martedì 27 ottobre 2009

Il gruppo di facebook "Uccidiamo Berlusconi" cambia nome, credo di indovinare che cosa farà Maroni.

Difficile fare desistere i sostenitori , ora per loro è diventata una sorte di crociata; da una parte (loro) i sostenitori  della libertà della rete, dall'altra tutti gli altri , con in testa il ministro Maroni.
Il gruppo di Facebook che era nato con il titolo di "Uccidiamo Berlusconi" non molla la presa, anche a seguito dell'altissimo numero di adesioni, 36mila nel giro di poco tempo.
Semplicemente ha cambiato nome, non le motivazioni che lo hanno fatto nascere e  che erano in fondo quelle di creare un gruppo di opposizione "dura" al Cavaliere, non come pensava Maroni quello di ucciderlo per davvero.
 D' accordo il titolo era un'idiozia , una goliardata sciocca, puerile ed inutile, per qualcuno un "casus belli" , ideale e ricercato , messo lì, ad uso del Ministro dell'Interno e della maggioranza, su un piatto d'argento proprio nel momento in cui poteva essere più utile.
Ora le cose sono un po' migliorate, il "gruppo" si fregia del nome, sicuramente più consono, di "Berlusconi, ora che abbiamo la tua attenzione... Rispondi alle nostre domande" .
L'azienda di Palo Alto che gestisce il popolare social network non ha infatti deciso di accogliere le richieste del Ministro Italiano, si è limitata  a chiedere la modifica del nome, ma i messaggi sono gli stessi e lo stesso dicasi per le foto.
In fondo Facebook , verificato che il contenuto e le discussioni presenti all’interno del gruppo non violano le condizioni d’uso dello stesso, ad eccezione del nome, non hanno fatto altro che contattare gli amministratori del gruppo richiedendone immediatamente il cambiamento del titolo, in fondo dichiarano di comportarsi allo stesso modo con tutti i gruppi presenti. In fondo bastava che Maroni leggesse un po' per accorgersi che lì non vi erano feroci assassini e che forse valeva la pena fare quello che poi ha fatto Facebook, fargli semplicemente cambiare nome.
Resta da capire però perchè il Ministro dell'Interno si sia accanito su questo gruppo, e perchè poi solo su questo quando bastava cercare in Facebook   la parola ‘uccidiamo’ per scoprire che la stessa si trova affiancata ai romeni, agli zingari, a Travaglio, a Santoro e anche ai comunisti.
Forse i veri scopi del ministro non erano quelli di porre un freno all'odio , ma solo quelli di zittire una serie di oppositori di Berlusconi già sul nascere, o forse utilizzare pretestuosamente la scoperta.
Ora attendiamo le ulteriori mosse del Ministro,  ma io sarei disposto a scommetterei anche una sostanziosa cifra che si ritornerà ben presto a parlare di regolamentazione della rete, magari rispolverando quell'obbrobrio di proposta di legge che porta il nome della Carlucci e che la maggioranza sembra voler fare propria.