lunedì 28 dicembre 2009

Non si può non sentire il grido di libertà dei giovani iraniani.

Ora lo ammette anche il regime iraniano che la repressione di questi giorni è stata durissima.
Non ci sono solo le immagini e le notizie provenienti illegalmente dall'Iran , ora abbiamo la certezza delle dichiarazioni ufficiali.
Secondo tali fonti, ma il numero farà sicuramente difetto, sono oltre 15 fino ad ora i morti negli scontri tra i dimostranti e la polizia.
E intanto la protesta continua a Teheran come in ogni città iraniana, continuano anche gli arresti, tra cui quello del più stretto collaboratore del leader dell'opposizione Mir Moussavi.
Nelle vie e nelle piazze si fronteggiano un regime reazionario oramai squalificato e le giovani generazioni che anelano alla libertà.
Nessuno però pensi che a fronte di una caduta dell'attuale regime degli ayatollah l' Iran possa attendersi la nascita di un stato laico e democratico.
Lo scontro è tutto interno al potere religioso , tra ayatollah progressisti e reazionari.
Comunque sia non si può lasciare inascoltato il grido dei giovani iraniani che chiedono libertà.
Dice oggi il Presidente della Camera Fini che "tutta la comunità internazionale e in particolar modo l'Unione europea si devono fare carico delle risposte da fornire ai tanti iraniani che scendono in piazza, rischiando la loro vita, per esprimere un desiderio di libertà, che nessuna valutazione di realpolitik può lasciare inascoltato".
Io credo che questo sia il pensiero unanime e la valutazione comune che unisce gli italiani, indipendentemente da ogni personale schieramento  politico.
A ognuno di noi deve stare veramente a cuore la libertà che viene reclamata a gran voce da tanti giovani iraniani.