giovedì 30 dicembre 2010

Sei di destra o di sinistra? sembra scontato o spiritoso, ma la differenza pare stia davvero nel cervello.

lunedì 27 dicembre 2010

Quando politica e stampa diventano patologiche malattie.

Resterebbe da chiedersi che cosa non funziona più nel sistema Italia, nella politica come in certa stampa. Purtroppi i mali  sono ben noti e certi assieme ai fautori.  Qui non si tratta più di scheggie impazzite. Questa è la norma di un certo modo di fare politica e di un certo modo dare "notizie". Già, si vogliono ancora chiamare notizie certe campagne mediatiche costruite senza prove ,  solo per distruggere gli avversari politici o i presunti tali. Il tutto fatto per compiacere al principe, per ingraziarsi la sua gratitudine. E pensare che questi si credono gli eredi di Indro Montanelli , neanche si accorgono dell'abisso che li divide e li allontana. Vale la pena ricordare le campagne contro Boffo e la casa di Montecarlo di Fini. Ora si è raggiunto credo l'apice. La stampa di destra si specializza nel dire e non dire, nell' affermare e nel negare. A forza di accuse anche le peggiori menzogne sembrano essere alla fine verità. Questa volta la notizia parte da Libero . Si parte con la domanda "Fini è fallito". Più in basso un editoriale di  Belpietro: "Su Gianfranco iniziano a girare strane storie". Già, iniziano a girare da qui le strane storie. Sarebbe interessante , ma lo crediamo impossibile, conoscerne la fonte. Segue poi la notizia shock , il leader di Futuro e Libertà , Gianfranco Fini avrebbe pensato di organizzare un falso attentato nei suoi confronti a fini propagandistici. Il progetto dovrebbe essere messo in pratica durante una visita istituzionale ad Andria e per organizzarlo Fini "si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200mila euro". Il prezzo, scrive ancora Belpietro, comprenderebbe "il silenzio sui mandanti, ma anche l'impegno di attribuire l'organizzazione dell'agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio".  Sempre secondo il direttore di Libero, "l'operazione punterebbe al ferimento di Fini e dovrebbe scattare in primavera, in prossimità delle elezioni, così da condizionarne l'esito".  Cosa si può dire di più ?  Fuori i nomi verrebbe istintivo aggiungere, oppure che Belpietro si rivolga ai magistrati . Resta comunque l'amaro in bocca, di fronte ad una notizia così fantasiosa o perversa, resta da chiedersi chi abbia achitettato il piano o il tranello, perchè di uno o dell'altro si tratta, e chi ne tiri le fila. Resta da chiedersi poi come si possa cadere così in basso, come ci si possa così impunemente rotolare  nel fango dando l'impressione di  rimanerne fuori ed in disparte. Non è più un segreto che una certa politica ed una certa stampa si abbracciano, si sostengono a vicenda, si danno man forte accusando altri di ogni misfatto. A tutto però c'è un limite, ed ora il fondo ora è stato davvero toccato.  Qui si è nel patologico, nella vera e propria schizofrenia , e neanche si sa con certezza come curarla od evitarla.  La malattia sembra davvero grave, a volte dà l'impressione di essere  una enorme metastasi che invade quello che di sano è rimasto in questo paese. Per guarine bisogna prima riconoscerla,  poi combatterla con ogni ragionevole mezzo, con ogni cura, solo così si può pensare di salvare non solo la moralità ma anche il tessuto sociale di questo paese.

mercoledì 22 dicembre 2010

Berlusconi temporeggiano e attacca quando sente parlare di quel 20 per cento.

Ieri sera non ha entusiasmato il Premier a Matrix , non si sà se per colpa del programma in calo o perchè oramai Berlusconi ha stancato il grosso pubblico. Forse è iniziato quel declino tanto atteso o temuto, o forse davvero Berlusconi ha già detto e dato tutto quanto poteva dire o dare. A giorni alterni  in nostro Presidente del Consiglio trasmette speranza sull'avvenire del Governo o minaccia le elezioni. Certo ancora non si è deciso, nè in un senso nè nell'altro, ancora, in attesa, si fiutano l'aria ed  i cambiamenti. La prima necessità per Berlusconi è sparigliare le nuove alleanze, quel terzo polo che aspira ad essere il primo rischia di creare seri problemi o di presentarsi come un'alternativa al Pdl. Anche i sondaggi destano allarme, e si sa il Premier vive di essi.Renato Mannheimer, il presdiente dell'Ispo , rivela che "Il Terzo Polo è stimato nei sondaggi tra il 12 e il 15 per cento, senza campagna elettorale o aggiunta di personaggi esterni" ma se poi "il nuovo schieramento di centro si esplicita e se si chiede agli elettori se sono interessati, il dato supera il 20%. Questo non vuol dire che arriverà a questo livello ma che ci sono queste possibilità che venga votato dagli italiani". Basta questo a togliere i sonni al Premier ed a creargli il dubbio se sia più conveniente andare ora al voto o aspettare tempi migliori , nella speranza di togliere di mezzo i finiani. Brutti tempi pr l'Italia che deve sopportare gli umori e le convenienze politiche di una classe dirigente irresponsabile. A Gennaio poi se ancora non si sarà deciso nulla, arriverà il prununciamanto delle Consulta sul legittimo impedimento. A quel punto si saprà finalmente se la legge è uguale per tutti. E ammesso lo sia cercheranno nuovamente di convincerci che sarebbe meglio non lo fosse o che i giudici sono dei lestofanti solo perchè fanno il loro lavoro. Quando ci sarà un po' di tempo da dedicare ai problemi veri del paese, alla crisi, al lavoro, alla scuola , al problema sociale, ai giovani, ai dati della disoccupazione e della sotto occupazione ?  questi sì sono dati che dovrebbero far  riflettere e preoccupare, molto più di quelli elettorali.

martedì 21 dicembre 2010

Berlusconi: non fa più nemmeno ridere, solo gli sciocchi ancora lo fanno.

Sembra che ora Berlusconi sia alla ricerca del gossip e della polemica continua con Fini. Forse a corto di idee e di argomenti ne ha inventata,  dicono, un'altra delle sue. Pare infatti, almeno così riporta la stampa, che il Premier abbia "rivelato" che esite un patto tra Fini e l'Anm , i giudici  proteggono il presidente della Camera e lui protegge i giudici non votando leggi a loro contrarie. La notizia non fa in tempo ad essere rilanciata dalle agenzie che viene subito, e come al solito, smentita dal premier. Lui dice e non dice, rivela e ritratta, incanta così gli allocchi d'italia, felici e giulivi di bersele tutte. Non si fatica molto ad immaginarlo divertito, mentre si prende gioco di un intero paese di sprovveduti creduloni. Fini lo stoppa subito questa volta e gli ribatte che questa non è altro che l'ennesima battuta, l'ultima in ordine di tempo. Peccato non riesca più a far ridere nessuno e che in pochi ancora riescano a divertirsi. Il paese in fondo è molto cambiato in questi anni, lo si vede anche nelle piccole cose, una volta chi riusciva a capire una barzelletta rideva. Ora chi capisce non ride, solo gli sciocchi ancora lo fanno.


lunedì 20 dicembre 2010

Il Coordinatore del Pdl Gasparri insiste con le sciocchezze e persegue una logica di "estrema destra".

Gasparri insiste e persiste, non lo attanaglia il minimo dubbio , anzi, sembra animarlo una volontà incrollabile nel voler fare danni a tutti i costi, o nel dire sciocchezze ad ogni piè sospinto. Non gli era bastato , secondo una logica prettamnte fascista, predicare ed invocare gli "arresti preventivi". Il dubbio è che di questo passo, una idiozia dopo l'altra , si rischi , prima o poi,  di arrivare a predicare le "purghe" ed il "confino", come ai tempi di quel suo "nostalgico e desiderato regime".  Ora ,il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri,  ritorna sulla questione. Pervicacemente insiste "Voglio fare un appello ai genitori, dite ai vostri figli di stare a casa. Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate" , dice ai microfoni di Agorà su Raitre riferendosi ai cortei di studenti in programma per mercoledì prossimo.  Da profondo conoscitore dei vari ambienti sociali, chissà che Gasparri prima o poi non rivolga un analogo appello anche ai frequentatori del parlamento, assassini ancora non risulta ce ne siano, ma inquisiti, sospettati di mafia e tangentisti se ne trovano parecchi. Chisssà che prima o poi anche il Minsitro non decida di rimanersene a casa per evitarsi cattivi incontri e pessime compagnie. Purtroppo Gasparri non è un'eccezione, è solo la cartina di tornasole di questo Governo, il tipico rappresentante , ma non il solo, del qualunquismo imperante, del fascismo strisciante, delle tentazioni autoritarie , più o meno latenti e represse, che sembrano di colpo farsi largo nel momento stesso in cui il potere del Premier  sembra vacillare.  Mentalità tipica in fondo di una destra estrema, che va idealmente e politicamente combattuta e sconfitta,  prima che sia troppo tardi.   

venerdì 17 dicembre 2010

L ' Annozero del Ministro La Russa.

Annozero come si è visto, sopratutto per il ministro La Russa ,che non ha cambiato nel tempo nè metodi, nè mentalità, nè atteggiamenti, fascista era e fascista rimane.


giovedì 16 dicembre 2010

Il regalo Natalizio della Lega, uno spot anti canone televisivo.

