mercoledì 3 febbraio 2010

L'Italianità del governo a giorni alterni , Alitalia si, Telecom no.

Ma questo governo ha davvero una politica industriale adeguata ai tempi ? o meglio , ha una qualsivoglia politica industriale ?
A giudicare dai fatti sembra proprio di no , si inseguono semplicemente le emozioni del momento , il chiacciericcio insensato o volutamente costruito della moltitudine, i dati che escono dai sondaggi ed in base a questi si interviene in un senso o nell'altro , semplicemente dove capita o piace maggiormente.
Come spiegare infatti il silenzio del Governo sulla vendita di Telecom alla spagnola Telefonica e come conciliare tutto questo con quanto fatto per Alitalia ?
Per questa infatti sembrava indispensabile garantire l'Italianità , ne andava dell'onore nazionale e della bandiera, mentre Telecom evidentemente non rappresenta proprio nulla per il nostro Governo.
Certo l'azienda è in crisi e tra l'altro questa è profonda, i debiti accumulati sono notevoli e nelle condizioni attuali Telecom non può reggere, ha debiti per 35.185 milioni di euro.
Quando fu privatizzata e venduta ai tanti capitani coraggiosi italiani, valeva il triplo di Telefonica, oggi è il contrario , grazie al "sistema Italia" ed alla lungimiranza della sua proprietà.
Ma non si può dimenticare che Telecom è in ogni caso una grande società , che fa molta ricerca e occupa un settore strategico per il paese, non solo quello della telefonia ma anche la rete su cui non viaggiano più solo i telefoni ma anche internet.
In pratica gestisce una buona fetta di quanto è indispensabile per la crescita  del paese.
Ceto , pare che il Governo sia intenzianato a chiedere garanzie precise a Telefonica ma queste potranno bastare a garantire lo sviluppo di un settore così strategico ?
E' inutile ora stracciarsi le vesti, così come a poco serve piangere sul latte versato, meglio la vendita di una società che il suo fallimento , viviamo comunque in un libero mercato.
Certo è che Paesi ben più lungimiranti del nostro hanno individuato settori strategichi a cui non intendono in alcun modo rinunciare, ne fanno una questione di principio e di sicurezza nel futuro .
Ci si dica allora quale differenza esista tra Alitalia e Telecom, perchè l'una doveva essere salvaguardata mentre quest'altra viene abbandonata al mercato ?
Possono bastare al paese i motivi elettorali ? Evidentemente no.
Non si può predicare l'Italianità delle imprese a giorni alterni e realizzarla , non secondo rigide necessità industriali o strategiche , ma solo ed unicamente per convenienze elettorali o personali.
Massimo Giannini , da attento osservatore, commentava ieri che  alla fine è ancora una volta il sistema paese che se esce sconfitto e che,  per "l'insipienza dei politici" è costretto ad arrendersi a un "matrimonio riparatore".
E mentre Alitalia non può certo sorridere perchè comunque prima o poi sarà svenduta ai Francesi , Telecom già da oggi piange , mentre si decide il suo passaggio in mani spagnole.
" Ma è questo evidentemente che piace, ai falsi "cadornisti" di Palazzo Chigi", dice Giannini quelli che individuano le linee di difesa sbagliate o tardive , quelli che a parole incitano e predicano e poi nei fatti arretrano e si arrendono, quelli che consegnano,  per incapacità politica , il paese nelle mani del libero mercato e della concorrenza estera con tutti i rischi e le conseguenze del caso, come se la crisi attuale non fosse servita a nulla, come se l'italia fosse un paese  che possa permettersi  una così marcata deindustrializzazione per preservare solo la sua innegabile , ma tragica ed inutile , bellezza.

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