sabato 27 febbraio 2010

Berlusconi fa più male alla giustizia della criminalità.

E' utile oramai riconoscerlo, senza reticenze e senza più alcun dubbio, i continui e ripetuti attacchi del Presidente del Consiglio alle istituzioni in generale, ed alla magistratura in particolare, fanno più male, alla democrazia ed alla giustizia, della stessa criminalità.

venerdì 26 febbraio 2010

Disinformazione di regime, il Tg1 per ben due volte assolve Mills.

L'edizione delle 13,30 del principale telegiornale italiano spaccia per ben due volte come "assoluzione" l'avvenuta prescrizione del reato di corruzione di cui si è reso colpevole l'avvocato Mills".
Lapsus ? errore umano ?
Niente di tutto questo, ancora una volta sistematica disinformazione di regime, pessimo giornalismo, ruffianesca piaggeria di  asserviti  ai potenti di turno, e tanta malafede.
E sì che non sarebbe stato, nè difficile, nè troppo lungo o complicato , dire la semplice verità , e cioè che la Corte di Cassazione riconosce che il reato è stato commesso ma è caduto in prescizione, per cui non ci sarà alcuna condanna nè per Mills nè per Berlusconi.
Quello che manca sempre  in fondo ,  è solo un briciolo di onestà intellettuale e lo strano è che di questo se ne accusino sempre gli altri.
 

La Svizzera perde la sua neutralità, Gheddafi le ha dichiarato "guerra".

Gheddafi ritorna all'attacco della Svizzera e questa volta lo fa con una vera e propria "guerra", anche se santa.
Motivo del "conflitto" la decisione Elvetica di  vietare, tramite referendum, i minareti sul suo territorio nazionale.
La scelta era quasi scontata se sio  pensa alla mentalità dei nostri confinati, in Svizzera ha libero ingresso  , ed è ben visto ed accolto , solo il denaro, di qualsiasi provenienza, mentre non lo sono gli immigrati, le idee o le religioni.
La tradizionale loro accoglienza è solo un mito, è riservata esclusivamente ai ricchi.
Mentre per gli affari la Svizzera si venderebbe l'anima e anche la dignità, per tutto il resto i suoi abitanti vogliono mantenere invariate le loro tradizioni e la mentalità, poco importa se retrive, reazionarie , antidemocratiche o illiberali.
Questa volta però gli svizzeri hanno trovato pane per i loro denti , uno meno tollerante persino di loro, e di colpo si sono trovati in guerra , perdendo la tradizionale neutralità.
Al contrario , io che di solito sono sempre interventista , e parteggio di norma per una causa o per l'altra , questa volta sono rigorosamente neutrale, non mi schiero con Gheddafi, ma neanche con la Svizzera.

giovedì 25 febbraio 2010

Ecco messo in pratica il "processo breve" di Berlusconi.

Il procuratore generale della Cassazione , Gianfranco Ciani, dichiara oggi , alle sezioni penali riunite chiamate  a pronunciarsi sulla condanna per corruzione in atti giudiziari contestata a Mills per aver reso falsa testimonianza al fine di favorire Silvio Berlusconi che "La sentenza di condanna dell'avvocato David Mills a quattro anni e mezzo di reclusione pronunciata dalla Corte d'appello di Milano va annullata perché il reato è estinto per prescrizione".
Secondo  il Pg Ciani  infatti "non c'è dubbio che il momento consumativo della corruzione di Mills e del gruppo erogatore dei 600 mila dollari si verifica l'11 novembre del 1999, quando Mills fornisce istruzioni per il trasferimento dei circa 600 mila dollari dal fondo di investimento Giano Capital al fondo Torrey.
Dunque, è dall'11 novembre 1999 che decorrono i
termini di prescrizione e non a partire dal 29 febbraio 2000, come ritenuto invece dai giudici della Corte di Appello di Milano.

Secondo il procuratore generale il reato è riconosciuto ed accertato, Mils è colpevole, ma è tutto prescritto.
Se così fosse, anche Berlusconi potrebbe tirare finalmente un profondo sospiro di sollievo e festeggiare lo scampato pericolo, dopo tante peripezie e polemiche.
Ecco nei fatti l'esempio più tipico di  "processo breve", anzi brevissimo.
A fronte di un reato riconosciuto, la prescrizione salva tutto e tutti, ne soffre solo un poco la "giustizia", ma questa in Italia non interessa a nessuno, certamente non alla nostra maggioranaza di governo.

E' bizzarro stupirsi della bocciatura delle leggi, dice la Consulta.

"Quando una Corte o un tribunale costituzionale dichiara l'illegittimità di una legge non compie nulla di strano, o peggio di illegittimo, ma emette una decisione che rientra nello svolgimento del principale dei suoi compiti istituzionali. Forse ora la vera bizzarria potrebbe consistere nel meravigliarsene.
 Ci fu chi, tra i costituenti, comunisti come liberali ritenne una "bizzarria" la sola ipotesi che 15 persone, non elette direttamente dal popolo, potessero porre nel nulla una legge emanata dal Parlamento.
Sta di fatto che tale bizzarria esiste da oltre mezzo secolo ed è ormai condivisa dalla quasi totalità dei paesi europei e da molti Stati extraeuropei ".

      Francesco Amirante, Presidente della Consulta

martedì 23 febbraio 2010

Cavaliere , è così difficile fare una legge che escluda corrotti e corruttori da ogni lista ?

Non fa una grinza il ragionamento di Luca Cordero di Montezemolo "La politica non ha fatto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello Stato. E' nella riforma dello Stato e delle istituzioni che possiamo vedere una soluzione strutturale al gigantesco problema della corruzione. Fin tanto che l'azione dello Stato non sarà resa più efficiente e trasparente, fin tanto che gli spazi di intermediazione fra la società civile e la cosa pubblica saranno molteplici e confusi, fin tanto che il cittadino non avrà la possibilità di poter contare su una pubblica amministrazione pienamente funzionale e responsabile, le occasioni per il malaffare si sprecheranno.Dove lo Stato non funziona", ha aggiunto poi il presidente della Fiat, «si afferma inevitabilmente quella "società fai da te" dove ognuno si sente autorizzato ad arrangiarsi come meglio può e dunque anche attraverso il ricorso alla corruttela».
Parole sante si sarebbe tentati di dire,  visto che i cittadini lo ripetono e se lo augurano da anni.
Ecco perchè la reazione di Brunetta è come al solito fuori luogo e tutto sommato sciocca , anche se scontata.
"La riforma della pubblica amministrazione è già stata fatta", gli ha risposto piccato il ministro. "Forse Montezemolo, che è impegnato a lavorare nelle sue aziende, non è stato informato. Gli manderò la mia riforma e i piani di implementazione".
Poveri noi, e povera Italia, se abbiamo ministri che si beano di se stessi  avendo costruito il nulla più assoluto, se pensano e credono di aver già assolto alla loro funzione, se sono convinti di aver dato il meglio di sè e di aver già salvato il paese.
Se queste sono le premesse non riusciremo più di certo a liberarci della corruzione e dei corrotti.
Non bastano gli annunci, e in assenza di questi le polemiche, per pensare di aver già risolt il problema, peccato non si riesca ad andare al di là delle chiacchere.
Se davvero si volesse arginare la corruzione ed escludere da ogni incarico i corrotti,  invece di parlare tanto basterebbe un semplice decreto legge o una legge apposita , se sono davvero tutti d'accordo , da far approvare in tempi strettissimi. Basterebbero quattro parole, non pretendiamo neanche che sia escluso dalle candidature chi ha ricevuto un semplice avviso di garanzia, sarebbe sufficente dire che verrà escluso da ogni lista chi è stato rinviato a giudizio.
Eccola lì la legge che tranquillizzerebbe tutti e farebbe pulizia di tanti corrotti.
Certo poi potranno anche essere assolti in processo, ma anche se per un certo periodo i nostro politici dovessero fare un passo indietro non sarebbe un gran disastro , noi non piangeremmo troppo e neanche prosteremmo, ce ne faremmo una ragione e anche una convinzione.
Per loro poi dovrebbe essere indifferente visto che ci ripetono in continuazione che "sono scesi in campo" solo per noi , per risolvere i nostri problemi e per il bene collettivo, non per il loro personale.
Ma voi che dite, anche queste come le prime, e come al solito, sono chiacchere e parole , e non si farà mai nessuna legge seria contro i corrotti visto che manca la volontà e anche l'interesse.
Ancora una volta ci faranno credere che ne avevano intenzione, ma non è stato possibile.  