Si avvicina il Natale , è ora di regali e ognuno, come può,  cerca a modo suo di risparmiare. La Lega dà i suoi suggerimenti , e invita gli elettori del Carroccio a non pagare il canone Rai. Lo fa con uno spot , sostenuto direttamente dai parlamentari leghisti . Iniziativa natalizia dunque ? mica tanto visto che risorge a periodi alterni. Pare che questa volta il motivo scatenante sia stata la pubblicità trasmessa negli ultimi giorni  dalla tv di Stato per celebrare l’Unità d’Italia e l’unificazione linguistica.  "I milanesi e i brianzoli non devono pagare il canone perché è una truffa dello Stato centrale", dice in milanese il deputato Marco Desiderati.  "La Rai, così com’è, è la televisione di Roma, del Sud ma sicuramente non della Lombardia, del Nord, della Padania e di chi paga le tasse e la tiene in piedi", gli fa eco Paolo Grimoldi. "Mentre la Rai ridicolizza i dialetti, Telepadania li valorizza ospitando i parlamentari del Carroccio che invitano all’obiezione fiscale del canone in dialetto" - afferma Davide Caparini, segretario di presidenza in commissione di Vigilanza - "le lingue locali sono una cosa seria come lo sono i soldi dei contribuenti che, ancor più in un momento di crisi, meritano rispetto". A tutto questo fanno da contorno le suggestive note  del Và Pensiero, una cornice di bandiere non nazionali ma con il  Sole delle Alpi ben visibile ed il messaggio di "ridicolo c’è solo il vostro canone, non le nostre lingue". Infine lo slogan: "TelePadania è la tv che parla più lingue. Anche la tua".  Bello spot, suggestivo diranno gli ottimisti e i menefrghisti, si sa come è la Lega dirà Berlusconi, non va presa sul serio. Allora prepariamoci a passare anche questo in silenzio. Forse è una parte del  nuovo programma concordato con Berlusconi.  E per fortuna che questi dicono di considerarsi i moderati che sapranno come governare l'Italia intera. E' anche su questo che il Premier ha chiesto ed ottenuto la fiducia ? Forse lui  lavrà anche ottenuta , ma è legittimo chiedersi per fare che cosa.  Ma sopratutto, tralasciando il Parlamento, ne potranno avere ancora gli italiani ?

martedì 7 dicembre 2010

La lista dei paesi della vergogna.

lunedì 6 dicembre 2010

Maroni dice ora cose importanti e condivisibili.

giovedì 2 dicembre 2010

Berlusconi dichiara che lavora solo per l'Italia peccato che l'ambasciatore americano dichiari altro.

Berlusconi oggi cerca di recuperare , con nuove dichiarazioni, una situazione oramia compromessa sul piano interno nonchè internazionale. Il caso Wikileaks pesa altro che storie, la sua iniziale risata  si è smorzata, ora è più che altro un ghigno , ed è evidente la rabbia. E proprio di  prima mattina arriva  la replica di Silvio Berlusconi. «Gli Stati uniti hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro paese, che non ci sono assolutamente interessi personali ma che io curo soltanto l'interesse degli italiani e del mio paese". Noi non possiamo che prenderne atto, come prendiamo atto che a quanto riportano i giornali le dichiarazioni della Clinton hanno fatto seguito ad una lamentela del premier che aveva dichiarato che la risonanza avuta dalla vicenda in italia gli aveva procurato un grave danno politico. Di certo farebbe piacere a tutti  sapere che il  Premier  si è comportato correttamente sia con gli alleati che nei confronti del suo paese. Peccato però che alla vicenda, da di per sè complicata e difficile, si aggiunga qualche sospetto aggiuntivo che turba persino i meno smaliziati o i più ingenui. Questa volta non c'è più nemmeno la scusa che a scriverlo sia stato un funzionario di ambasciata. Questa volta è lo stesso Ambasciatore Spogli che parla e sottolinea come il presidente del consiglio italiano apprezzi "lo stile macho e autoritario" del leader russo. L'ambasciatore della Georgia a Roma - scrive Spogli - ci ha riferito che il suo governo ritiene che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale su ogni pipeline sviluppata da Gazprom in coordinamento con l'Eni. Accuse pesanti come si vede che fanno riferimento ad interessi privati e non dell'Italia. Sarebbe utile saperne qualche cosa di più.  Anche perchè oggi stesso  il New York Times, scrive che tra Berlusconi e Putin esisteva una «linea diretta», tanto che l'ambasciata americana e il ministero degli Esteri italiano «erano al corrente delle conversazioni tra i due solo dopo che accadevano i fatti, riuscendo a sapere solo alcuni dettagli o background». Secondo il rapporto della diplomazia americana a Roma, "rubato" da Wikileaks, questa vicinanza cosi stretta «non era ideale dal punto dell'amministrazione e costituiva più un danno che un beneficio».
Sempre nello stesso cable, "gli americani sostengono che quando affrontano la questione con esponenti del Pdl la risposta è sempre la stessa: la figura chiave è Valentino Valentini". "La voglia del primo ministro Berlusconi di essere percepito come un importante giocatore europeo in politica esterà sta portando l'Italia a "sostenere gli sforzi russi di danneggiare la Nato". La «corrosiva influenza» di uno stato che gli Usa considerano in mano alla mafià sta «minacciando la credibilità» di Berlusconi e «sta diventando irritante per le nostre relazioni», scrive l'ambasciatore Usa a Roma Robald Spogli nel cable rivelato da Wikileaks. Come si vede non è poca cosa, ed è molto diverso dalla affermazioni  ufficiali, sia della Clinton che di Berlusconi. La realtà dei fatti  e delle dichiarazioni , è ben diversa  dalla propaganda, e tra l'altro mette pesantemente in dubbio quali siano gli interessi in gioco. Il sospetto , che naturalmnete dovrà essere provato, era che non fossero decisamente quelli del paese o degli italiani. 

mercoledì 1 dicembre 2010

Hillary Clinton non convince su Berlusconi che si è già guadagnato sul campo il patentino di "incapace".

Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ad Astana, in Kazakistan, dov'è in corso il vertice Osce cui partecipa anche Berlusconi, cerca di rimediare alla gaffe americana dopo l'uscita dei file di Wikileaks. Ora Hillary  pare schierarsi con il Presidente del Consiglio italiano dopo che nei file segreti ilnostro  premier veniva indicato al Dipartimento di Stato Usa come "megafono di Putin in Europa. "Non abbiamo un amico migliore di Berlusconi, che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza tre presidenti, le amministrazioni Clinton, Bush e Obama", ha assicurato la Clinton, è per questo che tanto le amministrazioni repubblicano quanto quelle democratiche sanno che possono contare sull'Italia e su Berlusconi per realizzare e sostenere i valori che condividiamo".

Bene , tutti  possono ora prendere atto delle dichiarazioni ufficiali del  Segretario di Stato Americano su Berlusconi. Ma in coscienza vi pare che queste possano essere credibili ? Sicuramente no, sono il frutto della diplomazia e del bon ton, un vero e proprio complimento , e come tale lontano dalla realtà dei fatti, frutto di una esagerazione, del desiderio di compiacere o di rimediare. D'altronde che altro avrebbe mai potuto dire la Clinton , ripetere papale papale quanto riportato da Wikileaks ? C'è poco da rimediare oramai, il patentino di "incapace" il nostro Premier se lo guadagnato sul campo e più nessuno glielo toglie.

martedì 30 novembre 2010

Nessuna riforma può essere fatta contro gli studenti.

Dicono sia quasi spettrale la Roma che oggi accoglie la protesta degli studenti universitari e medi. Una Roma completamente isolata ed inaccessibile, quasi barricata e chiusa su se stessa. Piazza Montecitorio è già blindata dal mattino, un accorgimento voluto , e per qualcuno necessario, dopo l'assalto al Senato della scorsa settimana. Una doppia fila di camionette divide non solo la piazza, ma anche le idee , e due generazioni.  Inutile chiedere dove sia in quella piazza il cuore del paese o la ragione. Non ci sono dubbi, entrambe le cose sono lì,  tra quei giovani . Con loro sta istintivamente chi ha un figlio o si prepara ad averlo , chi pensa al futuro  o anche solo al domani, chi giudica le cose ed i fatti dalla loro sostanza e non dalle apparenze o dal sentito dire, chi riesce ad avere idee proprie e non mutuate da altri, chi rifiuta il principio che si debba sempre e per forza essere più realisti del re accettando ogni cosa per il semplice fatto che è meglio di niente o del presente. E' sciocco il pincipio che ci vogliono inculcare. Per essere rifomatori e moderni non basta voler cambiare solo le cose. Dipende da quello che si vuol fare. Non si è reazionari per il semplice fatto di opporsi a qualche cosa. La modernità non è quello che ci strombazza il ministro o il governo , non solo sulla scuola. la modernità è ben altra cosa, sta nelle idee, nei valori , nei principi, in quello che si vuole realizzare e in come lo si vuole. Qualche vecchio trombone o qualche pseudo riformatore , si sentirà oggi in diritto di criticare e contestare quei giovani che da giorni protestano nelle piazze e nelle aule di tante scuole d'Italia. Li chiamano  settantottini senza sapere cosa sia stato il 68. Li giudica superficialmente e stupidamente , senza capirli, ma la colpa non è loro.  Li si accusa di schierarsi a difesa dei baroni della scuola, di una scuola o di una cultura vecchia sorpassata, decadente, inadeguata. Nessuno di quei giovani però ha mai rifiutato una riforma della scuola, tutti la vogliono, la chiedono , la cercano, nessuno è contento. Nelle loro menti sono ben chiari i principi del merito e della competenza. Quello che chiedono però è che venga fatto salvo il diritto allo studio e che venga salvaguardata una scuola pubblica d'eccellenza , per tutti, non solo per chi ne ha i mezzi. Come non capire che quei giovani non difendono nulla, non hanno privilegi, non hanno niente in fondo da difendere se non delle idee ed il futuro, che tra l'altro non gli appare nemmeno tanto roseo, visto che lo definiscono solo un enorme buco nero. Comunque la si pensi su questa riforma, la si condivida,  la si rigetti totalmente o la si consideri emendabile, a quei giovani si deve un maggior rispetto, lo meritano, non solo perchè rappresentano il futuro del paese, ma anche perchè la loro battaglia non è facile. La crisi incombe, su tutto e su tutti, ma sopratutto sui giovani, che per primi ne pagano le coseguenze. Le prospettive non sono nè belle nè incoraggianti, e l'avvenire sempre più buio, incerto e difficile. Per questo bisogna dare risposte alle loro domande, fugare i loro dubbi, ascoltare le loro ragioni. Va colta l'opportunità di un loro ritrovato impegno, per dei valori, per dei principi, per la difesa di ideali.  In fondo non chiedono altro che un loro diritto, quello di essere per primi gli artefici del proprio destino, della propria vita, del proprio futuro, senza più deleghe in bianco per nessuno. Confrontiamoci pure quindi su una proposta ragionevole, ma  deve essere ben chiaro il  principio, che il mondo è loro. I  vecchi in fondo vivono di ricordi, di  esperienza, a volte la saggezza, questo è giusto per chi si è già fatto una vita, vive di passato e di nostalgia. Ma i giovani devono poter sognare e sperare,  guai a toglier loro la fiducia nel futuro, guai a togliergli la speranza. 

