lunedì 16 novembre 2009

Ma Berlusconi i guai se li trova o se li cerca ?

"Report" la trasmissione di Milena Gabanelli andata in onda ieri sera si occupava di una piccola banca , la banca Arner , sconosciuta ai più, ma dagli addetti ai lavori considerata "La banca dei numeri uno".
Fondata nel 1994 da Paolo Del Bue, Nicola Bravetti, Giacomo Schraemli e Ivo Sciorilli Borelli, nell'anno 2003 viene aperta una sua sede Milanese e subito dopo hanno inizio tutta una serie di disavventure giu­diziarie.
Tra i clienti della banca , sempre secondo Report ci sarebbero En­nio Doris, fondatore del grup­po Mediolanum e socio di Berlusconi, e Stefano Pre­viti , figlio di Cesare.
Ma le casualità non finiscono con queste insignificanti notizie, quello che "Report" lascia intendere è una strana commistione" di "chiacchierati" personaggi, non ultimo l'avvocato Mills che, "per la sentenza di primo grado confermata in appello, si sarebbe fatto pagare da Ber­lusconi anche per nascondere fondi neri che facevano capo al­le società Century One e Uni­versal One".
La Banca Arner si scopre poi che , il 17 aprile del 2008, viene messa sotto tor­chio dagli ispettori della vigi­lanza della Banca d’Italia che ri­scontrano "gravi irregolarità a causa delle carenze delle viola­zioni in materia di contrasto del riciclaggio".
A questo punto Bankitalia commissaria la Banca Arner con Ales­sandro Marcheselli , ma questo , un an­no dopo viene sostituito con al­tri due commissari perché in­dagato pure lui per favoreggia­mento al riciclaggio.
Ora non è che per forza di cose si voglia sempre essere maliziosi ad ogni costo ma viene istintivo un sobbalzo quando si scopre che , secondo "Report" ,"nella sede milane­se della svizzera Banca Arner la famiglia Berlusconi ha quattro conti correnti per un totale di 60 milioni di euro, di cui uno intestato direttamente al presi­dente del Consiglio per dieci milioni".
Ebbene, diranno forse i più, non vediamo che cosa ci possa essere di male in tutto questo, in fondo il nostro Premier avrà pure il diritto di depositare i suoi soldi dove meglio crede, in fondo tutte queste casuali cirostanze non provano proprio nulla e se nessun magistrato ha avuto sinora nulla da dire , probabilmente è proprio perchè non c'è nulla di "" nei fatti analizzati.
Sarà pur vero tutto questo , e nessuno ha niente da dire , certo è che il nostro Premier dimostra una certa "propensione" a mettersi volontariamente in situazioni che definire imbarazzanti è solo un po eufemistico; tra l'altro anche le amicizie e le frequentazioni a volte sono un po' chiaccherate.
Viene così istintivo concludere con Milena Gaba­nelli, se alla fine, " sarebbe forse più opportuno, per il premier, prendere i suoi 60 mi­lioni di euro, spostarli da lì (la Banca Arner) e depositarli in un’altra banca italiana un po’ più trasparente", forse si eviterebbe una qualche ulteriore inchiesta o un nuovo scontro con la giustizia o una nuova legge ad personamvisto che ancora non abbiamo concluso la prima.