venerdì 18 dicembre 2009

Vogliono leggi su internet simili a quelle dell'Iran, della Cina e del Sudan.

E ora vogliono presentare un disegno di legge su internet.
Sarà un caso, ma ci pensano proprio nel momento in cui anche Mediaset  sta pensando di passare "sulla rete".
"Dobbiamo fare qualcosa" dicono in coro i membri del Governo .
Non si sa se lo dicono per tranquillizzare Berlusconi oppure per far preoccupare noi. Forse tutte due le cose.
Renato Schifani, inventandosi di colpo una competenza specifica, discetta pensieroso sulla materia, scagliandosi contro Facebook , non si sa se per sentito dire o per vera e propria frequentazione.
Se così fosse lo vorrei tra gli "amici", se non altro per il gusto di mandarlo, bonariamente ed amichevolmente, a quel paese ogni tanto, con quel po' di bonomia che è necessaria quando si è certi che "l'amore alla fine- come dice Silvio - trionferà comunque  sull'odio" .
In ogni caso Schifani proprio non sembra ancora aver capito bene che cosa sia Facebook.
Chissa perchè quando parla di Berlusconi lo giustifica in tutto, in quanto votato e scelto da milioni di cittadini; al contrario, parlando di Facebook , scelto da miliardi di cittadini del mondo, ne dice peste e corna.
Gli elettori di Berlusconi  sono la creme, gli ammiratori ed i fruitori di Facebook  sono solo dei sobillatori, per di più pericolosi.
"Facebook - dice  Schifani - è più pericoloso dei gruppi rivoluzionari degli anni 70". Un bel esempio di superficialità, di incompetenza e tra l'altro di ignoranza.
"Non ha alcun dubbio dubbio" - continua - "sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano, sono dei veri e propri inni all’istigazione e alla violenza.
Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l’odio che alligna in alcune frange".
Chissà se anch'io rientro nelle numero degli istigatori.
Forse Schifani s'è accorto che sono iscritto a vari gruppi che incitano all'odio come ad esempio "quelli che si incazzano perchè non hanno l'acqua calda?", a  "Quelli che odiano i gruppi di Facebook!" , a  "quelli che prenderebbero a badilate il vicino perchè rompe il cazzo", anche se poi, devo essere sincero, non l'ho mai fatto.
Chissà poi che direbbe Schifani se sapesse che sono iscritto anche a "Che cazzo mi tagghi che sono venuto di merda?" , a "E' inutile che metti la foto figa su Facebook se poi sei un cesso", e , dulcis in fondo, e potrebbe anche essere un buon consiglio per lui , "Vivi sereno e non rompere i coglioni".
Non vorrei aver peggiorato la situazione della rete svelando le mie "frequentazioni" , non vorrei che in extremis i nostri eroi pensassero di introdurre, nel decreto legge, anche la visita obbligatoria prima dell'iscrizione a Facebook.
Indecoroso poi, e segno di grande confusione mentale, è l'accenno ed il paragone agli anni 70.
Nulla di più falso sul piano storico, su quello sociale e su quello culturale.
Se il buon giorno si vede dal mattino siamo già in piena notte.
Cominciamo davvero, da subito, a preoccuparci ed a mobilitarci, se queste sono le idee che hanno i nostri governanti.
Sono poche, ma confuse.
Tra l'altro quelle poche sono vecchie ,  reazionarie e pericolose, anche se poi si spera , destinate ad essere bocciate come tutte le altre.
Per quanto riguarda il decreto legge su internet, oltre a non averci capito nulla , hanno in mente come modello le leggi che vigono in  Iran, in Cina ed in Sudan, dove Facebook , proprio perchè giudicato come qui in Italia pericoloso, è messo al bando.