lunedì 29 novembre 2010

Ma doveva proprio essere Wikileaks a svelare le "qualità" di Berlusconi ?

Dopo la lunga ed estenuante attesa che ha tenuto, più attive che mai, le cancellerie e la diplomazia di mezzo mondo ecco arrivare le prime indiscrezioni sul contenuto dei documenti svelati da Wikileaks.  Notizie ancora sicuramente da raccogliere, perchè sparse qui e là, divulgate o riportate su vari giornali o siti, forse ancora del tutto incomplete. L'attesa delle notizie riguardanti il nostro paese ha destato tanta prematura preoccupazione nel nostro governo da spingere Frattini , sembra in  accordo con l'intero esecutivo, a dichiarare che "era in atto una campagna internazionale  contro l'Italia, solo per destabilizzarla.  Le dichiarazioni del ministro naturalmente, oltre che incredibili ed inimmaginabili, sono apparse subito a tutti anche ridicole e fantasiose. Certo è che, dalle prime anticipazioni ora avute, si fatica ad individuare destabilizzatori internazionali gli informatori americani ,  quando ci abbiamo messo così tanto da solo per destabilizzarci e squalificarci da soli .  Wikileaks in fondo, per ora , non ha svelato nulla di nuovo sul conto del nostro paese e del nostro Premier. Sono tutte cose già risapute , trite e ritrite, immaginate o sospettate. La diplomazia americana rimprovera in fondo a Berlusconi essenzialmente tre o quattro cose , che non sono del tutto ininfluenti o marginali, sopratutto se riferite al Presidente del Consiglio di uno degli alleati principali. Innanzitutto gli si rimprovera la sua amicizia con personaggi  come Ghedafi e Putin , poi la smania, a volte ossessiva, ai troppi festini,  ed infine la sua inadeguatezza a guidare un paese come l'Italia.  L'amicizia con Putin viene considerata di per sè sospetta dagli americani  anche se poi include "regali generosi" e contratti energetici redditizi. In molte occassioni lasciano intendere gli americani , Berlusconi  è sembrato "essere il portavoce di Putin" in Europa. Che dire poi , riporta il quotidiano spagnolo El Pais , utilizzando una nota americana, delle  "feste selvagge di Berlusconi" e della  "sfiducia profonda che suscita a Washington".  Noi che consciamo i fatti lo possiamo immaginare. Poco più avanti lo stesso quotidiano mette in evidenza come , sempre secondo gli americani , lo stile machista del dittatore Putin lo metta in sintonia e collegamento proprio con il nostro Premier.  L'ultima considerazione di fonte americana , sempre su Berlusconi, viene riportata dal britannico Guardian ed è quella che dovrebbe notevolemente abbassare il livello di autostima , di solito smisurato ed irreale, del nostro Premier.  Certo è difficile, per chi è abituato a ripetere , forse per autoconvincersi , che l'attuale governo è il migliore degli ultimi 150 anni  e che il suo Premier è riuscito a far rispettare l'Italia nel consesso internazianale essere così brutalmente smentito proprio dal superpotente alleato americano. Per chi si è così spesso immaginato come un secondo Napoleone, uno statista di fama internazionale convinto di essersi meritato in più occasioni il rispetto dei grandi , è deprimente di certo sentirsi considerato un leader  "inetto, vanitoso e incapace (in originale feckless, vain, and ineffective) e , sempre in un altro rapporto, "fisicamente e politicamente debole".  Dicono che Berlusconi abbia reagito alle rivelazioni americane con una sonora risata. E che altro doveva fare se non ridere istericamente ? In queste occasioni sono solo tre gli atteggiamenti possibili, o si ride istericamente minimizzando, o si dimostra di prendere seriamente le dichiarazioni, congelando i rapporti con gli Stati Uniti, la qual cosa non sarebbe politicamente possibile per il governo italiano,  o si rassegnano le dimissioni, di fronte al riconoscimento dei propri insuccessi e della scarsa considerazione di cui si gode , non solo in patria , ma nel mondo. Berlusconi ha scelto di ridere e forse una qualche ragione ce l'ha. In fondo ci si aspettava chissà quali segreti e misteri da Wikileaks, ora davvero si scopre che non ha svelato nulla di nuovo. Sarebbe bastato girare un po' per l'Italia invece che frugare nei cassetti o nei computer  della diplomazia americana, per accorgersi come su Berlusconi non si sia in fondo scoperto nulla di nuovo. Già si sapeva, e lo ha dimostrato in tante occasioni, come tra i tanti leader mondiali lui si trovasse più in sintonia con Putin e Gheddafi che con altri, già si sapeva, e se ne sono avute dimostrazioni e scandali a iosa, di come amasse i festini e la compagnia delle escort. Che un premier come lui  fosse poi inadeguato e incapace a guidare l'Italia, dovevamo sentircelo ripetire dagli americani o da Wikileaks ? Non potevamo accorgercene da soli qui in patria con un po' di anticipo ? e sì che di prove ne avevamo, non solo nei suoi comportamenti, ma nei suoi programmi, nelle sue idee, nei suoi discorsi, nelle sue intenzioni.

venerdì 26 novembre 2010

Ministro Carfagna, ma ci faccia il piacere....

giovedì 25 novembre 2010

Emilio Fede; dopo i festini si prende l' amaro Giuliani.

Emilio Fede preso a cazzottate. L'episodio , annunciato dalla stampa, si è consumato martedì sera al ristorante "La Risacca", dieci minuti dal Duomo. Il direttore del Tg4 è stato colpito con un cazzotto all'occhio sinistro ed uno dietro all'orecchio, dall''imprenditore Gian Germano Giuliani, noto per l'amaro digestivo.  La prognosi parla di 15 giorni.

E meno male che i motivi dell'aggressione non erano politici. D' altronde chi mai potrebbe aggredire Emilio Fede per un qualche motivo politico o per il suo lavoro ?  Emilio Fede non ha mai fatto politica in vita sua, solo propaganda, dapprima per la Democrazia Cristiana e ora per il suo datore di lavoro Berlusconi.  Neanche a pensare poi che Fede  possa essere picchiato da qualche giornalista invidioso.  Non si riuscirebbe proprio a capire quale giornalista italiano potrebbe mai essere invidioso di Fede sul versante "professionale".  Non c'è nulla credo da invidiare a Fede.

Certo un'aggressione è sempre tale e comunque la si pensi va sempre condannata. Vale comunque la pena sdrammatizzare questa volta, anche perchè i motivi sembrano proprio banali, oltrechè del tutto personali.

Fede potrebbe comunque consolarsi, prenderla con una buona dose di fatalismo ed un po' di umorismo, dopo l'arrabbiatura. Considerare che in fondo , dopo le note allegre , dopo il divertimento, dopo i tanti festini e le cene , consumate persino al tavolo di Berlusconi , questa volta, oltre allo spumante è giunto il momento del digestivo, e così Fede si è "beccato" l'amaro per eccellenza, l'amaro Giuliani.  Ora da parte nostra gli auguriamo una buona digestione.

"Basta munnezza" , ma per merito dello Stato e non di un boss.

