lunedì 30 novembre 2009

Referendum Svizzero, croci contro minareti, valori contro pregiudizi.

Gran brutto segnale quello che arriva dalla vicina Confederazione Elvetica.
La vittoria dei "si" al referendum svizzero contro i minareti, nonostante le raccomandazioni in senso opposto di tutte le forze politiche moderate sia del governo che dell'opposizione, imprimono un sostanziale arresto ad una pacifica e civile convivenza nel paese.
Non che la Svizzera sia mai stato un fulgido esempio di progressismo e di tolleranza, ma questa volta ha superato il segno e rischia davvero di mostrare  tutta la sua sostanziale intolleranza, e una vasta e  diffusa forma di sottile razzismo.
E' gelida l'aria che si sente soffiare oltr' Alpe, e quei venti gelidi non lasciano  speranze per ora di mitigare il clima.
Purtroppo quel vento freddo rischia di dilagare oltre una catena montuosa che spesso si è frapposta a difesa della nostra penisola, già pronta a spazzare le nebbiose pianure padane.
Già se ne erano visti i prodromi con la recente battaglia del crocefisso, dove una meschina e pretestuosa difesa delle tradizioni sono subito scattate a difesa di reazionari preconcetti.
La croce , voluto e desiderata solo come simbolo vuoto di retoriche e conformistiche tradizioni, mai intesa nel suo valore religioso ed umano.
Non è così che si unificano nazioni o paesi, non è così nemmeno che si esalta la cristianità o si professa degnamente una fede.
Quando un paese si chiude a riccio di fronte al nuovo o di fronte agli altri , o semplicemente non si dimostra tollerante nelle idee e nel pensiero si è già persa la battaglia, ancora prima di combattere.
Non si cerca in questo caso di ragionare , di confrontarsi , ci si conta semplicemente facendo soccombere le minoranze o i diversi, nella falsa convinzione che questo sia il sostanziale significato di ogni democrazia in cui una maggioranza decide a discapito di tutto, anche della civiltà.
Nelle vere democrazie, al contrario, la tolleranza, il rispetto, e l'equilibrio tra le varie istanze , evitano lo scontro, danno ragione e sostanza al vivere civile.
Non sempre le maggioranze stanno dalla parte della ragione, pur rappresentando il volere dei più.
Ecco però , quasi per magia postreferendaria , che i tanto vituperati "Svizzeri dei paradisi fiscali " di questi giorni , per qualche nostra testa vuota diventano invece da oggi un fulgido esempio di civiltà.
La Lega inneggia subito per la vittoria referendaria della destra elvetica , "Ancora una volta dagli svizzeri ci viene una lezione di civiltà" , pontifica Castelli.
E già ora, l'ex ministro della Giustizia,  lancia, non solo una nuova ed irragionevole proposta, ma davvero una disastrosa crociata.
"Occorre un segnale forte per battere l'ideologia massonica e filo-islamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega" dice l'esponente del Carroccio. E' evidente qui l'allusione ai Fini.
«Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l'inserimento della croce nella bandiera italiana".
Già, poi non resterebbe che armarsi e partire, gettando magari a mare il "nemico, " o l'infedele, come fosse un gioco o un passatempo da affidare a giovani annoiati nei raduni leghisti, o conquistare ancora il sacro sepolcro, per salvare le tradizioni, una vuota fede o l'irrazionalità , o semplicemente una , non so quanto inconscia, stupidità.
Neanche si sono accorti i nostri fedeli integralisti che il volto di quel loro agognato e desiderato Dio è più simile a quello colorito di un fedayn o di un arabo che ai loro bianchi visi. Ma neanche vivono il valore del cristianesimo e della natalità.
Certo , alla fine il mondo progredirà comunque, nonostante tutto, nonostante i nostri meschini referendum o la nostra irrazionalità ; progredirà semplicemente più piano , con maggiori resistenze, e ci si augura senza altri conflitti, nemmeno religiosi.
E' certo però che nessuno di questi personaggi e nessuna di queste idee riusciranno a fare od essere esse stesse la storia, potranno esserne una pausa, oscura finchè si vuole, triste e dolorosa come il fascismo, come il nazismo, come l'attuale integralismo, ma la storia vive di ben altre idee di ben altri valori che nulla hanno a che fare con  questa stupida e becera irresponsabilità.