Fiat, scatta la cassa integrazione. Ma a crisi non era finita ?

È scattata la cassa integrazione di due settimane in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat.
Il provvedimento, che era già stato annunciato dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, interessa circa 30 mila lavoratori dell’auto del gruppo.
La produzione si ferma in tutti gli stabilimenti , a Mirafiori come a Cassino, a Pomigliano d’Arco come a Melfi e alla Sevel.
Le motivazioni sono ovvie naturalmente, la crisi e il forte calo degli ordini con la conseguente necessità di adeguare i livelli produttivi alla domanda.
Ma Berlusconi non aveva detto che la crisi era finita , che il peggio era passato e che ora si cominciava ad uscire dal tunnel ?
L'importante è crederci , poi naturalmente sperarci , e cominciare a pregare se si è credenti.

Un'occhio alla Turchia, divisa tra islam ed Europa.

E'  pensieroso lo sguardo che molti osservatori rivolgono in questi giorni alla Turchia.
Lo scontro in atto tra il premier Erdogan e l'esercito è preoccupante e non lascia presagire nulla di buono.
Rimangono in attesa quanti in Europa auspicavano un imminente ingresso dellla Turchia nella Comunità ,  mentre si rallegrano dello scampato pericolo quanti vi si opponevano.
Certo è che questo paese si pone contemporaneamente come baluardo dell' Europeo nei confronti della penetazione integralista islamica e come avanposto occidentale in medio oriente. In questo duplice ruolo si consuma la sua importanza strategica.
Quanto accadrà nel paese avrà ripercussioni in tutto il mondo.
La Turchia infatti oltre a far parte della Nato, possiede , dopo gli Stati Uniti,  il più grande e numeroso esercito convenziale dell'Alleanza.
Questo da molti anni è il garante della laicità dello stato turco voluta dal padre fondatore Ataturk.
Per ora si tratta di attendere, certo è che questo non può essere fatto con indifferenza e senza qualche apprensione.

lunedì 22 febbraio 2010

L'Aquila, una città morta nonostante la propaganda Berlusconiana.

Ancora una manifestazione all'Aquila, a solo una settimana di distanza dalla prima .
Circa un migliaio di cittadini, con in mano le chiavi dei loro appartamenti che dovevano essere ristrutturati, hanno cercato di forzare la zona rossa del centro storico , chiusa a seguito al terremoto.
Una protesta simbolica naturalmente, ma non per questo meno significativa.
Nelle urla e negli slogan dei partecipanti si poteva percepire tutta la rabbia montante di chi si era illuso ed aveva confidato nelle tante promesse, e che solo ora comincia ad avere una chiara percezione della realtà.
Lo scandalo che coinvolge la Protezione Civile indigna non poco chi si trova in stato di necessità, senza casa, senza lavoro, senza prospettiva futura.
La contestazione è inevitabile , parte nei confronti del Sindaco e della presidente della Provincia, le uniche autorità presenti , a cui vengono contestati i notevoli ritardi negli interventi nel centro storico e nella rimozione delle macerie.
Sono questi i "capri espiatori" e forse sono quelli con meno colpe.
Il primo cittadino aquilano , intervistato, è costretto a riconoscere che "la rimozione delle macerie è oggi il problema principale, da soli non ce la possiamo fare, non è possibile smaltire 4 milioni di tonnellate di macerie come se fossero sacchetti di immondizie. Neanche la Protezione civile è stata in grado di risolvere il problema, ma se non si rimuovono le macerie non è possibile la ricostruzione.
Come dire , nonostante tutto siamo al punto di partenza, per far riviviere la città si deve cominciare dall'inizio.
Molti dei manifestanti  hanno contestato, molto duramente, una troupe del Tg1 presente, guidata da Maria Luisa Busi, per un servizio andato in onda per il settimanale di approfondimento Tv7.
L'accusa era evidente e lì, davanti agli occhi di tutti.
Tanto che la stessa Maria Luisa Busi si trova costretta a dichiarare di "capire  la situazione e di capire gli aquilani. Posso dire che io sono qui per fare il mio lavoro onestamente e non posso rispondere dell'informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto dopo il terremoto. Posso solo dire che quello che ho visto all'Aquila in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato: migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita".
Già , bisognava andare fino all'Aquila per vedere quello che nessuno ha il coraggio di dichiarare, e cioè che la città è morta e che la ricostruzione non è ancora iniziata e neppure in programma per ora, nonostante le inaugurazioni, nonostante i proclami , nonostante le chiacchere di chi vuol trasmettere al paese l' immaginare di una città in fermento , che invece al contrario non esiste più.
Sola una buona propaganda ed una cattiva informazione hanno permesso di illudere e far credere agli italiani che il lavoro di ricostruzione fosse già a buon punto.
Ma gli italiani si sa si sono abituati a vivere in un mondo virtuale, fatto di fantasia, di immaginazione, di annunci, di promesse mancate.
Un mondo ed un paese dove i problemi trovano soluzione nella loro enunciazione e dove si vive alla gionata pensando ognuno ai fatti propri e non a quelli della collettività.

venerdì 19 febbraio 2010

Un Berlusconi moralizzatore non è credibile è semplicemente patetico e ridicolo.

Per un governo che fino ad oggi ha proposto leggi atte ad ostacolare la giustizia e ad evitare i processi, suonano  strani, sia la fretta con cui Berlusconi ha portato in consiglio dei ministri la sua proposta anticorruzione per un'inasprimento delle pene, sia l'annuncio che gli inquisiti non saranno più ammessi nelle liste elettorali del Pdl.
Certo il clima è pesante , la vicenda , non ancora conclusa, dimostra già ora tutta la vastità dello scandalo.
Nessuno può più obiettivamente negare la corruzione diffusa , il malcostume dilagante, le inadempienze di chi doveva controllare e non l'ha fatto, di chi non poteva non sapere ed ha taciuto, le leggerezze amministrative e politiche tanto evidenti.
A breve poi si attende comunque un allargamento dell'indagine che già ora pare lambire , secondo indiscrezioni diffuse, collaboratori molto stretti del presidente del Consiglio.
Non è solo Bertolaso in discussione, ma è il sistema di gestione del potere di palazzo Chigi che schicchiola pesantemente in questo caso.
Si può capire quindi la fretta di Berlusconi , anche perchè questa volta è diffcile pensare di cavarsela semplicemente attaccando i magistrati , come si era pensato in un primo momento.
Questa volta le intercettazzioni e le accuse sono evidenti e circostanziate, difficilmente confutabili e discutibili.
Molto meglio allora ritonare a parlare di "Mariuoli" , come fece Craxi in piena prima tangentopoli, di "birbanti", "birbantelli" e  "ladruncoli" , infiltrati nel Pdl e che si sono fatti pizzicare con le mani nel sacco.
Ma può obiettivamente il Premier  pensare di cavarsela parlando di casi individuali e di singoli comportamenti ? . Non credo. 
Questa volta è il palazzo intero che scricchiola dalle fondamenta, questo nuovo scandalo rischia di essere un terremoto politico e giudiziario se non si riuscirà a porvi rimedio in qualche maniera.
Berlusconi ne è pienamente cosciente , ed è anche per questo che non si sogna più di attaccare i giudici e propone invece alcune sue personali "ricette" politiche" contro la corruzione.
Ben vengano comunque gli inasprimenti delle pene per i corrotti ed i corruttori, nessuno le contesterà, ben  venga la decisione di non ammettere nelle liste del Pdl alcun inquisito, ma se davvero si vuol essere credibili serve coerenza e poi bisogna andare fino alle estreme conseguenze.
Non basta perciò abbandonare al suo destino Pennisi, per fare davvero pulizia  è necessario cominciare dai piani alti, magari da Dell'Utri , per finire a Cosentino, su cui pende ancora una richiesta di arresto per reati connessi alla camorra e di cui pervicacemente non si vogliono nemmeno accettare le dimissioni.
Ecco perchè la mossa e le dichiarazioni del Cavaliere ancora una volta sono solo propaganda, piccole astuzie di un mestatore incallito e inveterato, fumo negli occhi di cittadini ed elettori sempre più miopi.
Come potrebbe infatti essere credibile , anziche patetico e ridicolo , come moralizzatore del partito, un uomo come il nostro  Presidente del Consiglio, coinvolto in numerose inchieste giudiziarie, sotto scacco nel processo Mills e inquisito in questo proprio per corruzione ?
Lui ci sta obiettivamente provando presentando la lista della "spesa" e gli "elenchi di proscrizione", lasciando a se ogni scelta ed ogni discrezione , in attesa di quelle famose leggi sul processo breve, sul legittimo impedimento e sulle intercettazioni, che salveranno lui , i suoi amici e tanti corrotti e corruttori, pensando così di salvarsi anche la faccia.
E' una corsa contro il tempo come si vede, ma io spero che al traguardo possa giungere prima la giustizia , o quantomeno il voto degli italiani.