Sono solo dieci metri di vicolo lungo trinità degli Spagnoli a dare una presunta immagine di normalità a Napoli per quanto riguarda il problema dei rifiuti. Ma propio quei dieci metri sono un segnale inequivocabile della diversità di Napoli, della "legge" che tutt'ora vige e governa interi quartieri della città. Quel vicolo, libero dall'immondizia per ordine di un boss è anche la risposta certa ed immediata a chi, con tanta enfasi propagandistica e scarso senso della realtà , continua a pensare che lo stato , di successo in successo , si appresta a vincere la guerra contro la camorra e la mafia. Quante volte, negli ultimi tempi,  ci siamo sentiti dire che "mancano ancora solo due superlatitanti" ? Mancano a che ? o per che cosa ? Per chiudere il cerchio si dice efose non si sa nemmeno di che si parla. Forse quel cartello , quell'avviso perentorio, che è diventato ordine e "legge", sveglierà alla fine anche qualche bella addormentata nel bosco.  Solo poche parole "qui niente munnezza" , hanno trasformato dieci metri di un vicolo Napoletano , in una normale e linda strada di Lugano. Quel che l' intero Governo non è riuscito a fare l'ha fatto la mafia. Quel boss non ha fatto promesse, niente proclami, nessuna propaganda o pubblicità; si è solo comportato da boss, e come tale ha  ordinato e minacciato.

Quando anche lo Stato riuscirà a comportarsi da Stato ? quando, anche il Governo, si deciderà ad intervenire e  governare, senza tante chiacchere e distinguo, una situazione divenuta una vera vergogna nazionale ? Il dubbio è che fino a quando si cercheranno  capri espiatori invece di discariche ed inceneritori, fino a quando non si finirà di litigare e di addossare ad altri anche le proprie colpe  o fino a quando non si smetterà di dire che se Napoli è pulita e merito del Governo e se invece è sporca è colpa del Comune, tutti quei rifiuti rimarranno lì, in bella mostra a testimoninaza dell'incompetenza e del fallimento dello Stato, del Governo, della Regione, del Comune,  di quanti dovrebbero decidere e risolvere il problema ed invece accusano , chiaccherano inutilmente e cercano scappatoie che non hanno. Decidano in fretta però, perchè Napoli non può continuare così e perchè deve ritornare quanto prima quella bella città che tanti ricordano, decidano, perchè non si può lasciare che la mafia governi non soli i rifiuti ma anche l'intero territorio.  Anche perchè gli italiani sono stanchi di vivere nel paese delle emergenze, gradirebbero finalmente vivere in un paese normale , un paese in cui ognuno fa il "suo" , senza tanto clamore, senza perder  tempo in propagando e strumetalizzazzioni. Un paese in cui sia lo Stato a ripulire i vicoli di Napoli e non la mafia o la camorra.  A questi al massimo si potrebbe sì affidae la pulizia di dieci metri di territorio , ma dovrebbero essere quelli delle loro celle, in un carcere di massima sicurezza.

martedì 23 novembre 2010

La vera emergenza dell'Italia, ancor prima dei rifiuti, è la cattiva politica.


lunedì 22 novembre 2010

Saviano e l'indegna raccolta di firme contro.

giovedì 18 novembre 2010

Maroni depone le armi che sembrava agitare contro le "ovvietà" di Saviano.

"Deponiamo le armi" dice Roberto Maroni a Roberto Saviano dopo le dure polemiche, e dopo che il Ministro sembrava più che mai deciso a querelare lo scrittore. Poi alla fine, dopo una giornata convulsa e dopo l'arresto del boss Iovine, il  titolare del Viminale prova a placare gli animi.  "Spero che con l'arresto di oggi, il boss latitante delle terre di Saviano, si possa chiudere questa brutta pagina, e continuare tutti insieme la lotta alla criminalità". "Conosco Roberto Saviano, e lo stimo - aggiunge Maroni - per questo sono rimasto sorpreso da lui: Saviano dovrebbe essere al mio fianco, non dovremmo litigare, per questo mi sono arrabbiato. Ma l'arrabbiatura ora è passata e vorrei dirgli di deporre le armi che lui ha imbracciato contro di me". 

Tutti naturalmente si augurano che abbiano termine le polemiche tra il Minsitro e Saviano, anche perchè del tutto inutili e sterili. Le arrabbiature di Maroni infatti sembrano a tanti del tutto immotivate.  Saviano ,a "vieni via con me", non ha fatto altro che narrare fatti, tra l'altro documentati, e provenienti da indagini. A chi segue con attenzione le questioni di mafia alcune affermazioni dello scrittore potevano sembrare persino scontate ed evidenti.  Le reazioni spropositate del Ministro dimostrano ancora una volta che non si deva mai dare nulla per scontato. 

Ma davvero qualcuno pensa che "il Nord", la Lombardia, la Liguria, la Romagna od il Veneto,   siano  liberi dalla criminalità e dalla mafia ? Davvero c'è qualcuno che pensa ancora che la mafia sia un fenomeno solo ed esclusivamente meridionale che non può minimamente turbare il resto del Paese,  e sopratutto un nord ricco e industrializzato ? Se così fosse sarebbe davvero una grossa sottovalutazione del fenomeno e dei pericoli. Ci sarebbe davvero di che essere preoccupati di una gigantesca e madornale superficialità. La mafia ha sempre dimostrato di essere estremamente "democratica" e di non fare distinzione tra destra e sinistra o tra partiti.  L'importante per lei è riuscire ad entrare nei centri di potere, laddove vengon prese le decisioni e sopratutto dove vengono affidati gli appalti. Per poter far questo la mafia deve , per forza di cose,  cercare in ogni maniera di "interloquire" con chi comanda e decide , e sopratutto con chi governa. Questo viene fatto in Sicilia ed a Palermo, come a Bologna , a Torino o Milano. Scandalizzarsi di questo, o di chi lo afferma,  è ridicolo.  Anzi, è molto meglio riuscire a farlo a Torino, Bologna e Milano proprio perchè qui si trovano le maggiori ricchezze del paese, le risorse più cospicue. Ecco perchè le affermazioni di Saviano sembrano ovvietà che non offendono nessuno. Il non dirle sarebbe stato però fare la politica dello struzzo, che nasconde semplicemente la testa nella sabbia per non vedere.

Ora Maroni chiede di poter controbattere a Saviano. Ma a chi ed a che cosa ? E sopratutto se tutti dovessere ribattere a tutti o reclamarne il diritto, sarebbe una babele e non un fatto democratico. Maroni ha già ribattuto e lo farà in altri spazi a lui riservati. Il Ministro ha in fondo già detto la sua e mai nessuno ha affermato, nemmeno Saviano, che la Lega è collusa con la mafia. Saviano ha semplicemente chiesto di non illudersi, di non sottovalutare il fenomeno, di non sentirsi esclusi o immuni, perchè così davvero si  rischierebbe di fare il gioco della mafia. Nella lotta alle infiltrazioni ed al fenomeno mafioso i partiti possono veramente giocare un ruolo importante, escludendo dalle loro liste quanti sono in tal senso personaggi troppo "chiaccherati".  E non pare sia sempre stato così  per tutti, quando persino un uomo di destra come Pisanu,  ha affermato che alcune liste di partito , nelle ultime elezioni erano davvero "indegne".  Ma per far questo, per non creare sospetti, per non dare adito ad illazioni, si deve sempre essere coerenti e conseguenti, e non si deve in alcun modo dare copertura o appoggi, diretti o indiretti, a personaggi in odore di mafia, anche se occupano posti importanti, anche se fossero ministri o sottosegretari di Governo. Il caso Cosentino ne è un esempio e non certo incoraggiante.

mercoledì 17 novembre 2010

Che dio , la sorte o la fortuna, ci salvino almeno da Marina Berlusconi.

martedì 16 novembre 2010

"Vieni via con noi" , dove Bersani e Fini fanno sognare un'Italia diversa.

Ieri sera Bersani e Fini , ospiti  di Fabio e Saviano a "vieni via con me" hanno elencato in 3 minuti quelli che sono i valori delle rispettive parti politiche. Per una volta destra e sinistra hanno parlato assieme di valori , e lo hanno fatto senza insulti reciproci e senza violente contrapposizioni. Molti di questi valori fanno parte della cultura, della mentalità e degli ideali di tanti italiani, indipendentemente dal loro schieramento o delle loro convinzioni politiche. Fini è apparso deciso e determinato, ed è riuscito ad infondere sicurezza. Bersani , forse un po' più sommesso , è però riuscito, smentendo una battuta che lo riguardava, a dire molte cose di sinistra ed a parlare, con convinzione, al cuore ed alla mente dei suo popolo.  Ascoltarli è stato, non solo piacevole ma anche utile ed importante. Assieme sono riusciti a farci immaginare e sognare un'Italia diversa. Proprio per questo mi sembra importante , a nostra ed a loro memoria, riproprre i rispettivi interventi :

Bersani : "La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno e il 25 aprile si fa festa". Inoltre "nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po' bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia. Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio. Ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l'istruzione, la sicurezza. Il lavoro non è tutto, ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l'ha. Il lavoro è la dignità di una persona. Sempre. E soprattutto quando hai trent'anni e hai paura di passare la vita in panchina. Ma chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto. E allora un'ora di lavoro precario non può costare meno di un'ora di lavoro stabile".

"Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui. E se 100 euro di un operaio, di un pensionato o di un artigiano pagano di più dei 100 euro di uno speculatore, vuole dire che il mondo è capovolto. Davanti a un problema serio di salute non ci può essere né povero né ricco, né calabrese né lombardo né marocchino. L'insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l'eroe dei nostri tempi. Indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli". E ancora: "La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese. Calpestarne la vita è l'umiliazione di un Paese".

