sabato 21 novembre 2009

Chiare fresce e dolci acque.


Il parlamento ha approvato il decreto per la privatizzazione dei servizi pubblici locali , tra cui è finita anche la distribuzione dell'acqua.
Al contrario si sarebbe dovuto riconoscere che l' acqua è un bene pubblico, e come tale non dovrebbe essere  privatizzata.
Il Governo si è giustificato asserendo che queste privatizzazione sono state proposte per uniformarsi alle direttive  Europee.
Nulla di più falso , l' Europa ha lasciato ai singoli Governi l'individuazione di quei bene essenziali che potevano anche non essere oggetto di privatizzazione.
 Tra l'altro due diverse risoluzioni del Parlamento europeo affermano a chiare lettere il principio che l'acqua è un “bene comune dell'umanità” e che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”.
La scelta e la responsabilità della privatizzazzione ricade quindi interamente sul Parlamento e sulla maggioranza di Governo.
E' vero che le tariffe dell'acqua in alcune Regioni sono relativamente basse , ma è altrettanto evidente che le privatizzazzioni porteranno ben presto ad un sostanziale rialzo delle tariffe per tutti , senza minimamente migliorare il servizio.
Una volta il Petrarca cantava le nostre "chiare fresche e dolci acque"; già ora era difficle averle dolci , tra poco vedrete , in seguito agli aumenti, saremo costretti a definirle "care acque" .