lunedì 16 novembre 2009

Obama in Cina, il bene di oggi e gli ideali del domani.

L'elezione di Obama alla Casa Bianca era stata una grande speranza per molti.
Forte era la speranze per un mondo diverso, per tanti aspetti migliore e più giusto.
Fra le tante speranze vi era posto anche ad  un accordo globale per il clima , visto che il problema era da tutti considerato prioritario ed urgente, visto che oramai il tempo oramai stringe e le possibilità di intervento diminuiscono con gli anni.
Si nutrivano però anche grandi speranze per i diritti civili, per la libertà e la democrazia, per i popoli oppressi, per la fame nel mondo.  
Molti ora pensano che Obama abbia deluso le iniziali aspettative, che la sua grande carica iniziale sia semplicemente svanita, al pari del  suo idealismo inghiottita dal vortice della grande crisi economica mondiale e dalla recessione.
Le grandi riforme e gli slanci innovativi hanno ceduto il passo a problemi più urgenti e reali, sembrano essersi  momentaneamente impantanate assieme alla riforma della sanità.
Ogni forza ideale ed ogni aspettativa è stata risucchiata da questa riforma come in un grande buco nero, tanto che tutto il resto sembra dipendere dalla sua approvazione e dal suo successo.      
Ora il Presidente Americano stà visitando l'oriente e la Cina, per tanti versi questo è un viaggio importante, fondamentale per Obama , per l'America come per l'intero  Occidente.
Obama con i suoi discorsi infiamma sempre gli animi ed i cuori, lo fà anche in questo suo viaggio dall'altra parte del mondo.
Mentre parla agli studenti cinesi a Shanghai ribadisce che la libertà di religione, di informazione e di partecipazione politica sono valori  universali.
Con una sorta di piccola "furberia" tocca poi una delle questioni più urgenti per le giovani generazioni del grande paese asiatico: la libertà di espressione e informazione sul web.
Ecco quindi il no del Presidente alla censura e lo scontato riconoscimento che il web deve essere libero.
Anche questo , dice Obama, è un  valore universale e dovrebbe essere garantite a tutti, "anche alle minoranze etniche e religiose, tanto che vivano negli Stati Uniti, in Cina o altrove".
Ma i duri e puri ,  gli  idealisti che non arretrano mai, i sostenitori del primato dei principi sulla realpolitik   avrebbero preteso di più , avrebbero voluto sentir tuonare , ad esempio, contro la repressione nel Tibet, a difesa dei diritti di ogni popolo alla libertà all'autodeterminazione ed all'indipendenza.
Così come molti avrebbero sperato in un grande accordo sul clima con il governo cinese.
Sembrava ve ne fossero tutte le premesse.
Ma gli accordi economici e la ricerca di una uscita dalla crisi per il suo paese hanno alla fine prevalso su tutto il resto.
I discorsi quindi sono rimasti lì , sempre ideali, ma senza accenni diretti alla realtà, semplici affermazioni di principio, privi di  riferimenti temporali e storici.
L'accordo sul clima e la riduzione dei gas serra è un accordo solo ricercato , un "accordo senza alcun accordo".
Semplicemente viene lasciata aperta la strada di un possibile futuro accordo.
E' il trionfo della politica e del realismo, e il messaggio di Obama al mondo è evidente e chiarissimo, magari non condiviso da tutti , ma comunque saggio e intriso di quel profondo realismo che appartiene ai grandi personaggi, è l'indicazione del fine e anche delle difficoltà di raggiugerlo.
Tutto si riassume in poche parole, in un consiglio appassionato e sincero ai leader ed ai popoli del mondo di non permettere che il «meglio sia nemico del bene».
Certo è il principio terra terra del meglio l'uovo oggi che la gallina domani, ma è quello che ci permette di mantenere salde le speranze future, di salvare gli ideali per il domani assieme al bene che è possibile avere oggi.
Tutto il resto avrebbe mischiato il fallimento di oggi  e quello di domani.