giovedì 26 novembre 2009

Una pillola antiabortiva difficile da digerire.

La commissione Sanità di Palazzo Madama ha oggi deciso, a maggioranza , di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola abortiva RU 486, in attesa di un parere tecnico del Ministero della Salute circa la compatibilità tra questa e la legge 194.
Lo scorso settembre la Commissione Igiene e Sanità del Senato , presumibilmente al solo scopo di ostacolarne la vendita, aveva dato all'unanimità parere favorevole a un'indagine conoscitiva sulla pillola abortiva, dopo che l'Agenzia italiana del Farmaco ne aveva invece autorizzato la vendita, già dal luglio scorso, raccomandandone  l' utilizzo nel rispetto della legge sull'interruzione di gravidanza ed all'interno di un rigido protocollo di somministrazione.
Da subito però si erano levate le proteste di buona parte del centrodestra e della chiesa cattolica con lo scopo neanche tanto velato di collaborare attivamente alla ricerca di un qualsiasi pretesto .
Questo è solo l'ultimo, o l'ennesimo colpo di mano, in una storia che rischia di diventare infinita.
E' veramente indecente questo nuovo stop senza motivazioni nè giustificazioni alcuna, se non pretestuosa, alla vendita di un farmaco che è distribuito e commercializzato da anni in tutta Europa.
Ancora una volta le motivazioni sono ideologiche e moralistiche, e questa ulteriore scelta non fa altro che seguire quella strada oscurantista ed illiberale, imboccata da questo Governo, su argomenti a contenuto "etico".
Per questo maggioranza, come si vede, la scienza e la morale si sono fermata a 100 anni fa , come se a nulla ci avessero insegnato vuoi il processo a Galileo, i roghi, i secoli bui dell'inquisizione o i metodi dei nuovi e tanti integralismi.
Neanche il concetto di libertà è servito a molto , visto che, anche in questa occasione siamo in presenza di un'ulteriore attacco a  quelle che sono normalmente considerate libere scelte degli individui.
 Viene impedito anche , come in questo caso , la libera determinazione delle donne, cosi' come avviene nei Paesi più avanzati, ed in cui prevale davvero la democrazia  la libertà.