi, ma neanche si possono tacere le tante colpe congenite dei partiti tradizionali.
E vero anche che Viene premiata anche una campagna elettorale della lega senza i toni accesi del passato, quasi in sordina , e che a volte ha frenato gli impeti del Cavaliere, con una buona dose di realismo o di preveggenza.
Berlusconi può contare su un alleato certo , ma solo e se, arrivano e partono, le riforme federaliste, con buona pace di quanti nel Pdl si riconoscono invece  in un "forte" nazionalismo.
Inutile nasconderlo ora davvero, o la  Lombardia, il Veneto ed il Piemonte, avranno il loro federalismo" , altrimenti vi è davvero il rischio di quella secessione da tanti temuta, che tra l'altro, comunque la si pensi al riguardo, non è detto debba essere nè dura, nè violenta.

lunedì 29 marzo 2010

Non c'è più "religione" quando anche un Papa finisce sotto accusa.

Si potrà anche dire che davvero non c'è più religione  quando anche un Pontefice viene messo sotto accusa per aver taciuto su casi di pedoflilia ed è costretto a difendersi.
Ma esistono accuse , peccati e macchie, che non possono essere ignorati.
E' doveroso per tutti , accusatori ed accusati, far chiarezza su di essi.
Questo almeno vuole la giustizia degli uomini e anche la morale.
Qualsiasi altra considerazione non è di questo mondo, per questo la lasciamo solo a chi ha il dono della fede e a Dio.

Mafia e potere ora è Lombardo, il Governtaore della Sicilia a finire sotto inchiesta..

L'ennesimo scandalo che coinvolge qualche nostro politico non dovrebbe più vederci nè distratti nè assenti.
Poco importano lo schieramento o la regione , quello che conta è la "qualità" dei nostri politici.
Inutile nasconderlo , abbiamo toccato il fondo, siamo vicinissimi al baratro , oltre il quale non esiste possibilità di ritorno.
La disaffezione alla politica ed ai politici è dimostrata anche dai risultati della partecipazione al voto, un buon dieci per cento in meno di votanti.
Non servono ulteriori commenti nè considerazioni, resta solo da registrare che , con una periodicità impressionante sono sempre più numerosi i politici che cadono nella rete della giustizia per i più svariati motivi.
E' di queste ore la notizia che questa volta è toccata alla Sicilia, e che il suo Governatore, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, sono indagati a Catania con l'accusa di "concorso esterno in associazione mafiosa".
La decisione è stata presa dalla procura sulla base di quello che viene definito "un corposo rapporto di tremila pagine confezionato dai Carabinieri del Ros".
Nel faldone, si dice , spicchino , oltre alle rivelazioni di un pentito, le intercettazioni telefoniche ed ambientali che documenterebbero i contatti tra il capo assoluto della mafia catanese, Vincenzo Aiello, e i fratelli Lombardo.
Nell'inchiesto pare risulti  indagato  anche un "deputato regionale dell'Udc, Fausto Fagone, il sindaco di Palagonia, altri sindaci di comuni catanesi, numerosi amministratori comunali e provinciali, che sarebbero stati eletti grazie al "massiccio" appoggio ed "impegno" delle cosche mafiose del clan storico di Cosa nostra che faceva capo a Nitto Santapaola e che ora è capitanato da Vincenzo Aiello. "
La mafia , si sa,  gode di un potere ancora estremamente grande nel nostro paese , controlla immense ricchezze e tanta parte del territorio, non solo meridionale, è inevitabile che , al fine di godere di appoggi e di protezioni, cerchi di infiltrarsi nel cuore del sistema e della politica.
Se anche queste nuove accuse e questo nuovo scandalo venissero accertati e provati , vuol dire però che davvero la mafia è riuscita nel suo intento, controllare il sistema dall'alto come una vera "cupola", tenere sotto stretto controllo la politica ed i suoi uomini con un sistema tentacolare diffuso , sostituirsi , per buona parte,  allo stato ed alla legalità.   

sabato 27 marzo 2010

L'unica cosa legale in Italia.

Con un sorriso amaro sono costretto a ricordare che domani entra in vigore l'unica cosa rimasta legale in Italia, l'ora.

venerdì 26 marzo 2010

Ma non si parlava di liste e facce pulite" ? abbonadano invece le facce di bronzo guardate un po' qua....

Si era partiti proclamando che queste dovevano essere le elezioni delle liste pulite, ma come spesso accade , tra il dire ed  il fare ci si trova di mezzo il mare.
Tutti , da destra a sinistra e persino agli estremi , avevano preso chiari impegni pubblici con i cittadini per un "codice etico interno ai partiti". Alla faccia.
Il motto era fuori i disonesti, fuori gli impresentabili. Si pensava , almeno si credeva, a quei politici indagati o condannati.
Ma queste erano solo le buone intenzioni, quelle che andavano propagandate , non la realtà , quella è un'altra cosa. Come si sa  poi , la strada dell'inferno è lastricata delle buone intenzioni della gente.
Basta scorrerle ora le liste per mettersi le mani nei capelli , per chiedersi perchè gli italiani dovrebbero mai concedere il loro voto a simili candidati.
Ben inteso , questo non è un giudizio di colpevolezza , noi non ne vogliamo dare, è solo un giudizio di merito, di convenienza, di opportunità e se si vuole anche di decenza.
L’elenco di indagati candidati è talmente lungo, da Nord a Sud, da destra a sinistra, che averne un quadro completo è praticamente impossibile.
Le facce presenti nelle liste sono spesso  più note ai magistrati che agli elettori.
Tra i tanti se ne vogliono citare solo alcuni, quelli più chiacchierati , e per "par condicio" , comincio proprio da sinistra.
"Vincenzo De Luca, l’aspirante presidente della Regione Campania  è. ad esempio, coinvolto in due inchieste, per truffa all’Inps e per concussione nell’ambito di una variante urbanistica.
Agazio Loiero, candidato presidente per il Pd in Calabria e indagato nell’inchiesta “Why Not” sui presunti illeciti nella gestione di fondi pubblici.
Sandra Lonardo Mastella è presente nelle liste dell' Udeur in Campania, nonostante il rinvio a giudizio per concussione.
Il coordinatore regionale della lista “Puglia prima di tutto” , ed ex deputato dell’Udc  Tato Greco , è indagato per associazione a delinquere nell’ambito della vicenda Tarantini.
L’ex consigliere regionale campano Roberto Conte, che corre in una lista collegata al Pdl, è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione camorristica.
Cosimo Mele , il deputato che tutti ricorderanno perchè finito sotto processo per il festino in hotel a base di coca e sesso,  è candidato per l'Udc, alla faccia dei valori crsitani e della famiglia.
Tra i suoi compagni di lista si può trovare Sandro Quinana , indagato per turbativa d’asta. 
Nelle liste del Pdl si trova invece Francesco Pistilli , condannato a un anno e sei mesi per corruzione, si trova bene assieme all’ex petroliere Fabrizio Camilli, finito in carcere nel 2007 per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.
In provincia di Latina corre invece il senatore del Pdl Claudio Fazzone, che è capolista e si trova indagato per abuso d’ufficio in una vicenda di raccomandazioni all’Asl della sua città.
Alberico Gambino invece , condannato per peculato a causa dell’uso improprio della carta di credito comunale quando era sindaco di Pagani, corre con il Pdl sempre in Campania, lo stesso fanno Luciano Passariello e Pietro Diodato, finiti sotto inchiesta per una vicenda di rimborsi chilometrici.
Al Nord invece, se andiamo in Piemonte, troviamo Renzo Masoero , presidente di centrodestra della Provincia di Vercelli, arrestato per concussione l’11 febbraio scorso.
Nella stesa Regione, e stessa lista  a sostegno di Roberto Cota della Lega , troviamo Angelo Burzi , rinviato a giudizio per istigazione alla corruzione.
L’ex vicepresidente della Provincia di Napoli Antonio Pugliese è imputato per abuso d’ufficio e associazione per delinquere, corre per il centro destra.
Tra i tanti reati non potevano mancare quelli sessuali , ecco infatti che Corrado Gabriele che sostiene il Pd in campania, è imputato per molestie sessuali ai danni di due (ragazze ) minorenni.
Doverosa la precisazione, visto la sua appartenenza al centro sinistra.
In Calabria , per il Pdl , corre Francesco stilitani , vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, che è indagato per abusivismo edilizio, in Liguria , stesso schieramento , il consigliere regionale uscente Nicola Abbundio , coinvolto in un’inchiesta sull’uso illecito di fondi Ue.
E poi nell'ordine e molto velocemente , visto che è quasi impossibile elencarli tutti :
nel Salernitano e per il Pdl , Fernando Zara , condannato per corruzione; in Liguria , sempre con il Pdl Marco Melgrati  condannato per concorso in lottizzazione abusiva; stesso schieramento e lista, Angelo Barbero e Sergio Catozzo ,  coinvolti in vicende di firme false alle amministrative.
Nella nostra regione, la Lombardia, corre nel Pdl il consigliere Rinaldin , finito sotto inchiesta a Como per truffa aggravata e falso in atto pubblico.
Ancora in Calabria si presenta in lista Signorelli , accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso , già arrestato nel 2001, ora a piede libero  dopo due anni di custodia cautelare.
In Emilia Romagna , nel Pdl, si candida Lavagetto, rinviato a giudizio perché da assessore avrebbe speso 90 mila euro con il cellulare del Comune di Parma, per navigare in siti porno.
Speriamo si sia almeno divertito ed abbia anche goduto.
  Mi fermo a questo punto, preso dallo scoramento e dalla disperazione.
A dar retta ai giornali questa più che una lista di ipotetici assessori sembra una lista di proscizione, l'appello mattutino di "Regina Coeli".
Più che le aule dei parlamenti regionali sembra si vogliano riempire le carceri ed i tribunali italiani di colpevoli ed inquisiti, alla faccia della pulizia, qui le uniche facce che si trovano al massimo sono quelle di bronzo , che abbondano. 

