giovedì 28 gennaio 2010

Governo e parlamento comunista ? No solo incompetenza e demagogia

Qualcuno si è fatto un sobbalzo sulla poltrona quando ha visto la norma votata dal nostro Senato nella giornata di mercoledì .
Dicono che qualche manager  non credesse alle proprie orecchie , qualcuno si è sentito venir meno, i più però conoscendo i nostri deputati si è fatto una grande risata.
E già perchè la norma  votata dalla maggioranza al Senato , su proposta di Elio Lannutti dell'Italia dei Valori, aveva un che di rivoluzionario, era un chiaro segnale di una virata a sinistra di tutto il parlamento che di colpo diventava più rosso dei comunisti.
Nemmeno Bertinotti avebbe osato sperare in una sua approvazione, figuriamoci Bersani moderato com'è.
Che cosa era successo in pratica ? Era successo che il Senato senza neanche accorgersene aveva votato una legge che fissava un tetto agli stipendi dei manager. 
Il tetto massimo di retribuzione degli stessi dirigenti non avrebbe potuto superare il trattamento annuo lordo che spetta ai membri del Parlamento.
Ennesima  furberia per avere una scusa in più per aumentarsi il proprio di stipendio ?
Nulla di tutto ciò, se ne stiano tranquilli i manager e si tranquillizzi pure la Marcegaglia che si era già affrettata a dire che questa era "Una fesseria totale che andava eliminata al più presto, visto che non spetta al Parlamento fissare i tetti  agli stipendi.
ll provvedimento infatti verrà modificato , un imbarazzato Ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi ha affermato che "E’ stato un errore e che il Parlamento vi porrà rimedio".
Forse si è trattato di una svista, forse è stato un eccesso di demagogia o di incompetenza, come può darsi si sia trattato ancora una volta di una promessa e di un annuncio che poi non potrà essere mantenuto, certo è che ancora una volta i nostri Onorevoli si sono dimostrati degli sprovveduti e dei dilettanti allo sbaraglio e questa non è  altro che  "l'ennesima prova della dabbenaggine con cui gestiscono le votazioni nelle aule Parlamentari".

mercoledì 27 gennaio 2010

D'Alema....."ad avercene come lui".

Sarà colpa del destino o della "male sorte", degli astri o degli "ascendenti" , fatture del Cavaliere o semplicemente di una sfiga infinita, ma per questo Pd non c'è proprio pace in questo perido.
Dapprima si era perso l'Abruzzo con Del Turco , e tra l'altro pare si sia trattato di un errore madornale in cui gli unici colpevoli sembrano essere gli accusatori.
Poi si sono persi il Lazio con lo scandalo di Marrazzo, un bel miscuglio di sesso e droga, come sembra essere di moda nei palazzi della politica.
Infine arriva, pesante come una mazzata , il caso di Bologna e le dimissioni di Del Bono.
Leccarsi le ferite sembra impossibile , una fatica di Sisifo, quando il partito è tutto una piaga.
La pazienza di Bersani è a dura prova, e anche la sua autorità ed il suo carisma.
Mentre infatti nel Lazio il nuovo segretario si è trovato di colpo costretto , senza quasi accorgersene, a sostenere Emma Bonino come candidato del Pd , dall'altra parte dello stivale è arrivata bruciante la sconfitta di Boccia e la vittoria quasi "bulgara" di Vendola in Puglia.
Ben inteso , sia Vendola che la Bonino sono candidati eccellenti per la sinistra italiana , ma non si capisce per quale strano motivo vengano vissuti ancora come un qualche cosa di marginale, di estraneo o semplicemente di esterno , e si preferisca , alla fine , accogliere nel Pd personaggi come Rutelli o la Binetti, distanti anni luce.
Si tratta forse di una crisi di identità o di uno smarrimento collettivo, ma le strategie pensate dal Leader Massimo proprio non sembrano attecchire o funzionare.
Potrebbe essere che oramai gli uomini di sinistra siano stanchi dei giochi di potere e delle alleanze sempre più annaccuate, che snaturano l'identità del partito.
A volte serve la chiarezza , magari quella dei principi o delle posizioni.
A volte è importante solo essere se stessi, senza vendersi o svendere le idee ed i principi.
Forse al Pd serve davvero una nuova classe dirigente, tanto per cambiare o almeno per provarci, perchè le vecchie strategie non funzionano più.
Al massimo sono servite a perdere se stesso in una lotta interna infinita, dapprima contro Prodi, poi con Veltroni ora si rischia se si continua così  di perdere il partito e l'intera sinistra.
Quanto successo in Lazio , ma sopratutto in Puglia, è inutile nasconderlo, è una sconfitta pesante che non può essere sottovalutata o taciuta, è peggiore dello scandalo di Bologna, è una sconfessione totale e politica, non è un incidente di percorso.
Qualcuno si è imbarcato in queste splendide strategie, qualcuno dovrà trarne le conclusioni, ammesso si sia capito cosa è successo.
Certo ,finche Bersani continua a difendere D'Alema per essersi speso nelle primarie contro Vendola, ed a dire che D'Alema è "un combattente, e che bisognerebbe avercene come lui", forse non si è davvero capito cosa sia successo e quale sia il segnale.
E non è questo la cosa peggiore, è proprio il fatto che non si capito davvero dove si deve "andare", quale strada seguire per conquistarsi , non il centro , ma semplicemente i propri elettori.


     

27 gennaio, per non dimenticare.

"....per non dimenticare, per viverlo ogni giorno, senza che mai nessuno si dimenticasse....."

  Primo Levi

lunedì 25 gennaio 2010

Il sindaco di Bologna si dimette dopo il "Cinzia-gate".

Flavio Del Bono abbandona la carica di sindaco di Bologna.
E' l'inevitabile conclusione di una piccante vicenda finita sotto il nome di Cinzia-gate
Il caso era scoppiato in piena campagna elettorale quando il candidato del Pdl, Alfredo Cazzola , durante una trasmissione radiofonica aveva porto a  "Flavio Delbono  i saluti della signora Cinzia, sua ex fidanzata, che molto ha da dire sulla sua moralità".
Da quelle affermazioni  ha avuti inizio una storia quasi infinita, fatta di piccole vendette e ricatti.
Di storia in storia si delineano accuse e querele che diventano sempre più chiare e circostanziate e parlano di viaggi istituzionali fatti da del Bono e dalla ex segretaria per i quali ancora non si è capito chi pagava.
Ci sono ad esempio due viaggi, in Messico e a Santo Domingo, per i quali "sarebbe stato chiesto un rimborso, pur essendo  Delbono e la sua ex compagna in villaggi turistici". L'ex sindaco si difende ammettendo si il rimborso per poche centinaia di euro, ma dichiarandolo un semplice errore materiale.
Ma c'è di più , si scopre poi una storia estremamente complicata del bancomat che Cinzia Cracchi "aveva nelle sue disponibilità"  e che le era stato fornito da Mirko Divani, imprenditore amico del sindaco.
Spese "pasticciate" le definisce l'ex sindaco.
Ma , al di là della colpevolezza o meno di Del Bono, le giustificazioni non reggono per tanti motivi.
Per prima cosa è quantomeno imprudente parlare e riconoscere "addebiti modesti"; per un sindaco non possono sono ammessi , qualunque sia la cifra degli addebiti contestata..
L'onestà è una virtù che richiede specchiati ed ineccepibili comportamenti, indipendentemente dal fatto che ci possano essere "pasticci da centinaia di migliaia di euro o semplicemente di pochi spiccioli".
 Ma il fatto preponderante è che Del Bono è sindaco proprio di quella città che da sempre è il simbolo della buona amministrazione della sinistra, proprio per questo non ci possono essere dubbi.
Qui , in questa città , che è considerata la capitale dell´alternativa, la sinistra deve "garantire il massimo di limpidezza e trasparenza, in caso contrario la diversità tanto rivendicata rischia di restare una parola vuota" titola la Repubblica.
E per questo che Del Bono se ne deve andare e rassegnare le sue dimissioni indipendentemente dai risvolti penali del caso.
Se infatti poi alla fine si dovesse comunque scoprire che tutto è posto, quanto sta emergendo da queste indagini delinea un quadretto non particolarmente edificante, un intreccio di fatti pubblici e privati non indifferente.
Bologna ed il Pd non possono tollerarlo, e la sinistra ha il diritto di pretendere di più e di meglio.

venerdì 22 gennaio 2010

Il Csm rimuove il giudice anti-crocefisso Tosti, gran brutta pagina per la laicità dello Stato.