"Dobbiamo lasciare il pianeta meglio di come l'abbiamo trovato perché non abbiamo il diritto di distruggere quello che non è nostro. E l'energia va risparmiata e rinnovata sgombrando la testa da fanta-piani nucleari. Il bambino figlio di immigrati che è nato oggi non è né immigrato né italiano. Dobbiamo dirgli chi è. Lui è un italiano. Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento. Perché un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco. C'è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno. Questo modo irrinunciabile si chiama laicità. Per guidare un'automobile, che è un fatto pubblico, ci vuole la patente, che è un fatto privato. Per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone perbene, che è un fatto privato".

"Infine chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odio e violenza, e deve combattere contro la pena di morte, la tortura e ogni altra sopraffazione fisica o morale. Alla fine, essere progressisti significa combattere l'aggressività che ci abita dentro; quella del più forte sul più debole, dell'uomo sulla donna, di chi ha potere su chi non ne ha. E' prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce".

 

Fini : "Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l'Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono generosi innanzi tutto i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di nostri connazionali che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli".

La destra ritiene "solidali e quindi meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri. Ma oggi nel 2010, per crescere insieme unito, il nostro popolo non può confidare solo sulla sua proverbiale e generosa laboriosità, gli italiani hanno bisogno di istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste. Per questo destra vuol dire senso dello Stato e dell'etica pubblica, cultura dei doveri. Per la destra lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele, per la destra solo lo Stato deve garantire che legge è uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il malcostume, deve valorizzare l'esempio degli italiani migliori. Per questo bisognerebbe insegnare fin dalla scuola che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero eroi e che sarà grazie al loro sacrificio che un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più libera, più bella, più responsabile, attenta al bene comune, più consapevole della necessità di garantire che chi sbaglia paga e chi fa il suo dovere viene premiato".

"La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni, senza autorità della legge, senza democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia a discapito dell'uguaglianza dei cittadini. Per la destra l'uguaglianza tra i cittadini va garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, a uomini e donne, ai figli degli imprenditori, degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza delle opportunità la destra vuol costruire una società in cui merito e capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente. La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, in cui chi merita ottiene maggiori riconoscimenti".

"La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni, senza autorità della legge, senza democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c'è libertà ma anarchia, prevalenza dell'arroganza e furbizia a discapito dell'uguaglianza dei cittadini. Per la destra l'uguaglianza tra i cittadini va garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, a uomini e donne, ai figli degli imprenditori, degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza delle opportunità la destra vuol costruire una società in cui merito e capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente. La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, in cui chi merita ottiene maggiori riconoscimenti".

giovedì 11 novembre 2010

Bossi incontra Fini, entrambi vogliono un nuovo Governo senza Berlusconi.

Oggi  anche Bossi proverà a gettare un po' di acqua sul fuoco delle polemiche interne alla maggioranza di Governo.  L'incontro è già stato prefissato, anche se è difficile immaginarne i risultati. Già  vedere Bossi in veste di mediatore è di per sè inusuale. Tra l'altro i segnali che accompagnano l'incontro non sono per nulla di buon auspicio, anche perchè l'offerta di per sè ha già creato più di un sospetto. Non è un caso se Berlusconi , informato della iniziativa di Bossi, ha subito precisato di non aver conferito al capo della Lega  "alcun mandato specifico". Fino ad ora Bossi è stato un alleato fedele del Cavaliere , ma di acqua ne è passata sotto i ponti oramai da che la crisi ha avuto inizio, e tra l'altro tanta ne è caduta anche in Veneto. Gli scandali del Premier non aiutano la Lega, ed i mugugni sono in notevole aumento tra il popolo leghista. Le contestazioni degli ultimi giorni , anche se negate dal Cavaliere, sono una realtà difficilmente cancellabile, e bossi è conosciuto per essere dotato di  un buon fiuto politico e di capire dove tiri il vento.  Una cosa sembra certa già in partenza e cioè, se Bossi ha chiesto questo incontro è perchè le elezioni anticipate non rientrano più tra i suoi immediati obiettivi.  Ma allora cosa potrà davvero concedere di così interessante per convincere Fini a rientrare in una maggioranza da cui non vede l'ora di uscire  ?  Per prima cosa  le dimissioni del Governo ed un Berlusconi bis allargato all'Udc, con una nuova compagine, con un nuovo programma che faccia salvo il federalismo, ma sopratutto dovrà concedere , su un piatto d'argento, l'accordo per la revisione della legge elettorale. Fini e l'Udc potranno accettare ? E possibile, ma non scontato anche perchè Bossi non è tanto sciocco da non aver capito che il cavaliere è oramai al capolinea, comunque vadano le cose e che un Berlusconi bis non avrebbe vita facile e neppure tanto lunga. Ma allora che senso ha l'incontro ? Semplice Bossi non vuole presentare proposte, almeno non vuole presentare proposte accettabili, e sarebbe deluso se le sue lo fossero. Bossi semplicemente vuole sentirsi dire che non è possibile alcun Berlusconi bis. Che ci potrà essere un tentativo, ma che Berlusconi dovrebbe passare in una cruna d'ago per averne qualche possibiltà . Chi mai potrebbe desiderare od auspicare ora un Governo che avesse Berlusconi come Premier ? Un uomo che si trova sotto scacco continuo della magistratura, inseguito dai processi, che già di suo una la fa e l'altra la inventa, e che tra l'altro ora non potrà più in alcun modo contare su leggi d personam che lo possano salvare e mettere al riparo dalla legge.  Piaccia o no  la riunione odierna potrà avere come unico tangibile risultato di far rotolare la testa del Cavaliere, solo che Bossi non vuole , o non può , tirare il primo fendente. Si vedrà dai sorrisi e dalle strette di mano se dovremo preparaci ad un nuovo Governo dopo aver fatto fallire, ancor prima di nascere un Berlusconi bis. Tremonti e Pisanu stanno scaldando i muscoli ed in dirittura di partenza oggi sono stati affiancati  proprio da Letta, l'uomo di fiducia di Berlusconi.

mercoledì 10 novembre 2010

Califano e le diverse miserie italiane.

Renata Polverini promette sostegno a Califano, "ha fatto la storia" dice. Califano , per ringraziarla , vuole dedicarle una canzone  visto che è "una gnocca". La storia in fondo è fatta anche di queste piccole idiozie. E' in ogni caso sentimentalmente coinvolgente e bella  l'immagine giornalistica che vuole sia una donna a salvare chi per le donne dicono si sia rovinato. Chissà che tra qualche decennio non si sia costretti a concedere un qualche aiuto statale anche a Berlusconi.  Califano dopo una vita vissuta sopra le righe, dopo aver sperperato una fortuna, in vizi, donne e lusso, ha chiesto alla fine di poter accedere ai benefici della legge Bacchelli perchè in grande difficoltà economica. E' stato subito un coro entusiastico di sì, una mobilitazione generale, dalla Polverini a Bondi, tutti si sono attivati promettendo soldi e aiuti, non loro, ma dello stato. Se Bondi si fosse attivato tanto celermente per altre cause forse potremmo ancora godere della casa dei Gladiatori a Pompei. Ma questa è "storia vecchia", che non interessa nessuno, e poi l'hanno fatta , aggiungo io per fortuna, altri. Sulle difficoltà vere, presunte od immaginarie della gente non si discute mai, per principio e non discuterò certo dei problemi di Califano. Califano giustamente sbandiera i suoi problemi , e fa bene se trova tanto credito. Ma non si può dimenticare che, come riportano tutti i giornali, Califano percepisce già 1.600 euro al mese. Non saranno tanti, ma in Italia molti lavoratori vivono e crescono una intera famiglia, a volte con meno. Non ci si può dimenticare che in Italia , milioni di pensionati , dopo aver sgobbato una vita e cercato di risparmiare fino all'ultimo centesimo si ritrovano , nonostante tutto,  in miseria ed a dover vivere con 400 euro al mese circa. Va bene quindi la solidarietà a Califano, ma purchè la stessa solidarietà venga concessa a tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni.  Non è infatti immaginabile che anche nella solidarietà si creino privilegi, per chi è famoso, per chi ha amici potenti, per chi fa notizia. E se potesse bastare dedicare una canzone qualsiasi ad una qualche gnocca per aver più credito, l'Italia si riempirebbe di ritornelli e di cantanti.  Non è certamente cattiveria o  crudeltà quella che fa dire a molti italiani che in fondo Califano può vivere di quello che ha, dei suoi 1.600 euro al mese e dell'offerta del centro benessere Messeguè di Melezzole, in Umbria, pronto ad accoglierlo. "Da noi c'è pronta una stanza per lui, ovviamente tutto a titolo gratuito  - ha detto Marc Messguè - perchè non posso pensare di abbandonare un amico. Califano è stato un nostro ex cliente ma soprattutto lo consideriamo un amico e ci mettiamo a sua disposizione. Può stare da noi tutto il tempo che gli serve per superare questa grande solitudine e malinconia".  Califano è già per questo fortunato, non in assoluto, ma relativamente ad una grande moltitudine di italiani, giovani e vecchi. Non è infatti solo, ha un "decoroso" stipendio e neanche può dirsi abbandonato. Ma la solidarietà dello Stato, se c'è, deve esserci per tutti, non solo per lui. Non ci possono anche qui essere privilegi , e neppure privilegiati.

martedì 9 novembre 2010

Piccole polemiche strumentali , moralismi che fanno ridere.

