
La crisi sta arrivando inesorabile e se il Presidente Obama la definisce un vero e proprio disastro, solo il nostro Presidente del Consiglio cerca ancora di minimizzarla.
Giulio Tremonti , con più onestà, assicura che il 2009 sarà orribile, sicuramente peggiore del 2008.
Se in america in poco tempo si sono persi 650 mila posti di lavoro , qui in Italia non si è da meno e oramai si fatica a tenere aggiornate le richieste di cassa integrazione, mentre è in costante aumento il numero dei disoccupati.
E' con pena e grande tristezza che si accolgono nelle aziende e negli uffici i tanti giovani alla ricerca di un impossibile primo impiego. La perdita o la mancanza del lavoro sono per tutti una tragedia , ma che dire quando non è neanche possibile pensare solo a se stessi, a casa ci sono a volte dei figli ed una moglie che aspettano ed è difficile , a volte impossibile spiegare loro quanto accade. Hai la coscienza tranquilla , è vero , di non avere colpe , ma sai che anche loro non ne hanno , forse sono solo nati nei tempi sbagliati.
E neanche è di conforto sapere che la crisi è generalizzata e che in genere non lascia zone d'ombra.
Neanche i ricchi ed i benestanti possono sentirsene immuni e dormire sonni tranquilli, per molti di loro, dietro l'angolo si aggira lo spettro delle rovina, della povertà, quantomeno della caduta in una condizione di vita meno soddisfacente.
Si fa strada in tanti la coscienza che , quando la crisi sarà definitimente alle spalle, nè il mondo nè noi saremo più come prima.
Neanche a pensare poi che finiti i poblemi del lavoro , si possa godere del meritato riposo e della pensione.
Ammesso che si riesca a raggiungere vivi l'età della quiscenza, si potrà godere, si fa per dire, di una pensione da fame.
Anche perchè questa è indirettamente proporzionale all'età pensionabile, mentre l'una si innalza , l'altra si riduce.
Qualcuno, forse più ironico degli altri, affermerà che gli unici felici in questa crisi sono quanti vivono di uno stipendio fisso, del posto sicuro, per intenderci il classico "statale".
E' quantomeno una certezza avere uno stipendio di questi tempi, una macia in più, ma è sempre difficile comunque vivere con 800 , al massimo con poco più di 1.000 euro al mese.
Per molti con famiglia, non è vita , è sussistenza.
Ma anche la crisi si scopre fa qualche piccola differenza , colpisce solo i comuni mortali, qualcuno , se si guarda attentamente ne rimane davvero escluso.
Provate a pensare ad una categoria, o per meglio intenderci ad una casta, che parla e discute con noi della nostra crisi, ma non è toccata, non è coinvolta.
Questi pochi fortunati non rischiano di perdere il posto, non si vedranno ridotto lo stipendio,anzi siatene certi , con la scusa della crisi forse riusciranno anche ad aumentarselo.
Questi privilegiati vivono tranquilli del loro stipendio , con molti privilegi in aggiunta, treni gratis, aerei gratis, cinema gratis, a volte ferie gratis, con auto e scorta nelle migliori località di villeggiatura, magari in qualche soleggiata ed inaccessibile isola, con la speranza di non essere ancora una vota fotografati.
Se non avete ancora capito, sto parlando dei nostri politici, dei nostri parlamentari, di tutta una miriade di consiglieri, regionali, provinciali, comunali.
A questi si aggiungono i bortaborse, gli autisti e i numerosi trombati nelle varie elezioni, prontamente riciclati e mandati, con un buon stipendio e tanto di raccomandazione, ad occupare una delle tante poltrona, in uno dei tanti consigli di amministrazione di una società a controllo pubblico, liberi così di fare ulteriori danni anche li.
Questi non conoscono crisi , non la temono neanche, un pasto assicurato lo hanno sempre , magari alla bouvette di Montecitorio , per la stratosferica cifra di un euro e ottanta, molto meno di quanto paga un metalmeccanico alla mensa aziendale, che però non riesce ad assicurare il servizio con camerieri dai guanti bianchi, compresi nel prezzo.
