mercoledì 11 novembre 2009

Cosentino e le scelte, della politica, della camorra e della giustizia.

Nicola Cosentino, deputato del Pdl, sottosegretario all´Economia e probabile candidato alla presidenza della Regione Campania, oramai è a tutti noto, dovrebbe , secondo il giudice di Napoli Raffaele Piccirillo, essere arrestato per i suoi rapporti con il clan camorristico dei Casalesi.
La Giunta della camera si appresta, non senza difficoltà, a decidere sull'autorizzazione a procedere.
Si chiude così definitivamente un anno segnato dalle indiscrezioni sull´inchiesta e si pone decisamente fine ai tanti dubbi ed alle riserve sulla opportunità della candidatura di Cosentino a governatore della Campania..
Non mi pare il caso qui di analizzare le accuse , anche se i sospetti sembrano tanti e suffragati, pare ,dalle dichiarazioni di ben sei pentiti.
La giustizia farà il suo corso ed i giudici il loro lavoro, tutti si augurano si possa  arrivare a conclusioni rapide e certe.
Ancora una volta però si deve registrare l'ennesima ed inopportuna polemica con i giudici , voluta e cercata da un classe politica del tutto irresponsabile.
Abbonda anche in questo caso la dietrologia di quanti si chiedono, perchè in questo momento o perchè proprio nei confronti di Cosentino.
Domande del tutto retoriche e in malafede, che presuppongono già un iniziale pregiudizio.
Comunque andranno le cose sarebbe infatti  inopportuno e del tutto fuori luogo delegittimare ora, anche a fronte di accuse così pesanti e circostanziate, una magistratura che finora si è dimostrata, con le forze dell'ordine, unico argine e baluardo alla  mafia , pagandone a volte un prezzo elevatissimo in vite umane.
Cosentino per noi rimane innocente fino a prova contraria, ma è certo che
la giustizia deve essere messa nelle condizioni di poter fare serenamente il suo corso, e la magistratura che l’amministra non può es­sere perennemente delegittimata attra­verso le scontate e rituali accuse di mo­venti politici mascherati o si­mili, e a volte anche peggiori, insinuazioni.
Inutile poi stupirsi od inorridire al pensiero che le collusioni tra politica e criminalità possano giungere a livelli così alti .
La criminalità organizzata ha sempre mostrato di ambire al controllo delle istituzioni e del livello politico decisionale, per poter da qui controllare il sistema degli appalti pubblici o della pubblica amministrazione.
Opportuno sarebbe a questo punto che Cosentino , facendo un passo indietro, decidesse di rassegnare le sue dimissioni dal governo in attesa del giudizio.
Scelta alla quale credo poco, visto la fondamentale "immoralità" , unità alla sostanziale arroganza, dei nostri politici.
Certo Cosentino pagherà, se colpevole, per i suoi reati, ma che dire di un intero sistema politico in cui le scelte dei candidati nelle varie elezioni vengono effettuate con tanta faciloneria, cadendo a volte su personaggi così tanto chiacchierati.
Scelte più adeguate ed opportune servirebbero sicuramente a regalarci, non solo una classe politica migliore  dedita all'interesse dei cittadini invece che al proprio, ma anche ad evitare il rischio di continui conflitti con la magistratura, quando i nodi del malaffare , delle collusioni, delle scelte inopportune, vengono al pettine facendo finire qualche "mariolo" sotto inchiesta o addirittura nella mani della giustizia.