martedì 3 novembre 2009

Va eliminato il conflitto di interessi prima di qualsiasi legge sul par condicio.

E' già pronto il testo di una nuova legge che dovrebbe far piazza pulita della "Par Condicio" , ed oltretutto ha già anche ricevuto l'imprimatur del Premier.
Se passerà la nuova legge , già dalle prossime elezioni regionali,  non ci saranno più spazi televisivi uguali per tutti i partiti, ma al contrario questi verrebbero distribuiti su base proporzionale.
Mentre sarebbe assicurato  un diritto di tribuna pari al dieci per cento degli spazi ad ogni "formazione" partecipante al voto, verrebbero anche permessi gli spot  pubblicitari a pagamento.
Poche le resistenze nella maggioranza alla nuova legge se si tralasciano solo alcune perplessità di Fini , più sui tempi che sui contenuti.
Al contrario l'opposizione si prepara alla barricate e se ne capiscono e si condividono i motivi e le preoccupazioni.
Si tratta infatti di un nuova "legge ad personam", fatta su misura per chi , non solo essendo maggioranza partirebbe già avvantaggiata nella competizione, ma anche per chi possedendo enormi "mezzi" e risorse finanziarie da investire nella campagna elettorale potrebbe di fatto "oscurare" qualsiasi altra "presenza".  
Berlusconi infatti, non solo è ricco ,  ma controlla anche una buona fetta, tra televisioni e carta stampata, dei media di questo paese.
Il suo vantaggio sarebbe evidente ancora prima della gara.
In pratica è come voler stabilire a tavolino le regole del Gran Premio facendo partire un concorrente con una cilindrata superiore e con un buon miglio di vantaggio.
Tra l'altro il Cavaliere guadagnerebbe due volte , la prima nella competizione , e l'altra sugli spot elettorali dei concorrenti.
Oltre al danno anche la beffa, come si vede.
Ancora una volta quindi appare a tutti evidente il "problema" prioritario, che dovrebbe essere affrontato prima di ogni altra discussione in materia.
E' sempre infatti quell'irrisolto conflitto di interessi, che come un macigno periodicamente si ripresenta , ad ostacolare ed a rendere sempre più difficile ogni scelta politica di questo paese.