giovedì 18 febbraio 2010

Italia, sempre più un paese di lestofanti e navigatori.

C' era stato promesso per anni un paese diverso, nuovo , moderno, per tanti versi migliore.
Tangentopoli doveva essere il punto estremo del declino, la linea invalicabile, da lì non poteva che partire la rinascita , il nuovo, le rifome politiche e sociali tanto sognate ed attese.
Da tanti segnali che vengono quotidianamente registrati non possiamo che registrare il fallimento , non del paese che nonostante tutto ostinatamente resiste, ma di un sogno, di una speranza, di un progetto di crescita e sviluppo miseramente naufragato tra grandi e piccoli ostacoli  e numerose resistenze, messe in atto ad ogni livello.
Sono tanti i segnali che giungono in tal senso, è un declino inesorabile che sembra avanzare, declino non solo morale , ma di valori e sentimenti, sembrano sempre più venir meno i principi fondanti di una società in cui trionfa il  qualunquismo, il fai da te, l'arte di arrangiarsi.
Non fosse bastato lo scorrere i quotidiani in questi giorni o in questi mesi , non bastassero gli scandali, le inchieste
l'avvilente constatazione che una classe politica, voluta per perseguire gli interessi del paese, non dimostra poi nei fatti che la volontà ed il desiderio di perseguire sempre e solo i propri, con poche eccezioni in tal senso, ecco oggi arrivare la relazione delle Corte dei Conti che rappresenta un'immagine puntuale e precisa del paese.
Si scopre ad esempio che da noi  "La corruzione è una «patologia che resta tuttora grave» e che nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di finanza del 229% rispetto all'anno precedente.
A questo si aggiunge un incremento del 153% dei fatti di concussione" e la constatazione che, nonostante i proclami di Brunetta , la corruzione dilaga anche e sopratutto , nella pubblica amministrazione.
Non solo poi aumento della corruzione ma anche di una serie di  comportamenti , sia pure individualmente meno gravi, ma che , ai limiti della decenza e della legalità non fanno altro che aumentare spese e costi per la collettività a vantaggio di pochi .
Va giu pesante la Corte e stigmatizza in questo i comportamenti di tanti amministratori che ricorrono sempre più a consulenze esterne o interne , sempre più ingiustificate e sempre più costose.
Nota come sempre più vengano a mancare poi controlli reali ed effettivi sugli appalti in genere,  sulle spese della Protezione Civile, sull'oppprtunità delle opere stesse, che spesso ed in tal senso rimangono poi incompiute.
Capitolo a parte merita la sanità, dove la Corte dei Conti individua fenomeni di mala gestione, inefficienze e spese inutili.
 Vengono citati e riportati numerosi casi di «irregolari acquisti di beni e servizi, illegittimi inquadramenti di personale e conferimenti di incarichi e consulenze, fenomeni particolari di mala gestione quali inefficienti ma costosi programmi di screening anti-tumorale, di assistenza odontoiatrica rivelatasi inesistente (caso delle dentiere gratuite) di eccessive prescrizioni di farmaci ovvero di falsità delle stesse o di loro sostanziale inutilità, di sconcertanti interventi chirurgici non necessari".
Un quadro triste e sconfortante insomma, di un paese che qualcuno voleva idealmente di santi e navigatori , tristemente trasformato , più realisticamente , in un paese di lestofanti e navigatori, che semplicemente e più banalmente battono i mari della mala politica , del malcostume e dell'illegalità.
Tangentopoli non è finita, nonostante qualcuno lo voglia far credere, tangentopoli ha avuto solo una breve pausa ed il nostro paese è completamente da rifare.

mercoledì 17 febbraio 2010

E no Bertolaso, non si puo lasciar intendere che "Noi" stiamo buttando fango sulla protezione civile.

E no caro Bertoloso , possiamo capire tutto ed accettare tutto nella ferma convinzione che ognuno è comunque innocente fino a prova contraria , riusciamo ad accettare la Sua accorata difese ed i Suoi  distinguo , a prendere per valido il fatto che,  "forse e semplicemente" Le " è sfuggito qualcosa", magari involontariamente, e di cui non Si sente colpevole, anche se in cuor nostro siamo convinti che chi deve vigilare e non lo fa , comunque ha delle responsabilità oggettive per cui dovrebbe essere giudicato, ma il voler dire a Ballarò che è personalmente stanco di vedere , stampa ed opinione pubblica, gettare fango su di lei e sulla Protezione Civile , obiettivamente mi sembra un po forte e neanche veritiero.
Personalmente poi non ho nemmeno apprezzato il Suo accenno al fatto di non avere avuto la collaborazione dei giudici e forze dell'ordine sulle inchieste in atto , se così fosse stato , ha dichiarato, avrebbe fatto più attenzione ed evitato il peggio.
Forse si dimentica che compito dei giudici è fare indagini e processi, non avvisare chicchessia sulle loro inchieste.
Noi avremmo volentieri fatto a meno di questo scandalo , di questo sperpero di denaro pubblico che dei veri farabutti e dei ladri inveterati hanno così vergognosamente intascato.
Ma non dica per favore che è colpa nostra , non dica che stiamo gettando noi fango sulla Protezione Civile
Noi , i giudici e la stampa, stiamo semplicemente chiedendo chiarezza, verità e giustizia.
Qualcuno nel fango ci si è rotolato da solo e ha ingannato anche l'intero paese e tanta gente onesta anche nella Protezione Civile, chi ne è colpevole perciò se ne assuma le responsabilità e "si vergogni" , non si cerchi di addossarne la colpa ad altri , una volta ai giudici, una volta alla stampa ed una volta all'opinione pubblica..

martedì 16 febbraio 2010

Berlusconi vuol fare piazza pulita dei presunti disonesti peccato voglia decidere lui quali.

