lunedì 19 ottobre 2009

L'ora di religione per i musulmani, l'errore dei laici D'Alema e Fini.

Pare in fondo bella  e democratica l'idea che anche per gli alunni musulmani possa finalmente essere introdotta nelle scuole "l'ora di islam".
Il principio sembra nobile, certamente l'idea piace alla sinistra perchè rientra nei suoi schemi logici e mentali , porta tutti i cittadini sullo stesso piano, assicura ad ognuno gli stessi diritti e la stessa libertà , anche di culto.
La cosa strana è che invece ora l'idea sembra conquistare anche la destra.
Rientra forse in quel sentimento di "buonismo" e di egualitarismo "spannometrico" di fondo che attraversa vasti strati della nostra società e che, pur nobile e generoso, alla fine ed involontariamente, ci consegna più problemi di quanti non ne risolva.
Certo , a nessuno sfugge il fenomeno dell'immigrazione ; più che tale si sta oramai dimostrando come una vera e propria "migrazione" di portata biblica di intere  popolazioni, una vera fuga dal sud al nord del pianeta, sotto il peso della fame, delle carestie e della miseria.
Come è logico e normale la coabitazione forzata e la vicinanza tra culture e costumi così diversi, pongono problemi seri di integrazione.
A nessuno serve ignorare il problema che è sotto gli occhi di tutti, a nessuno è permesso sottovalutarlo e tutti debbono impegnarsi nella ricerca di soluzioni.
Piaccia o meno ai benpensanti, la nostra società futura sarà sempre più multietnica e multirazziale.
Proprio per questo lo stato a cui dobbiamo pensare deve essere laico, non religioso.
Illudersi che l'insegnamento della religione nella scuola possa contribuire a risolvere il problema dell'integrazione è solo una pia illusione.
Il dubbio è esattamente contrario , si finirebbe forse per frapporre ulteriori ostacoli.
Ancora non sappiamo cosa ne pensano i musulmani della proposta , ma per quanto riguarda i cattolici ci sono già bastate le dichiarazioni contrarie della Cei e del Cardinale Bagnasco.
Una bella "zeppa" è costituita dal fatto che entrambe le religioni  professano l'unicità della loro fede, predicano che il loro è il solo e unico Dio, chi non crede in lui è sempre e solo un "infedele".
Nessuna fede religiosa e men che meno l'Islam confida e crede nel "relativismo e nella neutralità religiosa" che al contrario sono solo frutti dell’illuminismo europeo e della tollerante e moderna civiltà occidentale.
Ecco perchè non si risolve alcun problema di integrazione confidando nel principio che l'insegnamento religioso possa contribuire a creare una società o degli individui più tolleranti.
Solo la laicità dello stato assicura invece le maggiori libertà individuali compresa la libertà di professare la propria fede religiosa sia essa cristiana , musulmana o buddista.
Spiace vedere come laici attenti e generosi, quali sono Fini e D'Alema , possano poi cadere così istintivamente nel tranello "egualitario" dell'ora di religione per "tutti" , anche per i "musulmani", senza pensare alle difficoltà di realizzazione, senza accorgersi che in fondo la proposta vera non era estendere l' ora di religione a "tutti" , musulmani ed ebrei , ma semplicemente assicurare la "libertà" "religiosa" di tutti, atei e credenti, individualmente e democraticamente.
In fondo, se ci si pensa bene, una società multietnica per poter crescere deve essere per forza di cose solo laica, non religiosa.
E' proprio per questo che mi preoccupo ancora di più quando vedo quanto sia difficile, anche per dei laici onesti, essere coerenti  con le proprie idee, anche quando sono mossi da nobili intenzioni ; tra l'altro mi rattrista davvero verificare di persona come sia vero il detto che la strada dell'inferno è spesso lastricata , non di cattive , ma di buone intenzioni, fatte spesso in buona fede, come in fondo lo sono le sortite odierne di Fini e D'Alema.