Tangente per alzare il prezzo di un farmaco. Indagato senatore Pdl, ennesimo scandalo della sanità.

Ennesimo scandalo  che vede coinvolto un senatore del Pdl.
Questa volta è toccata al Senatore Cesare Cursi , all'epoca dei fatti sottosegretario alla salute del governo Berlusconi ed ora promosso, forse per meriti speciali, responsabile nazionale per la sanità.
Cursi è accusato dalla procura di Milano di aver intascato una tangente di 100.000 euro nel 2005 dal colosso farmaceutico Ferring  allo scopo di far registrare il nuovo farmaco anti-infertilità Meropur ,al prezzo maggiorato di 3 euro in più a fiala, così come preteso dalla casa farmaceutica.
La società produttrice è poi accusata di aver stanziato 2 , 7 milioni di euro nel 2002-2006, per corrompere medici compiacenti e far sì che, endrocrinologi compiacenti prescrivessero ai pazienti l’ormone prodotto dalla ditta stessa.
La corruzione, come si può ben vedere , regna sovrana nel paese, non è un mistero per nessuno
Le colpe sono sicuramente tante e da addebitarsi, vuoi alla  cattiva poilitica, alla scarsa moralità o peggio alla evidente disonestà diffusa oramai a macchia d'olio nel paese, tra gli amministratori pubblici come nella società e tra i normali cittadini, e che agli occhi di tanti è solo furbizia, arte di arrangiarsi.
Ma la corruzione regna di certo sovrana nel mondo della sanità , si tratta di un vero e proprio sistema, di una lobby potente,  che andrebbe seguita e monitorata da vicino con attenzione e con maggiori inchieste e studi di settore.
Metterci mano è difficile e può essere sicuramente rischioso; sollevando il semplice problema già si rischia di perdere la tranquillità
Il bilancio di ogni Regione vive e si nutre di sanità, è il capitolo maggiore di spesa, solo uno sprovveduto può pensare che tutto questo fiume di denaro pubblico non crei tentazioni e non si nutra di piccole e grandi disonestà.
Che in gioco ci sia la vita dei cittadini non serve a presevarci, anzi proprio per questo vi si dovrebbe prestare maggiore attenzione.
 

giovedì 25 marzo 2010

Berlusconi indagato a Roma, assisteremo alla solita comparsata degna di un giullare.

Non è servito a molto, nè al Ministro della Giustizia , nè a Berlusconi ,  l'invio degli atti dell'inchiesta di Trani alla procura di Roma,  competente per territorio.
Il  trasferimento in sè non ha estinto l'ipotesi di reato, ha diluito solo il tempo.
Il nome del presidente del consiglio Silvio Berlusconi è infatti da oggi iscritto nel registro degli indagati , questa volta della procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte pressioni che sarebbero state esercitate per sospendere il programma "Annozero".
I reati sono gli stessi ipotizzati dai magistrati di Trani, minacce e concussione nel confronti del commissaio dell' Agcom Innocenzi, quello per interderci che veniva bonariamente dichiarato idiota ed incapace due volte al giorno .
Gli inquirenti romani hanno deciso questa mattina di procedere contro il Premier dopo aver preso visione degli atti, circa mille pagine, spedite per competenza territoriale dalla magistratura di Trani.
Come si vede, l'ipotesi di reato sembra essere evidente a Roma, non basta cambiare sede.
Non vale qui il detto, "paese che vai giustiza che trovi".
Solamente il signor B. pare  convinto che la giustizia sia un concetto talmente aleatorio ed evanescente che ognuno ne debba avere una del tutto personale.
Ma la via d'uscita e la difesa forse sono già pronte.
Naturalmente ancora una volta la colpa sarà dei magistrati, delle procure rosse e di certa stampa
La speranza  di farla franca verrà posta ora  nelle procedure che prevedono  l'invio degli atti d'inchiesta al tribunale dei ministri per le conseguenti decisioni.
Una sorta di gioco in casa insomma.
Mai che si ponga un problema di moralità per il Signor B. , mai che si dica "ho esagerato", che sarebbe già un riconoscere una colpa, mai che si pensi possa esistere un limite, alla decenza, alla stupidità , a qualsiasi cosa.
E' sempre e solo un problema di giustizia e di persecuzione quello sbandierato dal premier, come fumo negli occhi, come specchietto per le allodole o per gli allocchi, come esca per i pesci.
Assisteremo anche ora alla solita comparsata, degna di un giullare.

 

Caso Marrazzo, sesso e droga tinti di giallo e di mistero.

E' svolta decisa sul caso Marrazzo. Quella che inizialmente sembrava essere una storia usuale  di sesso e droga si sta sempre più rapidamente trasformando in un vero e proprio giallo, in cui appaiono coinvolti , sempre più pesantemente, uomini legati all'arma dei carabinieri.
Non erano servite due morti sospette e misteriose, quella del pusher Rino Cafasso e quella del trans Brenda, a sgomberare il campo dalle tante ingenuità sul caso, si doveva arrivare alla formulazione di vere e proprie accuse nei confronti del maresciallo Nicola Testini per rendersi conto che sono ancora tanti i misteri non svelati sull'intera vicenda.
Pare infatti che Rino Cafasso, l'uomo che è sempre stato indicato come  il "pusher" delle trans che incrociano tra via Gradoli e via Due Ponti ,  non sia morto semplicemente per puro caso o per sventura, ma che qualcuno abbia "aiutato" il suo trapasso.
 Almeno così la pensano Il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, e il sostituto Rodolfo Sabelli , che hanno deciso di procedere nei suoi confronti per omicidio volontario.
I due magistrati sono infatti convinti di aver raccolto prove sufficienti ad indicarlo come l'uomo che, nella notte tra l'11 e il 12 settembre del 2009, consegnò una dose letale di eroina purissima a Rino Cafasso.
Resta sullo sfondo della vicenda la presenza ingombrante di tanti militari dell'Arma dei Carabinieri coinvolti, semplici mele marce o frutti di una qualche pianta creciuta male ?
E presto ancora per dirlo, ma è certo che i sospetti sono ancora tanti, almeno pari ai possibili moventi.
Certo è che enorme era il giro di affari e di interessi che ruotavano attorno a Marrazzo ed alla Regione Lazio per rendere tutto così scontato come sembrava inizialmente.
Prove concrete nessuna, ma Marrazzo , durante il suo mandato, aveva pestato i piedi a parecchia gente ,sopratutto si era occupato di rivedere qualche meccanismo di spesa sulla sanità regionale.
La sanità è il business di ogni regione, il capitolo principale di spesa, attorno ad esso girano miliardi e tantissimi interessi, più o meno consolidati, perchè non pensare che attorno ad esso possa svilupparsi e ruotare anche qualche misteriosa vicenda .

mercoledì 24 marzo 2010

Fini; nuovo altolà alla propaganda di Berlusconi.

