martedì 20 ottobre 2009

"Basta odio, basta veleni o ci scappa davvero il morto".

Pare pensieroso Sacconi  quando , forse riflettendo ad alta voce, si lascia sfuggire quel "Basta veleni o ci scappa il morto".
Le affermazioni del Ministro , forse più che un ammonimento ad altri, sembrano  essere  un richiamo al suo partito , Presidente del Consiglio in testa, affinchè alla fine la ragione prevalga sulle "fuorvianti polemiche".
Resta vera  la considerazione che anche la politica, in generale ed ancor più nei momenti di crisi, deve riflettere su quella violenza verbale che, da tempo, si è impadronita dei Palazzi, dei media e delle piazze, e che oramai,  quasi quotidianamente, si scatena ininterrotta e violenta contro ogni istituzione, contro ogni presunto o vero nemico.
Basta davvero polemiche, basta con i toni astiosi e con le minacce nei confronti di tutti, ad ogni piè sospinto , ad ogni stormir di foglia; la vita democratica di una qualsiasi repubblica ne uscirebbe disastrata, delegittimata
Basta davvero , il Premier abbassi i toni e gli attacchi, lo faccia anche qualcuno dall'opposizione , o prima o poi ci scappa davvero il morto.
Chi semina vento alla fine raccogli tempesta, e Berlusconi , negli ultimi tempi , sembra incarnare Eolo mentre soffia ai quattro punti cardinali.
Qualcuno finalmente sembra accorgersi della necessità che la politica tutta "rinunci alle violenze verbali, e ad ogni atteggiamento violento e insofferente.
Non preoccupa in sè la minaccia rivolta, proprio in questi giorni, da presunti terroristi, a Berlusconi , a Bossi come a Fini.
La lettera minatoria indirizzata al Riformista sembra più uno scherzo di cattivo guasto che altro, alla fine pare solo destinato a convogliare solidarietà e simpatie proprio nei confronti dei minacciati.
Ma basta girare un po' per il web, anche per un solo attimo, per accorgersi  a quale livello sia oramai giunto il clima di contrapposizione e di scontro in atto, a volte si rasenta per davvero l'odio.
L'italia sembra oramai un enorme crogiolo vulcanico in continua ebollizione.
Dietro ogni rabbioso "boato" si scorge il magma che ribolle nel suo profondo.
Prima o poi quel cratere sembra destinato ad eruttare tutta la sua forza e la sua rabbia distruttrice.
Non si salvano in questo imbarbarimento dello scontro nè la politica nè i media, non lo fa la stampa e neppure i  social network, da Twitter a Facebook , dai Forum alle discussioni , dai video di Youtube  alle bacheche virtuali.
Ci sta di tutto , ancor di più nella rete.
Si passa con disinvoltura dalla grossolanità alla cattiveria, dal delirio all'istigazione; con più in alto si guarda o si ascolta, con più si corre il rischio di ulteriori e più amare sorprese.
Neanche i nostri caduti in Afghanistan sono riusciti a passare indenni nel crogiolo di questi astiosi sentimenti. Neanche l'atavico rispetto per la morte ha permesso una ragionevole pacatezza, una sensata compostezza.
Ora giungono i primi richiami ad abbassare i toni, lo scontro, la delegittimazione.
Ci si accorge, forse con qualche ritardo che il Paese ha bisogno di essere ricostruito, non distrutto.
Credo che mai appello sia più utile e necessario, poco importa se fatto dal presidente della Repubblica o da Sacconi.
Lo è proprio ed anche perchè questo paese ha già vissuto e vinto, nei tristi e bui anni del terrorismo, la sua battaglia contro la violenza e  l'odio.
Proprio per questo non vorremmo che la storia ripercorresse uno dei suoi periodici cicli, per gli errori e le colpe di qualcuno o di tanti, per la disattenzione di tutti.
Ad ognuno compete il suo ruolo, ognuno deve fare la sua parte, ma l'esempio deve per forza di cose arrivare dall'alto.
L'odio è lo scontro non possono appartenere alle istituzioni,  a queste si addice solo il confronto.
Abbassiamo quindi i toni , abbassiamo le polemiche davvero, facciamolo ora , subito , prima che ci scappi per davvero quel morto che nessuno sembra volere,  prima che ancora ritornino in questo paese stagioni e tempi che si pensavano oramai conclusi, ricordi di un passato, oltretutto buio, triste ed infelice.