Il giudice Tosti ha perso la sua causa ed è stato rimosso dall'ordine Giudiziario.
E' questa la sanzione inflitta dal Csm al giudice anti-crocefisso di Camerino per il suo rifiuto di tenere udienze nelle aule giudiziarie in cui fosse esposto il simmbolo religioso.
Il giudice, che da anni si batte per la rimozione del crocifisso dalle aule giudiziarie ha voluto difendersi da solo ed ha dichiarato ai consiglieri che il procedimento poteva concludersi solo con due soluzioni: ''O date ragione a me e rimuovete i crocifissi da tutte le aule di giustizia italiane, oppure non potete far altro che cacciarmi dalla magistratura'' .
Il Csm ha scelto la seconda strada dopo che Tosti, già dal 2006 era sospeso dalle funzioni e dallo stipendio.
Tosti invece ha dichiarato la sua volontà di voler impugnare il verdetto "prima davanti alle sezioni unite civili della Cassazione, poi, se sarà confermata una sentenza negativa, mi rivolgerò alla Corte europea".
Qualunque siano le decisioni future ed indipendentemente dalla sorte del Giudicie a cui va tutta la nostra simpatia, è certo che oggi, con questa sentenza, si è davvero scritta una gran brutta pagina per la Giustizia Italiana , ma anche una pagina nera per la laicità dello Stato italiano.
Non lo dichiara solo Tosti , è li evidente sotto gli occhi di tutti.
Sono nostre le parole dell’ex magistrato, ma sono scolpite anche nella nostra Costituzione e fanno parte del patrimonio di idee di ogni stato moderno : "Nessuno può essere obbligato a subire una violazione di diritti inviolabili nè a violare quelli degli altri, e nemmeno il principio costituzionale supremo di laicità dello Stato".

giovedì 21 gennaio 2010

Cavaliere, per evitare i "plotoni di esecuzione" si potrebbero abolire le leggi ed i tribunali.

Si fatica in questi ultimi periodi ad ascoltare le dichiarazioni del Cavaliere e non lasciarsi prendere dal fondato sospetto  che l'incidente accorsogli  sia stato totalmente superato senza lasciare postumi.
Lo ascolto oggi mentre ritorna a parlare del "suo" processo breve e del fatto che "non pensa sussistano problemi per la sua approvazione visto "che non è anticostituzionale".
Sarà forse anche così ma resta il fatto che questa sia comunque una legge vergognosa, inspiegabile se non sotto il profilo delle motivazioni personali, oltretutto indecente.
Altro che processo breve per lui,  "il processo non si può definire breve, sono tutti intellettualmente disonesti", la legge non si approva solo per risolvere i problemi di Berlusconi,  tutte queste sono aggressioni al presidente del Consiglio. Questa è una cosa sicura e certa. E' l'Europa che ci chiede questa legge".
Si dimentica, o travisa il fatto che , non solo l'Europa ma anche gli italiani chiedono semplicemente che si facciano i processi e nel più breve tempo possibile , mentre qui , con la "sua" nuova legge (non smetterò mai di chiamarla così) ,  non si fa altro che ammazzare i processi ed impedire che vengano celebrati per salvarlo dai tribunali.
Tutto questo alla faccia dell'onesta intellettuale sopra invocata e richiamata.
Ma ecco poi le doverose spiegazioni, il nostro Premier non fa altro che ascoltare i consigli dei suoi avvocati i quali insistono nel dire che presentandosi in aula "si  troverebbe di fronte a dei plotoni di esecuzione".
Ecco la vera motivazione , Berlusconi  non vuole processi brevi , non vuole proprio i processi e tutte le scuse sono buone.
Siamo quasi all'ultima spiaggia ora , dopo tanti anni che ci riprova , se non passa questa legge  e non riesce a salvarsi , per non essere "fucilato" non gli resta che abolire le leggi ed i tribunali.

mercoledì 20 gennaio 2010

Obama perde il Massachusetts e forse anche la "sua" riforma sanitaria..

I Democratici hanno perso lo stato del Massachusetts.
Il repubblicano Scott Brown è infatti ufficalmente il nuovo senatore dello stato avendo sconfitto ,  con il 52% dei consensi, la democratica Martha Coakley.
La campagna elettorale di Brown è stata per buona parte incentrata sulla riduzione delle tasse e contro la riforma sanitaria.
Non è una perdita da poco quando si pensa che il Massachusetts, feudo indiscusso dei democratici , fu governato dalla famiglia Kennedy per oltre mezzo secolo e che lo stesso  Obama si è speso in prima persona a favore della candidata Democratica Coakley.
La sconfitta è doppiamente bruciante, sul piano politica e sullo quello simbolico.
Sul piano pratico fa poi perdere ad Obama la  maggioranza assoluta del Senato che gli era necessaria per l’approvazione di quella riforma sanitaria su cui si sta giocando buona parte del suo prestigio e del suo avvenire politico.
Assieme al Massachusetts Obama ora rischia di perdere la "sua rifoma sanitaria" e se stesso, considerando anche che , per i democratici, si tratta della terza sconfitta consecutiva dopo quelle del New Jersey e della Virginia.
Sembra ora davvero impossibile per il Presidente proseguire nella sua politica senza riflettere sulle indicazioni e sui segnali provenienti dall' elettorato.

Il Giornale , le sue dimenticanze e le sue mezze verità.

Ecco un "buon" esempio di "manipolazione" delle notizie.
E' messo in pratica dal "Giornale" , quotidiano della famiglia Berlusconi.
Non c'è bisogno , come si vedrà, di dare notizie false,  basta semplicemente tralasciare qualche piccolo particolare ed il risultato è assicurato.
Provate a pensare a che cosa si aspettano di più in questo periodo di crisi gli Italiani ?
La risposta è facile e scontata, tutti attendono impazienti  la ripresa economica, sopratutto quanti sono in cerca di lavoro o ancora in cassa integrazione.
Qualche piccolo accenno di ripresa comincia a farsi sentire e infatti oggi quasi tutti i quotidiani ne riportano la notizia.
Peccato notare qua e là qualche divergenza, o meglio qualche piccola imperfezione, solo leggere dimenticanze che però fanno una grande differenza.
Se prendiamo ad esempio il Giornale  si scorge subito l'approccio strumentale alla notizia.
Il tanto propandato e sostenuto ottimismo Berlusconiano dà i suoi frutti e così scopriamo così che, nell'anno 2010  " L’economia globale si sta riprendendo con più forza del previsto e il tasso di crescita sarà probabilmente superiore alla stima del 3%".
E' vero che vi si parla di "economia mondiale" ma se assieme a questo , già dall'inizio si riporta " che secondo L'Istat  in Italia a novembre sono saliti ordini e fatturato e che l'auto è ai massimi dal 2008" si trasmette un grande segnale di fiducia e di ottimismo, non solo nel paese ma anche nei suoi governanti.
Peccato però che la stessa notizia venga riportata con qualche sfumatura diversa sul Corriere della Sera , giornale sicuramente meno schierato e  che vuole giustamente mantenere, anche in queste cose, il suo proverbiale realismo e la indiscussa capacità di dare  notizie non solo "vere", ma proprio perchè tali, anche complete, tralasciando la propaganda e le strumentalizzazioni.
Si legge  quindi sul "Corriere" che per l'Italia la situazione non è così rosea come può apparire sul Giornale e che "La crescita globale del 3% resta un miraggio per l'economia italiana che, secondo quanto affermata martedì dal
Ministro dell'economia Giulio Tremonti , nel 2010 cresceà (solo) intorno all'1 per cento, o di qualche decimale più o meno".
Certo, si dirà che "circa" un punto in più è meglio di nulla, e fin qui siamo tutti d'accordo, ma di questo passo, i disoccupati ed i cassaintegrati aspetteranno decenni prima di vedersi sistemati.
D'altronde ognuno le notizie le dà a modo suo ed anche in questo caso non si fa altro che ripetere la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, dipende dallo stato d'animo dell'osservatore o da quali sono i suoi obiettivi.
Ma al di là del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ed al caso specifico, se ci si pensa bene sta tutta qui la differenza tra una vera notizia ed una pessima propaganda , tra un buono ed un cattivo giornale, tra il "Corriere della Sera" ed il "Giornale", poi ognuno legga quello che vuole e si illuda come meglio crede.