Ancora una volta Fini ha ragione e dimostra quel buon senso e quella onestà intellettuale che mancano ad altri.
"Quando si parla di riforme "dice Fini "l'approccio non può che essere senza strumentalizzazioni di tipo propagandistico", e  "non può che essere finalizzato allo spirito costituente, cioè di avere come obiettivo l'interesse generale".
Chi vuole davvero le riforme e non si serve di esse per una manciata di voti in più,  sa bene che queste vanno fatte nell'interesse del paese.
Le istituzioni infatti sono di tutti e non solo di qualcuno che pensa di poterle utilizzare contro altri.
"L'approccio - insiste il presidente della Camera - non può essere legato al vantaggio legittimo ma di parte di questa o quella forza politica.
Serve uno spirito costituente, e l'obiettivo deve essere l'interesse generale, il bene comune, nel rispetto ovviamente della dialettica fra le forze politiche e le culture politiche, con il dichiarato intento di garantire che la carta costituzionale riformata rappresenti una garanzia per la casa di tutti gli italiani, non soltanto di quelli del sud o del nord, ma anche di quelli che legittimamente votano per questa o quella forza politica".
E' questa la via maestra indicata da Fini, ma è anche una via maestra logica e democratica , ragionevole e di buon senso, di chi davvero vuole le riforme e persegue l'interesse generale del paese.
Peccato che queste cose siano del tutto sconosciute al Signor B. e che questi non dimostri alcun interesse reale a perseguire quelle stesse riforme che da tanti anni vengono al contrario, strumentalmete utilizzate.

martedì 23 marzo 2010

Strano ma vero lo ha detto Berlusconi.

 "Nessuna possibilità di confronto e dialogo con chi insulta, offende, deride, delegittima, calunnia".
Strano ma vero , sono parole dette dal nostro Premier.
Se uno non lo sapesse e non le leggesse con i propri occhi, potrebbe pensare fossero a lui riferite.

lunedì 22 marzo 2010

Basta poco per capire che nel pdl c'è più odio che amore, più rabbia che serenità.

       
A volte bastano pochi elementi per dare giudizi  sui fatti o sui comportamenti, solo poche e bevi dichiarazioni per stabilire il clima , il metodo, l'idea di fondo, il termine di paragone.
Proviamo ad analizzare solo alcune reazioni di alcuni rapprersentanti del Pdl dopo la manifestazione di sabato in piazza San Giovanni a Roma.
La parola d'ordine naturalmente , anche se puerile e ridicola, doveva essere quella che "l'amore vince sempre sull'odio".
Se così fosse Berlusconi ed il Pdl avrebbero già perso da un bel po' di tempo.
Veniamo comunque ai fatti , alle stizzite reazioni , nonchè alle polemiche , scoppiate subito dopo la manifestazione di  Roma, sul numero dei partecipanti  presenti in piazza San Giovanni  per ascoltare quello che sicuramente è stato il peggior discorso pubblico ( il che è tutto dire) del presidente del Consiglio.
Non bastavano infatti al Pdl le eterne polemiche con i giudici, con il Capo dello Stato, con i giornalisti e con i conduttori televisi, ora sul registro dei "cattivi" , doveva per forza di cose figurare anche la questura e la Polizia di Stato colpevoli di fornire dati non veritieri perchè non in linea con i loro..
Secondo il capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri il numero fornito ufficialmente  alla questura di 120/140 mila persone , si può spiegare solo con il fatto che il questore  "evidentemente era in preda a stress o in crisi etilica. Secondo Fabrizio Cicchitto, uno dei coordinatori del Popolo della Libertà, invece la cifra ufficialmente fornita "toglie credibilità alla questura".
Ma ancora una volta perdono credibilità le affermazioni di chi vuol sempre deformare la realtà a suo vantaggio.
Condivisibili sono le dichiarazioni del segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp), Enzo Letizia quando affema che  "l'insistenza con la quale qualcuno contraddice i più elementari fondamenti della logica, della matematica e della geometria ci induce a ritenere che le sue dichiarazioni siano frutto di una scarsa serenità".
La polemica  del Pdl, in sè sciocca, è comunque sintomatica della rabbia e del livore con cui si affrontano gli argomenti, altro che partito dell'amore, questo è il partito dell' insofferenza pura nei confonti di tutti.
Basterebbero questa piccola polemica e queste reazioni , quando non fossero sufficienti le precedenti, a far comprendere quanto rispetto delle idee , dei pensieri , delle affermazioni altrui, aleggia tra le fila del Partito "dell'Amore" .
Se ci si pensa poi bene il concetto di democrazia sta tutto qui, nel sapere che si opera per tutti e non contro qualcuno, nel sapere che si deve governare rispettando le opposizioni  e  le minoranze, accettando i ruoli, gli organismi e le istituzioni.
Qualcuno allora decida se vuole che l'italia rimanga un paese democratico, ma decida in fretta prima che sia tardi.
Tra l'altro, per chiudere anche ogni polemica spicciola, basta guardare le immagini di quella piazza ( a sinistra la manifestazione di sabato ) e confrontarle con quelle del primo maggio dell'anno scorso, per farsi un'idea di chi abbia ragione tra il pdl e la questura.

caso Cucchi; secondo qualcuno si è "lasciato morire"....


Secondo la commissione parlamentare di inchiesta , Cucchi , Il ragazzo romano morto il 22 ottobre all'ospedale Pertini di Roma dopo una settimana di agonia, morì ,"materialmente", per disidratazione e per una eccessiva perdita di peso: 10 chili in sei giorni.
In pratica , pur riconoscendo le percosse , la commissione stabilisce che Stefano si è "lasciato morire".
La storia è piena,  se si rifflette bene , di gente che si "è lasciata morire" dopo aver subito torture di ogni genere.
In fondo anche Cristo , per una qualche commissione d'inchiesta,  potrebbe essere morto per disidatazione o essersi semplicemente  "lasciato morire".

venerdì 19 marzo 2010

Berlusconi non voleva che Santoro facesse processi in Tv. Già ,a lui appena a nominarli viene l'orticaria.

Berlusconi ritorna sulle intercettazioni dell'inchiesta di Trani , lui , dice , "non ha nulla da nascondere o di cui pentirsi , secondo il suo parere  "erano tutte cose lecite e doverose".
Il perché è presto detto,  secondo il Cavaliere quello che era eramente inaccettabile  " era che Santoro facesse processi in tv".
Già,  si sà che per il signor B. i processi  non si devono mai fare, figuriamoci quelli televisi  a cui tutti possono assistere.
Ora , finalmente,  il Signor B. è salvo, è riuscito ad evitare le aule dei tribunali ed i processi con ogni mezzo , è riuscito  persino a liberarsi ed a impedire i processi mediateci e televisi, a me pare che potrebbe finalmente vivere sereno e lasciarci almeno respirare.
Potrebbe , ad esempio, smetterla di rompere le scatole agli italiani  denunciando congiure immaginare e trame di palazzo e magari provare a pensare ai veri problemi del paese, che ora , libero da impegni e "processi", di tempo ne ha a iosa.

La "par condicio" secondo Berlusconi ed il Pdl.

L’osservatorio di Pavia ha voluto monitorare il tempo di parola che viene assegnato ai politici dei principali partiti , nei telegiornali  nelle prime due settimane di marzo.
Quella sotto riportata è le tabella che ne esce.
Come si vede, se sommiamo le percentuali del Governo a quelle del Pdl, ci possiamo accorgere di come il nostro sistema sia oramai  diventato un sistema di informazione "bulgaro".
Questo comunque è , a  quanto pare,  l'idea di "par condicio" che persegue e ricerca il nostro Presidente del Consiglio.