Carlo Giovanardi, il difensore ad oltranza della famiglia, quella "vera", quella tradizionale, il censore e fustigatore dei costumi italiani,  il cattolico fervente e convinto , commenta così il forfait del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dall'inaugurazione della Conferenza nazionale della famiglia a Milano.

"Contro Berlusconi - dice candido Giovanardi - ci sono piccole polemiche strumentali;  leggo dei moralismi che mi fanno ridere. Ci sono pochi leader in Italia che hanno situazioni famigliari ortodosse".

Tutto legittimo al mondo , anche questa difesa ad oltranza del Premier.  Detto questo però, si dovrebbe poi , per logica conseguenza, giustificare tutto nel paese e nelle famiglie, anche le  situazione più scabrose ed imbarazzanti.  Anche le precedenti polemiche di Giovanardi  rischiano a questo punto di essere liquidate come  "piccole e strumentali".  Al pari di  qualsiasi suo precedente o futuro moralismo, che da ora in poi potrebbe essere accolto solo da un'enorme, canzonatoria e fragorosissima risata. 

lunedì 8 novembre 2010

Teatrino finito dice Fini, si spengono le luci ed il Premier si incammini verso il colle.

Hanno chiesto con tale insistenza un governo per portare a termine la legislatura  che alla fine i Finiani li hanno accontentati . Peccato che non sia lo stesso governo che il Pdl invocava a gran voce o immaginava in cuor suo. Fini questa volta ha parlato chiaro, sciogliendo qualsiasi dubbio. Un governo è possibile, ma Berlusconi prima deve salire al colle e rassegnare le sue dimissioni; accettare un nuovo incarico e provare davvero a governare il paese , seriamente questa volta, oppure passare la palla ed il gioco in altre mani, più esperte e forse anche più adeguate. Quello che Fini chiede a Berlusconi non è poca cosa, è il riconoscimento esplicito della incacapacità a governare del suo Governo, è il riconoscimento che questo governo ha fallito miseramente e che a questo punto ne serve un altro, con un nuovo programma,  allargando anche la maggioranza all'Udc. Quando cadrà questo Governo per permettere la nascita del nuovo, ancora non è dato sapere. Di certo è solo questione di giorni o di settimane.  Dopo il discorso di Fini , il famoso cerino è nuovamente finito nelle mani del Premier, che però questa volta rischia davvero di scottarsi. I finiani  infatti  oltre ad avere già in mano una intesa con Casini possono contare su quell'ampio accordo, tra forze politiche diverse , tra cui il Pd, per un governo tecnico che si prefigga la modifica dell'attuale vergognosa legge elettorale.  Ora davvero il dado è tratto , l'esercito Finiano ha abbondantemente superato il Rubicone , il teatrino della politica, tanto evocato da Berlusconi non ha più marionette da mettere sulla scena, solo un Premier che dovrà rassegnarsi a scendere da quel palco, a spegnere le luci prima di uscire. E mentre una maggioranza  si prepara a dissolversi ,  un'altra, sta con ogni probabilità, muovendo i primi stentati passi. Chi pensava ad un Fini arrendevole questa volta si dovrà ricredere. Molti dicono che sia furente il Berlusconi "sconfitto", mentre chiede a gran voce , come un'ennesima ed inutile minaccia, che la crisi avvenga in Parlamento. Di certo dovranno accontentarlo  e non solo perchè per lui e per i suoi luogotenenti è l'ultimo tentativo per  tirare a campare, ma perchè non esistono altre strade che possano convincere il Capo dello Stato. Sinistri scricchiolii scuotono il Palazzo , metre qualche prezzolato mercenario già si appresta ad abbandonare il castello sotto assedio o  la nave che affonda.  Per Bondi già doveva essere un presagio il crollo dellla casa dei gladiatori a Pompei , anche se nei palazzi della politica alloggiano più servi, che veri gladiatori. Pochi giorni basteranno per  capire se, dopo la crisi avremo un nuovo governo o le elezioni anticipate. In molti  si apprestano a festeggiare, brindando a champagne , anche in anticipo sui tempi. Smorza  però la gioia ed il sorriso l'amara considerazione di Giannini , sulla Repubblica di oggi, "c'è  poco da festeggiare - dice- : il "conto" di questi rovinosi due anni e mezzo, purtroppo, li ha pagati e li pagherà l'Italia.

venerdì 5 novembre 2010

Il Premier ci prova a renderci allegri.

Sarà diventato oramai un pallino fisso, sarà il tormentone che ci perseguiterà per tutto l'inverno senza che ancora non lo sappiamo, fatto sta che anche oggi sono costretto a ricordarmi di alcuni fatti.  Ho appena sentito, in diretta su Sky, la conferenza stampa del Ministro dell'Interno e del Presidente del Consiglio.  Maroni ha illustrato il nuovo pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri. Sono previste  nuove misure per la lotta alla criminalità organizzata, la possibilità di espellere cittadini comunitari, il ripristino dell'arresto in flagranza differita per i tifosi violenti, il potenziamento dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia, la liberalizzazione delle connessioni internet.  Tutto bene o quasi, si sarà tentati di dire, tutte cose serie quantomeno, su cui si può essere più o meno d'accordo, ma serie. Sembravano tutte perle bianchissime , infilate apposta in una nuova collana da mettere al collo del Premier. Ma tutto a un tratto ecco la famosa perla nera, quella che stona tra le tante, che rischia di far cadere tutti sulla classica buccia di banana. Una stonatura vera e propria, una voce in falsetto, una bella stecca, direbbero gli appassionati. La conferenza stampa di colpo rischia di tramutarsi nel più spettacolare cabaret, con evidenti sott'intesi. Neanche Totò è mai riuscito in così poco tempo a passare dal serio al faceto o al ridicolo. Che è accaduto ?  Forse il Premier voleva renderci allegri dopo i brutti momenti.  Fato sta che a un certo punto  è stato inquadrato proprio nel momento in cui annunciava , con malcelato orgoglio, che nel pacchetto sono contenute anche misure di sicurezza urbana tra cui  una stretta contro la prostituzione. Naturalmente , e me ne scordavo, su strada. Non ho più resistito, sono scoppiato a ridere , ed ho cambiato canale.

giovedì 4 novembre 2010

Come il suo amico Gheddafi per guardie del corpo solo Amazzoni.

mercoledì 3 novembre 2010

Unica scelta l'eutanasia, prima che questo paese muoia.

Non è ancora finita la vicenda di Ruby che già i giornali riportano le prime confessioni di Nadia. Chi è Nadia , molti si chiederanno. Tranquilli non è una nuova Ministra , almeno per ora, è semplicemente un'altra escort, o meglio, un'altra prostituta di alto bordo che dice di "avere avuto incontri con il Presdiente Berlusconi tramite Lele Mora. Nadia dice ai magistrati di  Palermo  di essere stata tre volte ospite, assieme ad altri, da Berlusconi  , ma  di avere avuto rapporti sessuali solo in due occasioni. Per questi ricevette 10.000 euro eda lcuni regali.  Di certo non è finita qui ed a breve ci dobbiamo aspettare altre dichiarazioni, di questa, come di altre prostitute, perchè qui non si tratta più di commercio del sesso o della prostituzione, oramai siamo a livelli industriali. Scorrendo la stampa estera, il paese sembra un enorme sexy shoap in cui crescono sia l'export che l'import . Mentre si consolidano gli scambi con la Libia e la Russia e ci si allarga verso il mondo egiziano di Mubarak.  In tutto questo baillame di vere e proprie "puttanate",  il Governo ed il Parlamento sono bloccati, l'intero consiglio dei ministri sembra precettato per difendere in tv, con scarsa dignità, un Presidente del Consiglio sempre più indifendibile.  L'Italia nel frattempo, forse un po' smarrita, si interroga, dibatte e si divide, non sui problemi del lavoro o su come uscire dalla crisi, ma sulle ultime, presunte o vere , prestazioni sessuali del Cavaliere. Come se da queste dipendessero le sorti dell'intero stivale. Il girone dantesco, a cui ci hanno condannati tutti, è molto più simile ad un grande bordello che al bel Paese di qualche anno fa. Ironia della sorte, o maggiore disgrazia, pare che ora il Premier non sia più solo e , coinvolti a vario titolo  nella nuova bufera ci siano personaggi politici a lui vicini, addirittura qualche ministro che naturalmente smentisce. Negare, negare sempre ed in ogni occasione , farlo anche di fronte all'evidenza. In fondo è stato il motto costante  del Premier , un suo profondo insegnamento. Berlusconi naturalmante, ed a sua volta, nega tutto, mentre si affida al suo buon cuore ed all'ingenuità degli italiani. Preferisce parlare  di stili di vita, quando invece si dovrebbe parlare unicamente di ragazze di vita. Lo stile oramai si è perso, e si fatica a coglierne nei fatti e negli atteggiamenti. "Che fare..." dicono i saggi, gli onesti rimasti, i più coraggiosi, gli idealisti che ancora credono e sperano. Aspettare o rompere gli indugi, affidarsi al Parlamento, sperare nella magistratura  e nel Capo dello Stato, confidare nelle piazze ?  Non ci sono soluzioni certe, di certo la malattia è vera, grande e profonda, e come un enorme cancro divora e distrugge dall'interno il paese. Incerta però appare la cura. Anche se, a ben guardare, sembrerebbe giunto il momento di abbandonare ogni principio morale in questo caso , e affidarsi ciecamente all'eutanasia, staccare quella spina , lasciare morire quel cancro assieme al suo corpo, e ritornare dagli elettori al più presto, prima che il paese muoia. 

martedì 2 novembre 2010

C'era un governo....e tre giorni forse basteranno per "spazzarlo" via.

