giovedì 15 ottobre 2009

Il ponte sullo stretto, la Piramide di Berlusconi.

"A dicembre cominceremo la realizzazione del Ponte sullo Stretto" ha detto ieri raggiante il presidente del Consiglio a villa Madama.
L'annuncio viene dato all'interno di un ragionevole e condivisibile discorso sulla necessità di dotare finalmente il paese delle infrastrutture necessarie al suo sviluppo..
Come tutti sanno il Ponte sullo Stretto era e rimane la vera opera simbolo della volontà del Presidente del Consiglio di ammodernamento del paese, nonchè della volontà di passare alla storia del Cavaliere.
A onor del vero i lavori per il ponte non potranno partire se non dall'inizio del 2011, per ora si tratterebbe solo di iniziare alcune opere "a terra".
Ma l'effetto mediatico dell'annuncio risolleva in parte l'immagine ed il gradimento del premier, in caduta libera negli ultimi periodi, nonostante le sue  smentite.
L'opera in sè è grandiosa , resta da chiedersi solo se è  importante , utile e prioritaria.
Nutro , come tanti,  al riguardo fortissimi dubbi. Viviamo in un paese in cui, per stessa ammissione dei ministri, non ci sono risorse per mettere in sicurezza il territorio, un paese in cui ad ogni acquazzone si accompagna una frana o peggio ancora una tragedia, come a Messina, un paese in cui, pur essendo più di metà del territorio in zone sismiche, non siamo in grado di  costruire edifici pubblici e case antisismiche.
E' curioso poi che l'annuncio del Premier venga fatto nello stesso giorno in cui l'associazione dei costruttori denuncia " il totale azzeramento dei fondi per l'Anas".
Basterebbe girare il paese da nord a sud per accorgersi di quante opere , ben più importanti e necessarie del ponte sullo Stretto, attendono di essere realizzate e completate; quanti chilometri di strade o di ferrovie languono in totale abbandono senza la minima manutenzione.
Viviamo purtroppo in un paese con una rete ferroviaria inadeguata ed insufficiente , provate a  chiederlo ad un qualsiasi pendolare, con una rete stradale che fa acqua e , proprio letteralmente, buchi da ogni parte, non essendo in grado le pubbliche amministrazioni di reperire nemmeno i finanziamenti per una riasfaltatura.  
Nell'antico Egitto i faraoni, per tramandare la loro fama ai posteri, come simbolo della loro potenza e della loro gloria costruivano quei mirabili  e grandiosi "templi" alla "vanagloria ed alla presunzione" dell'uomo che sono le Piramidi.
Opere d'arte meravigliose, imponenti, simbolo della grandezza dell'uomo, monumento eterno al faraone ed al suo potere.
Ma provate a pensare all'utilità pratica delle piramide, costruite con i sacrifici di milioni di persone, utilizzando risorse che potevano essere impiegate diversamente per cambiare e migliorare la vita degli egiziani, in pratica non servivano letteralmente a nulla, se non a inorgoglire il faraone.
Ecco reso l'idea , il Ponte sullo Stretto, opera gigantesca e forse mirabile, non sarà altro che una nuova "Piramide" , voluta da Berlusconi.