Come sia possibile in un paese occidentale insabbiare uno scandalo riportato dagli organi di stampa del mondo intero rimarrebbe un forte mistero se ci si dimenticasse di aggiungere che il paese di cui si parla è l'Italia ed il personaggio coinvolto a vario titolo nello scandalo è Berlusconi.Già, detto questo, tutto risulta più chiaro e comprensibile visto che il nostro Presidente del Consiglio in maniera diretta od indiretta è "coinvolto" nella "nomina dei Direttori di 5 dei 6 maggiori telegiornali italiani" .
Allora, quasi per miracolo, è possibile scegliere una giornata qualsiasi come l'odierna, ed accorgersi così come nessuno dei telegiornali abbia fatto il minimo accenno, non solo allo scandalo ma neanche ai sospetti o alle accuse. Su canale 5, l'ammiraglia di Mediaset, si è preferito ad esempio parlare di frutta e verdura di stagione, fa più notizia ed immediatezza, probabilmente.
Tutto scorre sulle nostre televisioni , come se nulla fosse successo in Italia, al Premier, a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli. Non si parla di fatti accertati, visto che ancora la magistratura deve pronunciarsi , ma solo di sospetti , di accuse, di notizie e di dichiarazioni, che troverebbero comunque spazio nelle televisioni e nei media di ogni paese al mondo, almeno di quelli civili.
Proviamo a vedere come Repubblica riassume i fatti per farcene meglio un'idea:
"Mercoledì 17. Il "Corriere della Sera" pubblica in prima pagina un'intervista a una signora di Bari, Patrizia D'Addario, che racconta di essere stata pagata 2000 euro per partecipare a due feste a Palazzo Grazioli (residenza romana di Silvio Berlusconi), e dichiara di avere le prove di aver passato una notte in compagnia del presidente del Consiglio. E poiché chi l'ha pagata è un imprenditore della sanità, oggetto a Bari di un'inchiesta per presunte tangenti, il magistrato ipotizza un reato preciso: "induzione alla prostituzione". Su Berlusconi, dunque, aleggia il bruciante sospetto di essersi intrattenuto con una donna pagata per fare sesso con lui.
All'ora di pranzo, accendiamo il televisore. Il Tg5 delle 13, riferendo di "presunte irregolarità negli appalti della sanità privata", dà la notizia con queste parole: "Uno degli imprenditori si vantava di essere stato invitato a partecipare con delle ragazze a feste a Palazzo Grazioli". E vabbè, pensa il telespettatore, che male c'è a vantarsene? Dopodiché il cronista riferisce di "indagini per induzione alla prostituzione", ma evita accuratamente di dire chi avrebbe indotto chi, e soprattutto con chi la donna sarebbe stata indotta a prostituirsi. Mezz'ora dopo, il Tg1 entra in argomento con le parole di Berlusconi, che un conduttore compunto scandisce con tono severo: "Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità". E mentre uno si domanda di cosa stia parlando, il conduttore precisa: "Si parla di feste con la partecipazione di alcune ragazze". Tutto qui? Sì, tutto qui".
O meglio si parla molto di "golpe" e di "scosse" e di cospiratori, quasi che le colpe di tutto siano ancora una volta della magistratura che indaga , della sinistra che cospira e della stampa che riporta.
Continua Repubblica:
"Giovedì 18 i magistrati di Bari interrogano cinque ragazze, i giornali inglesi titolano sulle "donne pagate alle feste di Berlusconi", ma il Tg1 delle 20 riesce a confondere ancora di più le idee al suo pubblico, spiegando che si indaga "sul presunto ingaggio di ragazze per avvicinare i potenti". Quali ragazze, e soprattutto quali potenti, non si sa. Il Tg5 della sera, invece, fa finalmente il nome di Patrizia D'Addario, e anche quello dell'imprenditore coinvolto, Gianpaolo Tarantini, spiegando che quest'ultimo potrebbe aver "tentato di ingraziarsi persone influenti". Il telespettatore immagina che queste "persone influenti" siano gli stessi "potenti" evocati dal Tg1, ma non gli viene dato neanche un indizio per capire chi siano".
Se non fosse per l'intervento dei Vescovi che chiedono al Premier di fare chiarezza sui fatti, gli italiani ancora sarebbero costretti a chiedersi chi siano i politici ed i potenti coinvolti nella vicenda.
"Sabato 20 una delle ragazze coinvolte, Barbara Montereale, racconta a "Repubblica" cosa accadeva nelle feste di Palazzo Grazioli "("Tutte lo chiamavano papi"), mentre si apprende che dalle registrazioni consegnate da Patrizia D'Addario ai magistrati si sentirebbe la voce di Berlusconi che dice: "Vai ad aspettarmi nel letto grande". Con questi tasselli il puzzle è quasi completo, e infatti l'indomani i giornali stranieri racconteranno la storia con dovizia di particolari. Per il Tg1 e il Tg5, ma era già scontato per R4 e Italia1 ,invece, il caso è chiuso. Non un titolo, non un servizio, non una parola. Una pietra tombale ha seppellito l'inchiesta di Bari, i sospetti dei magistrati, l'imbarazzo del premier e le domande dell'opposizione".
Come si vede, al di la dei fatti , queste sono le condizioni dell'infomazione in Italia, sono spesso degne di un paese del terzo mondo, di una repubblica delle banane, di uno stato teocratico come l'iran, di una dittatura africana; certamente, tolto alcune eccezioni, sono indegne di un paese civile
Lasciamo quindi perdere , non solo perchè di parte , ma anche perchè indegne, le affermazioni di Bondi quando asserisce che Repubblica ha una grande capacità di divulgare versioni opposte alla realtà o che il quotidiano Repubblica costituisce «l'insidia più grande per la nostra democrazia. Al contrario ringraziamo giornali come Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa o il Sole 24 Ore; i nostri migliori giornali, la nostra migliore informazione, che in tutto questo periodo ha svolto comunque con misura e con obiettività il suo lavoro.
Che cosa dire invece o che cosa pensare sulll'intera vicenda ? Potrei riaffermare quanto scritto proprio qui su questo blog, pochi giorni fa ,o ripetere quanto hanno già chiesto doverosamente i Vescovi e cioè che il Presidente del Consiglio faccia al più presto chiarezza prima che paghi l'intero paese.
Per una volta tanto rimangono poi anche sensati i consigli di un "picconatore" imparziale come Cossiga o quelli di Giuliano Ferrara. Cossiga consiglia al Cavaliere di "portare il Paese a inevitabili nuove elezioni, perché una guerra elettorale è sempre meglio per te, per l'opposizione e per il Paese, di questo , aggiungo continuo, rotolarsi nella melma".Ferrara sogna invece un discorso alle camere del premier. In questo discoso immaginario Berlusconi dovrebbe chiedere scusa agli italiani per gli eccessi e le disinvolture che hanno contribuito a rendere possibile questa incresciosa situazione.
Ogni consiglio , anche quello più interessato sembra migliore e più onesto della infantile e sciocca affermazione , sempre ripetuta in ogni occasione, di essere "vittima di un complotto; anche su questo Cossiga suggerisce a Berlusconi "Lascia stare i complotti e respingi anche l`odio che è un cattivo consigliere anche per chi ne è oggetto, .........tutto è meglio di questo continuo "rotolarsi nella melma"..... anche perchè nessuno è indispensabile a questo mondo Cavaliere.