martedì 1 dicembre 2009

Berlusconi in Bielorussia, unico leader occidentale, elogia Lukashenko. Povera politica estera.

Silvio Berlusconi  va in visita in Bielorussia, e si lascia andare , probabilmente perchè convinto, a sconcertanti manifestazioni di stima e amicizia per il presidente Alexander Lukashenko.
Ed in Italia , come è facile prevedere, scoppia subito la polemica, anche perchè sono inammissibili le dichiarazioni  nei confronti del leader Bielorusso:  "Grazie a lei e alla sua gente che so che la ama, e questo è dimostrato anche dai risultati elettorali, che sono sotto gli occhi di tutti"conclude il nostro Premier.
Peccato che Berlusconi si sia scordato che Lukashenko , considerato oramai come l'ultimo dittatore d'Europa, da 15 anni al potere usufruendo di apposite leggi "ad personam" , non venga universalmente considerato come un fulgido esempio di democraticità , anzi, al contrario la sua immagine è molto vicina a quella dei peggiori dittatori del recente passato comunista.
Nessun Presidente o governante europeo si sarebbe mai sognato di recarsi in visita in Bielorussia, nè tanto meno avrebbe avuto parole di stima nei confronti di Lukashenko.
Basti pensare che la Bielorussia è in isolamento diplomatico dal lontano 1994, proprio per le numerose violazioni dei diritti umani e civili perpetrate, dal suo governo in generale e da Lukashenko in particolare.
Resta da chiedersi a questo punto quale sia la politica estera dell'Italia e quali possano essere i suoi obiettivi.
Ufficialmente il Premier sembra sostenere a spada tratta gli Stati Uniti ed i loro interessi, ma poi, al momento opportuno sembra privilegiare, perchè a lui più consono, il dialogo con personaggi del tipo di Putin, di Lukashenko o di Gheddafi.
C'è di tutto e di più nella nostra politica estera , ci stanno i diritti ma anche i numerosi rovesci , e alla fine, si scopre , rimane solo il nulla più totale ed assoluto.
Lukashenko in ogni caso sembra soddisfatto della visita e del "favore" del suo sdoganamento ,  visto che in passato ha ricevuto a Minsk solo leader politici anti-occidentali, come il colonnello Gheddafi, il presidente venezuelano Chavez e quello iraniano Ahmadinejad.
Ma in Italia scoppia la polemica.  Per primo arriva il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: "Aveva destato in me già profonda meraviglia - dichiara - il fatto che il nostro sia stato il primo capo di un governo occidentale ad andare in visita ufficiale in Bielorussia. Ma era niente in confronto allo sbigottimento di oggi nel leggere gli elogi del nostro premier. A questo punto ritengo doveroso che Berlusconi venga in Parlamento - e su questo rivolgerò una richiesta formale al presidente della Camera Gianfranco Fini - per illustrare su quali basi si poggi e a quali linee si ispiri la nuova politica estera italiana".
Forse c'è da riconoscere che il nostro paese non ha alcuna "politica" estera, nè ambizioni e nemmeno programmi da realizzare in tal senso.
Se Berlusconi , in patria ,divide il paese esattamente e metà e non perde occasione per innalzare lo scontro politico e sociale, all'estero ci allontana troppo spesso dal resto d'Europa  e dal consesso dei paesi democratici.
Questo avviene proprio nel momento in cui il nostro continente avrebbe più bisogno di una politica estera comune.
Su un'altro versante , mentre il nostro Premier in Italia dichiara in continuazione di voler combattere il comunismo proprio perchè liberticida e antidemocratico, fuori dai confini del paese si trova in continuazione in amicizia e sintonia proprio con i peggiori dittatori del pianeta .
Tutto questo, alla fine, non avvantaggerà di certo il nostro paese, e nemmeno la democrazia.