TG1 TG2 TG3 TG4 TG5 Studio aperto
Governo 36,8% 29,0% 20,2% 23,0% 30,2% 77,9%
PdL 11,7% 17,0% 21,8% 55,1% 25,9% 16,9%
Lega Nord 2,5% 0,8% 1,3% 5,6% 1,4% 0,0%
PD 20,3% 22,5% 28,1% 4,4% 23,1% 2,6%
IdV 4,2% 5,8% 5,8% 1,8% 3,6% 2,6%
UDC 7,3% 5,5% 4,5% 2,8% 5,9% 0,0%

mercoledì 17 marzo 2010

Questo sì ministro Alfano che sarebbe grave ed inaccettabile.

È scontro istituzionale tra il Csm e Angelino Alfano sugli ispettori inviati dal ministro della Giustizia a Trani, sede dell'inchiesta sulle presunte pressioni di Silvio Berlusconi per bloccare la trasmissione Annozero.
Non che questa sia una novità, anzi , è abitudine oramai consolidita che a giorni alterni  o il Cavaliere o qualche ministro  denunci una qualche interferenza o un qualche complotto dei giudici. Lo scontro a conti fatti è sempre stato costante da parte del Premier.
In questo caso Alfano contesta al Csm semplicemente il via libera a una pratica sull'ispezione.
"L'iniziativa" dice il ministro "è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la Costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri".
A sentirlo , parrebbe anche credibile Alfano , peccato però che solo ora si svegli, e solo ora sembra accorgersi che esiste  in Italia , sia un sistema democratico che una divisione dei poteri.
Mai che si sia sentita , da parte del nostro Guardasigilli, una siffatta e scontata denuncia, nei confronti di Berlusconi.
Le occasioni non sono tuttavia mancate,   bastava scegliere uno qualsiasi dei periodici e ricorrenti attacchi da parte del premier nei confronti dei giudici e della giustizia.
Come si vede si viaggia sempre a senso unico e si procede in un'unica direzione, quella che più fa comodo al premier ed al centrodestra, questo sì alla faccia del par condicio tanto bistrattata.
Ma d'altronde che cosa si vuole o si può pretendere da un ministro, destinato a passare alla storia per aver dato il nome ad una "legge" fortemente voluta a difesa di un solo cittadino, in barba alla Costituzione , in barba al principio di uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge, in barba al concetto stesso di giustizia.
Ora l'augurio , anche in questa occasione , è che l'ispezione, voluta dal nostro ministro , non intralci la giustizia , non ostacoli l'accertamento dei fatti  e anche dei reati, che sembrano delinearsi ben netti in tutta l'inchiesta in base ai verbali resi pubblici fino ad ora.
Il nostro però rimane solo un auspicabile augurio, visto che le intenzioni, non tanto celate, che hanno dato seguito all'invio degli ispettori a Trani,  sembrano andare in tutt'altra direzione , e non lasciano ben sperare.
Se la visita degli Ispettori dovesse  rivelarsi , come sembrerebbe, un tentativo neanche tanto nascosto di intimidazione o di insabbiamento dell'indagine , questo sì signor ministro che " sarebbe grave ed inaccettabile, questo sì che violerebbe la Costituzione e sarebbe un evidente vulnus per il sistema democratico della divisione dei poteri.

Torture italiane nel mondo.

E' Amnesty international che denuncia come , "alcune aziende di paesi europei, in particolare Germania e Repubblica Ceca ma anche Italia, traggono profitto da un cono d'ombra giuridico che consente loro di vendere strumenti utilizzati per infliggere torture in almeno nove stati del mondo che utilizzano disumani metodi d'interrogatorio".
Fra questi "strumenti di tortura" figurano manette per appendere persone al muro, blocca-caviglie, batterie per somministrare scariche elettriche fino a 50 mila volt e "aerosol di prodotti chimici".
Questi scambi illeciti , avvengono all'oscuro dei governi interessati, e sono proseguiti anche dopo la messa al bando nell'Unione Europea, avvenuta nel 2006 , del "commercio internazionale di attrezzature progettate per la tortura e i maltrattamenti. "

martedì 16 marzo 2010

Berlusconi; il pudore e la decenza.....

"Sono scandalizzato. 
"Ci sono palesi violazioni della legge".
"E' un' iniziativa grottesca". 
"E' un diritto del presidente del Consiglio parlare al telefono con chiunque        senza essere intercettato".
"E' una vergogna".
"Se avesse un minimo di dignità dovrebbe dimettersi".

Sono tutte affermazioni del Presidente del Consiglio riferite a vario titolo all'inchiesta  Rai-Agicom.
Dette da B. riescono solo ad indignare.
Quand'anche ad un uomo non rimanesse più alcun' altra qualità, almeno il pudore e la decenza dovrebbero essere fatti salvi.

lunedì 15 marzo 2010

E' sempre così Alfano, quando il saggio mostra con un dito la luna gli imbecilli guardano il dito.

Più o meno un centinaio , secondo gli organi di stampa , le telefonate oggetto di intercettazione della Procura di Trani.
Fra tutte queste, ben 13 risultano essere conversazioni fra il presidente del Consiglio B. e il commissario dell'Authority per le Comunicazioni Giancarlo Innocenzi, 5 poi sono , sempre secondo gli inquirenti , quelle tra il premier e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini.
Non si parla mai in queste conversazioni di problemi generali delle telecomunicazioni, gli argomenti pare siano semplicissimi e spiccioli, si tratterebbe solo di indebite pressioni ,per impedire la messa in onda di trasmissioni che potrebbero essere critiche nei confronti dell'operato del presidente del Consiglio e del governo.
Inutile girarci attorno, in pratica si cerca in ogni modo di impedire il dissenso, la libertà di coscienza e quella di espressione e a quanto pare questo tentativo avviene ad opera non dell'ultimo arrivato ma addirittura da una della massime autorità dello stato, B. stesso.
Risulta evidente il tentativo e la volontà che in Rai riescano a trovar posto solo giornalisti allineati ed ossequienti, in pratica i meno liberi, quelli dotati di meno obiettività o di maggior servilismo, in pratica i peggiori giornalisti sulla "piazza".
L'accusato principale , quasi sempre risulta essere Santoro e la sua trasmissione Annozero, una vera spina nel fianco sembra, anche perchè in onda su raidue.
Occasionalmente però "l'onore"  e la "particolare menzione" toccano anche  a "Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò, e agli ospiti sgraditi di Serena Dandini a Parla con me, come Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari".
B. , secondo "il Fatto Quotidiano", chiede all'Agcom di intervenire , e ripetutamente insiste con i suoi interlocutori perché facciano qualcosa per impedire la messa in onda di queste trasmissioni.
Pare che una delle frasi più gentil indirizzate da B. al membro dell'Agcom sia stata : "Mi creda: se lei avesse un minimo di dignità, si dovrebbe dimettere".
Già la dignità , una parola di cui sempre più spesso ci si riempie la bocca, darebbe per scontato le dimissioni , ma di entrambi, e non solo.
E' davvero inutile cercare di nascondere o minimizzare lo scandalo, è lì evidente, è scandalosa l'ingerenza, è scandalosa l'intromissione, è scandaloso il comportamento, è scandalosa in prima istanza  proprio la mancanza di libertà , di espressione e di informazione, proprio e anche nel periodo elettorale.
Ad ogni cittadino onesto non resta che l'indignazione  e l'imminente voto , per manifestare il proprio dissenso.
Mentre non rimarrebbe altro da fare che chiedere a gran voce le dimissioni di chi risulta effettivamente coinvolto nella vicenda , anche in assenza di rilievi penali, pare che invece il problema , per B. , per il ministro Alfano e per molti componenti della maggioranza di centrodestra, non sia quanto è stato intercettato, ma le intercettazioni stesse, la competenza territoriale e l'abuso delle stesse, in pratica pare si cerchi il semplice cavillo.
E allora i casi sono due, o ancora una volta siamo in presenza di un tentativo estremo di insabbiare , non per legge come in altri casi, ma per regolamento e forma , quanto sembra emergere dalle intercettazioni,  oppure si riconferma per l'ennesima volta la veridicità del proverbio che quando il saggio, in questo caso il giudice, mostra la luna con un dito , gli imbecilli guardano sempre il dito.
Qualcuno scelga, gli italiani vorrebbero presto sapere.

venerdì 12 marzo 2010

Il Tar del lazio boccia il C.D.A della Rai e qualche stupida furbizia del centrodestra.

