venerdì 30 ottobre 2009

Stupro di Guidonia , la giustizia ingiusta ed ammalata.

Ricordate lo stupro di Guidonia ?
Il branco quella volta era costituito da quattro romeni che la notte del 22 gennaio scorso, solo "per divertirsi"diranno alle forze dell'ordine, derubano una coppietta che tranquillamente se ne sta appartata in auto in una isolata stradina di campagna.
Non soddisfatti, afferrano il malcapitato ragazzo lo pestano rabbiosamente, e dopo averlo legato, lo rinchiudono nel bagagliaio della sua auto.
La sorte peggiore tocca però alla ragazza , definita dai militari  che hanno raccolto le sue dichiarazioni "uno scricciolo di 21 anni".
Questa viene dapprima scaraventata sul sedile posteriore dell'auto, e poi, in rapida e drammatica successione, immobilizzata, spogliata e violentata. Non una, ma due, tre, cinque volte, dal "branco".
Poi, consumato il loro delitto , i quattro decidono di scappare e trovano anche alcuni amici che li proteggono, nonostante fossero a conoscenza dei fatti.
Ora anche la nostra "giustizia" protegge questi fiancheggiatori, visto che da ieri si trovano liberi per "scadenza dei termini".
E successo infatti che il giudice ,  dopo aver chiuso l'indagine ,  non ha ancora formalmente avanzato una richiesta di rinvio a giudizio, nè per loro , nè per gli accusati dello stupro.
Ora i fiancheggiatori sono liberi per decorrenza dei termini.
Ed anche se è uno scandalo questa loro libertà immeritata, un oltraggio ad ogni donna e ad ogni uomo di questo paese, un insulto alla " giustizia", quella vera , che si fonda sul diritto e sulla certezza delle pene, è tuttavia la triste realtà italiana. E' la nostra giustizia , purtroppo  sempre più ingiusta ed "ammalata".
Sentiamo spesso parlare di una sua riforma ma non è questo che intendono i tanti ed interessati dottori che corrono spesso al suo capezzale.
La giustizia  che questi  novelli "stregoni" inseguono e immaginano è molto simile a questa, è fatta di prescrizioni, di rinvii, di ritardi più o meno voluti , anche e proprio sui processi che vedono loro come imputati.
Questa è in fondo la negazione stessa della giustizia , è una giustizia "ingiusta" , lo è già come principio e metodo indipendentemente dal caso e dal delitto, indipendentemente dalla persona coinvolta, sia essa un extracomunitario o il Presidente del Consiglio.
Purtroppo questo è il modello a cui qualcuno ambisce ed aspira per poter risolvere, in ugual maniera, anche lui i suoi processi, i suoi casi del tutto personali, le sue numerose controverse questioni
Potrà sembrare strano ma devo riconoscere che , a differenza di tanti italiani , io riesco ancora a scandalizzarmi e ad indignarmi di questo concetto di giustizia, non so come la pensiate voi, in questo, come negli altri casi.

giovedì 29 ottobre 2009

Ci riprovano con un nuovo Lodo, quello Ghedini.

Il Pdl torna all'attacco della giustizia, anche se in parte diviso e con molte perplessità.
Lo scopo è sempre lo stesso fermare in qualsiasi maniera i processi del Premier.
Questa volta il ministro della Giustizia si sfila da solo dichiarando di aver già dato, di essersi già ampiamente esposto con il lodo, che tra l'altro portava il suo nome.
Ora basta , Alfano ne vuole rimanere fuori.
Tra l'altro , e la considerazione è oramai evidente, sono anni che il parlamento insegue le stesse proposte senza mai cavarci un ragno dal buco.
Ci hanno provato con la storia della Cirami, della Cirielli, della Pecorella, poi con il lodo Alfano.
Non ne è andata bene una.
Ora l'ultima spiaggia sembrava proprio essere favorevole ad introdurre la "prescrizione breve" proprio per alcuni reati ; guarda caso proprio quelli che più interessano a Berlusconi. Questi in pratica, per legge, avrebbero "dovuto" cadere anticipatamente in prescrizione.
Ma la Lega ed i Finiani sono sempre più ricalcitranti a seguire il Cavaliere su questa strada, tra l'altro non hanno proprio nessuna voglia di approvare una nuova evidente amnistia.
Solo Ghidini ed i fedelissimi ancora operano per delle proposte, anche se è una lotta estenuante contro il tempo.
Ghidini, da avvocato personale del Cavaliere, si sta trasformando oramai in un difensore a tutto campo, non solo lo difende davanti ai giudici, lo difende proprio dai giudici , cercando, in ogni modo, di evitargli qualsiasi processo.
L'ultima sua proposta è curiosa e nel contempo chiarificatrice per chi ancora non avesse capito.
Un nuovo Lodo pare stia venendo avanti , questa volta però forse porterà il nome di Ghidini , una legge che in pratica dovrebbe rendere obbligatorio il trasferimento a Roma dei processi alle alte cariche dello stato.
Solo che, per cercare di non rendere evidente quello che anche i ciechi vedrebbero , dovrebbe ora essere esteso a tutti i ministri ed ai parlamentari.
Un provvedimento ad personam , non più solo per Berlusconi, ma in pratica per tutta la "casta" che potrebbe confezionarsi una giustizia ed una legge su misura.
Questa volta speriamo che lo scontro con il Quirinale sia alto e rumoroso , tanto da poter essere udito a chilometri di distanza , molto oltre quel colle.
Non è pensabile per nessuno continuare a "tirare" la legge e la Costituzione da una parte all'altra , come più fa comodo e quasi fosse un elastico.
Si hanno tuttavia alcune speranze , e sono i tempi stretti per qualsiasi approvazione ed il fatto che nella stessa maggioranza " molti sono stanchi di immolarsi sull'altare di norme ad personam che si risolvono in continui insuccessi".
Una cosa è certa oramai, quando questi signori , parlano dei problemi della giustizia nessuno pensi intendano riferirsi alle lentezze dei processi, all'incertezza della pena, alle prescrizioni dei reati.
No , quando questi parlano di giustizia è evidente oramai che parlano della loro, quella che li insegue da tanto tempo senza mai riuscire a raggiungerli e di questa ne parlano ed operano con la speranza che anche questa volta possa giungere in ritardo o non li raggiunga affatto.
Tutto il resto che ci mettono , come discussione o proposta, è un qualche cosa in più, ma sempre finalizzato a rendere la giustizia malleabile, controllabile dal potere politico, dura magari con i deboli, ma sempre più debole con i forti.