lunedì 18 gennaio 2010

Haiti : fotografie di un linciaggio e della tragedia umana.

La foto è evidente, esplicita, brutale nella sua immediatezza e fa il giro del mondo.
Non ha bisogno di spiegazioni che risultano evidenti , il corpo martoriato di un sciacallo , sorpreso a rubare a Port-au-Prince viene trascinato per le strade. L'istinto ci chiederebbe di volgere lo sguardo altrove.
Purtroppo la rabbia e la disperazione di un popolo così duramente provato, a volte si esprimono anche così , anche se è sempre triste riconoscerlo anche questo fa parte della condizione umana.
In fondo la colpa di quel ladro potevano essere sola la fame e  la disperazione, le stesse che attenagliano i suoi aguzzini.
Certo si dirà questo accade perchè li ad haiti è venuto a mancare lo stato , l'ordine, la civiltà e quant'altro serve a farci immaginare che qui , nella civile italia tutto questo non potrebbe mai accadere. Ma ne siamo veramente certi ?
Un disastro naturali come quello di Haiti serve certo a ricordarci la  piccolezza della "condizione umana" di fronte alla natura, ci fa riflettere sul significato della nostra vita, ci pone seri interrogativi sull'esistenza stessa di Dio e su noi stessi.
Ma questa fotografia e questa notizia sono anche la conferma, dura e crudele, che ogni uomo messo di fronte alle necessità ed ai bisogni , nelle circostanze e nella situazione giusta, alla fine è capace di ogni crudeltà e di ogni efferatezza.
Noi non siamo molto dissimili nei comprtamenti ed a volte sappiamo essere ben più crudeli.
Ne volete un esempio ? Eccolo.
Mentre da una parte assistiamo impotenti alla tragedia di un popolo piegato dalla sventura e ridotto allo stremo e dall'altro si cerca con sforzi sovraumani di organizzare gli aiuti internazionali, una nave da crociera ha fatto scalo , nlla giornata di venerdì scorso nelle spiagge caraibiche di Labedee, a 60 miglia (96 chilometri circa) dall'epicentro del terremoto di Haiti, nella parte nord-occidentale dell'isola Hispaniola.
A bordo della lussuosa nave si trovano 3.100 passeggeri, alcuni dei quali , per rispetto delle vittime e del dolore non sono voluti scendere.
Ma molti , nonostante tutto, hanno scelto di proseguire nel programma del viaggio e nei divertimenti, si sono sdraiati,  incuranti di ogni cosa, sulle amache in riva al mare e su quelle bianche spiagge.
Le guardie armate, introvabili se pur necessarie ad Haiti, proteggono qui l'incolumità di benestanti viaggiatori.
E' difficile qui giudicare se siano più offensive della condizione e della dignità umana le fotografie della tragedia o la disgustosa indifferenza di questa nave che solca quei mari dare gioia e spensieratezza in un mare di lacrime.
Questo esempio smisurato di nullità e superbia umana non si arrende a nulla, non al dolore, non alla disperazione , non ai sentimenti ed alla tragedia di tanti suoi simili e di tanti bambini innocenti, nulla di tutto ciò riesce a fermarla.

Tasse: ci parlano di ridurle ma intanto ecco che nel 2010 sono cresciute.

A parole è tutto un fiorire di progetti, di proposte , di allettanti e sempre lontane prospettive; l'argomento è ora attualissimno, la riduzione delle tasse.
Naturalmente a parole tutti sono favorevoli , sulla carta, ad una sostanziale riduzione dell'imposizione fiscale, tutti la predicano, tutti la promettono facilmete agli altri e l'auspicano e la invocano per se stessi.
Poi quando si guarda il fenomeno un po' più da vicino le sorprese inevitabilmente sono molte.
Si scopre così che , proprio in attesa della tanto sospirata riforma e nonostante le tante promesse, anche quest'anno avremo un piccolo fardello in più da portare sulle spalle , per soddisfare uno Stato sempre più esoso con gli onesti.
E' già , leggendo i giornali oggi abbiamo scoperto che nel 2010 "un impiegato di buon livello con moglie e figlio a carico dovrà lavorare un giorno in più per pagare tasse e contributi".
Nell'anno 2009 infatti ognuno di noi lavorava per le tasse fino al 22 giugno , da quest'anno saremo costretti a lavorare un giorno in più e produrremo reddito per noi solo dal 23 giugno in poi, almeno in estate ci è data tregua e meritato riposo.
Si vede quindi , dati alla mano, come la pressione tributaria sia stata anche quest'anno in crescita nonostante le promesse e le tante convinzioni.
Non ci resta che aspettare perciò e confidare nel futuro, quest'anno come al solito è andata "buca", teniamoci la nostra eterna ed immutata speranza, visto che è l' ultima a morire.
Non ci rallegra di certo il fatto di lavorare ben 173 giorni solo per il fisco, così come ci inquieta sapere che la pressione tributaria si porta via ben il  47% del nostro stipendio di lavoratore dipendente.
L'Italia però non è un paese omogeneo nemmeno per il fisco e ,come un'inferno dantesco, contrappone al girone degli onesti quello ben folto , pasciuto ed allegro, dei disonesti.
In mezzo ai tanti  che "soffrono" e "versano lacrime amare" ogni volta che sentono parlare di cartelle esattoriali , si trovano i tanti che eludono ed evadono , senza ritegno e senza preoccupazione, ben certi che prima o poi ,sospinto da una qualche necessità , arriverà il prossimo scudo fiscale o la prossima sanatoria.
In fondo evadere in Italia è un gioco da ragazzi, un rito quasi collettivo, una vera lotteria nazionale, che, molto meglio del superenalotto, elargisce milioni di euro come "premio" senza doversi nemmeno accollare il costo di un biglietto.
La differenza sta solo nel fatto che il "premio" non è solo per pochi baciati dalla fortuna, ma è ben distribuito tra i tanti disonesti che vivono e prosperano nell'ombra di questo bel paese.

giovedì 14 gennaio 2010

Berlusconi: Già finito il partito dell'amore è di nuovo alle accuse e alle polemiche.

