martedì 12 gennaio 2010

Berlusconi e le "sue priorità.

Berlusconi come si vede è rientrato in gran forma dopo  l'incidente che , detto tra noi, gli ha permesso di recuperare qualche punto percentuale di gradimento tra gli italiani.
Il periodo di riposo ha permesso al Cavaliere di riordinare le idee e così ora può finalmente dettare l'agenda del governo e della politica italiana.
Trascorso oramai l'intero 2009  a parlare e discutere inutilmente di rifoma della giustizia avremmo voluto un 2010 all'insegna delle riforme.
Nulla di tutto ciò, nell'agenda del premier c'è spazio solo per questa.
Chi pensava che fosse finito il tempo delle leggi ad personam si ricreda, le leggi saranno sempre le stesse ,  solo che nel frattempo avranno cambiato  nome e saranno diventate " leggi ad libertatem".
Le pime battute del Premier nel nuovo anno non lasciano infatti dubbi, si comincia da dove avevamo finito e cioè esattamente dalla rifoma della giustizia.
Berlusconi purtroppo è sempre più preoccupato per i suoi casi giudiziari.
 Avanti quindi con il legittimo impedimento e con il processo breve , e se avanza tempo ed il paese o le camere non si ribellano, si ricomincerà a parlare anche di immunità parlamentare.
Unica novità del programma governativo, buttata lì proprio come specchietto per le allodole, tanto per far digerire tutto il resto, quella proposta di riduzione delle tasse vagheggiata ed inseguita da tutti i governi italiani come una nuova Araba Fenice.
Due sole aliquote si dice, 23 e 33 per cento. 
Poco importa se così facendo si allargherebbe ancora lil divario tra le classi e tra le zone del paese e se i ricchi saranno sempre più ricchi , se alla fine ognuno avrà la possibilità di risparmiare anche pochi euro al mese. 
Peccato ci si dimentichi che per attuare questa riforma servono ingenti risorse e  drastici tagli alla spesa pubblica che nessun ministro o governo si è mai deciso ad approvare.
Alla fine si scoprirà che il governo ed il Pdl volevano ridurre le tasse, ma la crisi ancora non risolta o il debito pubblico troppo elevato , i sindacati o la sinistra , ancora non permetteranno di affrontare il problema e consiglieranno di rimandare ogni decisione al riguardo.
Nel frattempo, mentre il paese sarà occupato a discutere ed a dividersi sulla riforma Irpef , sulla legittimità  e sulla giustizia sociale di avere due o più scaglioni , ci ritroveremo che , a colpi di maggioranza , e contrario Fini , saranno state rapidamente approvate le leggi "ad libertatem Berlusconi" ( mai termine fu più appropriata) , cioè proprio quelle leggi che permetteranno al premier di evitare il processo Mills in Cassazzione e risolvere così le sue pendenze con la giustizia.
Dimenticavo , naturalmente nel bel mezzo della discussione , si terranno le elezioni regionali che vedono il Pdl partire già favorito, ma dove la promessa di abbassare le tasse può far ben sperare in risultate ancora migliori.
Alla fine si scoprirà che Berlusconi ed il Pdl stavano scherzando e la proposta seguirà la sorte della promessa di eliminazione delle provincie e delle comunità montane o quella più generale di riduzione dei costi della politica.
Tutte promesse mai realizzate, ma sostenute in occasione dell'ultima tornata elettorale.
Se per il paese le prorità di questo periodo sono la crisi economica ed il lavoro , come si vede per il Governo e per il Premier sono altre le priorità.
Lo zuccherino della riduzione delle tasse serve a far digerire una riforma della giustizia che non serve a nessuno se non a Berlusconi.
Sono così subito serviti anche quanti come Bersani volevano capire le reali intenzioni del Premier.
Più chiaro di così Berlusconi non poteva essere , non solo con Bersani, ma anche con Fini.
Se ancora qualcuno non ha capito , un ulteriore tempo non potrà servire proprio più a nulla , non c'è peggior sordo infatti di chi non vuol sentire.

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