E'  quasi patetico lo sfogo di Berlusconi su quanto è accaduto  al consigliere comunale del Pdl Pennisi, preso con le mani nel sacco mentre intascava una tangente.
"Quello che è successo a Milano è una cosa indegna" dice Berlusconi  , visto che questa volta non può dire altro.
Facile per lui parlare di "una mela marcia" , come se tutto il resto non esistesse, come se il paese non fosse scosso per intero e dalle fondamenta .
Accusandone solo uno ci si può così scordare delle tante mele marcie e putrescenti sparse per l'Italia, si può far finta così di dimenticarsi di scandali ed inchieste ben più importanti che coinvolgono personaggi di spicco del partito, membri del governo, e persino lo stesso presidente del Consiglio.
Nel frattempo , e tolto il caso indifendibile di milano , si continua a parlare , come se nulla fosse  di "nuova offensiva giudiziaria" della magistratura in vista delle elezioni, scordandosi che in italia, quasi ogni anno ci sono delle elezioni e che in ta caso la magistratura non dovrebbe mai lavorare.
Non è molto credibile perciò Berlusconi quando proprio oggi afferma essere giunto il momento di dare  "un segnale inequivocabile"  e di  fare "piazza pulita di chiunque non sia più che specchiato".
Che siano solo parole lo dimostra il fatto che se davvero così fosse si dovrebbe cominciare dall'alto, da qualche senatore come Dell'Utri , da qualche sottosegratario accusato di mafia, dai vertici della Protezione Civile, da Verdini stesso , e perchè no persino dal Presidente del Consiglio, che non si può davvero dire di essere al di sopra di ogni sospetto, anzi , nella questione morale c'è dentro fino al collo.
Forse Berlusconi è convinto di dover decidere da solo su chi deve essere dichiarato onesto e non affidarne il giudizio alla giustizia ed ai tribunali.
A me pare che ancora una volta si stia lanciando solo un messaggio  per elettori sempre più distratti, in attesa di quelle riforme che da sole toglierebbero di mezzo ogni questione morale ed ogni processo, facendo "diventare" di colpo onesto persino il peggior farabutto.
Se solo si fosse potuto contare ,da subito ed in pieno , sul processo breve, sul legittimo impedimento , sul divieto delle intercettazioni , in pratica su quella riforma della giustizia tanto cercata e voluta dalla maggioranza, è pur vero che non avremmo avuto un onesto in più o un ladro in meno, ma almeno nessuno sarebbe stato inquisito e processato e tutti  sarebbero stati un po' più liberi di "lavorare indisturbati" , come da tempo chiedono anche se inascoltati. 
 

lunedì 15 febbraio 2010

Milano: di razzismo e di stupidità si muore.

Milano come Rosarno , non c'è distinzione alcuna tra Nod e Sud del paese, i problemi sono gli stessi in questo caso.
Nella notte tra sabato e domenica il capoluogo lombardo  è stata il centro di un  grave episodio di conflitto razziale.
A differenza di quanto accaduto a Rosarno, questa volta la violenza non scoppia tra ’stranieri’ ed ‘italiani’, ma tra nordafricani e sudamericani
, ed è la prima volta che un episodio di conflitto tra etnie diverse si trasforma in un così evidente problema di ordine pubblico.
La causa scatenante dei disordini è stato l’omicidio di un cittadino egiziano a cui hanno fatto subito seguito le proteste dei suoi connazionali contro i presunti responsabili.
Non quindi la  denuncia alle forze dell'ordine , viste sempre più distanti e nemiche, ma la vendetta pura e semplice, la giustizia fai da te.
Sono bastati pochi minuti e
centinaia di nordafricani si sono ritrovati per strada con tanta rabbia addosso e la sciocca e stupida illusione di guadagnarsi con la violenza quel rispetto e quella considerazione che gli sembra precluso con altri mezzi.
Milano è stato così teatro di scene di guerriglia urbana , urla e violenza, negozi e auto danneggiate.
Sembrava di essere a New York  o  a Dallas o a Los Angeles, laddove si scontrano nella realtà quelle bande urbane rese famose da tanti film, mentre i "milanesi" residenti , attoniti spettatori di scene ed immagini non volute ma sempre più frequenti e temute ,  si barricavano nelle loro abitazioni, ingigantendo in cuor loro sospetti e paure.
La dinamica dei fatti è molto simile a quella verificatosi  in gennaio a Rosarno, in Calabria.
Ma i disordini di sabato a Milano non sono gli unici episodi registrati , i Centri di identificazione ed espulsione ,sparsi per il paese sono stati spesso  teatro di rivolte e di azioni simili.
Quanto accaduto non è altro che un ennesimo campanello d’allarme da non sottovalutare.
Anche in questa situazione c'è stato chi ha cercato di sfuttare i fatti a suo vantaggio, per guadagnare fama, considerazione e qualche voto in più nelle prossime elezioni che non servirà ancora una volta a nulla.
Qualche sciocco idiota ed  alcuni sprovveduti , questi involontari vittime delle loro povere menti e della più becera propaganda, si sono lanciati in commenti e proclami  inqualificabili.
Matteo Salvini, l' eurodeputato della Lega, già noto per aver proposto vagoni differenziati nella metropolitana milanese per italiani e stranieri, ha detto: “Ho già segnalato al ministro Maroni questa situazione di emergenza. Occorrono controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano”, di fatto rastrellamenti.
Bastassero le idiozie a risolvere il problema dell'immigrazione avremmo già vinto la battaglia, quanto invece è accaduto è l'esempio evidente dell'insuccesso.
Questo governo, che ha preteso di fare della  sicurezza e dell'immigrazione i primi problemi da risolvere nel paese nè decreta ora nei fatti il totale fallimento, tanto che lo stesso Bossi si trova costretto a dichiarare  che "non ci sono mai stati tanti immigrati irregolari il Italia come negli ultimi setti anni".
Sarà forse vero come dice Maroni che non si vede il rischio di "banlieue" in via Padova, ma fossi in lui non minimizzerei la rabbia e la violenza di sabato sera , rappresentazione evidente di una tensione sociale e di una mancata integrazione che rischiano di esplodere nelle nostre città .
Ma le polemiche non si placano in poche battute , il problema è sentito e la protesta corre anche sul Web.
Partono sempre in quarta gli idioti, premono il piede sull'accellatore dell'intolleranza, figlia del disastro e della stupidità.
Si grida contro gli stranieri, giudicati "animali e bestie", si urla contro le istituzioni e le forze dell’ordine, quest'ultime assenti incolpevoli, visti i tagli negli organici a seguito delle finaziarie di chi predicava sicurezza solo a parole e non nei fatti.
Sprigionano rabbia anche i commenti su Facebook di vecchi e nuovi facinorosi.
Ma c'è anche la politica in fibrillazione e l’opposizione  giustamente accusa il centrodestra di inerzia , di incapacità a perseguire l'integrazione con l'inevitabile risultato sotto gli occhi di tutti.
E a Milano rimbombano parole fortissime come "rastrellamenti e deportazioni", tanto che lo stesso ministro Maroni si preoccupa di non gettare benzina sul fuoco.
C'è il rischio davvero ora di una guerra civile , è utile abbassare i toni e le minacce , e zittire chi parla nel suo stesso partito di blitz immediato, di sgomberi e di ruspe.
Quando i proclami falliscono e naufragano a fronte dela realtà si è costretti finalmente a riconoscere che non servono a nulla le azioni di forza fino a qui sostenute.
Qui si tratta di gestire al meglio un problema sociale  e riconoscere che fino ad ora si è spesso sbagliato  , eccolo sottinteso nelle parole del ministro il "mea culpa" definitivo ; "È un nuovo progetto di integrazione che va ricercato . Adesso bisogna gestire, fare politiche di ricomposizione, mantenere insieme la città. Mi piace parlare di ristrutturazione, ma senza interventi repressivi. Non serve incendiare le piazze".
Parole sante se fossero vere, parole doverose che avrebbero forse evitato di perdere tanto tempo prezioso, ma che bisogna poi mantenere e non ripetere a giorni alterni o sotto l'impeto delle emozioni o dei fallimenti, tanti italiani e tanti immigrati onesti le stavano aspettando.


sabato 13 febbraio 2010

Gli errori di Bertolaso e quelli degli italiani.