Sarà ora il Csm che si occuperà delle frasi pronunciate mercoledì da  Silvio Berlusconi.
Che cosa aveva detto in fondo il nostro Presidente del Consiglio di così scandoloso ?
Nulla di chè, aveva ricominciato con le sue solite accuse nei confronti dei giudici affermando che "l'aggressione giudiziaria nei suoi confronti è paragonabile a quella fisica subita in piazza Duomo a Milano per mano di Tartaglia".
Nulla di nuovo quindi nel cielo d'Italia , nemmeno in questo scorcio di nuovo anno quindi , anche perchè , continuando le sue esternazioni , il Cavaliere ha poi attaccato i “pollai” televisivi , dimenticandosi forse di essere proprietario di alcune televisioni private e di controllare quelle pubbliche, ed ha poi duramente criticato l’opposizione.
Per ora si è salvato solo il capo dello Stato , ma è troppo presto per esserne certi.
Berlusconi come si vede non è per nulla cambiato, illusi quanti lo pensavano o lo affermavano.
Altro che partito dell'amore, questo progetto è fallito ancora prima di nascere , e poi si può tranquillamente scommettere che tra qualche giorno Berlusconi smentirà di nuovo anche se stesso negando anche l'amore delle "festività".
Non è cambiato nulla nemmeno sul piano delle promesse elettorali , e dopo aver sbandierato una reiterata volontà di procedere alla riduzione delle tasse ecco arrivare puntuale la smentita.
Ora non è possibile farlo (e allora chissà perchè ne ha parlato), son cose che si dichiarano in ogni periodo preelettorale ma non si devono prendere alla lettera, sono in calendario e se fosse possibile si vorrebbe realizzarle al più presto , e tra l'altro neanche più con due aliquote, ma purtroppo c'è bisogno di tempo, tanto tempo, per poterlo fare.
Per ora i cittadini dovranno pazientare , forse ancora un ventennio , visto che sentono la stessa "solfa" da ben 15 anni.
Quello che conta è la volontà, e naturalmente concedergli il voto, altrimenti non se ne parlerà nemmeno più.
Ricordate poi quella Corte Costituzionale di sinistra, composta da "comunisti" che volevano sovvertire lo stato ?
Ora sono un po' meno sovversivi , visto che gli hanno sfornato una sentenza che non lo obbligherà più a presentare un decreto legge per salvarsi dal processo Mills.
Con la decisione della Corte in pratica si riuscirà a bloccare la causa Mills all’infinito , e questo , per ora, sembra bastargli, poi si vedrà.
Naturalmente anche con questo la giustizia resta sempre da riformare e sopratutto si deva fare la legge sul processo breve , per essere più sicuri su tutto.
Infine , tanto per concludere in bellezza le esternazioni ed iniziare bene l'anno nuovo e la ripresa attività politica, il nostro Presidente del Consiglio se la prende con i quotidiani , solo quelli nemici naturalmente, che perfortuna sua sono pochi e, poi naturalmente con i giudici visto che ha appena sottaciuto della Consulta.
La verità , ha detto , è che “ lo considerano un usurpatore” e quindi non fanno altro che attaccarlo,  non solo sul piano politico, ma anche patrimoniale e personale, oltre che su quello giudiziario.
 “Ora “non gli resta che attaccarmi sul piano fisico - dice- come hanno iniziato a fare con aggressioni parificabili a quelle di piazza del Duomo se non peggiori”.
Poi , detto questo, il Cavaliere se ne è andato , uscito di scena , lui ed il suo partito dell'amore, inventato per i grulli, in un periodo in cui come si vede non si sentiva tanto bene, non era proprio della solita forma e forse per il dolore vaneggiava.
Per fortuna ora Berlusconi è finalmente guarito.

mercoledì 13 gennaio 2010

Le dichiarazioni di Bossi, considerazione o consigli ?

E se il ministro degli Esteri egiziano interviene sugli scontri di Rosarno denunciando "la campagna di aggressione" e "le violenze" subite dagli "immigrati e dale minoranze arabe e musulmane in Italia" e chiedendo al governo italiano di "prendere le misure necessarie per la protezione delle minoranze e degli immigrati" , da noi Bossi , il fautore della reciprocità nel rapporto tra gli stati , se ne esce con le sue considerazioni "Da loro i cristiani li fanno fuori".
E da noi ?

Ciancimino accusa dell' Utri e la politica.

Lo dice apertamente il figlio di Ciancimino, e oggi la notizia è riportata da tutti i giornali , l'accusa non avrebbe potuto essere più diretta : "Il senatore Dell'Utri (Pdl) vedeva Provenzano ed ha gestito soldi che appartenevano sia a Stefano Bontate che a persona a lui legate".
Strettissimi poi , confessa sempre Ciancimino, " i rapporti tra Dell'Utri e un altro boss mafioso , il famoso Bernardo Provenzano", tra questi due - dice - " C’era rapporto diretto, tant’è che mio padre quando aveva bisogno di avere favori da quel partito che poi era nato (Forza Italia )o di bozze di legge, il punto di riferimento era sempre il Lo Verde», che poi sarebbe Provenzano.
Addirittura Ciancimino afferma che a negli anni 90 a suo padre , all'epoca detenuto , arrivavano tramite un latitante i "disegni di legge da discutere in Parlamento, compreso uno presentato da alcuni deputati del centrodestra a favore della dissociazione dei mafiosi" .
Questo riconosce  Ciancimino "Fu fatto avere da Dell’Utri a Provenzano e Provenzano lo fece avere a mio padre".
Ma le dichiarazioni e le confessioni non si fermano al 92 , nei verbali degli interogatori si parla di contatti e contrattazioni proseguiti anche dopo.
Ad un certo punto i magistrati chiedono "se ci sono stati colloqui diretti tra Provenzano e il senatore, e Massimo Ciancimino risponde di sì.
Dell'Utri poi viene indicato come garante per l'approvazione dell'amnistia tanto caldeggiata da suo padre.
Naturalmente il Senatore dell ' Utri si è subito affrettato a smentire ogni cosa e, ben inteso ,  l'attendibilità di Ciancimino è ancora tutta da verificare. Ma i pubblici ministeri di Palermo sono convinti che l'uomo sia credibile.
Non c'è bisognio di addentrarci oltre nella lettura delle confessioni perchè anche solo fermandoci a questo, pare evidente come sia oramai necessario un passo indietro di tutti i personaggi coinvolti nella vicenda, in attesa di maggior chiarezza, di accertamenti, di più ampie indagini o di quella verità che forse potrà uscire dalle sentenze dei tribunali.
La cosa peggiore sarebbe ancora una volta far un po' di baccano inizialmente per poi ricomnciare a far finta di niente, a parlare di attacchi alla politica, a Berlusconi ed al Pdl, individuandone le colpe in una magistratura politicizzata e continuare così imperterriti per la propria strada, come se nulla fosse accaduto.
Lo strano è che nutro la personale convinzione che proprio questo alla fine accadrà, qualsiasi siano le cose che potrà dire o confessare Ciancimino.
Si è infatti sempre più propensi a pensare in Italia che ci siano magistrati legati alla politica e chissa perchè invece nessuno accetta l'idea che anche la mafia possa essere legata a filo doppio a qualche politico o a qualche partito.
L'escludere o il sottaciere questa evenienza  non è segno di grande perspicacia, non aiuta la verità, e sicuramente impedisce di sconfiggere davvero la mafia, tagliando ogni sua protezione e sradicando il tessuto sociale e politico che ne costituiscono le sue fondamenta.


martedì 12 gennaio 2010

L'errore di Bersani.