Finalmente è arrivata la decisione del Tar del Lazio di sospendere  il regolamento approvato  dall Agcom per le Tv   private nazionali e fatto proprio , con un voto di maggioranza, dal C.D.A. della Rai.
Più che di una semplice sospensione si tratta di una bocciatura vera e propria, l'ennesima gaffe di un "centrodestra" senza più ritegno, nè ragione, nè sensatezza.
Secondo i giudici le decisioni assunte dal C.D.A. della Rai sono state prese in violazione della legge sulla par condicio e del distinguo , evidente già inpartenza, tra informazione e comunicazione politica (le tribune elettorali).
Da oggi quindi le tv private nazionali possono mandare in onda programmi d'informazione, come Matrix , ovviamente rispettano,  secondo la par condicio, i criteri di parità tra i soggetti politici.
E' interessante notare , che mentre Mediaset  risultava essere l'emittente televisiva privata più penalizzata dalla sospensione non aveva presentato alcuna richiesta di sospensione.
Ma le furbizie da due soldi del centro destra non finiscono qui, sotto sotto si è tentato di battere una doppia strada., In ogni caso, e comunque fosse andata la questione, l'intenzione primaria era quella di dimostrare che la legge della par condicio era impraticabile  ed insensata e tale da essere immediatamente e con l'accordo di tutti abrogata.
Se poi , anche e qualora , non si fosse raggiunto l'obiettivo primario, e non si fosse prontamente pronunciato favorevolemente alla ripresa del servizio il Tar del Lazio , il centro destra si sarebbe liberato di una serie di conduttori e di trasmissioni scomode, sopratutto in campagna elettorale.
Una nuova sconfitta, ed è l'ennesima in pochi giorni, è arrivata per un centro destra sempre più alle corde.
Anche perchè lo spazio che è stato lsciato libero dalle tv  è stato , da ieri sera,  prontamente occupato dal web e da internet.
Proprio ieri infatti , sul sito del Corriere delle Sera , è andato in onda in streaming , condotto da Mentana , un incontro tra Ignazio La Russa ed Enrico Letta , con la partecipazione di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
In qualche modo si è trattato di un evento e di una data importante, che verrà ricordata negli annali e nella storia  della comunicazione.
Con questo esperimento che continuerà, visto il successo , si è aperta una strada di maggiore libertà e di minori condizionamenti per l'informazione .
Una decisione sbagliata viene ora rimossa quindi dai giudici, ma altre anomalie rimangono sullo sfondo ad intralciare la libera informazione e ad inquinare, in maniera pesante, la libertà e l'obiettività dell'informazione.
C'è qualcuno infatti in Italia che possa onestamente affermare che la campagna elettorale che si sta svolgendo in questo periodo sui telegiornali , pubblici e privati,  sia imparziale e rispettosa di tutte le posizioni ?
E' vero che il pluralismo dell'informazione è una cosa difficile da raggiungere e da misurare , ma in Italia è scarsissima la concorrenza ed elevata la concentrazione nei mass media.
La strada è ancora lunga, e tutta in salita, ma la rete ed il web fanno ben sperare e prima o poi arriverà anche una legge a risolvere il problema di un qualche conflitto di troppo nella politica.

giovedì 11 marzo 2010

Un paese che va sempre più a puttane.

E' il sesso , oltre naturalmente alla corruzione, che la fa da padrone nella vasta inchiesta sul G8 della Maddalena, sui "Grandi eventi" e sulla Scuola dei marescialli di Firenze.
I dettagli come si vede sono sempre più piccanti e pruriginosi.
In quel grande calderone , vasto quanto gli interventi effettuati, è ora finito un giro di escort d'alto bordo che sembra quasi un plotone di un più grande esercito.
A detta degli inquirenti , e come riportato dai giornali, le squillo, perchè di questo si tratta, venivano utilizzate "come "tangenti sessuali", e venivano offerte da imprenditori e costruttori alla "cricca" che gestiva gli appalti. Tra questi figurano funzionari pubblici arrestati nell'ambito dell'inchiesta e un vasto sottobosco politico che ci si doveva ingraziare al fine dell'ottenimento dei lavori.
Per lo più le escort venivano reclutate tra le italiane, ma non si arricciava il naso nemmeno se erano extracomunitarie , russe, centroamericane, cubane, brasiliane  e , per gusti particolari anche qualche uomo di colore.
Il tariffario oscillava tra i 500 ei 700 euro a incontro. Sembra che Diego Anemone in tal senso abbia speso una fortuna, ma forse si trattava semplicemente di un investimento per ben più grandi rendimenti ed interessi.
Aleggia sempre più un vago senso di "postribolo" sui nostri uomini pubblici, una fama meritata e guadagnata sul campo, attraverso le variegate ed inquietanti inchieste che hanno coinvolto anche il nostro Presidente del Consiglio.
Ci si sta forse assuefacendo un po anche al clima generale, al rilassamento dei costumi, in fondo si dice siamo tutti uomini e la "carne" vuole la sua parte; e poi i desideri crescono , a dismisura, di pari passo con il potere, non ci si può accontentare.
Uomini si nasce si diceva , puttanieri abbiamo visto lo si diventa, per vocazione, per desiderio , ora anche per interesse economico e politico , come si vede.
Certo colpa ancora una volta delle intercettazzioni , che svelano aspetti della nostra vita pubblica che qualcuno  preferirebbe tenere segreti e poi delle consuetudini. Forse si dovrebbe cercare di avere più moralità, e anche onestà, e perseguire invece che il personale piacere ed interesse , semplicemente quello pubblico.
Sia quel che sia non lamentiamoci comunque se per ora, e per colpa di questi, l'immagine pubblica che se ne esce di  questa nostra povera Italia , non è solo quella figurata di un paese allo sbando, ma è proprio quella, reale e concreta , di  un paese che se ne stà andando sempre più, e non metaforicamente, a puttane, giorno dopo giorno, appalto dopo appalto, grande opera dopo grande opera.

Disinformazione del TG 5, inizia la campagna elettorale e la realtà si trasforma.

La campagna elettorale è già iniziata ed il Tg5 si è prontamente schierato, tutto questo alla faccia dell'obiettività , della corretta informazione e anche della par condicio.
Una piccola chicca, ed una pratica dimostrazione, si è avuta ieri sera nel telegiornale delle 20 andato in onda sulla' ammiraglia di Mediaset, a commento delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio su quanto accaduto nella presentazione delle liste.
Quella che era semplicemente la "versione dei fatti" di Berlusconi, una sua "incredibile" opinione , una ricostruzione tutto sommato fantasiosa dell'accaduto e della realtà,  di colpo si è trasformata " in una fedele ricostruzione,  minuto per minuto, di quanto accaduto all'atto della Presentazione delle liste".

mercoledì 10 marzo 2010

"Più che il capo del Governo sembra il mago do Nascimento, il compare della Marchi".

