giovedì 29 ottobre 2009

Ci riprovano con un nuovo Lodo, quello Ghedini.

Il Pdl torna all'attacco della giustizia, anche se in parte diviso e con molte perplessità.
Lo scopo è sempre lo stesso fermare in qualsiasi maniera i processi del Premier.
Questa volta il ministro della Giustizia si sfila da solo dichiarando di aver già dato, di essersi già ampiamente esposto con il lodo, che tra l'altro portava il suo nome.
Ora basta , Alfano ne vuole rimanere fuori.
Tra l'altro , e la considerazione è oramai evidente, sono anni che il parlamento insegue le stesse proposte senza mai cavarci un ragno dal buco.
Ci hanno provato con la storia della Cirami, della Cirielli, della Pecorella, poi con il lodo Alfano.
Non ne è andata bene una.
Ora l'ultima spiaggia sembrava proprio essere favorevole ad introdurre la "prescrizione breve" proprio per alcuni reati ; guarda caso proprio quelli che più interessano a Berlusconi. Questi in pratica, per legge, avrebbero "dovuto" cadere anticipatamente in prescrizione.
Ma la Lega ed i Finiani sono sempre più ricalcitranti a seguire il Cavaliere su questa strada, tra l'altro non hanno proprio nessuna voglia di approvare una nuova evidente amnistia.
Solo Ghidini ed i fedelissimi ancora operano per delle proposte, anche se è una lotta estenuante contro il tempo.
Ghidini, da avvocato personale del Cavaliere, si sta trasformando oramai in un difensore a tutto campo, non solo lo difende davanti ai giudici, lo difende proprio dai giudici , cercando, in ogni modo, di evitargli qualsiasi processo.
L'ultima sua proposta è curiosa e nel contempo chiarificatrice per chi ancora non avesse capito.
Un nuovo Lodo pare stia venendo avanti , questa volta però forse porterà il nome di Ghidini , una legge che in pratica dovrebbe rendere obbligatorio il trasferimento a Roma dei processi alle alte cariche dello stato.
Solo che, per cercare di non rendere evidente quello che anche i ciechi vedrebbero , dovrebbe ora essere esteso a tutti i ministri ed ai parlamentari.
Un provvedimento ad personam , non più solo per Berlusconi, ma in pratica per tutta la "casta" che potrebbe confezionarsi una giustizia ed una legge su misura.
Questa volta speriamo che lo scontro con il Quirinale sia alto e rumoroso , tanto da poter essere udito a chilometri di distanza , molto oltre quel colle.
Non è pensabile per nessuno continuare a "tirare" la legge e la Costituzione da una parte all'altra , come più fa comodo e quasi fosse un elastico.
Si hanno tuttavia alcune speranze , e sono i tempi stretti per qualsiasi approvazione ed il fatto che nella stessa maggioranza " molti sono stanchi di immolarsi sull'altare di norme ad personam che si risolvono in continui insuccessi".
Una cosa è certa oramai, quando questi signori , parlano dei problemi della giustizia nessuno pensi intendano riferirsi alle lentezze dei processi, all'incertezza della pena, alle prescrizioni dei reati.
No , quando questi parlano di giustizia è evidente oramai che parlano della loro, quella che li insegue da tanto tempo senza mai riuscire a raggiungerli e di questa ne parlano ed operano con la speranza che anche questa volta possa giungere in ritardo o non li raggiunga affatto.
Tutto il resto che ci mettono , come discussione o proposta, è un qualche cosa in più, ma sempre finalizzato a rendere la giustizia malleabile, controllabile dal potere politico, dura magari con i deboli, ma sempre più debole con i forti.