lunedì 22 febbraio 2010

L'Aquila, una città morta nonostante la propaganda Berlusconiana.

Ancora una manifestazione all'Aquila, a solo una settimana di distanza dalla prima .
Circa un migliaio di cittadini, con in mano le chiavi dei loro appartamenti che dovevano essere ristrutturati, hanno cercato di forzare la zona rossa del centro storico , chiusa a seguito al terremoto.
Una protesta simbolica naturalmente, ma non per questo meno significativa.
Nelle urla e negli slogan dei partecipanti si poteva percepire tutta la rabbia montante di chi si era illuso ed aveva confidato nelle tante promesse, e che solo ora comincia ad avere una chiara percezione della realtà.
Lo scandalo che coinvolge la Protezione Civile indigna non poco chi si trova in stato di necessità, senza casa, senza lavoro, senza prospettiva futura.
La contestazione è inevitabile , parte nei confronti del Sindaco e della presidente della Provincia, le uniche autorità presenti , a cui vengono contestati i notevoli ritardi negli interventi nel centro storico e nella rimozione delle macerie.
Sono questi i "capri espiatori" e forse sono quelli con meno colpe.
Il primo cittadino aquilano , intervistato, è costretto a riconoscere che "la rimozione delle macerie è oggi il problema principale, da soli non ce la possiamo fare, non è possibile smaltire 4 milioni di tonnellate di macerie come se fossero sacchetti di immondizie. Neanche la Protezione civile è stata in grado di risolvere il problema, ma se non si rimuovono le macerie non è possibile la ricostruzione.
Come dire , nonostante tutto siamo al punto di partenza, per far riviviere la città si deve cominciare dall'inizio.
Molti dei manifestanti  hanno contestato, molto duramente, una troupe del Tg1 presente, guidata da Maria Luisa Busi, per un servizio andato in onda per il settimanale di approfondimento Tv7.
L'accusa era evidente e lì, davanti agli occhi di tutti.
Tanto che la stessa Maria Luisa Busi si trova costretta a dichiarare di "capire  la situazione e di capire gli aquilani. Posso dire che io sono qui per fare il mio lavoro onestamente e non posso rispondere dell'informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto dopo il terremoto. Posso solo dire che quello che ho visto all'Aquila in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato: migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita".
Già , bisognava andare fino all'Aquila per vedere quello che nessuno ha il coraggio di dichiarare, e cioè che la città è morta e che la ricostruzione non è ancora iniziata e neppure in programma per ora, nonostante le inaugurazioni, nonostante i proclami , nonostante le chiacchere di chi vuol trasmettere al paese l' immaginare di una città in fermento , che invece al contrario non esiste più.
Sola una buona propaganda ed una cattiva informazione hanno permesso di illudere e far credere agli italiani che il lavoro di ricostruzione fosse già a buon punto.
Ma gli italiani si sa si sono abituati a vivere in un mondo virtuale, fatto di fantasia, di immaginazione, di annunci, di promesse mancate.
Un mondo ed un paese dove i problemi trovano soluzione nella loro enunciazione e dove si vive alla gionata pensando ognuno ai fatti propri e non a quelli della collettività.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Ivan,
(toh, un nome russo, sarà una coincidenza?)
Credo che la tua analisi della situazione all'Aquila sia inquinata dalla solita avversione preconcetta nei confronti del capo del Governo.
Tu non hai la minima coscienza della dimensione del disastro altrimenti non giungeresti a conclusioni così superficiali e demagogiche.
Per ammissione stessa del sindaco della città, che è notoriamente di sinistra, esistono dei problemi tecnici, come per esempio la rimozione delle macerie, di notevole entità, per non parlare del fatto che quasi la totalità degli edifici della zona rossa sono pericolanti e quindi pericolosi anche per chi potesse cominciare a ristrutturare qualcosa.
Ci sono strade per le quali ancora non si può passare, figurati andarci a lavorare!
Tu fai finta di non renderti conto che a sei mesi da uno dei più gravi terremoti che abbia mai colpito l'Italia non c'era nessun cittadino costretto a dormire in una tenda o in un container. Moltissimi hanno già ricevuto una casa vera, nuova di zecca, completamente arredata e molti altri sono ospitati in alberghi(non stamberghe) in attesa che si risolvano le loro questioni.
Non si può regalare una casa a chi ce l'ha agibile ma non la può raggiungere perchè rischia la pelle per andarci ad abitare. Sono situazioni temporanee che si spera vengano risolte presto, ma è già un miracolo per come sono le cose adesso.
Qualcuno dei soliti noti, quando all'indomani della tragedia il Premier aveva promesso che tutti avrebbero avuto una casa per Natale, lo aveva deriso dandogli dell'ubriaco e del buffone.
Non ho visto quelle persone fare pubblica ammenda, nè pensavo lo avrebbero fatto perchè erano in malafede allora e lo sono adesso.
Il loro atteggiamento non è mai stato di collaborazione per la rinascita di una città ma quello del "tanto peggio, tanto meglio".
Comunque se hai ancora dei dubbi vai a vedere come ha gestito di recente la sinistra un terremoto meno grave come quello dell'UMBRIA, dove dopo anni ancora aspettano i soldi per le loro case e vivono in container pieni di muffa.
Questa è la verità e se vuoi ridurre la cattiva informazione comincia a non berti tutto d'un fiato le balle raccontate quotidianamente da certi giornali della sinistra ma a leggere anche qualcos'altro.

ivan ha detto...

vedi , mio lettore anonimo, nessuno si nasconde le difficoltà dell'operazione nè la vastità del disatro. Quello che si contesta e il fatto che si sia travistao la realtà, si sia trasmesso un'informazione se non sbagliata almeno tendenziosa. La maggior parte degli italiani è convinta che l'Aquila sia quasi ricostruita. ti basti il fatto che neanche giornalisti professionisti avevano una corretta visione dei fatti e ne abbiano chiesto scusa.

ivan ha detto...

dimenticavo...il mio nome è una coincidenza...e per via di balle bastano quelle della destra, basta leggere libero o il giornale o ascoltare rete 4 o canale 5 oppure rai uno e ne tralascio altri....