Bertolaso riconosce di aver forse "sbagliato qualche cosa".
Quel qualche cosa pare sia costato , secondo i magistrati, diversi milioni di euro agli italiani.
"Forse mi sono fidato troppo aggiunge" subito dopo il Capo della Protezione Civile.
Che cosa dovrebbero dire allora gli italiani ?

venerdì 12 febbraio 2010

Milko Pennisi (Pdl) arrestato, non c'è pace per il paese diviso tra tangentopoli e puttanopoli

Milko Pennisi è  solo un piccolo pesce rimasto impigliato nelle maglie della rete,  passa quasi inosservato di fronte allo scandalo sulla Protezione Civile scoperchiato in questi giorni dai magistarti toscani.
Poca cosa in fondo,  "solo" 5000 euro.
Questa è la somma che , l' Assessore Pennisi, arrestato giovedì pomeriggio in flagranza di reato, si stava intascando, Una piccola mazzetta a fronte di un favore per una concessione edilizia, niente in confronto ai lavori del G8 alla Maddalena o ai numerosi interventi della protezione civile.
L'accusa per Pennisi è naturalmente di concussione, ed il fatto che sia stato scoperto con le mani nel sacco ci salva dall'ormai consueto sfogo del Premier contro le toghe rosse, dal solito clamore sugli arresti ad orolegeria nelle tornate elettorali e dalla oramai quotidiana richiesta di nuove leggi sulla giustizia, sulle intercettazioni e sulla privacy dei politici.
Con l'arresto di Mario Chiesa avvenuto nel febbraio del 92 ebbe inzio  Tangentopoli, i fatti odierni rischiano di scoperchiare un malcostume che è proseguito ininterrotto propserando ora in un ambiente politico forse ancor più degenerato.
Una  miscela esplosiva di malcostume, corruzione, soldi ed escort , che scuote dalle fondamenta la Repubblica, vanifica e scoraggia ogni speranza e fiducia dei cittadini.
A 20 anni di distanza dalla prima Tangentopoli si deve constatare come il fenomeno della corruzione nei partiti e nella politica non sia affatto diminuto ma , al contrario , abbia trovato sostegno e forza in una nuova e maggiore arroganza del potere.
Passiamo quotidianmente da uno scandalo all'altro, da un tangentopoli ad una puttanopoli, senza ritegno alcuno, senza nemmeno la vergogna o il senso di colpa che darebbero agli inquisiti almeno dignita umana e sentimenti. 
Nulla di tutto ciò , non si chiede verità, non si chiede giustizia, una classe politica oramai squalificata, chiede solo di governare comunque , di essee lasciata in pace a  perseguire non si capisce bene quali interessi , senza risponderne a nessuno, non alla legge, non allo Stato, neanche alla collettività. Si riesce a ridere ed a giore persino per un terremoto, pregustando già gli arrichimenti della corruzione.
Ci si è fatti l'idea  che perchè eletti e votati dal popolo si ha ogni diritto e non semplicemente molti doveri.
E mentre questo grande circa Barnum della politica italiana prosegue imperterrito per la sua strada che sembra portare dritta al precipizio, cittadini scoraggiati o illusi, incuranti o distratti , assistono impassibili ed impotenti allo sfacelo del paese, alla delegittimazione delle sue istituzioni , al saccheggio dello stato e della cosa pubblica , al trionfo delle corruttele , dei favoritismi e del malcostume .
Quello che conta veramente sembrano essere solo il potere, il denaro ed il sesso e l'uno risulta complementare ed indispensabile all'altro.
Rimane tra i cittadini, in mezzo a tanto squallore, solo un indistinto senso di fiducia , una flebile speranza che alla fine la verità e la giustizia possa trionfare, che gli inquisiti vengano processati, i colpevoli condannati e gli italiani rassicurati.
per fare questo dobbiamo riappropiarci di quanto ci è stato tolto, per prima cosa della nostra dignità e poi della possibilità di eleggere da noi i nostri rappresentanti , non lasciarli scegliere dalle segreterie dei partiti.
Cominciamo così a far sentire la nostra voce, il nostro disappunto, la nostra contrarietà, apriamo le menti e la bocca per dire cose sensate con più frequenza, almeno con la stessa con cui gli "eletti" aprono le patte ed il portafoglio per il loro piacere, e poi speriamo, in tempi migliori, in politici migliori, in un'Italia ed in un futuro migliore.
 
 

giovedì 11 febbraio 2010

Berlusconi non può governare in democrazia.

E splendido nella semplicità dei ragionamenti e nell'evidente logicità l' articolo di Gramellini  pubblicato dalla Stampa e che io ho trovato sul blog di Giglioli.
Per questo anch'io decido di pubblicarlo come semplice copia e incolla.
Fa seguito alle affermazioni di Berlusconi secondo cui , poichè i giudici sono pagati dallo Stato, non possono indagare chi governa lo Stato stesso.
Il ragionamento del Premier denota l'inconciliabilità di questi con la democrazia e le sue regole, e riconferma quanto già detto e riconosciuto da Fini, e cioè che l'unica forma di governo a lui congeniale è la monarchia assoluta.
 

"Signor Premier, lei ha appena affermato che «non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici». Ora, non starò a scomodare il Montesquieu, famigerato comunista francese del Settecento, e nemmeno la Costituzione, smilzo best-seller del dopoguerra poi caduto nel dimenticatoio. Però vorrei rivelarle un segreto che apparirà bizzarro a chi, come lei, è un po’ litico e un po’ no: lo Stato e il governo non sono la stessa cosa. Sul serio: si può essere dipendenti dello Stato senza dipendere dal governo e dal suo capo. Nell’imprenditoria privata, da cui lei proviene, sarebbe inimmaginabile. Nessuno può lavorare in un’azienda privata perseguendo interessi diversi da quelli del manager scelto dall’azionista. Nelle aziende pubbliche invece succede. E sa perché? Perché gli azionisti di uno Stato sono i cittadini. I quali scelgono il manager, cioè il premier, cioè lei, tramite libere elezioni. Ma nell’ingaggiarlo non gli delegano ogni potere. Soprattutto non gli riconoscono quello di considerare alle proprie dipendenze chiunque riceva uno stipendio pubblico. Per dire: i prefetti sono assistenti del manager e devono obbedirgli. I giudici no. I cittadini azionisti li pagano per applicare la legge a chiunque, anche al manager che gli stessi cittadini hanno assunto. E al fine di garantire la massima indipendenza a questi dipendenti molto particolari, rinunciano persino a nominarli direttamente. Follia pura, lo so. Si chiama democrazia. Il peggiore dei regimi, esclusi tutti gli altri: lo sosteneva già Churchill, un comunistaccio che le raccomando. "

Bertolaso:l'emergenza fatta sistema porta alle dimissioni , mentre Berlusconi applaude e respinge.

