venerdì 30 ottobre 2009

Stupro di Guidonia , la giustizia ingiusta ed ammalata.

Ricordate lo stupro di Guidonia ?
Il branco quella volta era costituito da quattro romeni che la notte del 22 gennaio scorso, solo "per divertirsi"diranno alle forze dell'ordine, derubano una coppietta che tranquillamente se ne sta appartata in auto in una isolata stradina di campagna.
Non soddisfatti, afferrano il malcapitato ragazzo lo pestano rabbiosamente, e dopo averlo legato, lo rinchiudono nel bagagliaio della sua auto.
La sorte peggiore tocca però alla ragazza , definita dai militari  che hanno raccolto le sue dichiarazioni "uno scricciolo di 21 anni".
Questa viene dapprima scaraventata sul sedile posteriore dell'auto, e poi, in rapida e drammatica successione, immobilizzata, spogliata e violentata. Non una, ma due, tre, cinque volte, dal "branco".
Poi, consumato il loro delitto , i quattro decidono di scappare e trovano anche alcuni amici che li proteggono, nonostante fossero a conoscenza dei fatti.
Ora anche la nostra "giustizia" protegge questi fiancheggiatori, visto che da ieri si trovano liberi per "scadenza dei termini".
E successo infatti che il giudice ,  dopo aver chiuso l'indagine ,  non ha ancora formalmente avanzato una richiesta di rinvio a giudizio, nè per loro , nè per gli accusati dello stupro.
Ora i fiancheggiatori sono liberi per decorrenza dei termini.
Ed anche se è uno scandalo questa loro libertà immeritata, un oltraggio ad ogni donna e ad ogni uomo di questo paese, un insulto alla " giustizia", quella vera , che si fonda sul diritto e sulla certezza delle pene, è tuttavia la triste realtà italiana. E' la nostra giustizia , purtroppo  sempre più ingiusta ed "ammalata".
Sentiamo spesso parlare di una sua riforma ma non è questo che intendono i tanti ed interessati dottori che corrono spesso al suo capezzale.
La giustizia  che questi  novelli "stregoni" inseguono e immaginano è molto simile a questa, è fatta di prescrizioni, di rinvii, di ritardi più o meno voluti , anche e proprio sui processi che vedono loro come imputati.
Questa è in fondo la negazione stessa della giustizia , è una giustizia "ingiusta" , lo è già come principio e metodo indipendentemente dal caso e dal delitto, indipendentemente dalla persona coinvolta, sia essa un extracomunitario o il Presidente del Consiglio.
Purtroppo questo è il modello a cui qualcuno ambisce ed aspira per poter risolvere, in ugual maniera, anche lui i suoi processi, i suoi casi del tutto personali, le sue numerose controverse questioni
Potrà sembrare strano ma devo riconoscere che , a differenza di tanti italiani , io riesco ancora a scandalizzarmi e ad indignarmi di questo concetto di giustizia, non so come la pensiate voi, in questo, come negli altri casi.