giovedì 28 gennaio 2010

Governo e parlamento comunista ? No solo incompetenza e demagogia

Qualcuno si è fatto un sobbalzo sulla poltrona quando ha visto la norma votata dal nostro Senato nella giornata di mercoledì .
Dicono che qualche manager  non credesse alle proprie orecchie , qualcuno si è sentito venir meno, i più però conoscendo i nostri deputati si è fatto una grande risata.
E già perchè la norma  votata dalla maggioranza al Senato , su proposta di Elio Lannutti dell'Italia dei Valori, aveva un che di rivoluzionario, era un chiaro segnale di una virata a sinistra di tutto il parlamento che di colpo diventava più rosso dei comunisti.
Nemmeno Bertinotti avebbe osato sperare in una sua approvazione, figuriamoci Bersani moderato com'è.
Che cosa era successo in pratica ? Era successo che il Senato senza neanche accorgersene aveva votato una legge che fissava un tetto agli stipendi dei manager. 
Il tetto massimo di retribuzione degli stessi dirigenti non avrebbe potuto superare il trattamento annuo lordo che spetta ai membri del Parlamento.
Ennesima  furberia per avere una scusa in più per aumentarsi il proprio di stipendio ?
Nulla di tutto ciò, se ne stiano tranquilli i manager e si tranquillizzi pure la Marcegaglia che si era già affrettata a dire che questa era "Una fesseria totale che andava eliminata al più presto, visto che non spetta al Parlamento fissare i tetti  agli stipendi.
ll provvedimento infatti verrà modificato , un imbarazzato Ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi ha affermato che "E’ stato un errore e che il Parlamento vi porrà rimedio".
Forse si è trattato di una svista, forse è stato un eccesso di demagogia o di incompetenza, come può darsi si sia trattato ancora una volta di una promessa e di un annuncio che poi non potrà essere mantenuto, certo è che ancora una volta i nostri Onorevoli si sono dimostrati degli sprovveduti e dei dilettanti allo sbaraglio e questa non è  altro che  "l'ennesima prova della dabbenaggine con cui gestiscono le votazioni nelle aule Parlamentari".

1 commento:

celestino ferraro ha detto...

Consentirebbe la Costituzione di sceglerci rappresentanti più colti? Coè in grado di saper leggere e scrivere? Ai tempi miei (1974) prima di essere confermato consigliere comunale, fui sottoposto alla prova d'alfabetizzazione (benché fossi laureato) e il segreteario comunale testimoniò e confermò la mia alfabetizzazione. Poi la faccenda fu abolita perché gli ignoranti pretesero di avere gli stessi diritti politici di coloro che sapevano leggere e scrivere: e fu il caos. "Simme tutte purtualle". Demagogia, incompetenza? IGNORANZA!
W l'Italia democratica e antifascista.