Certo potrà anche essere vero che le primarie , come dice Bersani "non sono un vincolo ma un'opportunità" , ma proprio volerle fare a singhiozzo o a macchia di leopardo è un grave errore.
Si dica chiaramente agli elettori che le primarie non si faranno proprio più e che si mettano il cuore in pace perchè il partito vuole essere libero di fare le sue strategie ed i suoi accordi.
Che differenza c'è se il Pdl è " già in campo" o meno ; poca importa in fondo, se non a dare ancora meno credibilità alle affermazioni.
Il Pd non è un partito che possa accettare padroni caro Bersani ; è nato come Partito Democratico e si è dato delle regole.
Nessuno le ha imposte , sono state scelte volontariamente.
Il non rispettarle, a secondo della convenienza , può dare una cattiva impressione a gli elettori e portare il partito su una brutta china.
Le regole che ci si impone sono come le leggi , vanno rispettate sempre , altrimenti si cambiano.
Non si possono, al contrario, rispettare solo secondo la convenienza e secondo l'opportunità , altrimenti  si è uguali a tanti altri.
Non si sta facendo solo una piccola furbizia, si sta commettendo al contrario un grosso errore.

Berlusconi e le "sue priorità.

Berlusconi come si vede è rientrato in gran forma dopo  l'incidente che , detto tra noi, gli ha permesso di recuperare qualche punto percentuale di gradimento tra gli italiani.
Il periodo di riposo ha permesso al Cavaliere di riordinare le idee e così ora può finalmente dettare l'agenda del governo e della politica italiana.
Trascorso oramai l'intero 2009  a parlare e discutere inutilmente di rifoma della giustizia avremmo voluto un 2010 all'insegna delle riforme.
Nulla di tutto ciò, nell'agenda del premier c'è spazio solo per questa.
Chi pensava che fosse finito il tempo delle leggi ad personam si ricreda, le leggi saranno sempre le stesse ,  solo che nel frattempo avranno cambiato  nome e saranno diventate " leggi ad libertatem".
Le pime battute del Premier nel nuovo anno non lasciano infatti dubbi, si comincia da dove avevamo finito e cioè esattamente dalla rifoma della giustizia.
Berlusconi purtroppo è sempre più preoccupato per i suoi casi giudiziari.
 Avanti quindi con il legittimo impedimento e con il processo breve , e se avanza tempo ed il paese o le camere non si ribellano, si ricomincerà a parlare anche di immunità parlamentare.
Unica novità del programma governativo, buttata lì proprio come specchietto per le allodole, tanto per far digerire tutto il resto, quella proposta di riduzione delle tasse vagheggiata ed inseguita da tutti i governi italiani come una nuova Araba Fenice.
Due sole aliquote si dice, 23 e 33 per cento. 
Poco importa se così facendo si allargherebbe ancora lil divario tra le classi e tra le zone del paese e se i ricchi saranno sempre più ricchi , se alla fine ognuno avrà la possibilità di risparmiare anche pochi euro al mese. 
Peccato ci si dimentichi che per attuare questa riforma servono ingenti risorse e  drastici tagli alla spesa pubblica che nessun ministro o governo si è mai deciso ad approvare.
Alla fine si scoprirà che il governo ed il Pdl volevano ridurre le tasse, ma la crisi ancora non risolta o il debito pubblico troppo elevato , i sindacati o la sinistra , ancora non permetteranno di affrontare il problema e consiglieranno di rimandare ogni decisione al riguardo.
Nel frattempo, mentre il paese sarà occupato a discutere ed a dividersi sulla riforma Irpef , sulla legittimità  e sulla giustizia sociale di avere due o più scaglioni , ci ritroveremo che , a colpi di maggioranza , e contrario Fini , saranno state rapidamente approvate le leggi "ad libertatem Berlusconi" ( mai termine fu più appropriata) , cioè proprio quelle leggi che permetteranno al premier di evitare il processo Mills in Cassazzione e risolvere così le sue pendenze con la giustizia.
Dimenticavo , naturalmente nel bel mezzo della discussione , si terranno le elezioni regionali che vedono il Pdl partire già favorito, ma dove la promessa di abbassare le tasse può far ben sperare in risultate ancora migliori.
Alla fine si scoprirà che Berlusconi ed il Pdl stavano scherzando e la proposta seguirà la sorte della promessa di eliminazione delle provincie e delle comunità montane o quella più generale di riduzione dei costi della politica.
Tutte promesse mai realizzate, ma sostenute in occasione dell'ultima tornata elettorale.
Se per il paese le prorità di questo periodo sono la crisi economica ed il lavoro , come si vede per il Governo e per il Premier sono altre le priorità.
Lo zuccherino della riduzione delle tasse serve a far digerire una riforma della giustizia che non serve a nessuno se non a Berlusconi.
Sono così subito serviti anche quanti come Bersani volevano capire le reali intenzioni del Premier.
Più chiaro di così Berlusconi non poteva essere , non solo con Bersani, ma anche con Fini.
Se ancora qualcuno non ha capito , un ulteriore tempo non potrà servire proprio più a nulla , non c'è peggior sordo infatti di chi non vuol sentire.

lunedì 11 gennaio 2010

Berlusconi non vuole più sentir parlare di "leggi ad personam".

Sulle prime sembrava interessantissima la notizia appena battuta dalle agenzie, finalemente il Cavaliere, forse merito del forzato riposo , si era deciso a fare autocritica ed a gettare la spugna sul tema della giustizia.
Questa volta sembravano davvero serviti a qualche cosa i richiami dei giudici, della Consulta, del Capo dello Stato, dell'opposizione oltre che naturalmente anche i risultati dei numerosi sondaggi tra i cittadini.
Dopo una prima verifica la notizia si dimostrava vera, finalmente Berlusconi non vuole più sentire nemmeno parlare di "leggi ad personam".
E' questa infatti la sua indignata risposta a Bersani che gli chiede di non fare più leggi ad personam in materia di giustizia : "Non voglio più parlare di queste cose, mi indigno soltanto quando sento queste cose, e io non voglio indignarmi".
Viene istintivo pensae che forse in materia è servita l'indignazione del paese.
Purtroppo non illudiamoci, ancora una volta il Cavaliere sta usando le parole e smentisce se stesso poi nei fatti, prendendosi gioco della nostra ragione e delle nostre ragioni.
Dopo il grande effetto ottenuto nel paese con la trovata del partito dell'amore, Berlusconi si è accorto del grande potere delle parole.
Proprio così, ora le leggi , anche se non cambieranno di una virgola, anche se saranno sempre le stesse e cioè volute e votate per togliere il Presidente del Consiglio dagli impicci ed evitargli così qualche processo non si dovranno più chiamare "leggi ad personam" ma "ad libertatem".
L'opposizione ed il paese sono avvisati, neanche il gusto di dire pane al pane e vino al vino ci vuole lasciare questa volta il cavaliere.
Naturalmente non illudetevi , la libertà di cui lui parla è sempre la stessa e cioè la sua , su questo non si possono avere dubbi ; anche cambiando il termine od il vocabolo , il risultato dovrà essere sempre lo stesso.

Disoccupazione , reddito delle famiglie e quota di profitto delle imprese a picco in un anno.

