martedì 13 ottobre 2009

Tranquilli, Berlusconi ha detto: "alla democrazia ghe pensi mi" .

Non c' è davvero nè pace nè fine con Berlusconi, ogni giorno è peggio del precedente.
Non è servito a nulla neanche l'invito , rivolto al Presidente del Consiglio da parte di Emma Marcegaglia, al rispetto delle istituzioni e del Presidente della Repubblica.
Anzi , proprio in quel convegno Berlusconi ha rincarato la dose.
Oltretutto pare che il paese, molti media ed anche i cittadini si stiano abituando al metodo ed al clima di scontro e di contrapposizione che oramai dilaga e ci divide, come eserciti contrapposti. 
Non si sa più che dire nè che pensare, si finisce per riconoscere che le colpe sono sicuramente del personaggio ma che c'è anche qualche cosa che non convince nel sistema, nelle regole, nel concetto dominante di democrazia.
Qualcuno, come il direttore di Repubblica è convinto che ""IL peggio deve ancora accadere".
Il riconoscerlo o il saperlo non serve però ad esorcizzarlo o ad evitarlo.
Che cosa si può mai dire quando, non un "pirla" qualsiasi , ma il presidente del Consiglio, proprio dal palco degli industriali a Monza, chiama alla "ribellione le forze produttive contro un giornale" colpevole solo di criticarlo apertamente ?
Siamo al delirio come si vede, ad una "deriva populista" senza precedenti e senza più davvero alcun limite.
Un capo di governo che invita gli imprenditori, ma spesso lo ha esteso l'invito anche il popolo, a "ribellarsi", a volte realmente, a volte metaforicamente , contro un quotidiano, contro la giustizia, contro le istituzioni.
E se Repubblica è da sempre "anti-italiana", il Corriere delle Sera , come ai vecchi tempi è ora "anti-berlusconiano" , di "sinistra" lo definisce proprio.
Si coglie, anche qui a Monza come sempre, nei discorsi del Presidente un vecchio livore contro le opposizioni, una intolleranza  alle critiche che dovrebbe far pensare.
Sembra davvero scarsa nell'uomo l'assuefazione alla democrazia ed alle sue regole, anche comportamentali.
E strano come questo paese , ricco di storia e di pensiero, non abbia ancora colto i pericoli, nè intuito in profondità  le inconfessabili tentazioni.
Berlusconi è un uomo che non accetta critiche e neppure regole, un uomo che solo perchè eletto ( neanche dalla maggioranza degli italiani visto che erano il 48%), crede gli sia tutto dovuto e permesso senza renderne conto a nessuno , nemmeno alle legge.
Ma il punto estremo del suo pensiero, il Cavaliere lo raggiunge proprio qui a Monza, con quella che lui forse domani dirà essere stata, come suo solito, una semplice battuta, ma che tuttavia è significativa e serve ad inquadrare i suoi ragionamenti , le sue volontà come le sue intenzioni.
Rivolto a quella platea di industriali  che lo considerano uno dei loro non fosse altro perchè non ne hanno mai avuto tanto  bisogno come in questi momenti di crisi, si lascia andare in quel "Voi pensate a produrre, alla democrazia e alla libertà ghe pensi mi".
Le parole, gravi ed ancora una  volta irresponsabili , sono passate quasi inosservate, pochi i media che oggi le hanno sottolineate o commentate.
Forse non farà più paura a nessuno l'avvenire economico di questo paese vivendo nell'illusione che la crisi sia finita , ma forse è giunto il momento di cominciare anche a preoccuparci per davvero per il nostro avvenire democratico.
Dovrebbe davvero far paura a tutti , non solo a qualcuno, un paese in cui un solo uomo si sente autorizzato, non solo a  pensare ma anche ad operare per la democrazia e per la libertà di tutti.
 Nessuna "delega"  va mai data a qualcuno "in bianco", senza regole, senza controlli, senza doverne per forza di cose renderne conto a nessuno, questo sarebbe poco saggio, oltre che naturalmente estremamente pericoloso.