lunedì 26 ottobre 2009

Le differenze tra le vicende di Marrazzo e quelle del Cavaliere

Ora che Marrazzo se ne è andato emergono anche i retroscena di una vicenda che rischia di diventare , giorno dopo giorno, sempre più torbida e compromettente.
Nessuno fino ad ora ha detto interamente la verità, non lo ha ancora fatto compiutamente Marrazzo, non lo hanno fatto i quattro carabinieri inquisiti.
Restano sullo sfondo della vicenda due filoni di indagine importanti su cui la magistratura dovrà fare chiarezza, un giro di cocaina che appare spropositato ed inquietante ed un fiume di denaro che passa di mano in continuazione.
La vicenda in sè, se non fosse " tragica" nei suoi risvolti umani e non coinvolgesse un personaggio pubblico , sarebbe solo piccante e boccaccesca.
Quello che emerge è una relazione di Marrazzo con un transessuale che sembra durare da almeno sette anni, tre in più della durata del suo matrimonio con una giornalista di Rai3.
A un certo punto della storia , non si sa bene come e perchè, emerge un filmato, girato , si dice, da quattro “mele marce” dell’arma dei carabinieri, che si sarebbero introdotti illegalmente nella stanza in cui si trovavano Marrazzo ed il trans, filmando il loro l'incontro
I quattro carabinieri sono stati indagati , pare su segnalazione dello stesso Marrazzo, che avrebbe deciso di denunciare il ricatto e l’estorsione subita per varie decine di migliaia di euro.
Dietro la durezza dei nudi fatti si snoda e si agita la storia sicuramente dolorosa e tutta personale di un uomo e di un politico che ha avuto almeno la dignità di riconoscere le sue debolezze ed i suoi errori, dimettendosi di conseguenza dall’incarico di governatore.
Quello che personalmente mi pare non possa essere perdonato al Governatore è il fatto di essersi piegato inizialmente al ricatto e di non aver riconosciuto subito la verità dei fatti.
Se ne possono capire le motivazioni, dettate sicuramente dalla paura e dalla vergogna, ma queste non possono essere condivise.
Sarebbe servito , da parte sua, forse un po' più di coraggio nel riconoscere, accettare e far accettare la sua condizione umana; forse questo avrebbe permesso di salvare il politico.
A un rappresentante del popolo non si può perdonare di cedere al ricatto, e ad ogni rappresentante del popolo deve essere chiesto di non mettersi mai nella condizione di essere in alcun modo ricattabile.
Questo principio valeva ieri per Berlusconi così come vale oggi per Marrazzo , anche se obiettivamente una qualche differenza di comportamento la si nota.
Il primo parla tutt'ora di complotto, dei giudici, della stampa di editori a lui contrari, e neanche lo sfiora il dubbio che siano sensate le valutazioni di chi gli chiedeva di fare chiarezza o di rassegnare, opportunamente, le sue dimissioni.
Marrazzo, al contrario, ha riconosciuto , sia pure con qualche obiettiva difficoltà in più nella sua vicenda, sia le colpe che le debolezze e si è lasciato, a questo punto, completamente trascinare in uno scandalo che ha visto inghottire la sua vita e quella della sua famiglia.
Il suo caso umano merita tutto il nostro rispetto ma a questo punto era inevitabile che dovese farsi da parte sospendendosi dalla carica di Governatore del lazio.
A nessuno deve essere permesso di considerare immorali le sue scelte individuali, tanto più i suoi orientamenti sesuali, in fondo questi riguardano solo lui , la sua famiglia e la sua vita privata, ma noi non avremmo davvero potuto comprendere scelte politiche diverse da quelle che sono state fatte da Marrazzo.
Sono le conclusioni delle reciproche vicende personali ed i comportamenti diversi di fronte ad esse che hanno fatto la differenza tra i comportamenti pubblici dell'uno e quelli dell'altro.
Nessuno discute in fondo, con distorto e bigotto moralismo , della loro vita , quella che davvero ha fatto la differenza è la loro diversa morale pubblica.