mercoledì 13 gennaio 2010

Ciancimino accusa dell' Utri e la politica.

Lo dice apertamente il figlio di Ciancimino, e oggi la notizia è riportata da tutti i giornali , l'accusa non avrebbe potuto essere più diretta : "Il senatore Dell'Utri (Pdl) vedeva Provenzano ed ha gestito soldi che appartenevano sia a Stefano Bontate che a persona a lui legate".
Strettissimi poi , confessa sempre Ciancimino, " i rapporti tra Dell'Utri e un altro boss mafioso , il famoso Bernardo Provenzano", tra questi due - dice - " C’era rapporto diretto, tant’è che mio padre quando aveva bisogno di avere favori da quel partito che poi era nato (Forza Italia )o di bozze di legge, il punto di riferimento era sempre il Lo Verde», che poi sarebbe Provenzano.
Addirittura Ciancimino afferma che a negli anni 90 a suo padre , all'epoca detenuto , arrivavano tramite un latitante i "disegni di legge da discutere in Parlamento, compreso uno presentato da alcuni deputati del centrodestra a favore della dissociazione dei mafiosi" .
Questo riconosce  Ciancimino "Fu fatto avere da Dell’Utri a Provenzano e Provenzano lo fece avere a mio padre".
Ma le dichiarazioni e le confessioni non si fermano al 92 , nei verbali degli interogatori si parla di contatti e contrattazioni proseguiti anche dopo.
Ad un certo punto i magistrati chiedono "se ci sono stati colloqui diretti tra Provenzano e il senatore, e Massimo Ciancimino risponde di sì.
Dell'Utri poi viene indicato come garante per l'approvazione dell'amnistia tanto caldeggiata da suo padre.
Naturalmente il Senatore dell ' Utri si è subito affrettato a smentire ogni cosa e, ben inteso ,  l'attendibilità di Ciancimino è ancora tutta da verificare. Ma i pubblici ministeri di Palermo sono convinti che l'uomo sia credibile.
Non c'è bisognio di addentrarci oltre nella lettura delle confessioni perchè anche solo fermandoci a questo, pare evidente come sia oramai necessario un passo indietro di tutti i personaggi coinvolti nella vicenda, in attesa di maggior chiarezza, di accertamenti, di più ampie indagini o di quella verità che forse potrà uscire dalle sentenze dei tribunali.
La cosa peggiore sarebbe ancora una volta far un po' di baccano inizialmente per poi ricomnciare a far finta di niente, a parlare di attacchi alla politica, a Berlusconi ed al Pdl, individuandone le colpe in una magistratura politicizzata e continuare così imperterriti per la propria strada, come se nulla fosse accaduto.
Lo strano è che nutro la personale convinzione che proprio questo alla fine accadrà, qualsiasi siano le cose che potrà dire o confessare Ciancimino.
Si è infatti sempre più propensi a pensare in Italia che ci siano magistrati legati alla politica e chissa perchè invece nessuno accetta l'idea che anche la mafia possa essere legata a filo doppio a qualche politico o a qualche partito.
L'escludere o il sottaciere questa evenienza  non è segno di grande perspicacia, non aiuta la verità, e sicuramente impedisce di sconfiggere davvero la mafia, tagliando ogni sua protezione e sradicando il tessuto sociale e politico che ne costituiscono le sue fondamenta.


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