"Così è se vi pare " diceva Pirandello e così deve aver pensato anche Berlusconi mentre forniva la sua versione dei fatti circa la presentazione delle liste.
La reazione è un po'  tardiva, a dire il vero, e dà anche l'impressione di essere una ricostruzione postuma, ma visto che Berlusconi fino ad ora ha trovato gente che gli ha creduto , gli viene naturale e spontaneo ractra contarle sempre più grosse, visto che tra l'altro raccontarle non costa nulla.
"Siamo qui per reagire all'assoluta disinformazione data riguardo alle vicende del Pdl a Roma", parte il Premier ," Voglio dire subito che in quello che accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e funzionari".
E bravo Cavaliere la prima difesa è l'attacco , "A Roma ci hanno impedito di presentare la lista" ha continuato il premier, "non c'è nessuna responsabilità riconducibile a noi. E' stata violata la legge". 
Fino a qui eravamo tutti d'accordo e lo avevano già capito in molti.
Forse non lo aveva capito solo lui visto che vive nella perenne convinzione che le leggi possano anche essere "ad personam".
Ma anche la verità può essere ad personam , solo sua a dire il vero, e di quanti, per interesse, per convenienza o per ostinazione,  saranno disposti a credere alla nuova versione appena sfornata fresca del nostro  "imbonitore".
Ma sentiamole e mettiamole tutte in fila, in bella mostra di se , le dichiarazioni del nostro premier , sono un vero esempio di come possa essere distorta la realtà, roba da manuale.
Oggi sembrano incredibili ma da domani, non appena saranno riprese e ripetute dai suoi giornali e dalle sue televisioni, diventeranno più credibili.
Per prima cosa Berlusconi presenterà un nuovo ricorso e visto che non c'è stato alcun sbaglio da parte dei suoi - dice- non potranno dargli torto , anche perchè l'esclusione "è stato un atteggiamento inaccettabile da parte dell'ufficio circoscrizionale".  
Sitrtta dice sempre il cavaliere "di un errore marchiano senza fondamento giuridico  e i rilievi del Tar sono privi di pregio " mentee la legge "è stata violata ed i magistrati sono stati fiscali con lui e tolleranti con gli altri".
Comunque vada poi "le norme sulla presentazione delle liste vanno cambiate" è per questo che lui ha prevenuto i tempi cercando di cambiarle subito.
Ancora una volta per lui il comportamento della sinistra è "antidemocratico e meschino" visto che non gli danno ragione anche quando ha torto.
Ed a conclusione di tutto il discorso finalmente arriva quella che lui pensa una prova di forza, una grande adunata che vorremmo a piazzale Venezia in memoria dei vecchi tempi in cui , come oggi, si disprezzavano da più parti le regole democratiche.
Qualche defezione sembra già possibile nella fila della "grande armada" del Pdl conduttore , pare non ci saranno nè Fini nè Bossi che si defila in partenza, al motto di armiamoci e partite.
Anche Mario Donadi , capogruppo del Pdv , a questo punto dà la sua interpretazione dei fatti , ed a molti pare incontrovertibile ed inconfutabile  , "Berlusconi" - dice - " ha raccontato un mare di frottole e ha capovolto la realtà . Più che il capo del governo italiano sembra il mago do Nascimiento, il compare televisivo di Wanna Marchi".

Usa, la rivoluzione in Iran corre sul web.

La decisione degli Stati Uniti di revocare l'embargo sulla vendita di materiale tecnologico all'Iran sembrerebbe a prima vista una contraddizione, ma non lo è.
"Le comunicazioni su internet come email, istant messaging e social network sono degli strumenti potentissimi", ha spiegato il vice segretario al Tesoro, Neal Wolin.
Con questi strumenti si favorisce il flusso costante di comunicazioni per tutta la popolazione iraniana, in particolar modo per l'opposizione.
Tutto questo avviene proprio nel momento in cui , intuendone il pericolo per il regime, le autorità di Teheran continuano ad oscurare i siti internazionali e nazionali.
Qualcuno "Sta provando a sconfiggere la Repubblica islamica attraverso internet", aveva avvertito nello scorso mese di gennaio l’Ayatollah Ali Khamenei.
Mentre gli Stati Uniti riaffermano in ogni maniera il principio della libertà della rete, il nostro governo Italiano sta tentando a più riprese di imbavagliare la rete ed internet con assurde proposte legislative , non si sa se mosso più da ignoranza in materia che da precisa volontà politica.
Sta di fatto che il tentativo è palese ed evidente e che , come compagni di strada e di percorso, ci troviamo appunto l'Iran degli ayatollah ed il regime Cinese.

martedì 9 marzo 2010

Oltre questo limite non è possibile andare, nemmeno per Napolitano.

Neanche il decreto voluto da Berlusconi alla fine è riuscito a risolvere nulla riguardo al brutto pasticio delle liste elettorali .
E' sconfortante sapere che ancora una volta si è diviso il paese , si sono infrante le regole democratiche e le leggi , proprio per nulla.
Fino alla fine sono apparse evidenti, persino in quelle che dovevano essere la conclusioni dell'intera vicenda, l'incapacità,  l'insipienza  e l'arroganza di questa maggioranza.
Sul tavolo rimane solo una somma evidente di pasticci incredibili sia dal punto di vista giuridico che politico tanto da far dubitare delle capacita di governo di chi nemmeno sa gestire le proprie liste elettorali e perseguire in maniera lecita i propri interessi di partito.
Ma non si è ancora raggiunto il fondo e ci si aspettano ulteriori mosse, non ultima quella di un rinvio delle elezioni almeno nel Lazio.
Comunque prosegua e si concluda questa vicenda, di certo si è superato ogni limite, per primo quello della decenza e poi quello dell'accettabilità democratica.
Oltre , mi pare evidente non sia più possibile andare, non lo è per il Governo ma non lo è più nemmeno per il Capo dello Stato.
Non si può eternamente vivere in un clima di eterno ed irrisolvibile scontro tra le istituzioni , nel bel mezzo di una crisi di regime talmente evidente che pare oramai senza sbocchi democratici.
Non si può deligittimare tutto e tutti nel silenzio generale, sperando che il tempo passi, che l'arroganza abbia termine , che prevalga il rispetto della legge, delle regole democratiche e della Costituzione.
Non ci si può illudere in eterno , mentre tutto attorno sta franando, che alla fine trionfi su tutto l'interesse generale, la ragione , il buon senso.
Viene per tutti il momento in cui si deve dire con chiarezza che si è giunti al capolinea , che oltre non è più possibile andare , l'asticella instabile della nostra democrazia non si può spostare più in là , e il Capo dello Stato, è utile ricordarlo, è il garante delle nostre istituzioni e dell'unità nazionale.
A lui competono in tal senso scelte e le decisioni , quando si è compreso che oltre questo punto non è vi altro che , o un nuovo regime in cui sembra sia possibile sospendere anche alcune garanzie costituzionali, o l'abisso .
Se messo di fronte a nuove ricattatorie scelte, a nuovi e sempre più profondi attacchi alle istituzioni ed alle regole democratiche, nessuno se ne deve scordare , al Capo dello Stato è concesso , ed è auspicabile lo faccia, parlare alle Camere ed anche al paese.
A quel punto sarà obbligatorio per ognuno decidere da che parte stare, ma l'asticella della nostra democrazia non può più andare oltre senza rischiare di cadere.

lunedì 8 marzo 2010

Ben venga questa campagna elettorale del menga.

Ora , achiviato definitivamente  il de-cretino "Formigoni - Polverini" , per i creduloni chiamato indecentemente decreto interpretativo, il Cavaliere può ritornare alla sua eterna campagna elettorale ed al suo "delirio".
A sentirlo pare non sia successo nulla in questi giorni e che in fondo ci si sia trastullati in quotidianità.
Berlusconi infatti , come in un disco inceppato, continua imperterrito con i suoi vecchi e triti argomenti, nulla di nuovo sotto il sole direbbe qualcuno.
Basterebbe riguardarsi il programma elettorale del Pdl di 10 anni fa per accorgersi che non è cambiato nulla se non la data.
Si comincia con le solite accuse alla sinistra , anche a quella che non c'è più, si passa alla vecchia storiella delle tasse che lui vorrebbe diminuire  ma che di fatto ha aumentato, la riforma della giustizia che per ora ha riformato per sè, la difesa della libertà , che al contrario viene limitata in continuazione quando non è  favore o a sostegno del Premier e della "sua parte".
Nulla di costruttivo si riesce a trovare negli interventi , se non il becero qualunquismo con cui si spera ancora una volta di fare breccia nella mente degli elettori.
Più che ascoltare è venuto il momento di riflettere , anche perchè in questi periodi il paese ha sentito e visto parecchio.
Lasciamo pur dire al nostro "venditore di tappeti", come lo chiama Grillo, che "la sua missione, ancora una volta, è quella di opporsi" al disegno illiberale della sinistra "per difendere la democrazia e  la libertà, nell'interesse di tutti", ma non femiamoci ad ascoltare , ora abbiamo fatti per riflettere e pensare.
Se solo provassimo a pensare a quali passi abbia fatto il paese in questi anni, ci lasceremmo prendere dallo sconforto o dalla disperazione. Pensavamo di essere simili alla Francia ed alla Germania, qualcuno sospetta faremo la fine della Grecia.
Il paese è indietreggiato in ogni campo, nelle scienze, nella ricerca, nell'istruzione , nella qualità della vita , nei servizi, nei diritti come nelle libertà.
Arranchiamo oramai con sempre maggior frequenza, ma In compenso accettiamo una classe politica, incapace ed inetta, che si pensa una casta di intoccabili , che pensa di vivere nel paese di bengodi o in una repubblica delle banane del sud America.
Politici che oramai non si sognano nemmeno più di dimettersi neanche se rinviati a giudizio, che saccheggiano in ugual misura le casse dello stato e la pubblica amministrazione, che pensano agli interessi privati e di classe anzichè a quelli del paese, che passano il tempo votando leggi ad personam , che limitano la libertà di critica e d'informazione , umiliano e disprezzano le leggi , la giustizia e la stessa Costituzione.
E questo tra l'atro lo fanno anche con notevole arroganza e prepotenza.
Gli ultimi sondaggi fortunatamente li danno in caduta libera, sia in popolarità che in stima.
Ben venga quindi anche questa campagna elettorale del "menga", la patiremo e la soffriremo tutta fino in fondo , con l'augurio che davvero possa servire ed essere utile a difendere "la democrazia e la libertà" e che questo debba essere nell'interesse di tutti.
Basta solo ricordare e giudicare dai fatti prima di votare.

sabato 6 marzo 2010

Il decreto "Polverini- Fomigoni" forse non sarà la fine della democrazia ma le dà un bel colpo.