Questa mattina , non su un giornale di sinistra , ma addirittura su Libero , a testimonianza di quanto la misura sia oramai colma ,a firma di Filippo Facci , si poteva leggere :

"So di parlare a titolo personale, ma dire che sono stufo non rende neppure l'idea. Non si può campare pensando sempre che gli altri sono peggio, che i giudici sono comunisti e che Fini è un traditore: anche se ci fosse del vero in tutto quanto. Non si può passar la vita a difendere il privato di Berlusconi se poi Berlusconi non fa niente per difendere dal suo privato noi, cittadini o giornalisti che perdiamo intere stagioni a discutere delle sue mutande: e questo solo perché lui ha sottovalutato dei rischi o perché deve affermare qualche principio. Berlusconi sarà anche un genio, ma i suoi casini impediscono di dimostrarlo e fanno perdere un sacco di tempo al Paese: e parlo di casini autoprocurati, non di complotti dei poteri forti. Se di notte il Premier non telefona a Obama ma a Nicole Minetti, e se la liberazione di una cubista marocchina è divenuta la missione più rilevante della nostra politica estera, la colpa non è mia. Se il Lodo Alfano serve a guadagnare tempo e a non farlo perdere al Paese, e però per farlo ci vogliono tre anni, la colpa non è mia. Se dietro Berlusconi non c'è un partito ma c'è solo lui, oltre a una serie di soldatini imbarazzanti, la colpa forse è addirittura sua. Non ho capito se alle famiglie italiane arriverà davvero un opuscolo su quanto realizzato dal governo negli ultimi due anni, ma credo che i prossimi due anni alle famiglie italiane interessino addirittura di più. Ci facciano, anzi, ci faccia sapere. "

E il Premier faccia sapere anche a quanti, certamente non di destra, da anni e non da giorni, si vergognano di essere così malamente rappresentati , e ripetono fino all'ossessione che così non si può continuare e che non se ne può più. E finalmente non siamo più i soli.

Ora solo una breve considerazione. Certamente non si tratta di avere la sfera di cristallo nella quale  leggere le sorti del Premier e della legislatura per capire quanto accadrà  a breve. Certamente è facile immaginare che i magistrati di Milano, al termine degli accertamenti e delle deposizioni, accuseranno Berlusconi per la sua telefonata in questura. Scelga lui il reato visto che se ne potrebbe facilmente immaginare più d'uno. A quel punto Fini , forse non solo ma sostenuto da un ampio schieramento, chiederà al premier , ancora una volta, di fare un passo indietro. Quanto tempo servirà a Berlusconi per capire che è giunto il momento di salire al Colle e formalizzare le sue dimissioni ? Basteranno anche qui i fatidici tre giorni,  concessi ad esempio alla spazzatura di Napoli , o ne serviranno di più, visto le scadenze ed i congressi dei Finiani ? Ma detto questo, nel Pdl , credo  non possano più sussistere altre considerazioni se non quella generale e cioè che, quanto prima si riesce a liberarsi di un Premier oramai allo sbando ed incontrollabile meglio è per tutti, o si dovranno mettere in programma durissimi scontri e rischiose  avventure. I sondaggi odierni non danno molte speranze , anzi parlano chiaro, l'80% degli italiani non ne può più.

venerdì 29 ottobre 2010

Governo : Staccare la spina presto prima che il buon cuore rovini il paese.

Ora non si parla nemmeno più di smentire la telefonata proveniente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Quella sembra del tutto acquisita, vista la conferma  dell'ex Questore Indolfi , ora Prefetto ed Ispettore generale di amministrazione del Consiglio dei Ministri.  Era  la sera del 27 maggio scorso, - dice Indolfi - , da poco passata la mezzanotte, quando al suo capo di gabinetto Pietro Ostuni arrivò una telefonata davvero singolare, nonché «pesante» dalla presidenza del Consiglio dei Ministri che raccomandava vivamente di rilasciare la «nipote di Mubarak», ovvero la diciassettenne Rachida R., fermata poco prima da una pattuglia in seguito a una denuncia per furto aggravato di 3000 euro". Ora a quanto sembra anche il Cavaliere è costretto ad ammettere quello che in fondo non può  più non ammettere. Eccolo allora , come ultima difesa, appellarsi al buon cuore degli italiani e naturalmente al suo, visto che potrebbe essere la scusante di tanta "leggerezza". In fondo non tutti se la sentono di condannare i "buoni sentimenti"  in un paese che ne trabocca.  Peccato che il  buon cuore  del Premier  sia, a senso unico, sempre diretto nei confronti di  ragazze. Non si conoscono  atti di cuore  nei confronti  degli extracomunitari  che languono nei centri di accoglienza del nostro paese o muoiono nel deserto libico  in base ad un accordo stretto con il colonnello Gheddafi. Così come non si conoscono atti di buon cuore  rivolti  ai poveri italiani , costretti a volte a rubarsi una "pagnotta"  per  sbarcare il lunario.  Peccato anche che poi i soliti maliziosi, che non si femano di fronte a nulla , in tutta la vicenda  oltre a parlare ancora una volta ed apertamente di  ingerenze inammissibili,  ravvisino anche nei fatti  un qualche evidente reato ., quale ad esempio l'abuso di ufficio.  Chissa poi che dirà in cuor suo il Presidiene Egiziano Mubarak ,chiamato direttamente in causa. Ancora si starà  chiedendo se sia il caso  di  convocare il nostro Ambasciatore per chiedere  almeno in base a quale strana associazione di idee, una escort  minorenne , nonchè presunta ladra, possa essere stata spacciata per sua parente. C'è di che creare un incidente diplomatico se non fosse che Mubarak , forse con più intelligenza, lascierà correre, pensando come  oramai il nostro paese sia  molto più simile ad un sultanato orientale che ad uno stato europeo. L'opposizione, naturalmente e giustamente, insorge. Fossero accaduti fatti analoghi in qualsiasi altro paese al mondo si  chiederebbero le dimissioni del Premier a gran voce e non solo da parte dell'opposizione. Questa volta però si è passato ogni limite e si dice che anche in casa Pdl i mugugni siano in forte aumento. Di una  nuova "mignottopoli" pare nessuno ne abbia bisogno, ed in fondo tutti ne avrebbero fatto volentieri a meno  proprio nel bel mezzo della discussione sul Lodo Alfano e delle controversie con Fini , con ca minaccia dcostante di nuove e continue defezioni dietro l'angolo, ed un partito oramai allo stremo oltre che allo sbando.   Che si decida di mollare il Premier al suo destino organizzando una congiura di Palazzo e salvando così almeno  il partito prima del crollo totale ? Forse. Ma i più esperti confidano in Fini o meglio sperano che questi assuma l'iniziativa.  E' una speranza reciproca a questo punto, comunque necessaria per togliersi il bubbone, per giungere a quel governo di transizione oramai sempre più ecessario. Ma per far questo occorre che qualcuno stacchi la spina , prima che sia troppo tardi, ed il gesto ultimo , non ci si scappa, spetta comunque ai Finiani.

giovedì 28 ottobre 2010

Ed ora la sera, invece di tv e di monnezza, tutti via con il "Bunga Bunga".

Se Ruby , la minorenne coinvolta dalla stampa nei presunti festini ad Arcore si dice dispiaciuta per quanto sta accadendo, se Emilio Fede, interpellato su presunti fatti di prostituzione, ha dichiarato di "non sapere di che cosa si tratti nè che cosa sia, se Berlusconi , ancora una volta chiamato in causa, liquida la vicenda come "spazzatura mediatica", agli italiani , stanchi di televisione e di "monnezza", non resta che dedicarsi , nelle loro fredde serate invernali al nuovo gioco che sembra impazzare negli ambienti chic, il  "Bunga Bunga".

Nuovo scandalo coinvolge anche una minorenne. Che paese... che gente....