Sarà anche vero , come dice qualcuno, che la crisi è finita ma i suoi effetti perversi si stanno facendo sentire sul tessuto sociale e non accennano a diminuire.
Bastano per questo solo alcuni dati, dietro questi si nascondono storie di nuove e vecchie povertà, nuove e vecchie miserie.
La disoccupazione in Italia ha raggiunto oramai livelli record impensabili , e migliaia sono ancora i posti di lavoro a rischio.
A novembre il tasso disoccupazione registrato nel paese era salito all'8,3%, dato massimo dal 2004.
Un dato disarmante ed inquietante evidenzia poi la triste realtà giovanile , qui il tasso di disoccupazione è al 26,5%, più di un giovane su quattro non riesce a trovare lavoro in Italia.
Ora l'Istat fornisce nuovi indicatori anche per chi non ha perso il suo posto di lavoro.
"Nel periodo tra ottobre 2008 e settembre 2009 il potere d'acquisto delle famiglie (ovvero il reddito disponibile in termine reali) è diminuito dell'1,6% rispetto al periodo tra ottobre 2007 e settembre 2008".
Se le famiglie piangono le imprese non riescono a gioire , anche loro soffrono pesantemente la crisi, "la loro quota di profitto, nel periodo che va da ottobre 2008 a settembre 2009, è calata di 2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente".
Il reddito disponibile (in valori correnti) è invece diminuito dello 0,4% congiunturale e dell'1% su anno, la spesa per consumi ancora di più: dell'1,5% tendenziale e dello 0,6% congiunturale."
Sarà anche vero che non serve a nulla essere "catastrofisti" e che alla fine può essere sicuramente utile manifestare   fiducia nel futuro, ma con altrettanta sincerità bisogna riconoscere che è certamente più dannoso ed irresponsabile ignorare i dati e pensare che nulla è successo e cambiato.
Basterebbe guardarsi solo un po' attorno per accorgersi che le condizioni di vita sono cambiate in peggio, non solo nel nostro paese, ma nell'intero pianeta.

venerdì 8 gennaio 2010

Mario Balotelli un "idolo" tutto italiano.

Devo essere sincero , non sono un patito del calcio.
A dire il vero ,e se proprio la devo dire tutta, non me ne frega proprio nulla di questo sport , e, rimanendo sempre scandalizzato ed offeso per gli stipendi di molti calciatori , fosse per me accetterei e applicherei , sia pure con una notevole dose di qualunquismo, il detto "mandiamoli tutti a lavorare che è meglio".
Ma ,detto questo q, uando mi capita di sentire o di leggere degli insulti rivolti da alcuni ultras a Mario Balotelli riesco di colpo a solidazzare con un calciatore.
E' incivile oramai l'accoglienza che a questo calciatore è riservata in molti , troppi stadi italiani, così come inaccettabili sono gli slogan ripetuti .
Spaziano dal “Non esistono negri italiani”, al più offensivo “Balotelli negro di merda”.
E secondo il pensiero di  questi "sportivissimi" e "civilissimi" ultras, Balotelli non dovrebbe reagire agli insulti, lì dovrebbe semplicemente accettare, senza rispondere , senza reagire, senza alzare la testa.
Dopo tutto loro sono bianchi e lui nero.
Non è sfuggita, al coro degli insulti e della stupidità , nemmeno la città di Verona, la città di Giulietta e Romeo, la città dell'amore, si è collocata ai primi posti in questa insulsa gara.
Anche in questa città , come in tante altre Balotelli è stato accolto dall'idiozia dei cori e dagli insulti.
Ma mentre nel gioco Balotelli sa essere un vero campione, nella vita dimostra di essere un uomo e , con coraggio da vendere e con un po' di imprudenza ed animosità giovanilesi lascia scappare detto che "quel pubblico di Verona gli fa sempre più schifo".
Non ha generalizzato, ha detto proprio quel pubblico, non ha offeso od insultato, ha manifestato una sua sensazione.
E' per questo che mi è sembrata stonata ed indegna la dichiarazione del Sindaco di Verona Tosi : "Balotelli è un ragazzino immaturo e presuntuoso, i veri campioni sono tali quando sono anche umili e hanno buon senso".
Ancor prima di difendere un branco di idioti e di prendersela con il calciatore, Tosi avrebbe dovuto difendere quella parte di città ,  ancora numerosa , che non ha fatto del razzismo e dela stupidità la sua bandiera.
Poco importa se Balotelli riuscirà ad essere o meno un vero campione, come pretende Tosi , questo a me , e a tanti come me , non interessa affatto.
Balotelli però a differenza di tanti suoi detrattori ha dimostrato di essere un uomo , sicuramente incapace di porgere come i martiri   l'altra guancia, ma dotato di alcune virtù che sono state orgoglio di tanti Italiani ,  la dignità e l'orgoglio.
Ecco perchè sono fiero di essere bresciano, come questo "ragazzino" che non si vuole sottomettersi ad un branco di idioti che sono il disonore del paese , ma che alza la testa e gli occhi , guarda in faccia il pubblico degli ultras del Verona ed ha orgoglio e coraggio nel ripetere loro " fate schifo".
Naturamente è inutile e superfluo aggiungerlo , io sto con Balotelli e vorrei che l?italia fosse piena di "italiani" come lui.

Signor Presidente Berlusconi sul caso Cucchi pretendiamo chiarezza.

Va sottoscritta in pieno e non strumentalizzata la lettera che il  vicesegretario del Pd Letta ha indirizzata a Berlusconi.
Letta chiede chiarezza sul caso Cucchi, il ragazzo ucciso l'anno scorso dopo le percosse in carcere.
"Abbiamo la responsabilità di scoprire come, in una democrazia avanzata, un giovane di 30 anni sia entrato vivo in una prigione e sia uscito morto da un ospedale".
Non è possibile continuare a passare tutto sotto silenzio, non si possono coprire responsabilità, come si è dato l'impressione di voler fare in un primo momento; è inappropriata, dannosa e dolorosa , ogni reticenza , ogni  inconscia paura.
Il tempo non può in questo caso lenire alcuna sofferenza di quanti, familiari ed amici, si sono trovati coinvolti nella vicenda.
Al contrario , l'inutile trascorrere del tempo, l'indifferenza e le inspiegabili coperture non permettono al dolore di quanti , emotivamente vi si trovano coinvolti , di affievolirsi , di trovare giusto conforto o speranza, o la tanto agognata serenità.
Ma questo non è una vicenda solo personale o dei familiari.
Da questa vicenda deve scaturire in maniera inequivocabile che una democrazia ,non solo sa riconoscere i propri errori , denunciarli con coraggio e perseguirli con severità , ma che da questi è anche in grado di trarne insegnamenti , regole e comportamenti per il futuro.
E' proprio per questo , e non solo per solidarietà umana, che assieme alla famiglia non abbassiamo la guardia e chiediamo, nel nuovo anno con ancora maggior forza ed insistenza, quella chiarezza che il tempo trascorso e le istituzioni non sono ancora riuscite a consegnarci.

giovedì 7 gennaio 2010

body scanner nuovo limite alla pubblica decenza.

