mercoledì 9 dicembre 2009

La prima centrale nucleare, nel giardino di casa del Ministro Scajola.

Si avvicina a grandi passi la scadenza  del 15 febbraio , data ultima in cui il governo dovrebbe varare i quattro provvedimenti che serviranno a stabilire le modalità di costruzione delle nuove centrali nucleari.
Serve poi una delibera del Ci­pe la quale dovrà dire quali tecnologie dovranno essere impie­gate.
Servirà poi un decreto che indicherà dove sarà collocato il depo­sito delle scorie; che è cosa non da poco e di non facile soluzione.
Successivamente dovrà essere approntato un decreto per decidere le "compen­sazioni economiche per gli enti locali che acco­glieranno gli impianti".
Detto questo si vede come manchi ancora tutto per poter dire , come stanno facendo in tanti, che l'Italia ha "ripreso la strada del nucleare".
Ma manca davvero una cosa essenziale ed è il de­creto sulle localizzazioni delle nuove centrali, un provvedimento che stabilirà non dove si possono fare e dove invece non è proprio possibile costruirne.
Purtroppo già da mesi circolano voci su presunte liste nelle quali vengono già indicati i luoghi, e qui , in pool position, si trova decisamente il Veneto, il cui governatore aveva già dato un assenso di massima.
Naturalmente in rete si moltiplicano le iniziative di quanti si dicono contrari e non disposti ad "averle nel giardino di casa" , ed è difficile dargli torto.
Nella attuale totale incertezza l'unica nota positiva viene dalle affermazioni del ministro dello Svilup­po economico Claudio Scajola , il quale afferma che se potesse scegliere "dove mette­re una centrale nucleare , se la metterebbe lui nel giardino di casa".
Verrebbe da dire che questo è vero coraggio o grande incoscienza se non fosse che il ministro sembra essersi dimenticato, o forse se ne ricorda bene, che lui vive in Liguria, regione che non dovrebbe avere neanche un centimetro quadrato idoneo a ospitare un impianto atomico.
Per ora il tempo passa tra una polemica e l'altra, tra una sciocchezza e l'altra.
Nessuno si faccia però fretta, sicuramente slitterà la data già prefissata, i nostri "decisionisti di turno" non hanno alcuna voglia di decidere prima delle elezioni regionali.
Molto meglio il "pilatesco" atteggiamento odierno , che rassicura tutti senza preoccupare nessuno, piuttosto che perdere i voti dei tanti elettori delle regioni prescelte per  l'insediamento futuro degli impianti.
A nessuno sembra importare che Obama sostiene, dal  tempo della sua elezione , che il futuro del pianeta è nelle energie rinnovabili e che oggi, persino uno scienzato del calibro di Rubbia abbia invitato il paese a  non perdere tempo, fatica e denaro, nella costruzione di nuove centrali nucleari , visto che questa energia appartiene oramai al passato.
Ma forse quella dei nostri governanti è come sempre solo tattica. Visto che non hanno investito molto per le nuove energie e per il futuro, si stanno semplicemente preparando a dire , non appena cominceranno le proteste dei cittadini contro il nucleare, che loro si erano comunque impegnati  in un progetto di  " modernizzazione del paese" ma ancora una volta, una vecchia opposizione di sinistra, glielo ha impedito.