Questa mattina la lettura dei giornali riserva una qualche sopresa in più.
L'argomento del giorno non è il solito Lodo Alfano voluto dal premier a giorni alterni, a secondo degli interlocutori di fronte a cui si trova o delle sedi in cui è costretto a parlare.
Oggi gli argomenti sono  senza dubbio più vivaci, più piccanti e certamente più stimolanti.
Lo scandalo questa volta , se scandalo sarà, è tutto tipicamente italiano
Si tratta infatti di una chiara , se pur torbida, storia di festini e sesso.
La colpa dello scandalo naturalmente è da addebitarsi, come al solito, alla stampa italiana.
O meglio solo a certa stampa.
Provate a prendere, per curiosità, un qualsiasi quotidiano francese, inglese o americano.
Lì si parla di guerra in Afghanistan, di Iraq, di come superare la crisi economica, di scioperi , di ristrutturazioni , di programmi , attuali e futuri.
Cose talmente concrete, da sembrare per noi scontate ed evidenti , cose di tutti i giorni che la gente vive sulla sua pelle e che proprio per questo sembrano perdere interesse per noi italiani.
Noi Italiani , ci ha già spiegato il nostro Premier, abbiamo già superato in pieno la crisi.
Lo abbiamo fatto meglio degli altri.
In fondo è bastato poco , è bastato lasciar lavorare per un certo periodo questo governo del fare , per poter dare un lavoro ed una speranza ai nostri giovani, per dare soldI alla ricerca, alla scuola, al sociale, persino agli anziani che mai avevavno avuto un conto corrente si sono elargite "carte di credito" per fare acquisti. Basta credere nelle cose per vederle avverare , serve fiducia ci si dice di continuo.
Ora attendiamo, sempre fiduciosi dopo i brillanti risutati già raggiunti , quella riforma fiscale sempre promessa e che ancora manca, anche se i soliti maligni parlano di un attesa che sarà secolare.
Il federalismo al contrario, anche se ancora  non ce ne siamo accorti , è già in atto.
Oddio, mancano ancora due o tre questioncine da risolvere, quanto costerà e chi lo pagherà ad esempio, ma poi saremo certamente a cavallo.
Ecco spiegato il motivo per cui il nostro Parlamento viene poco utilizzato per approvare leggi, semplicemente perchè non ha più nulla da fare.
Il governo ed il Premier gli hanno rubato letteralmente il lavoro.
Ora, come insegna anche il Padreterno, avendo risolto ogni cosa, giunti al settimo giorno, tutti giustamente si riposano mentre ammirano la loro creazione, forse pensando a ritocchi qua e là.
Purtroppo , come si sa,  il maggior tempo libero e l'inazione , portano a discussioni spesso inutili, ad attriti continui, a contrapposizioni e divisioni, a volte anche violente. 
Ma sopratutto a  tentazioni a non finire, visto che l'ozio, si sa , è il padre di tutti i  vizi.
Ecco perchè i nostri politici cadono , come mosche sulla carta moschicida, nelle trappole continue costruite ad arte non solo dai giudici, ma dalla stampa ( un po' meno per evidenti motivi dalle televisioni) e anche, diciamolo, di satana stesso, che esiste ed è attivo , come ha riconosciuto anche il Pontefice, e che si definisce anche tentatore.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra si dice.
A leggere i giornali i nostri politici peccano spesso, qualcuno a volte ruba, altri si danno , per gli italiani meno colpevolmente, al sesso, lecito o illecito, altri alla droga.
Uno spaccato delle società, dice qualcuno, se lo spaccato non fosse a volte squallido ed altre addirittura ripugnante, e se non fosse in netta contraddizione con i principi proclamati e per cui questi politici sono stati eletti.
A volte sono talmente grandi le distanze tra l'immagine pubblica e gli obblighi del ruolo che ricoprono ed i fatti raccontati che si fatica a credere possano cadere così in basso, o che un paese intero sia così ingenuo e condizionabile.
Se un ipotetico abitante del futuro dovesse rileggersi, tra 50 o 100 anni, la migliore stampa italiana , potrebbe  ricevere l'impressione che qualche nostro governante abbia passato la più parte del suo tempo tra festini , letti ed alcove piuttosto che nella Camera dei Deputati o al governo del paese.
Certo la meraviglia sarebbe grande se , oltre a questo,  il nostro ipotetico discendente dovesse scoprire che questi personaggi , coinvolti in tanti scandali, tolto rare occasioni , hanno continuato imperterriti nei loro incarichi senza mai pensare a dimissioni, senza mai essere perseguiti nè allontanati.
Rimarrebbe il sospetto più che legittimo, che la stampa non sia veritiera, che i giudici siano persecutori , e che gli imputati siano solo delle vittime.
Oppure che per cambiare il paese ci sarebbe bisogno di una vera e propria rivoluzione.
Leggiamo ad esempio gli odierni quotidiani, non solo Repubblica o il Fatto Qutidiano, ma anche il Corriere e la Stampa.
Tutti indistinatamente parlano di una minorenne di origine marocchina coinvolta in festini a base di sesso.
Il Corriere della Sera parla di  " favoreggiamento della prostituzione nell'entourage del presidente del Consiglio" l'ipotesi di reato per la quale sono indagati a Milano l'impresario televisivo Dario «Lele» Mora e il giornalista che guida uno dei telegiornali del gruppo Mediaset, il direttore storico del Tg4 Emilio Fede.
L'accusa è gravissima , come ben sanno i legali del Premier che si sono affrettati a smentire un coinvolgimento di Berlusconi.
Ancora molto si dice vada indagato se si lascieranno lavorare gli inquirenti senza cercare di ostacolarli, ma alcune stranezze sono evidenti.
La prima è che , come riporta sempre il Corriere, "5 mesi fa la minorenne in questione, sia stata ospitata da Nicole Minetti, l'ex igienista dentale di Berlusconi e ballerina di Colorado Cafè, in marzo paracadutata dal premier nel «listino bloccato» formigoniano che l'ha fatta eleggere nel Consiglio della Regione Lombardia.
 La seconda è che a metà giugno, nella richiesta avanzata dalla figlia di Lele Mora e respinta poi dal Tribunale dei Minori per farsi affidare la ragazza, la minorenne sia stata tutelata da un avvocato (Luca Giuliante) che, oltre a difendere Mora nel procedimento milanese in cui è indagato per bancarotta, è certamente non ostile al partito presieduto da Berlusconi, essendo membro della segreteria regionale del Pdl, tesoriere del partito milanese, ex consigliere provinciale di Forza Italia, e uno dei legali autori del ricorso della lista Formigoni contro l'iniziale esclusione dalle elezioni regionali".
I casi sono troppo sospetti per poter essere liquidati come casuali.
Certo è che che si fatica a credere, a pensare, a sospettare che davvero sia vero quanto riportato , a volte con evidenti allusioni, dalla stampa:
Ma si fatica anche a credere che tanti non possano sentirne vergogna, e altri rabbia e sconforto.
A volte si è portati a credere ad invenzioni , a malelingue astiose , se in fondo a quegli articoli non si trovassero le fime più prestigiose ed onorate della stampa italiana ed estera.
Allora per non voler credere si è costretti a chiedere conforto e rassicuarazioni agli altri, agli amici, ai lettori, ai conoscenti, a confrontare le proprie idee con le loro. E la domanda vien spontanea, sale dal profondo ed è evidente.
Ma davvero secondo voi può essere possibile che un paese intero possa accettare , se vero, anche questo nuovo scandalo senza colpo ferire e senza conseguenze politiche ?
Ma davvero è possibile secondo voi che un Presidente del Consiglio come Berlusconi possa interessarsi ad una minorenne per scopi meno che leciti ?
Io non ho risposte, aspetto di attenermi ai fatti che verranno accertati.
Per ora comunque vale solo la pena di una constatazione , nell'un caso come nell'altro, che paese...che gente... 

mercoledì 27 ottobre 2010

Pdl: sempre più verso la grande fuga.

I segnali si susseguono, assieme alle voci che si fanno  via via nel tempo sempre più insistenti e preoccupanti per il Premier ed il suo partito.
L'aria che si respira è di attesa, non dei programmi futuri , su cui  più nessuno si fa illusioni, bensi attesa di conoscere e sapere chi sarà il prossimo che abbandona il partito.
Qualcuno ha già preparato le valigie è attende solo il momento proprizio di passare, armi a bagagli , con  Fini; altri ,semplicemente delusi ed amareggiati, sbattono la porta gettando la spugna.
Lascia , secondo notizie di stampa,  il senatore ligure Enrico Musso oltre all'ex ministro Alfredo Biondi  , uno dei fondatori del Pdl , che ha  personalmente comunicato a Berlusconi la decisione irrevocabile  di lasciare la direzione del partito.
Ma la frana continua , ed i coordinatori , impegnati a costruire argini qui e là  , sembrano i più sfiduciati e preoccupati dietro un'apparente fiduciosa maschera ed un sorriso di maniera.
Le difficoltà continue in cui si dibatte il partito accellerano quella che oramai sembra destinata a diventare nel tempo una grande fuga.
Alla Camera, Futuro e libertà è in "dolce" attesa semplicemente perchè il parto non vuole essere prematuro.
Si aspetta infatti solo il momento per  l'ufficializzazione del passaggio di Roberto Rosso (per lui è già pronto pare uno dei tre posti di coordinatore Fli in Piemonte) e di Giancarlo Mazzuca, ex direttore del Carlino.
I due , si dice, che per il momento neghino, ma i bene informati lo danno per certo assieme al solo "probabile"  di Alessio Bonciani.
Ora però,  in aggiunta, ci si aspetta l'apertura di nuove inchieste della magistratura, di cui tra laltro proprio oggi si mormora.
Queste , assieme all'immobilità del governo, schiacciato da tempo immemorabile su quella vicenda sempre più confusa del Lodo Alfano, fanno presagire insofferenze e scricchiolii sempre più acuti , con il rischio che una marea di proteste montante possa diventare un vero tsunami.
Allora  non si tratterà  più solo di "mormorii" o mugugni di protesta di  parti consistenti del partito o di alcuni ministri sempre più scontenti , vuoi per le nuove regole interne , per la supremazia di Tremonti e della Lega nel governo o per la scarsa democrazia.
Le grida si faranno alte ed i silenzi ancora più assordanti, mentre comincerà ad echeggiare il grido, sempre più insistente, di "al voto" al voto ", seguito dal  "si salvi chi può".
Allora davvero non si tratterà solo di decidere la sorte di questa legislatura ma anche quella del partito e non sarà certo facile combattere sui due fronti, quello esterno della campagna elettorale e quello interno.
Allora sì che saranno davvero dolori e l'attuale smottamento rischierà di diventare per qualcuno una vera grande fuga.