Ma si sa , in momenti tristi e difficili come gli attuali un qualche sacrificio sembra doveroso farlo , almeno per salvare la faccia e strombazzarlo così a testimonianza di un qualche cambiamento. Ecco quindi che il Quirinale riduce i corazzieri , da 260 passeranno a 223, più delle guardie del corpo del Presidente degli Stati Uniti , le nostre senatrici poi hanno deciso di abolire il loro assegno per il parrucchiere, un bonus mensile di 150 euro.
Ma se qui un qualche risparmio si è fatto , il 22 agosto , una circolare di palazzo Chigi ha deciso bene di riaumentare le spese per i voli aerei dei nostri onorevoli che Romano Prodi aveva deciso incautamente di ridurre.
Detto fatto, per rimuovere una ingiustizia , Berlusconi ha aggiunto un qualche milione di euro alla cifra e tutto è rientrato nella norma.
Naturalmente le scusa sono che i treni arrivano sempre in ritardo , che gli onorevoli ed i ministri hanno sempre fretta, e poi forse si dirà che è stato fatto anche per sostenere la compagnia di bandiera nel momento deltrapasso.
Ma gli onorevoli non devono solo volare, devono spostarsi anche a Roma e se hanno anche incarichi di governo devono passare da una riunione all'altra, da una città all'altra.
Finiscono così per non fare solo la loro fortuna ma anche quella dei tanti autisti della camera che alla barba dei 150 mila autoferrotranvieri che ancora aspettano il rinnovo del contratto e i loro aumenti salariali percepiscono uno stipendio mensile di 10.164 euro, naturalmente dopo 35 anni di lavoro e lordi si intende, che pensavate.
Ma non è che si voglia parlare male dei soli autisti, sono in buona compagnia, dei barbieri, dei tanti elettricisti , dei valletti e di quanti riescono a farsi assumere a "Palazzo".
Ci si meraviglia a volte osservando la storia come accadano a volte fatti apparentemente inspiegabili che cambiano il mondo, avvenimenti che sembrano scoppiare così di colpo , in ambienti e società che sembravano fino a quel momento tranquille.
Tutto ad un tratto, e magari per molti inavvertitamente, la storia si interrompe , sembra precipitare e cambiare di colpo.
Gli "attori" neanche erano riusciti ad immaginare o pensare quello che poi accadrà , ma a volte basta leggerla attentamente la storia e tutto si spiega.
Quando si guarda per esempio alla storia europea della fine del 700, non si può non pensare alla Francia ed alla Rivoluzione francese.
Tra le cause scatenanti di questa vi fu un'aperta contestazione ai "privilegi del regime" da parte di una moltitudine di diseredati, la necessità di ampie riforme, e una grande crisi finanziaria.
Ora , se si leggono in questi giorni i giornali inglesi si vedrà come si comincino a temere manifestazioni popolari di protesta violente ed improvvise.
Le stesse si temono fortemente in Cina, ove si parla già di milioni di disoccupati.
Ma per rimanere a casa nostra con quanta più attenzione si ripensa alla rivoluzione francese ed ai motivi che l'hanno scatenata, con pari preoccupazione, mi sa che siamo costretti ad osservare l'attuale situazione italiana.
Un paese sopporta spesso sacrifici, quando questi sono equamente distribuiti , quando vi è la convinzione che si è tutti sulla stesa barca e si hanno fondate speranze di raggiungere tutti asieme la riva . Ma se questa speranza vacilla e si vede qualcuno che quando la nave affonda , invece di mettere in salvo le donne ed i bambini cerca sola la propria salvezza, a danno degli altri , ebbene anche gli animi più pazienti vengono meno e reagiscono. E' così in genere che possono scoppiare rivolte sociali , quando vien meno la speranza per sè ed i propri figli e ci si sente in una società ingiusta che persegue non i diritti di tutti , ma solo i privilegi di qualcuno.
Una rivolta sociale in italia, dovuta alla crisi economica attuale ma anche alla crisi "sociale", finirebbe inevitabilmente per spazzare via l'intera classe politica italiana, con rischi per la stessa democrazia.
I nobili francesi e Luigi xvi , nonostante il malcontento dilagante, continuarono imperterriti nella loro vita, godendo "gioiosi" dei loro privilegi , senza mai accrgersi delle fosche nubi che si addensavano all'orizzonte.
In fin dei conti , mi pare, ne più nè meno dei nostri governanti, che occupano tranquilli i loro palazzi.