martedì 17 novembre 2009

Cosentino e Berlusconi , due metri e due misure.

Italo Bocchino , interrogato dal TG3 dichiara che " la  candidatura di Cosentino alla presidenza della Regione Campania non è più nell'ordine delle cose possibili. In seguito si discuterà insieme quale candidato proporre agli elettori campani. In ogni caso sarebbe più opportuno che , fino alla soluzione della vicenda ci fosse un passo indietro del Sottosegretario anche dal governo, per evitare che venga attaccato Berlusconi anche per questa vicenda"
Per questi motivi, in assenza di decisioni adeguate, il "Pdl valuterà come votare se ci sarà una mozione di sfiducia dell'opposizione nei confronti del sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, per il quale è stato richiesto l'arresto per concorso esterno in associazione mafiosa".
Una mozione per chiedere le dimissioni di Cosentino dal governo è stata infatti presentata dall'Idv da Antonio Di Pietro e dal capogruppo Massimo Donadi.
Lunedi sera,  a "Porta a Porta" il sottosegretario aveva detto che non si sarebbe mai dimesso, a meno che non glielo chiedesse Berlusconi in persona."
Già , ma perchè Berlusconi dovrebbe chiedere un passo indietro a  Cosentino quando lui stesso , sotto processo, non indietreggia di una virgola, anzi, attacca quotidianamente la magistratura ed i giudici e cerca con ogni mezzo possibile qualsiasi sotterfugio pur di non farsi giudicare.
Con quale coraggio il nostro Premier potrebbe presentarsi in conferenza stampa e dire che forse , in attesa del pronunciamento della magistratura, sarebbe opportuno un passo indietro del Sottosegretario Cosentino ?
E perchè poi un analogo comportamento non lo si dovrebbe chiedere per logica anche al Premier , che tra l'altro dovrebbe dare l'esempio ?
forse per il fatto che questi afferma di essere "perseguitato" o di essere innocente , oppure perchè è stato eletto dagli italiani ? ma in fondo sono le stesse argomentazioni di Cosentino. 
Certo i reati contestati sono diversi , ma c'è il rischio davvero per Berlusconi di rasentare il  ridicolo se dovesse chiedere a Cosentino quello che lui stesso rifiuta con ogni mezzo di dover fare, anche se tutto questo sarebbe logico, doveroso ed opportuno.