lunedì 5 ottobre 2009

Lodo Alfano domani la Corte comincia , per qualcuno forse si "finisce".

Altro che Noemi e la D'Addario, festini a Palazzo Grazioli come a Villa Certosa o  condanne al risarcimento sul Lodo Mondadori, domani arriverà la Sentenza, quella con la S maiuscola, anzi meglio, quella che passerà alla storia come la "madre" di tutte le "sentenze".
Quella che da sola potrebbe scardinare il sistema politico Italiano, quella che non concede sonni tranquilli nè al Premier ne a buona parte della maggioranza, e che però tiene almeno un po' sveglia anche un'apatica opposizione .
E' prevista infatti per domani , con inizio alle ore 9,30 ,  l’udienza che, fatto salvi improbabili rinvii , dovrebbe portare in brevissimo tempo  i giudici della Corte Costituzionale ad una decisione sulla compatibilità del Lodo Alfano con la nostra Costituzione.
I giudici della Corte ci mettono tutto il loro buono impegno nel dire che "sarà una decisione tecnica, e basta,  come tutte quelle che, di continuo, vengono prese qui alla Corte costituzionale" e che chi cerca di "colpire il loro prestigio etichettando le loro sentenze come "politiche" tenta solo di esercitare una pressione indebita".
Lo sfogo , pur vero e sincero , resta solo un pensiero ideale , perchè nessuna sentenza emessa in questi anni ha avuto un rilievo politico paragonabile a questa.
Gli stessi avvocati del Premier , tra le memorie a sostegno dell'approvazione, hanno voluto inserire un paragrafo apposito sulle conseguenze "politiche " di una decisione contraria.
Il mondo politico trattiene per ora silenzioso il respiro, dividendosi così tra entusiasti sostenitori di una approvazione e timorosi e preoccupati oppositori per quello che potrebbe essere una probabile bocciatura , al pari del precedente Lodo Schifani.
Gli ultimi sondaggi su un possibile risultato danno per prima cosa come certa la partecipazione al voto di tutti i giudici , compresi i due giudici Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, che nel ,mese di maggio hanno cenato (con Berlusconi, Letta, Alfano, Vizzini, Bruno) a casa dello stesso Mazzella.
I "compagni di merende" non intendono in alcun modo farsi da parte, come vorrebbe un minimo di decoro, o di rispetto alle istituzioni ed al ruolo dei giudici e della Corte.
Di fatto sembra però che la corte sia spaccata , sette giudici sono propensi a bocciare il lodo Alfano poichè ,  con la sospensione dei processi, di fatto si attribuirebbe  un'immunità a quattro alte cariche dello Stato ,  violando così il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini.
Cinque giudici sembrano invece propensi a licenziare il lodo, tre pare siano tuttora incerti nella decisione.
Molti pensano comunque che alla fine la Corte deciderà per l'incostituzionalità del Lodo
Pur con molta  incertezza nel mondo politico , nel caso Berlusconi decidesse di farsi da parte., si fanno strada  ipotesi di governi istituzionali, qualcuno ipotizza già un governo tecnico affidato al Governatore della Banca d'Italia Draghi, i più arditi e di parte ad un improbabile governo Fini, i più realisti a probabili nuove elezioni.
Perchè resta per tutti evidente un fatto, che il lodo Alfano fu voluto ed approvato a tempo di record, proprio perchè senza la sua protezione il nostro Premier temeva fortemente una condanna nel processo Mills,  visto che in tale processo è stato individuato e punito un corrotto, ma non il suo "corruttore". 
In attesa della "sentenza" comunque i fedelissimi del Premier pensano ad una grande manifestazione di sostegno al grido "di meno male che Silvio c'è"; una sorta di conta , in previsione di possibili ed incerti scenari futuri.

In attesa dello scoppio delle polveri, del giorno del giudizio o come dice qualcuno del  giorno del   "bing bang ",che avrà inizio da domani, non resta altro che chiamare a raccolta  le rispettive truppe perchè è evidente, che comunque vada, il Cavaliere non si farà volontariamente da parte.

Prepariamoci perciò tutti allo scontro frontale sperando che alla fine vinca la ragione , il buon senso, gli interessi del paese e quant'altro riusciremo a mettere in campo, visto che , pur conoscendo Berlusconi, è chiaro per tutti come non sia possibile per nessuno governare contro tutti , contro i giudici, contro le istituzioni, contro la stampa ed ora forse anche contro la legge.

Prepariamoci però al peggio perchè se da domani  avrà inizio il declino di Berlusconi  e la sua era , piaccia o meno, comincerà quell'inevitabile parabola discendente, auguriamoci che con l'ormai  inevitabile declino  politico  del Premier , dell'indiscusso capo della maggioranza,  non si dia fuoco all'intero castello  provocando  morti o feriti,.

Speriamo almeno che nel gran "polverone" che sfarà seguito ai crolli ,alla fine  ne escano salve ed incolumi almeno le nostre istituzioni.

Ma questa è argomento non di oggi, questa è storia che forse vedremo da domani.