lunedì 15 febbraio 2010

Milano: di razzismo e di stupidità si muore.

Milano come Rosarno , non c'è distinzione alcuna tra Nod e Sud del paese, i problemi sono gli stessi in questo caso.
Nella notte tra sabato e domenica il capoluogo lombardo  è stata il centro di un  grave episodio di conflitto razziale.
A differenza di quanto accaduto a Rosarno, questa volta la violenza non scoppia tra ’stranieri’ ed ‘italiani’, ma tra nordafricani e sudamericani
, ed è la prima volta che un episodio di conflitto tra etnie diverse si trasforma in un così evidente problema di ordine pubblico.
La causa scatenante dei disordini è stato l’omicidio di un cittadino egiziano a cui hanno fatto subito seguito le proteste dei suoi connazionali contro i presunti responsabili.
Non quindi la  denuncia alle forze dell'ordine , viste sempre più distanti e nemiche, ma la vendetta pura e semplice, la giustizia fai da te.
Sono bastati pochi minuti e
centinaia di nordafricani si sono ritrovati per strada con tanta rabbia addosso e la sciocca e stupida illusione di guadagnarsi con la violenza quel rispetto e quella considerazione che gli sembra precluso con altri mezzi.
Milano è stato così teatro di scene di guerriglia urbana , urla e violenza, negozi e auto danneggiate.
Sembrava di essere a New York  o  a Dallas o a Los Angeles, laddove si scontrano nella realtà quelle bande urbane rese famose da tanti film, mentre i "milanesi" residenti , attoniti spettatori di scene ed immagini non volute ma sempre più frequenti e temute ,  si barricavano nelle loro abitazioni, ingigantendo in cuor loro sospetti e paure.
La dinamica dei fatti è molto simile a quella verificatosi  in gennaio a Rosarno, in Calabria.
Ma i disordini di sabato a Milano non sono gli unici episodi registrati , i Centri di identificazione ed espulsione ,sparsi per il paese sono stati spesso  teatro di rivolte e di azioni simili.
Quanto accaduto non è altro che un ennesimo campanello d’allarme da non sottovalutare.
Anche in questa situazione c'è stato chi ha cercato di sfuttare i fatti a suo vantaggio, per guadagnare fama, considerazione e qualche voto in più nelle prossime elezioni che non servirà ancora una volta a nulla.
Qualche sciocco idiota ed  alcuni sprovveduti , questi involontari vittime delle loro povere menti e della più becera propaganda, si sono lanciati in commenti e proclami  inqualificabili.
Matteo Salvini, l' eurodeputato della Lega, già noto per aver proposto vagoni differenziati nella metropolitana milanese per italiani e stranieri, ha detto: “Ho già segnalato al ministro Maroni questa situazione di emergenza. Occorrono controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano”, di fatto rastrellamenti.
Bastassero le idiozie a risolvere il problema dell'immigrazione avremmo già vinto la battaglia, quanto invece è accaduto è l'esempio evidente dell'insuccesso.
Questo governo, che ha preteso di fare della  sicurezza e dell'immigrazione i primi problemi da risolvere nel paese nè decreta ora nei fatti il totale fallimento, tanto che lo stesso Bossi si trova costretto a dichiarare  che "non ci sono mai stati tanti immigrati irregolari il Italia come negli ultimi setti anni".
Sarà forse vero come dice Maroni che non si vede il rischio di "banlieue" in via Padova, ma fossi in lui non minimizzerei la rabbia e la violenza di sabato sera , rappresentazione evidente di una tensione sociale e di una mancata integrazione che rischiano di esplodere nelle nostre città .
Ma le polemiche non si placano in poche battute , il problema è sentito e la protesta corre anche sul Web.
Partono sempre in quarta gli idioti, premono il piede sull'accellatore dell'intolleranza, figlia del disastro e della stupidità.
Si grida contro gli stranieri, giudicati "animali e bestie", si urla contro le istituzioni e le forze dell’ordine, quest'ultime assenti incolpevoli, visti i tagli negli organici a seguito delle finaziarie di chi predicava sicurezza solo a parole e non nei fatti.
Sprigionano rabbia anche i commenti su Facebook di vecchi e nuovi facinorosi.
Ma c'è anche la politica in fibrillazione e l’opposizione  giustamente accusa il centrodestra di inerzia , di incapacità a perseguire l'integrazione con l'inevitabile risultato sotto gli occhi di tutti.
E a Milano rimbombano parole fortissime come "rastrellamenti e deportazioni", tanto che lo stesso ministro Maroni si preoccupa di non gettare benzina sul fuoco.
C'è il rischio davvero ora di una guerra civile , è utile abbassare i toni e le minacce , e zittire chi parla nel suo stesso partito di blitz immediato, di sgomberi e di ruspe.
Quando i proclami falliscono e naufragano a fronte dela realtà si è costretti finalmente a riconoscere che non servono a nulla le azioni di forza fino a qui sostenute.
Qui si tratta di gestire al meglio un problema sociale  e riconoscere che fino ad ora si è spesso sbagliato  , eccolo sottinteso nelle parole del ministro il "mea culpa" definitivo ; "È un nuovo progetto di integrazione che va ricercato . Adesso bisogna gestire, fare politiche di ricomposizione, mantenere insieme la città. Mi piace parlare di ristrutturazione, ma senza interventi repressivi. Non serve incendiare le piazze".
Parole sante se fossero vere, parole doverose che avrebbero forse evitato di perdere tanto tempo prezioso, ma che bisogna poi mantenere e non ripetere a giorni alterni o sotto l'impeto delle emozioni o dei fallimenti, tanti italiani e tanti immigrati onesti le stavano aspettando.


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