"È in quel «sistema gelatinoso" , messo in piedi per gestire le opere dei "Grandi Eventi" e le emergenze che i magistrati fiorentini evidenziano le accuse contro il capo della Protezione civile Guido Bertolaso.
Ed è evidente che , in un paese che vive di emergenze come il nostro, qui si trovasse il "ventre molle" del sistema di corruttele e di corruzione che segue da vicino gli appalti pubblici.
Oltre alle frane, agli incendi, ai terremoti e alla monnezza di Napoli, in Italia ,nel tempo ,vennero dichiarati emergenziali ed affidati ad "imprese amiche", i lavori per il G8 della Maddalena, i mondiali di nuoto, alcune gare calcistiche, i viaggi del Papa, alcune regate veliche ed il traffico delle gondole nella laguna.
Era sospetto il sistema di assegnazioni ma in nome dell'efficienza e del pronto intervento si giustificava ogni cosa, anche l'assoluta mancanza di controlli.
Certo ci si è illusi fino all'ultimo che lo scandalo coinvolgesse solo figure marginali e che almeno Bertolaso , un uomo spesso apprezzato sia a destra che a sinistra , ne risultasse estraneo se non altro per preservare la nostra speranza in un mondo di onesti sempre più improbabile.
Da quanto si apprende , sia dalle  registrazioni che dai documenti, c'è poco d' esserne fiduciosi.
I magistrati di Firenze infatti hanno individuato in  "soldi contanti e prestazioni sessuali"  la contropartita che il potente sottosegretario avrebbe ottenuto per l’assegnazione degli appalti al gruppo imprenditoriale di Diego Anemone..
In soli due anni Anemone è riuscito ad aggiudicarsi «il quarto, il quinto e il sesto lotto del G8 a La Maddalena», i lavori al Foro Italico in vista dei Mondiali di nuoto, l’aeroporto di Perugia per le celebrazioni dell’anniversario dell’Unità d’Italia.
Anche Angelo Balducci, delegato alla gestione dei «Grandi Eventi», sarebbe stato ricompensato dall’imprenditore con l’assunzione del figlio e della nuora, con autovetture di lusso e telefonini, con la ristrutturazioni degli appartamenti e addirittura l'assunzione di domestici per la casa di campagna che lo stesso Anemone gli aveva messo a disposizione.

E questo è solo un anticipo , un leggero aperitivo, il resto deve ancora venire.
E' tutto il sistema della Protezione Civile ad essere messo in dubbio , chi riusciva ad agganciarsi in vario modo a questo "giro" di affari aveva , come si vede, lavoro assicurato , regalie  e benefit di varia natura ed a pie di lista.
Nelle telefonate intercettate i carabinieri hanno scoperto di tutto e solo l'intercettazione di una telefonata tra il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, titolare di un’inchiesta simile, e il figlio , consulente di una delle società nel mirino, ha fatto precipitare la situazione e consigliato l'inizio degli arresti e delle perquisizioni .
Per ora 4 sono gli arrestati, 40 gli indagati e 60 le perquisizioni effettuate.
Il gip di Firenze parla di "una vera e propria cricca di banditi"  e racconta la dilagante corruzione che ha governato gli appalti della Maddalena e la ricostruzione a L'Aquila, così come racconta di "escort di Bertolaso" e di " imprenditori che la notte del 6 aprile ridono pensando agli appalti.
Ne esce un quadro raccapricciante e vergognoso di corruzione e di latrocinio perpetrato ai danni della pubblica amministrazione e dei cittadini e , mentre almeno il buon senso ed un minimo di onestà , vorrebbero che si lasciasse alla magistratura ed agli inquirenti l'opportunità di far piena luce sui fatti si ritorna a parlare di attacchi al Governo, di legge sulle intercettazioni e  di riforma della giustizia.
Il Premier si è difatti schierato subito ed istintivamente , non dalla parte dei giudici e forse dell'evidenza ma dalla parte di Bertolaso riaffermando anche il principio che
"una categoria di persone pagata con i soldi dei contribuenti si esercita a perseguitare con processi sempre e comunque infondati chi lavora per il bene del paese".
E mentre Berlusconi dichiara che "non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici" quel buon senso tanto dimenticato fa dire, ad un numero sempre maggiore di italiani, che non si dovrebbe continuare a governare quando così pesanti accuse ed indagini investono il sistema , il Presidente del Consiglio, la pubblica amministrazione e uomini di governo e di partito.
Al contrario le dimissioni offerte da Bertolaso vengono rifiutate, dal momento che potevano innestare reazioni e richieste a catena ed il nostro presidente del Consiglio ha perso un'ulteriore opportunità di rimanersene in silenzio.
Questo che voleva essere il governo delle riforme e della modernizzazzione, è destinato nei fatti a passare alla storia come il governo con il più alto numero di inquisiti sia della prima che della seconda Repubblica ,
con in più l'aggravante di una grande arrroganza del potere che ne impedisce la fine.
Per ora esiste una sola speranza ed è quella che la magistratura continui il suo lavoro e che gli italiani, in tanto marciume, mantengano almeno inalterata la voglia di democrazia e la speranza di un riscatto e di una rinascita.

mercoledì 10 febbraio 2010

Arrestato l'ex vice di Bertolaso , nuovo scandalo o ennesime toghe rosse ?

La procura di Firenze ha ordinato , nell'ambito di un'operazione dei carabinieri del Ros sugli appalti per il G8 della Maddalena, l'arresto di Angelo Balducci, l'ex vice del capo della Protezione civile Guido Bertolaso.
L'operazione ha avuto inizio questa mattina e diverse sono già state le ordinanze di custodia cautelare predisposte anche se ancora non completamente note, visto che ancora sono in corso perquisizioni anche a Roma.
L'indagine , viene confermato dalle fonti investigative, sembra coinvolgere anche i vertici della protezione civile. Balducci, che a suo tempo è stato vice di Bertolaso, è oggi presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.
Si è in attesa ora delle dichiarazioni ufficiali che di certo non si faranno attendere.
Ancora una volta si parlerà di un nuovo scandalo e di toghe rosse, di ennesimo errore giudiziario , di nuove leggi e di urgente riforma della giustizia.
Così la vicenda si risolverà in un nuovo grande "polverone" o ritornerà ben presto nel dimenticatoio, in barba alla legge ed incurante di ogni forma di giustizia.
 
 

martedì 9 febbraio 2010

Caso Boffo interviene Benedetto XVI ma non convince.

Ora scende in campo direttamnente la Santa Sede sul caso Boffo denunciando una "campagna diffamatoria" che intenderebbe "coinvolgere lo stesso Pontefice".
Una nota vaticana dichiara infatti completamente false le interpretazioni su quanto accaduto in Vaticano in relazione alle dimissioni del direttore di Avvenire.
E' lo stesso Benedetto XVI a difendere il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e  il direttore dell’ "Osservatore Romano" Gian Maria Vian chiamati direttamente in causa come "coartefici" implicati nella vicenda.
"Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato - si legge nella nota della Santa Sede data oggi alla stampa - deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia».
"Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano "Avvenire", con l`evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de "L`Osservatore Romano", arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento".
In particolare, viene osservato nella nota vaticana, "è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de "L`Osservatore Romano" abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de "L`Osservatore Romano" abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate".
Tutto quanto riportato negli ultimi giorni da molti media "sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice".
Si possono capire le intenzioni di smorzare le polemiche della Segreteria Vaticana , si può pure capire la cautela e la preoccupazione del Pontefice sul fatto che lo scandalo possa allargarsi  coinvolgendo direttamente , non un giornale,  ma il Governo della Chiesa stessa, ma i fatti e le interpretazioni dei media ,che tra l'altro sembrano confermate, anche se indirettamente, dal direttore del Giornale, appaiono un po' più che probabili.
Tra l'altro l'obiettivo della "congiura" di palazzo di avere un giornale cattolico come Avvenire non più "critico" sulle posizioni del Governo o sulla moralità e sulla politica del Premier è stato oramai raggiunto definitivamente.
Si possono capire quindi la cautela del Pontefice e le sue dichiarazioni, la chiesa come sempre ragiona su tempi lunghissimi e sull'eternità, ma questa difesa purtroppo sembra fatta più per dovere di ufficio che per convinzione, più per timore dello scandalo e delle implicazioni che coinvolgerebbe alti prelati , che per amore della verità e della giustizia.
Come sempre viene il dubbio che la Chiesa confidi più sul giudizio di Dio che su quello degli uomini, giudicato qui inutile ed ininfluente, se non dannoso.

lunedì 8 febbraio 2010

Chi le spara più grosse nel Governo , Berlusconi o Alfano ? Bella lotta.

