lunedì 18 gennaio 2010

Tasse: ci parlano di ridurle ma intanto ecco che nel 2010 sono cresciute.

A parole è tutto un fiorire di progetti, di proposte , di allettanti e sempre lontane prospettive; l'argomento è ora attualissimno, la riduzione delle tasse.
Naturalmente a parole tutti sono favorevoli , sulla carta, ad una sostanziale riduzione dell'imposizione fiscale, tutti la predicano, tutti la promettono facilmete agli altri e l'auspicano e la invocano per se stessi.
Poi quando si guarda il fenomeno un po' più da vicino le sorprese inevitabilmente sono molte.
Si scopre così che , proprio in attesa della tanto sospirata riforma e nonostante le tante promesse, anche quest'anno avremo un piccolo fardello in più da portare sulle spalle , per soddisfare uno Stato sempre più esoso con gli onesti.
E' già , leggendo i giornali oggi abbiamo scoperto che nel 2010 "un impiegato di buon livello con moglie e figlio a carico dovrà lavorare un giorno in più per pagare tasse e contributi".
Nell'anno 2009 infatti ognuno di noi lavorava per le tasse fino al 22 giugno , da quest'anno saremo costretti a lavorare un giorno in più e produrremo reddito per noi solo dal 23 giugno in poi, almeno in estate ci è data tregua e meritato riposo.
Si vede quindi , dati alla mano, come la pressione tributaria sia stata anche quest'anno in crescita nonostante le promesse e le tante convinzioni.
Non ci resta che aspettare perciò e confidare nel futuro, quest'anno come al solito è andata "buca", teniamoci la nostra eterna ed immutata speranza, visto che è l' ultima a morire.
Non ci rallegra di certo il fatto di lavorare ben 173 giorni solo per il fisco, così come ci inquieta sapere che la pressione tributaria si porta via ben il  47% del nostro stipendio di lavoratore dipendente.
L'Italia però non è un paese omogeneo nemmeno per il fisco e ,come un'inferno dantesco, contrappone al girone degli onesti quello ben folto , pasciuto ed allegro, dei disonesti.
In mezzo ai tanti  che "soffrono" e "versano lacrime amare" ogni volta che sentono parlare di cartelle esattoriali , si trovano i tanti che eludono ed evadono , senza ritegno e senza preoccupazione, ben certi che prima o poi ,sospinto da una qualche necessità , arriverà il prossimo scudo fiscale o la prossima sanatoria.
In fondo evadere in Italia è un gioco da ragazzi, un rito quasi collettivo, una vera lotteria nazionale, che, molto meglio del superenalotto, elargisce milioni di euro come "premio" senza doversi nemmeno accollare il costo di un biglietto.
La differenza sta solo nel fatto che il "premio" non è solo per pochi baciati dalla fortuna, ma è ben distribuito tra i tanti disonesti che vivono e prosperano nell'ombra di questo bel paese.

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