martedì 2 febbraio 2010

Berlusconi , le "sue" radici giudiaico-cristiane e la "sua" Europa.

Berlusconi sogna , non solo in Italia ma anche all'estero, e questa volta lo fa in Israele , in quella Terra Santa in cui qualcuno sogno la "rinascita" del mondo e dell'umanità, la sua resurrezzione.
I pensieri del nostro Premier vogliono essere alti e numerosi, almeno tanti quanti la folta delegazione al suo seguito , un centinaio di persone tra cui sette ministri: Claudio Scajola (Sviluppo economico), Altero Matteoli (Infrastrutture), Franco Frattini (Esteri), Andrea Ronchi (Politiche Ue), Maurizio Sacconi (Welfare), Ferruccio Fazio (Salute) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente).
In un periodo di crisi economica tanto acuta, forse sarebbe stato opportuno contenere un poco i costi ed impedire sprechi portandosi in viaggio all'estero una così folta compagnia.
Forse sarebbe stato opportuno "contenere" anche gli entusiasmi e le affermazioni da parte di Berlusconi.
Va bene dichiararsi amici di Israele e degli ebrei , la shoah non può essere dimenticata ed è giusto dichiarare criminali i negazionisti.
Ma detto questo , doverosamente fermiamoci,  non riempiamoci la bocca e la testa di tante stramberie e di tanta inutile retorica, la storia va conosciuta e rispettata.
Proprio per questo non è possibile spingersi oltre nelle dichiarazioni e affermare , a nome del Paese intero che "Abbiamo l'orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea".
Se il "noi" è un plurale "maiestatis" può anche andar bene; conoscendo il personaggio può passare ed essere accettato come innocua megalomania.
Ma se quel "noi" è "ommicomprensivo", faccio fatica a capire di cosa parli il nostro Presidente.
Basta guardare alla storia d'Europa per vedere come ininterrottamente, più o meno dall'anno 1000 in poi e fino al secolo scorso, gli ebrei furono perseguitati ed "inquisti" proprio dai loro "fratelli" cristiani.
Se il nostro Cavaliere invece , quando parla con orgoglio di tradizioni e di cultura giudaico-cristiana , vuole riferirsi alle Crociate contro gli infedeli o all'inquisizione , ebbene, molto meglio stendere un velo pietoso , ed a questo punto è doveroso dividere le nostre dalle sue responsabilità, e anche le tradizioni ed i richiami culturali che non ci ( o mi)   appartengono.
Ma i sogni di Berlusconi in Terra Santa sanno anche essere più terreni e materiali, e così il Cavaliere coltiva anche il sogno  tutto personale "che Israele possa entrare un giorno nell'Unione europea".
Sognare è sempre lecito ma poi c'è anche il brusco risveglio , a meno che non si stia improvvisando o scherzando, l'Europa , non è l'Impero Romano , non circonda il "Mare Nostrum" , che ora invece si chiama Mediterraneo, e sopratutto, onde evitare maggiori guai futuri, sarebbe utile ricordare al Cavaliere di non prometterlo e di non sognarlo  anche per la Libia del suo amico Gheddafi.
Ma sopratutto sarebbe meglio parlarne in Europa , anzichè in Medio Oriente.
Quanto riesce ad essere struggente , e piacevole al confronto, il ricordo di quel Presidente del Consiglio che all'estero "faceva" le corna, rumoreggiava, telefonava, raccontava barzellette , magari sugli ebrei, o cantava con Apicella simpatiche canzoni, senza scomodare la storia , la cultura , e neanche l'incoscio, senza fare l'intellettuale.
Molto meglio , per chi non possiede le ali , non volare alto , sopratutto quando non si ha nemmeno il paracadute. 

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