martedì 5 gennaio 2010

Dilettanti di antifamia , ingenui o falsi difensori del paese.

Ha ragione Saviano , chi parla di mafia non diffama il paese , lo difende.
E' questa la considerazione iniziale dello scrittore contenuta in un articolo pubblicato oggi da "Repubblica".
Come è possibile d'altronde, si chiede Saviano , sottociere o sottovalutare il fatto che le organizzazioni criminali ,  solo con la coca, fatturano sessanta volte più della Fiat.
Non è possibile per nessuno , a meno che non si sia dotati di paraocchi , non accorgersi dell'enorme "potere che oggi hanno realmente nel paese e in Europa le organizzazioni criminali".
L'attentato di Reggio Calabria di questi giorni è un segnale diretto e preciso delle nuove organizzazzioni a quanti cercano di cambiare sistemi e metodi consolidati.
I mandanti sono incerti mentre, certamente, destinataria delle attenzioni è la Procura.
E' vero che nell'anno in corso si sono inferti colpi decisivi alla mafia, ma chiusa una stagione e finita un'era con tutti i suoi personaggi, la mafia si sta riorganizzando ed in sordina rilancia i suoi messaggi.
E' necessario ed imperativo quindi non sottovalutare il fenomeno, nè abbassare la guardia e neppure pensare di aver vinto ed estirpato il fenomeno e potersi così di nuovo permettere leggerezze ed ingenuità.
Si resta stupiti per questo quando si apprende che, con estrema superficialità della Curia che ne aveva trasmesso la richiesta, lo steso Pontefice Benedetto XVI  ha inviato parole di felicitazione agli sposi Caterina Condello e Daniele Ionetti. La prima è figlia di Pasquale detto il "supremo", personaggio di spicco della criminalità, il secondo, figlio di Alfredo Ionetti, ritenuto il tesoriere della cosca.
Non basta definire l'accaduto come un fatto " deplorevole ed increscioso" , questa non è solo superficialità , è anche colpevolezza.
Ma Saviano puntualizza e definisce con precisione il clima odierno e l'ambiente in cui si circoscrive il fenomeno.
E' evidente per molti che, nonostante alcuni  innegabili successi delle forze dell'ordine e delle Procure, ottenuti proprio recentemente , " non è questo un governo con la priorità antimafia".
Non si spiegherebbero altrimenti la legge sulle intercettazioni , che nella lotta alla mafia sono state uno strumento indispensabile, nè troverebbero giustificazione le proposte contenute nel disegno di legge che cerca di accorciare i tempi processuali anche per questi reati.
Al contrario qui si dovrebbe dare la certezza della pena , al delitto deve corrispondere il giusto castigo , senza riduzioni di pena ingiustificate , magari a seguito di riti abbreviati.
Giusto poi il sequestro dei beni , ma un disastro la loro vendita all'asta che permette ai mafiosi di rientrarne in possesso.
Che dire poi dello scudo fiscale ? Una maniera di fare cassa ad ogni costo "senza mettere le mani in tasca ai cittadini" , ma una maniera certa per fare un favore alle oganizzazzioni criminali che si combattono poi con altre risorse.
Queste non sono considerazioni solo mie e neanche solo di Saviano, lo dicano al contrario molti procuratori antimafia.
Pare però indispensabile che prima di ogni intervento diretto si ponga come prioritario un cambiamento intellettuale o se si vuole mentale ed è quella di "smetterla, una volta per tutte, di definire"diffamatori coloro che parlano, discutono , propongono interventi o semplicemente "accendono una luce sui fenomeni di mafia".
Questi non denigrano il paese, la nazione o gli italiani in generale, parlano al contrario di un fenomeno diffuso nella nostra come in altre nazioni .
Su questo possiamo stare tranquilli, non siamo peggiori di tanti altri ,smettiamola però di dividerci e di crogiolarci nell'eterna "idiozia dei professionisti dell'antimafia, quando invece occorre rispondere che il vero problema è che , nel nostro paese, esistono troppi "dilettanti dell'antimafia".
Come non accorgersi davvero con Saviano che l'artigianale ed innocua bomba di Reggio non è scoppiata per caso e neanche come botto di capodanno per concludere in bellezza.
La bomba di Reggio è "soltanto un nuovo inizio".