lunedì 23 novembre 2009

Cristo si è fermato in Franciacorta.


Chissà se nel vecchio sud degli Stati Uniti , o addirittura in Alabama , non dico qualche decennio fa , ma un secolo fa, si preparassero con tanta "solerzia ed entusiasmo" a festeggiare il santo Natale.
Già le strade ed i negozi sono interamente addobbati e brillano di luci.
Chi ancora può godere di un lavoro già pensa agli acquisti possibili con l'imminente tredicesima, alla soddisfazione dei regali , ai buoni sentimenti del periodo, quando ogni egoismo sembra destinato a smarrirsi sotto una coltre di neve, di nebbia o di freddo, per lasciare posto al calore dei sentimenti.
E' il segno dell'abbondanza, che si accompagna in questo caso a quello della generosità e dell'altruismo.
Tutto questo avviene a Natale, non solo qui, ma in molte parti del mondo e in molti luoghi d'Italia , anche se l'attesa non è uguale per tutti, come non lo sono le apettative.
Qui , in queste ricche terre , da questa parte del Po, si stanno preparando altri e diversi "spettacoli", qui si cede il campo e si lascia posto a ben altri sentimenti.
In queste terre , nelle mie terre, il Natale non è più bianco per la neve, invocata e sperata; è bianco solo per chi può contare sul chiaro colore della sua pelle.
A Coccaglio , in provincia di Brescia, già si pensa ad un nuovo censimento, sia pure molto diverso da quello così tollerante di Augusto, in cui vide la nascita il Cristo.
Qui a Coccaglio non trovano più posto i "migranti" , nemmeno quelli che si ovessero accontentare di umili stalle, qui non c'è più carità, non c'è generosità,  nemmeno a Natale.
Qui non potrebbe più nascere il Cristo.
Poco distante, nel comune di Adro, in questa Franciacorta così opulenta, Oscar Lancini, sindaco leghista , prepara sì un ricco Natale, ma solo per i suoi agenti municipali , il suo piccolo esercito da "Erode" di provincia.
La ricompensa per loro è costituita da 500 euro per ogni extracomunitario clandestino arrestato e accompagnato in questura.
Lui lo definisce un  bonus, un incentivo per chi vuole lavorare, qualcun altro la chiama semplicemente taglia: Cambia il vocabolo, ma la sostanza rimane inalterata.
E' questo il Natale che si prepara in queste terre, luoghi in cui lo "spirito" riconosciuto e chiaramente identificabile è solo quello che rimane, ben chiuso, nelle numerose bottiglie e nelle cantine che fanno la fama della regione e ne costituiscono la fortuna e la ricchezza.
Qui non crescono più buoni sentimenti, l'ospitalità è oramai quasi sconosciuta, la generosità incomprensibile ai più. Nessuno forse la pretenderebbe per tutto l'anno, ma almeno a natale, almeno in questo periodo sì.
E pensare che non c'è sindaco leghista che non abbia fatto la sua bella battaglia per la croce, per la salvaguardia della tradizione cristiana, per i valori della fede, per le nostre radici.
Se questi sono i valori e la tradizione, molto  meglio rinunciarvi, non riconoscersi in esse, molto meglio non pregare su quella croce che è diventata , per questa gente, un inutile e vuoto simbolo.
Il biancore di questo Natale , non sarà dato dalla neve, ma solo dal colore diffuso dei tanti "sepolcri imbiancati" che qui abitano.
I canti dei fedeli  per un " Dio" che sembra morto invano, immaginato senza passione nè sentimenti, crudele, inutile, potranno forse servire a creare nuove armonie in queste belle chiese.
Ma tutto questo non riuscirò a coprire il  dolore e la rabbia del Dio dei poveri, di questi nuovi oppressi, di questi moderni derelitti.
Inutile in altre parti, ma qui doveroso ripetere che Dio ha creato l'uomo, tutti gli uomini, indipendentemente dal colore della loro pelle, uguali a sè stesso.
Carlo Levi scriveva anni fa che Cristo si era fermato ad Eboli, lì si era fermata la "ragione" e anche la speranza.
Ora anche Cristo si è portato un po' più a Nord ma non è riuscito a varcare quel confine ideale costituito dal Po.
Quelle acque e quel fiume rischiano davvero di diventare la linea di demarcazione tra i valori veri del cristianesimo, quello fatto di sentimenti , di carità , di uguaglianza , di rispetto e di amore, per chi quella croce la sente su di sè tutti i giorni ed è costretto a portarla, senza speranza , per le vie di un mondo sempre più indifferente, sempre più egoista , sempre meno cristiano.