venerdì 19 febbraio 2010

Un Berlusconi moralizzatore non è credibile è semplicemente patetico e ridicolo.

Per un governo che fino ad oggi ha proposto leggi atte ad ostacolare la giustizia e ad evitare i processi, suonano  strani, sia la fretta con cui Berlusconi ha portato in consiglio dei ministri la sua proposta anticorruzione per un'inasprimento delle pene, sia l'annuncio che gli inquisiti non saranno più ammessi nelle liste elettorali del Pdl.
Certo il clima è pesante , la vicenda , non ancora conclusa, dimostra già ora tutta la vastità dello scandalo.
Nessuno può più obiettivamente negare la corruzione diffusa , il malcostume dilagante, le inadempienze di chi doveva controllare e non l'ha fatto, di chi non poteva non sapere ed ha taciuto, le leggerezze amministrative e politiche tanto evidenti.
A breve poi si attende comunque un allargamento dell'indagine che già ora pare lambire , secondo indiscrezioni diffuse, collaboratori molto stretti del presidente del Consiglio.
Non è solo Bertolaso in discussione, ma è il sistema di gestione del potere di palazzo Chigi che schicchiola pesantemente in questo caso.
Si può capire quindi la fretta di Berlusconi , anche perchè questa volta è diffcile pensare di cavarsela semplicemente attaccando i magistrati , come si era pensato in un primo momento.
Questa volta le intercettazzioni e le accuse sono evidenti e circostanziate, difficilmente confutabili e discutibili.
Molto meglio allora ritonare a parlare di "Mariuoli" , come fece Craxi in piena prima tangentopoli, di "birbanti", "birbantelli" e  "ladruncoli" , infiltrati nel Pdl e che si sono fatti pizzicare con le mani nel sacco.
Ma può obiettivamente il Premier  pensare di cavarsela parlando di casi individuali e di singoli comportamenti ? . Non credo. 
Questa volta è il palazzo intero che scricchiola dalle fondamenta, questo nuovo scandalo rischia di essere un terremoto politico e giudiziario se non si riuscirà a porvi rimedio in qualche maniera.
Berlusconi ne è pienamente cosciente , ed è anche per questo che non si sogna più di attaccare i giudici e propone invece alcune sue personali "ricette" politiche" contro la corruzione.
Ben vengano comunque gli inasprimenti delle pene per i corrotti ed i corruttori, nessuno le contesterà, ben  venga la decisione di non ammettere nelle liste del Pdl alcun inquisito, ma se davvero si vuol essere credibili serve coerenza e poi bisogna andare fino alle estreme conseguenze.
Non basta perciò abbandonare al suo destino Pennisi, per fare davvero pulizia  è necessario cominciare dai piani alti, magari da Dell'Utri , per finire a Cosentino, su cui pende ancora una richiesta di arresto per reati connessi alla camorra e di cui pervicacemente non si vogliono nemmeno accettare le dimissioni.
Ecco perchè la mossa e le dichiarazioni del Cavaliere ancora una volta sono solo propaganda, piccole astuzie di un mestatore incallito e inveterato, fumo negli occhi di cittadini ed elettori sempre più miopi.
Come potrebbe infatti essere credibile , anziche patetico e ridicolo , come moralizzatore del partito, un uomo come il nostro  Presidente del Consiglio, coinvolto in numerose inchieste giudiziarie, sotto scacco nel processo Mills e inquisito in questo proprio per corruzione ?
Lui ci sta obiettivamente provando presentando la lista della "spesa" e gli "elenchi di proscrizione", lasciando a se ogni scelta ed ogni discrezione , in attesa di quelle famose leggi sul processo breve, sul legittimo impedimento e sulle intercettazioni, che salveranno lui , i suoi amici e tanti corrotti e corruttori, pensando così di salvarsi anche la faccia.
E' una corsa contro il tempo come si vede, ma io spero che al traguardo possa giungere prima la giustizia , o quantomeno il voto degli italiani.

1 commento:

Giovanni Greco ha detto...

Il titolo di questo post già dice tutto...