Non c'è più limite alla decenza, ma la colpa non è del body scanner.
Questi ancora non sono entrati in funzione che già divampano le polemiche.
L'Italia si sa è bigotta, ma in questo campo si scopre che tutto il mondo è paese.
Si invoca subito , ancora prima dell'installazzione delle nuove apprecchiature, la salvaguardia della privacy  a tutela di una riservatezza perduta da tempo.
Viviamo in un mondo in cui ogni angolo di strada sembra ormai destinato ad ospitare una telecamera a nostra insaputa, ed ancora non ce ne rendiamo conto.
Passeggiamo spiati lungo i giardini ,i viali , i vicoli più bui delle nostre città, nei supermercati come nei luoghi di lavoro e neanche ce ne accorgiamo. Veniamo monitoriti attraverso le nostre carte di credito , con i nostri cellulare, persino visti e seguiti con i satelliti spia.
Siamo inconsciamente, per un motivo o per l'altro, senza più una vita privata e ancora riusciamo a polemizzare per il fatto che ci vogliano sottoporre ora negli aeroporti, per la nostra e per l'altrui sicurezza, ai raggi X.
C'è chi si è perfino inventato l'idiozia che il body scanner non debba essere utilizzato con i bambini al di sotto di una certa età.
Pare che questi idioti siano convinti che la visione delle intimità infantili possa favorire o far emergere alcune tendenze pedopornografiche latenti nella società moderna.
Secondo qualcuno sembra essere più tollerabile il fatto di esser fatti saltare in aria, con qualche centinaia di passeggeri, da qualche pazzo visionario che persegue le sue battaglie per fanatismo, per irrazionalità, o per meritarsi un suo paradiso assieme ai martiri, piuttosto che sottoporsi ad una minima "scannerizzazione" in un qualche aeroprto.
Ma quando in gioco c'è la sicurezza ben vengano i body scanner, la vita di ognuno vale molto di più di una discussione sciocca ed inutile, di una mal intesa privacy , di alcune irrazionali timidezze o pudicizie.
In fondo le nuove apprecchiature mostreranno ben poca cosa dei nostri corpi , una massa grigia informe, qualche protesi aggiunta e nulla di più , niente di appetibile , nè di umanamente desiderabile.
Tuttal più verrà accontentato qualche morboso e patologico prurito di chi ama comunque violare , anche  nelle piccole cose, l'altrui intimità.
Tutto questo comunque val bene la nostra sicurezza, il fine in questo caso giustifca il mezzo.
Per il resto possiamo stare tutti  tranquilli i bady scanner passeranno ai raggi X il nostro corpo, l'anima ancora per un po' rimarrà invisibile ed inesplorata.
Con essa ancora resistono, invisibili ai più, i sentimenti e poi quel poco di materia grigia che si colloca nel cervello umano, a volte questi rimangono invisibile ed imperscrutabili, a volte mostrano e rendono pubblica la loro "pochezza" proprio attraverso le idee, le ragioni e la parola.
Chissa come potrebbe essere utile in futuro l'invenzione di uno scanner anche per la mente, potrebbe evitarci qualche idiozia di troppo e tanta ed inutile perdita di tempo per ascoltare argomentazioni sciocche.

mercoledì 6 gennaio 2010

Casini , il fornaio dei due forni.

Chi pensava fossero finiti i tempi  i modi o le abitudini della seconda repubblica è stato smentito già da tempo dai fatti.
Basterebbe guardarsi un po' attorno anche in questi giorni  frenetici in cui la politica nostrana fa a gara con se stessa nel definire programmi e candidati per le prossime elezioni regionali.
Le acque sono agitate lo si vede ad occhio nudo senza bisogno di lenti speciali o di osservatori privilegiati.
Se nel Pdl è sempre Fini che tiene banco ed a sua volta è tenuto a tiro da Feltri  a da Berlusconi  nel campo avversario regna l'incertezza più assoluta, sembra mancare addirittura il timoniere , e se la nave dovesse anche salpare si può essere certi che navigherebbe solo a vista, troppi timonieri, e tra l'altro non hanno ancora deciso una direzione certa.
La fine della seconda repubblica aveva decretato la nascita anche in Italia del bipartitismo.
La storia ed i fatti ne stanno ora decretando la prematura morte.
Già ci aveva pensato la Lega mettendo nel sistema  una buona zeppa , un piccolo cuneo pronto a scoperchiare il vaso, a scardinare piani e programmi buttati giù frettolosamente ed ingenuamente a tavolino.
Si schieri chi vuole , diceva la Lega, a destra come a sinistra, noi staremo solo con chi è disposto a condividere i nostri programmi.
Ora è arrivato però un vero maestro della vecchia politica democristiana dei due forni, un uomo che appartiene interamente alla vecchia Dc e che in cuor suo la rimpiange.
Ecco quindi Casini e la sua UDC pronti a schierarsi si , ma solo con chi e quando conviene, solo con chi dà certezze e speranze.
Poco importa si debba realizzare un programma di destra o di sinistra, a nessuno importa, quello che conta è il potere, la vittoria, i consigli di amministrazione per gli eletti ma anche per i trombati, l'accordo deve essere completo, che diamine , siamo tra persone per bene e navigate.
Ecco quindi che in Piemonte ed in Puglia il nostro Casini si schiera con il Pd, nel Lazio invece corre con il Pdl.
In Lombardia , ieraticamente se ne sta da solo, troppo rischioso allearsi con la Lega.
In Campania non ha ancora scelto , troppo difficile decidere, troppe incertezze ancora, meglio aspettare ancora un po' ed avere così le idee più chiare.
Se va bene e si indovina, si può vincere in tutta Italia , essere di nuovo l'ago della bilancia.
Non importa a Casini raggiungere la maggioranza per il suo partito, naturalmente spera in un buon risultato , ma a lui basta che i suoi voti siano determinati per lo schieramento scelto.
I voti non si contano ,  diceva Craxi , i voti si pesano.
E l'Udc e Casini  contano di "pesare" dopo queste elezioni, eccome.
Destra, sinistra , "chi se ne frega" o "chi se ne importa" si diceva una volta , quello che conta è vincere, essere determinanti, contare davvero.
Il potere logora , diceva Andreotti, ma solo chi non ce l'ha, e Casini ed i suoi "amici" sono stati abituati ed educati al potere nella vecchia Dc.
Programmi e idee in fondo cosa contano ? nulla , nessuno o pochi li leggono, destra o sinistra... poco importa , loro, i nostri democristiani, sono lì , proprio al centro, un occhio a destra ed uno a sinistra , pronti a spostarsi , o di qui o di là, si tratta solo di fare buone offerte, con più si offre maggiori saranno le possibilità.
In fondo, nel mondo dell'immagine, i valori e le idee passano in secondo piano anche per gli elettori , sono anche loro attratti dall'apparire , dalla necessità , come in una partita di pallone, di scegliere lo schieramento vincente, di votare un candidato con un sorriso benevolo, ammiccante, rassicurante, con una parlata calma e sciolta , e poi magari la speranza o la promessa, strappata ad un galoppino qualsiasi e di cui neanche ci si potrebbe fidare , di un posto migliore , si spera fisso nella pubblica amministrazione, per sè o per i figli, di una casa in assegnazione, di una piccola rendita, della pensione, chi più ne ha più ne metta.
Non è un peccato affidarsi ai sogni in fondo ed è una speranza quando si è in difficoltà.
Tra l'altro queste sono tutte cose che servono per vivere  meglio degli altri, per essere più furbi, più "fortunati".
Tutto il resto non conta, che diamene, siamo in Italia, paese cattolicismo a parole ,ma dove non esiste alcuna moralità.

martedì 5 gennaio 2010

Allah è grande e misericordioso. Lo sperano gli hacker iraniani.

Anche l'imparziale ed imperscrutabile Allah a volte ascolta ed esaudisce le preghiere a Lui rivolte ; sopratutto se vengono pronunciate con profonda fede o con  grande speranza.
Allah è sempre grande e misericordioso,  lo danno per scontatato  non solo gli ayatollah, ma tutti i fedeli iraniani, hacker compresi.
E' per questo che sul sito ufficiale del presidente Iraniano Ahmadinejad compare oggi, ad opera di alcuni hacker, la seguente preghiera
"«Oh Dio, nel 2009 ti sei portato via il mio cantante preferito, Michael Jackson, la mia attrice favorita, Farrah Fawcett, il mio attore preferito, Patrick Swayze, la mia voce preferita, Neda.
Per favore, ti supplico, non dimenticare nel 2010 il mio politico preferito, Ahmadinejad, e il mio dittatore preferito, Khamenei.
Grazie".
Allah , dicono , è   grande e misericordioso.

Dilettanti di antifamia , ingenui o falsi difensori del paese.