Alla fine Napolitano , sia pure turandosi il naso, ha firmato il decreto del Governo che passerà sotto il nome di decreto "Polverini - Formigoni".
D'altronde , non poteva fare altrimenti, visto che non rientra nelle competenze del capo dello Stato entrare nel merito dei decreti del Governo.
Alla fine la maggioranza ha rotto gli indugi ed ha varcato il  Rubicone , calcolando o pensando, che la strada del decreto fosse il male minore per risolvere un brutto pasticcio che da soli avevano creato.
Da una parte la legge e le regole , dall'altra l'incapacità, la prepotenza , il disprezzo , l'arroganza; e per queste si è optato.  
Ancora una volta si è deciso che le regole sono inutili orpelli e le leggi , che non servono ai loro interessi, solo un  perditempo.
A fronte della chiarezza e dell'onesta di presentarsi davanti agli elettori, ammettendo gli errori e l'incapacità , si è scelto l'imbroglio di un "decreto" che, pur sapendo di mentire hanno voluto chiamato "interpretativo" e che al contrario non interpreta proprio nulla se non la loro volontà di cambiare le regole del gioco dopo che l'arbitro aveva fischiato l'inizio della partita e loro la stavano perdendo.
Bella democrazia quella che ci prospettano ; forse non morirà per colpa di questo decreto, certo è che con questo  riceve una bella picconata, un duro colpo.
Ora  si viaggia sul filo del rasoio ed è difficle pensare che le opposizioni non si facciano sentire come dificile pensare che la piazza non venga mobilitata.
Tra l'atro tutti i sondaggi danno la maggioranza degli italiani contrari al decreto e favorevoli alle regole ed alla legge.
Ora è difficile immaginare che maggioranza ed opposizione possano rimettere assieme i cocci di questo paese, dialogando tra di loro, discutendo di quelle rifome sempre più necessarie e sempre più impossibili.
Berlusconi è riuscito ancora una volta ad ottenere quello che voleva, ma questo a scapito del paese e della democrazia, non è infatti possibile ricostruire proprio nulla quando attorno si è distrutto tutto , legge, informazione, giustizia e democrazia,  e ovunque si volga lo sguardo non restano che rovine e macerie .
 

giovedì 4 marzo 2010

Pdl , liste ed elezioni; le tentazioni di un golpe.

E due, dopo Roma ed il Lazio ora tocca alla Lombardia.
La Corte d’Appello di Milano ha infatti respinto il ricorso della lista “Per la Lombardia” di Roberto Formigoni che, al momento, non può essere candidato alle elezioni regionali.
E' uno scherzo del destino che vede un Formigoni in "camicia nera" annunciare, davanti alle telecamere, di "essere per la legalità" , proprio mentre si oppone con forza all'applicazione della legge ed all'accettazione delle regole.
La legalità vuole infatti che le liste escluse non debbano partecipare alla competizione elettorale, ricordano i giudici che "L’esercizio di tutti i diritti non può che svolgersi nel rispetto dei limiti e delle forme previste dalla legge".
Più chiaro di così dove stiano la legalità, la democrazia e la legge non poteva essere.
In tutto questo clamore pare strano non senitire Berlusconi, segno che qualche cosa sta preparando.
Certo, nel vasto coro degli "stonati" sono caduti , e come non potevano, i vari interventi di Gasparri, Cicchitto e  Schifani, che oramai sembra più un portavoce di partito che il Presidente del Senato.
Sono state promesse ,in  vecchio stile, adunate oceaniche, proteste clamorose, "manifestazioni di piazza" a oltranza se alla fine non prevarranno , non la legge, ma i loro interessi, tra cui anche quello di sbagliare stupidamente e di volersene poi dare una "ragione".
E' la vecchia storia del lupo e dell'agnello, è il lupo che intorbidisce l'acqua ma poi ne incolpa l'agnello.
Fino ad ieri la sola Lega sembrava resistere ad ogni tentazione , riaffermando , per bocca di Maroni, che  era inimmaginabile un decreto legge ad hoc risolutivo.
Questo però qualche giorno fa , quando sembrava che la questione riguardasse la sola Regione Lazio, ora gli interessi e la posta in gioco sono diversi, per cui , anche per il Ministro dell'Interno, sembra diventato possibile e lecito quanto fino ad ieri veniva giudicato illecito. tutto questo in barba alla coerenza , alla legge ed alla ragione.
Berlusconi per ora semplicemente tace , indeciso sul da farsi, preoccupato oltre ogni limite, anche della ricadute che la brutta figura gli ha fatto fare, irritato , pare , fino al punto da definire "un golpe quello che sta succedendo".
Già, bisognerà vedere però chi sarà "il golpista".
I bene informati, e le notizie di agenzia, dicono che il Premier stia preparando un intervento normativo che possa riaprire i giochi ed i termini della presentazione delle liste, non sembra un caso che ieri abbia incontrato per ben due volte il ministro della giustizia Alfano.
Pare si intenda predisporre una ennesima "legge ad personam", anzi per più persone in questo caso, visto che ne è coinvolto il "suo partito" ed i suoi candidati.
Esiste poi un'altra possibilità , quella di far slittare le elzioni quel tanto che basta, e poi sperare non combinino altri pasticci.
In questo caso forse si potrebbe contare anche su Pd , se contemporaneamente si facessero slittare anche le elezioni a Bologna.
Come si vede è proprio un bel pasticcio ed ha ragione napolitano a dirlo, questi sono un'accozzaglia di incapaci.
L'unica ragione, a ben pensarci , sta , ancora una volta, dalla parte di Fini, quando ripete che "questo Pdl proprio non gli piace".
Ecco , non che io ne fossi entuasta , ma accettavo le regole della democrazia e dell'alternanza.
Ora comincio a nutrire qualche dubbio , sono in crisi, di coscienza e di identità, e mi viene istintivo chiedermi se è possibile giocare con chi non riesce mai ad accettare le regole del gioco e che pretende di barare e di vincere in continuazione , solo perchè si sente forte , solo perchè è prepotente.
Ecco , anche a me piace sempre meno  questo partito, non l'idea di un Pdl in sè, ma "questo Pdl" , sempre più simile ad un manipolo di sostenitori che ad un partito democratico, sempre più propenso a non rispettare regole , leggi , normative, e mi chiedo, è possibile continuare così nel "gioco democratico" ? o è la stessa democrazia che presuppone maggiore serietà , onestà , rispetto delle leggi e delle regole ?
Non aspetto risposte, visto che anch'io come Fini me le sono già date.

mercoledì 3 marzo 2010

Così com'è il Pdl non piace nemmeno a Fini.