Oramai è diventata una specie di gara tra i membri del Governo, vista la dabbenaggene degli Italiani si sta combattendo tra i ministri ed il Premier una sorta di gara a chi le spara più grosse.
Brunetta per un certo periodo ha tenuto banco, ma ora cede il passo di fronte alle ultima sparate del Premier e del ministro Alfano.
Sulle prime, a dire il vero, alcune dichiarazioni potevano sembrare barzellette, ma non fanno ridere ed oltretutto si dimostrano spesso anche di cattivo gusto.
Solo qualche esempio ? Ebbene , nonostante tutte le borse del mondo, in questi ultimi tempi continuino a crollare , e sotto pressione si trovino proprio i paesei come il nostro con un forte debito pubblico, nonostante la chiusura di molte aziende, nonostante i licenziamenti e la cassa integrazione, Berlusconi continua impertterrrito a dire che la crisi è passata.
Beata innocenza verrebe da dire , se non fosse che in questo caso si tratta proprio di incoscienza.
Ma non era ancora passato l'eco di questa prima colossale bugia che ne arrivata un'altra, di pari livello, e ancora una volta raccontata da Berlusconi.
“ Abbiamo abbassato le tasse, togliendo l’Ici e togliendo 2 miliardi alle imprese” si  è lasciato sfuggire in un solo impeto il nostro uomo,  “ Sosteniamo le famiglie e chi ha perso il lavoro”.
Poi, con assoluta ignoranza di quanto sta accadendo in Europa, ha ripetuto che “ noi  ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri".
Ci mancava solo questa , peccato che il paragone sia fatto nei confronti della Grecia e del Portogallo e non della Francia e della Germania , come più temerariamente si faceva una volta.
Peccato anche per il Cavaliere , o meglio, peccato per gli italiani , che tutti i dati dicono come le famiglie , in questi anni , abbiano perso potere d’acquisto, che i salari e le pensioni siano stati duramente colpiti,  e come ai lavoratori non sia stato restituito il fiscal  drag  degli ultimi due anni, per cui di fatto le tasse siano aumentate , non diminuite.
Per quanto riguarda l'Ici poi , questa "iniqua tassa" (come la definisce il Cavaliere) era già stata eliminata per un buon  60% delle famiglie, dal governo Prodi. Berlusconi l' ha tolta semplicemente ai ricchi.
Le tasse  non sono cresciute in questi anni solamente per gli evasori, visto che questi non hanno mai pagato e continuano imperterriti su questa strada, godendo anche di qualche "condono".
Ma se Berlusconi è grande nel raccontare bugie agli italiani creduloni, Alfano , non volendo essere da meno l'arrischia anche lui grossa.
Come ? sentite questa e giudicate : "Berlusconi non si sottrarrà alla giustizia né sottrarrà tempo al governo, Berlusconi  vorrebbe andare in tribunale sempre " .
Si proprio così , lo ha detto il nostro Guardasigilli, ospite di Lucia Annunziata in tv , alla trasmissione In mezz'ora , aggiungendo subito dopo, che la legge sul legittimo impedimento, recentemente approvata dalla Camera, "non è una legge ad personam".
Qui mi fermo, dopo questa credo  sia inutile continuare  visto che oramai si è persa persino la decenza e visto come Alfano stia ora tentando di sopravanzare persino il Premier.
La gara comunque è appassionante e un qualche premio su  chi la spara più grossa, prima o poi si dovrà trovare, ammesso che si voglia , come Italiani, far finta di credere in continuazione a tutte queste fandonie madornali.
 

giovedì 4 febbraio 2010

E' questa la "cultura giudaico-cristiana" di cui può andare orgoglioso e fiero Berlusconi.

Tra il 2008 e il 2009, in 21 centri di accoglienza per migranti è stata svolta un'indagine , condotta da medici, infermieri e psicologi di Medici senza Frontiere, in un arco temporale di otto mesi.
Il quadro di sopprusi che ne esce è agghiacciante , non servono commenti basta leggere anche solo brevemente le dichiarazioni riportate .
"I centri di accoglienza sono sempre con alte mura di cinta, filo spinato e sbarre di ferro vigilate da agenti armati e, all’interno, gli alloggi sono isolati dal resto della struttura da inferriate e cancelli serrati.
Dentro, come nel caso di Foggia e Crotone, 12 persone pigiate in container fatiscenti di 25 metri quadrati. Si mangia per terra o sulle brande, si sopravvive a fatica. In quello di Roma si è attesa carta igienica e sapone per due settimane.
Spesso il disagio trova sfoghi violenti, che però restano quasi sempre nascosti dietro le mura di recinzione: gesti di autolesionismo, incendi dolosi e vandalismi, suicidi, sommosse.
E’ un mondo buio e spesso senza diritti".
In mezzo a questi diritti, volutamente calpestati e spesso dimenticati, vien meno la nostra coscienza e svanisce e affonda, in un mare di indifferenza, la nostra umana pietà.
E' questo comunque l'esempio più eclatante e volutamente significatico di quella "cultura giudaico-cristiana" di cui "giustamente" può andare fiero Berlusconi, è questo "l'orgoglio di questo governo" , è lquesta la cartina di tornasole della nostra civiltà "cristiana".

mercoledì 3 febbraio 2010

L'Italianità del governo a giorni alterni , Alitalia si, Telecom no.

Ma questo governo ha davvero una politica industriale adeguata ai tempi ? o meglio , ha una qualsivoglia politica industriale ?
A giudicare dai fatti sembra proprio di no , si inseguono semplicemente le emozioni del momento , il chiacciericcio insensato o volutamente costruito della moltitudine, i dati che escono dai sondaggi ed in base a questi si interviene in un senso o nell'altro , semplicemente dove capita o piace maggiormente.
Come spiegare infatti il silenzio del Governo sulla vendita di Telecom alla spagnola Telefonica e come conciliare tutto questo con quanto fatto per Alitalia ?
Per questa infatti sembrava indispensabile garantire l'Italianità , ne andava dell'onore nazionale e della bandiera, mentre Telecom evidentemente non rappresenta proprio nulla per il nostro Governo.
Certo l'azienda è in crisi e tra l'altro questa è profonda, i debiti accumulati sono notevoli e nelle condizioni attuali Telecom non può reggere, ha debiti per 35.185 milioni di euro.
Quando fu privatizzata e venduta ai tanti capitani coraggiosi italiani, valeva il triplo di Telefonica, oggi è il contrario , grazie al "sistema Italia" ed alla lungimiranza della sua proprietà.
Ma non si può dimenticare che Telecom è in ogni caso una grande società , che fa molta ricerca e occupa un settore strategico per il paese, non solo quello della telefonia ma anche la rete su cui non viaggiano più solo i telefoni ma anche internet.
In pratica gestisce una buona fetta di quanto è indispensabile per la crescita  del paese.
Ceto , pare che il Governo sia intenzianato a chiedere garanzie precise a Telefonica ma queste potranno bastare a garantire lo sviluppo di un settore così strategico ?
E' inutile ora stracciarsi le vesti, così come a poco serve piangere sul latte versato, meglio la vendita di una società che il suo fallimento , viviamo comunque in un libero mercato.
Certo è che Paesi ben più lungimiranti del nostro hanno individuato settori strategichi a cui non intendono in alcun modo rinunciare, ne fanno una questione di principio e di sicurezza nel futuro .
Ci si dica allora quale differenza esista tra Alitalia e Telecom, perchè l'una doveva essere salvaguardata mentre quest'altra viene abbandonata al mercato ?
Possono bastare al paese i motivi elettorali ? Evidentemente no.
Non si può predicare l'Italianità delle imprese a giorni alterni e realizzarla , non secondo rigide necessità industriali o strategiche , ma solo ed unicamente per convenienze elettorali o personali.
Massimo Giannini , da attento osservatore, commentava ieri che  alla fine è ancora una volta il sistema paese che se esce sconfitto e che,  per "l'insipienza dei politici" è costretto ad arrendersi a un "matrimonio riparatore".
E mentre Alitalia non può certo sorridere perchè comunque prima o poi sarà svenduta ai Francesi , Telecom già da oggi piange , mentre si decide il suo passaggio in mani spagnole.
" Ma è questo evidentemente che piace, ai falsi "cadornisti" di Palazzo Chigi", dice Giannini quelli che individuano le linee di difesa sbagliate o tardive , quelli che a parole incitano e predicano e poi nei fatti arretrano e si arrendono, quelli che consegnano,  per incapacità politica , il paese nelle mani del libero mercato e della concorrenza estera con tutti i rischi e le conseguenze del caso, come se la crisi attuale non fosse servita a nulla, come se l'italia fosse un paese  che possa permettersi  una così marcata deindustrializzazione per preservare solo la sua innegabile , ma tragica ed inutile , bellezza.

martedì 2 febbraio 2010

Berlusconi , le "sue" radici giudiaico-cristiane e la "sua" Europa.