Ha ragione Saviano , chi parla di mafia non diffama il paese , lo difende.
E' questa la considerazione iniziale dello scrittore contenuta in un articolo pubblicato oggi da "Repubblica".
Come è possibile d'altronde, si chiede Saviano , sottociere o sottovalutare il fatto che le organizzazioni criminali ,  solo con la coca, fatturano sessanta volte più della Fiat.
Non è possibile per nessuno , a meno che non si sia dotati di paraocchi , non accorgersi dell'enorme "potere che oggi hanno realmente nel paese e in Europa le organizzazioni criminali".
L'attentato di Reggio Calabria di questi giorni è un segnale diretto e preciso delle nuove organizzazzioni a quanti cercano di cambiare sistemi e metodi consolidati.
I mandanti sono incerti mentre, certamente, destinataria delle attenzioni è la Procura.
E' vero che nell'anno in corso si sono inferti colpi decisivi alla mafia, ma chiusa una stagione e finita un'era con tutti i suoi personaggi, la mafia si sta riorganizzando ed in sordina rilancia i suoi messaggi.
E' necessario ed imperativo quindi non sottovalutare il fenomeno, nè abbassare la guardia e neppure pensare di aver vinto ed estirpato il fenomeno e potersi così di nuovo permettere leggerezze ed ingenuità.
Si resta stupiti per questo quando si apprende che, con estrema superficialità della Curia che ne aveva trasmesso la richiesta, lo steso Pontefice Benedetto XVI  ha inviato parole di felicitazione agli sposi Caterina Condello e Daniele Ionetti. La prima è figlia di Pasquale detto il "supremo", personaggio di spicco della criminalità, il secondo, figlio di Alfredo Ionetti, ritenuto il tesoriere della cosca.
Non basta definire l'accaduto come un fatto " deplorevole ed increscioso" , questa non è solo superficialità , è anche colpevolezza.
Ma Saviano puntualizza e definisce con precisione il clima odierno e l'ambiente in cui si circoscrive il fenomeno.
E' evidente per molti che, nonostante alcuni  innegabili successi delle forze dell'ordine e delle Procure, ottenuti proprio recentemente , " non è questo un governo con la priorità antimafia".
Non si spiegherebbero altrimenti la legge sulle intercettazioni , che nella lotta alla mafia sono state uno strumento indispensabile, nè troverebbero giustificazione le proposte contenute nel disegno di legge che cerca di accorciare i tempi processuali anche per questi reati.
Al contrario qui si dovrebbe dare la certezza della pena , al delitto deve corrispondere il giusto castigo , senza riduzioni di pena ingiustificate , magari a seguito di riti abbreviati.
Giusto poi il sequestro dei beni , ma un disastro la loro vendita all'asta che permette ai mafiosi di rientrarne in possesso.
Che dire poi dello scudo fiscale ? Una maniera di fare cassa ad ogni costo "senza mettere le mani in tasca ai cittadini" , ma una maniera certa per fare un favore alle oganizzazzioni criminali che si combattono poi con altre risorse.
Queste non sono considerazioni solo mie e neanche solo di Saviano, lo dicano al contrario molti procuratori antimafia.
Pare però indispensabile che prima di ogni intervento diretto si ponga come prioritario un cambiamento intellettuale o se si vuole mentale ed è quella di "smetterla, una volta per tutte, di definire"diffamatori coloro che parlano, discutono , propongono interventi o semplicemente "accendono una luce sui fenomeni di mafia".
Questi non denigrano il paese, la nazione o gli italiani in generale, parlano al contrario di un fenomeno diffuso nella nostra come in altre nazioni .
Su questo possiamo stare tranquilli, non siamo peggiori di tanti altri ,smettiamola però di dividerci e di crogiolarci nell'eterna "idiozia dei professionisti dell'antimafia, quando invece occorre rispondere che il vero problema è che , nel nostro paese, esistono troppi "dilettanti dell'antimafia".
Come non accorgersi davvero con Saviano che l'artigianale ed innocua bomba di Reggio non è scoppiata per caso e neanche come botto di capodanno per concludere in bellezza.
La bomba di Reggio è "soltanto un nuovo inizio".

lunedì 4 gennaio 2010

Feltri la vera anima del Pdl.

Prosegue anche nel nuovo anno lo scontro tra Gianfranco Fini e Vittorio Feltri.
Feltri , in un editoriale pubblicato sul suo giornale aveva criticato il messaggio di fine anno del capo dello Stato giudicato del tutto inutile.
"Non critichiamo Napolitano per quanto ha detto, ma per averlo solo detto, perché dire e non fare è inutile" aveva esordito Feltri, per poi continuare "ciò che è rosso non può essere condiviso da chi è bianco".
Ora interviene , in risposta al direttore del Giornale , un articolo a firma di Filippo Rossi  pubblicato questa mattina da Fare Futuro Web Magazine.
"Eccoci qui a dover polemizzare con il 'Montanelli del nuovo millennio, quel Vittorio Feltri che si è fatto re senza popolo, generale senza esercito"  e che assume un ruolo solo perchè "casualmente" il suo quotidiano appartiene alla famiglia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi" vi si legge.
"Quello che non va" - continua Fare Futuro - è il fatto che gli ultrà vogliano invadere il campo della gente "normale". Un'operazione che a lungo andare può essere pericolosa, perché "la retorica barricadera del muro contro muro" s'impossessa "di chi non ha nessuna intenzione di stare in guerra, di odiare, di urlare".
E ancora: "La risposta di Feltri ricorda la retorica dei fascisti della prima ora, quelli che pensavano di essere depositari dell'anima genuina del regime", ma, per FareFuturo, la politica "non è questione di identità forti, è  questione di dialogo e, ancor di più, di analisi dei problemi". E non si può ridurre al "tifo da stadio, anche se il Corriere dello Sport appare molto più problematico del Giornale".
Come si vede il clima è da scontro totale e con ogni probabilità destinato a continuare.
Feltri si sentirà in dovere di replicare visto che ,  da che ha indossato la sua bella "divisa" , o meglio il suo "grembiulino" , continua imperterrito per la sua strada , polemizzando visceralmente, attaccando personalmente, con argomentazioni vere o presunte , quanti si dimostrano avversari o nemici del Cavaliere.
Fino ad ora lo ha fatto senza tentennamenti , senza ripensamenti, senza il minimo dubbio, visto che non è mai stato smentito dalla "sua proprietà".
Tutto questo alla faccia del "partito dell'amore" tanto pubblicizzato.. 
Quella di Feltri è una battaglia "coerente" con i suoi principi  , con la sua decisione di non togliersi più la bella "divisa" indossata , da bravo militare o scolaretto.
In fondo, dice sempre Fare Futuro " a noi che siamo di destra non rimane che ricordare una frase di Giuseppe Prezzolini: "La coerenza è la virtù degli imbecilli'".
Argomentazioni e giudizi condivisibili quelle di Fare Futuro; anche quelli  sugli imbecilli.
Quanto invece lascia del tutto perplessi e dubbiosi è la tesi che Feltri ed il suo Giornale " non rappresentano gli elettori del Pd". Qui si sbaglia davvero Fare Futuro, è utile si convincano presto.
Feltri davvero incarna pienamente le convinzioni , le idee e le argomentazioni, non solo della sua proprietà, ma di un vasto strato di elettori di questo centro destra.
E' lui la vera anima , il vero rappresentante di vasti strati sociali che si riconoscono pienamente nel suo qualunquismo, nel suo minimalismo , nel suo ragionare con lo "pancia" , nel suo scagliarsi violentemente contro le istituzioni, contro gli avversari, contro la sinistra , contro i giudici.
Inutile illudersi o sperare, è questo l'humus su cui il Cavaliere pensava di costruire il suo Pdl, è su questo che fino ad ora ha lavorato, con impegno, e con questi "grandi" risultati.

sabato 2 gennaio 2010

Mi aggrego, per farla girare.

Anch'io raccolgo l'invito di un amico digitale per  far girare in rete questa  notizia di Luigi Tosti, “…così che tutti la possano vedere”.