E' duro si vede per lui riconoscerlo, ma l'onestà , la coscienza ed il ruolo lo impongono.
Certo ,per Fini parlare del Pdl  è come parlare d'un figlio, desiderato e voluto, ma che ora sembra aver imboccato la strada sbagliata.
E' triste a volte accorgersi che a nulla servono più i buoni consigli e le raccomandazioni , in questi casi , lo smarrimento che ti assale ti obbliga ad un ottimismo di maniera, un po' forzato e in parte già disilluso.
E se Fini comunque riesce ancora a vedere un suo futuro nel partito è costretto a riconoscere che così non si può andare avanti , non è quello il partito da lui voluto, le aspettative e le promesse sono state tradite , svanite nel nulla.
Resta solo per lui l'amarezza e una vaga speranza in un prossimo e diverso futuro.
Ecco perchè di fronte alla  domanda , fatale e fatidica, se il Pdl così com'è possa ancora piacergli, Fini non tentenna e non ha dubbi :  "Avendo io contribuito a fondare il Pdl, ci sono molto affezionato , ma se mi chiedi - osserva il presidente della Camera rivolgendosi al giornalista che gli ha posto la domanda - se il Pdl mi piace così come è adesso, la risposta credo l’abbiano capita tutti, non c’è bisogno di ripeterla" , il Pdl così com'è non mi piace.
 E se questo partito non piace a colui  che è stato uno dei suoi padri fondatori, i casi sono due o Fini si era sbagliato o il Pdl ha deluso, smarrito la strada , perso la testa inseguendo cattivi maestri.
Occorre coraggio per riconoscerlo , ma non basta, ne occorre molto di più per cambiare ed è questo che si chiede ad un vero politico, come vuole essere Fini.
Un vero timoniere, un capitano di lungo corso, si giudica non solo dalle parole che sa indirizzare all'equipaggio quando questo ha smarrito la direzione, ma dalla rotta che sa mantenere, sopratutto nel bel mezzo di un mare in tempesta.    

martedì 2 marzo 2010

Approvato il decreto Romani: ridotto il danno al web resta il favore a Mediaset.

E' stato approvato dal Consiglio dei Monistri, anche se ancora non reso pubblico , il decreto Romani sui media televisivi e sugli audiovisivi.
Il decreto , come si sa, è stato accompagnato nel suo iter  da una mare di polemiche.
Per fortuna , a quanto sembre, viene ridimensionata l'estensione anche a internet  delle norme della direttiva, come chiesto , non solo dal Parlamento, ma anche dal mondo della rete.
La legge quindi non dovrebbe riguardare ,a quanto sembra i siti privati, i siti di giornali ed i motori di ricerca, così come sembra  anche scomparire il conseguente obbligo di autorizzazione ministeriale.
Le norme comunque sembrano molto pasticciate e sofferte, scontano il fatto che gli estensori del testo sembravano solo preoccupati di limitare la libertà della rete e la concorrenza a mediaset, che di altro.
Aspettiamoci quindi divergenze interpretative e probabili ricorsi all'autorità giudiziaria.
Sono però restate , e a quanto pare integralmente approvate, tutte le norme che puniscono i canali in onda sulla piattaforma Sky attraverso il taglio di un terzo degli affollamenti pubblicitari, sia quelle che premiano Mediaset , facendo rientrare 'per legge' i suoi programmi al di sotto del limite antitrust.
Come si vede, difficile non trovare anche in queste norme un qualche interesse privato del nostro Premier  e il coseguente riaffiorare dell'eterno ed irrisolto problema  del conflitto di interessi, ammesso che ancora si consideri il Governo a disposizione del paese , e non del presidente del Consiglio.

le liste del Pdl dovrebbero essere affidate a Bertolaso , farebbero prima.

Dopo il Lazio ecco arrivare puntuale anche la Lombardia in cui il Pdl rischia  di vedere esclusa la propria lista elettorale.
Il listino di Roberto Formigoni infatti, per decisione della Corte d'Appello di Milano, non è stato ammesso alle elezioni regionali per invalidità di oltre 500 firme.
Naturalmente c'è ora la possibilità di un ricorso, che dovrà essere presentato entro le ore 14 odierne, e poi la decisione ultima dovrà essere affidata ai giudici.
Ma è utile ripeterlo, la legge è uguale per tutti, e le regole vanno rispettate da tutti.
Risultano per questo fuori luogo le proteste e le manifestazioni di quei candidati che si vedono per ora esclusi, e sono sciocchi e controproducenti i manifesti con scritte del tipo " Non vogliono farti votare, fatti sentire" o "Vogliono cancellare la democrazia".
Il pasticcio in fondo lo hanno fatto da soli , e la demorazia sarebbe proprio cancellata se non si dovesse rispettare la legge.
Certo che il Pdl è proprio in stato di confusione totale, presenta le liste per le elezioni oramai con la stessa competenza e professionalità con cui fa le leggi; difatti vengono entrambe spesso bocciate.
Di questo passo dovrebbero dichiarare lo stato di calamità ed affidare tutto a Bertoloso ed alla Protezione Civile, forse farebbero prima, si toglierebbero d'impiccio ed avrebbero maggiori possibilità.

lunedì 1 marzo 2010

Annullato l'Infedele di Gad Lerner, tira sempre più una brutta aria in questo paese.

Annullata questa sera su La7  la trasmissione l'Infedele di Gad Lerner.
Si tratta di una improvvisa decisione aziendale dovuta pare al tema del programma dedicato all'inchiesta sul riciclaggio che vede coinvolte Fastweb e una controllata della Telecom, Telecom Sparkle.
La7, in una nota diffusa dice che la scelta è venuta  in considerazione del rispetto del lavoro dell'Autorità giudiziaria", visto che è ancora in corso un'inchiesta sui.
Gad Lerner , a sua volta, ha reso noto che la decisone aziendale di annullare la puntata è avvenuta nonostante il suo dissenso.
Sono mille le interpretazioni che possono essere date  sul caso, così come molte potrebbero essere le giustificazioni , sostenute o sostenibili, resta sempre però il fondatissimo dubbio che la scelta sia stata effettuata ,ancora una volta , per mero interesse , con un poco di meschinità e solo perchè Telecom è azionista di riferimento di La7.
Tira, come si vede da molte cose, sempre più una brutta aria in questo paese , anche dal punto di vista della libertà d'informazione.

Ridicoli e patetici i rappresentanti del Pdl che invocano Napolitano ed i giudici per la loro lista esclusa nel Lazio.

Pare per ora assodato, la lista provinciale romana dei candidati Pdl resta, almeno per ora, esclusa dalla competizione elettorale per le regionali del Lazio, questo a causa di un ritardo nella presentazione delle liste.
Nel partito è un vero e proprio tsunami.
Vincenzo Piso, coordinatore del Pdl laziale, non unico ma principale responsabile del fatto, è ora duramente attaccato anche nel suo stesso partito.
Il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi  gli ha addirittura dato dell'"incapace" e se lo riconosce lui c'è da credergli .
Ma Piso non demorde, e come spesso accade nel Pdl quando non si vuole riconoscere una sconfitta , (Berlusconi è maestro in questo ed insegna) , se la prende con i radicali e con gli avversari politici.
Come se loro fossero colpevoli per il suo dilettantismo, per la sua incapacità , per la sua mediocrità o per quella del suo "entourage".
Mai riconoscere però i propri limiti o le colpe, molto meglio insistere, e preannunciare per giovedì prossimo ,"una grande mobilitazione di popolo contro chi vuole escludere il nostro partito dalle elezioni regionali".
Già, quasi che le colpe fossero degli altri e non loro, come se, a forza di ripetere o urlare il falso, questo , come per magia diventasse realtà, o che quantomeno , così facendo, si potesse avere la certezza di essere prima o poi creduti.
Ma poichè tra gli attivisti di questo partito si è oramai fatto strada prepotentemente l'idea che il loro operato non debba sottostare ad alcuna regola o legge c'è chi ha già pensato di ricorrere ad un decreto o ad una "leggina" ad hoc correttiva.
Neanche si accorgono di essere ridicoli e patetici , si appellano ora al Capo dello Stato ed ora ai giudici, diventati di colpo i garanti della legalità quando fino a ieri venivano dichiarati talebani, peggiori dei criminali.
Il ministro Giorgia Meloni ora dichiara che , se il Popolo delle Libertà non avrà risposte (e già si sa che risposte vuole avere) "Siamo disposti a mobilitare la nostra gente ogni giorno".
Purtroppo per loro, e per uno strano del destino è che le sorti del Pdl e dell'intera sua lista nel Lazio, dovranno passare , per uno strana ironia della sorte, dalle "mani dei magistrati". A loro infatti spetta l'ultima parola sul caso , che a quanto pare arriverà forse mercoledì.
Aspettiamo la sentenza , ma aspettiamoci anche urla , imprecazioni e fischi, sopratutto nei confronti di Napolitano e dei giudici, se questa , come pare scontato, sarà contraria ai loro interessi ed alle loro richieste.