Berlusconi sogna , non solo in Italia ma anche all'estero, e questa volta lo fa in Israele , in quella Terra Santa in cui qualcuno sogno la "rinascita" del mondo e dell'umanità, la sua resurrezzione.
I pensieri del nostro Premier vogliono essere alti e numerosi, almeno tanti quanti la folta delegazione al suo seguito , un centinaio di persone tra cui sette ministri: Claudio Scajola (Sviluppo economico), Altero Matteoli (Infrastrutture), Franco Frattini (Esteri), Andrea Ronchi (Politiche Ue), Maurizio Sacconi (Welfare), Ferruccio Fazio (Salute) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente).
In un periodo di crisi economica tanto acuta, forse sarebbe stato opportuno contenere un poco i costi ed impedire sprechi portandosi in viaggio all'estero una così folta compagnia.
Forse sarebbe stato opportuno "contenere" anche gli entusiasmi e le affermazioni da parte di Berlusconi.
Va bene dichiararsi amici di Israele e degli ebrei , la shoah non può essere dimenticata ed è giusto dichiarare criminali i negazionisti.
Ma detto questo , doverosamente fermiamoci,  non riempiamoci la bocca e la testa di tante stramberie e di tanta inutile retorica, la storia va conosciuta e rispettata.
Proprio per questo non è possibile spingersi oltre nelle dichiarazioni e affermare , a nome del Paese intero che "Abbiamo l'orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea".
Se il "noi" è un plurale "maiestatis" può anche andar bene; conoscendo il personaggio può passare ed essere accettato come innocua megalomania.
Ma se quel "noi" è "ommicomprensivo", faccio fatica a capire di cosa parli il nostro Presidente.
Basta guardare alla storia d'Europa per vedere come ininterrottamente, più o meno dall'anno 1000 in poi e fino al secolo scorso, gli ebrei furono perseguitati ed "inquisti" proprio dai loro "fratelli" cristiani.
Se il nostro Cavaliere invece , quando parla con orgoglio di tradizioni e di cultura giudaico-cristiana , vuole riferirsi alle Crociate contro gli infedeli o all'inquisizione , ebbene, molto meglio stendere un velo pietoso , ed a questo punto è doveroso dividere le nostre dalle sue responsabilità, e anche le tradizioni ed i richiami culturali che non ci ( o mi)   appartengono.
Ma i sogni di Berlusconi in Terra Santa sanno anche essere più terreni e materiali, e così il Cavaliere coltiva anche il sogno  tutto personale "che Israele possa entrare un giorno nell'Unione europea".
Sognare è sempre lecito ma poi c'è anche il brusco risveglio , a meno che non si stia improvvisando o scherzando, l'Europa , non è l'Impero Romano , non circonda il "Mare Nostrum" , che ora invece si chiama Mediterraneo, e sopratutto, onde evitare maggiori guai futuri, sarebbe utile ricordare al Cavaliere di non prometterlo e di non sognarlo  anche per la Libia del suo amico Gheddafi.
Ma sopratutto sarebbe meglio parlarne in Europa , anzichè in Medio Oriente.
Quanto riesce ad essere struggente , e piacevole al confronto, il ricordo di quel Presidente del Consiglio che all'estero "faceva" le corna, rumoreggiava, telefonava, raccontava barzellette , magari sugli ebrei, o cantava con Apicella simpatiche canzoni, senza scomodare la storia , la cultura , e neanche l'incoscio, senza fare l'intellettuale.
Molto meglio , per chi non possiede le ali , non volare alto , sopratutto quando non si ha nemmeno il paracadute. 

lunedì 1 febbraio 2010

Dichiarazioni dei redditi, l'Italia dei "poveri" evasori e quella degli idioti pagatori.

Ci si arrabbia davvero guardando con attenzione le dichiarazioni dei rediti apparse sui giornali in questi giorni.
E' un senso di sdegno, di rancore vero, che ti prende nei confronti di chi accetta , senza protestare, una simile situazione, un tale iniquo sistema.
Naturalmente questi sono i sentimenti che ti assalgone se sei un lavoratore dipendente od un pensionato non se appartieni invece ai lavoratori autonomi o ai pofessionisti.
In Italia , guardando le denunce delle persone fisiche dell'anno 2008, si è infatti scoperto che sono appena 149 mila i contribuenti che hanno denunciato redditi superiori a 150 mila euro;  tra questi 129 mila sono lavoratori dipendenti o pensionati.
Un segreto di pulcinella si dirà , dove si è vissuto fino ad ora ? Non ci si era ancora accorti che l'evasione e l'elusione fiscale nel nostro paese sono diventati sistema ? Bastava girare un po' per le nostre strade , nelle nostre località turistiche, addentrarci nelle agenzie di viaggio.
Più che sorprendere questi dati indignano una volta di più le persone oneste o costrette tali, quelle che vivono di lavoro dipendente e di tassazione alla fonte, che , pur essendo numericamente solo il 10 per cento del totale portano sulle loro spalle più del 50 per cento dell'imposizione fiscale italiana.
Questi  soldi e questi lavoratori hanno permesso fino ad ora che lo stato continuasse a funzionare, a pagare le pensioni, i servizi essenziali la scuola , la sanità ed i trasporti. Tutti gli altri spesso hanno continuato a parlare, senza pagare, di abbassare le tasse e di ridurre le aliquote.
L'onestà è certo una virtù difficile da trovare ma ad essa vanno educati i cittadini anche punendo i disonesti ,  i furbi e gli evasori , non creando continue aspettative di remissione dei "peccati" o approvando l'ennesimo condono.
Il nostro sistema fiscale come si vede è iniquo ed ingiusto sotto il profilo sociale, offende gli onesti e favorisce i furbi e i disonesti , sempre più numerosi.
La scusa è sempre quella, è l'eterna giustificatoria affermazione di ogni evasore fiscale, "paghiamo troppo e quindi ci sentiamo in dovere di evadere", in fondo questo è stato anche un messaggio politico della destra..
Non sarà forse possibile ora una riduzione delle tasse, come affermano  Tremonti ed il Governo  vista la crisi mondiale, ma di certo è possibile una severa lotta contro gli evasori.
Questo almeno la politica lo dovrebbe agli onesti.
Per far questo servono però leggi severe e verifiche accurate, non servono certo proposte di depenalizzazzione del falso in bilancio, condoni vari , oppure  "leggi per processi brevi" che finirebbero per affossare anche la giustizia e quel che resta della legalità.
Non accorgersi che il sistema fa acqua da tutte le parti, non intervenire ora, rinviare a tempi migliori senza correzioni almeno ove possibile , oltre che pericoloso socialmente , è anche immorale ed iniquo.
L'Italia oramai non si divide più solo tra onesti e disonesti, ma  tra furbi ed idioti, naturalmente questi ultimi sono quanti in silenzio continuano a pagare ed a tollerare questo sistema
Trovarsi da quest'ultima parte, in questa seconda categoria e tra questa moltitudine , non piace a nessuno, fa anzi "incazzare" sempre di più e per davvero.