mercoledì 28 ottobre 2009

Le bucce di banane di Berlusconi.

Sarebbe ridicolo se non fosse stato patetico lo sproloquio di Berlusconi ieri sera  a Ballaro.
Nel giorno della sentenza d'appello del processo Mills , ove detto per inciso è stata confermata la condanna all'avvocato inglese, attacca a tutto campo, e come al solito, dapprima "i pm comunisti che sono la vera opposizione nel nostro Paese", poi il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Con lui è tornato il Pci", per giungere poi alla tv pubblica e in particolare alla trasmissione di Giovanni Floris, che descrive come  "il festival della calunnia, della falsità pagato con i soldi dei contribuenti".
Divertono in fondo questi vaneggiamenti da "Premier", mostrano quanto sia livido di rabbia e di rancore il  Cavaliere contro quelli che considera i suoi nemici. Ma sino a qui non vi è nulla di nuovo o che non si conosca del carattere dei modi di Berlusconi.
Ma anche ieri il Cavaliere è riuscito a fatica a rimanere in piedi, nonostante le sue buone intenzioni, ed è scivolato , forse per colpa delle zeppe, su più di una buccia di banana.
Per prima cosa lo ha fatto quando, volendo attestare la sua "disinteressata umanità" nei confronti di Marrazzo ha dichiarato di averlo avvertito " che c'era in circolazione un video  contro di lui" e lo ha consigliato di mettersi in contatto  con i "ricattatori" e di aggiustare le cose, mettendo magari mano al portafoglio e ritirando la merce dal mercato.
In un paese normale un Presidente del Consiglio pienamente cosciente del suo ruolo, venuto a conoscenza di un ricatto non avrebbe dovuto avere dubbi nè tentennamenti nel consigliare al ricattato di rivolgersi immediatamente alla magistratura.
Ma Berlusconi prosegue , incurante dell'intelligenza e della memoria di un buon numero di italiani, e dichiara di essere stato informato dei fatti dalla figlia  Marina, presidente di Mondadori.
E qui casca l'asino per la seconda volta, poichè si apprende finalmente dalla sua bocca come funzionano le cose in casa Mondadori.
 Si scopre così che i quattro carabinieri arrestati si erano rivolti a Signorini , direttore di Chi, per vendere il filmato.
Questi  aveva immediatamente avvisato i vertici del gruppo i quali  avevano deciso di non pubblicare la notizia.
Ma come, vi chiederete, se fino a pochi giorni fa, nel bel mezzo dell'attacco ad Avvenire ed al suo direttore, il Cavaliere si era sempre difeso dichiarando di non avere alcuna possibilità di "indirizzare" o "influenzare" le sue testate giornalistiche .
Questa tesi era stata tra l'altro ribadita anche in occasione degli attacchi  a Fini.
Dalla descrizione dei fatti e dalle parole del Presidente ancora una volta non ne esce una bella immagine dell'Italia. Anche l'immagine del premier ne esce a pezzi, un po' di più intorbidita e ancora più preoccupante , se solo per un attimo ci soffermiamo a pensare al potere di interdizione o di controllo sulle notizie del nostro Cavaliere.
Da quanto sentito si scopre l'immagine di un "povero" paese, una piccola Italietta dei furbi e dei disonesti, fatta da chi ignora o disprezza la legge, da chi la deride, privatamente o pubblicamente, da chi corrompe e ricatta e da chi si mette nelle condizioni di essere ricattato.
Questo paese ancora una volta dimostra di essere governato da gente che non crede, come ad ogni occasione sempre dichiara, non solo ai giudici, ma nemmeno alla legge o allo Stato, nemmeno al loro ruolo e neanche alla loro responsabilità .
Gente qualunque come si vede, senza molti principi, che casualmente, forse per uno strano caso del destino o semplicemente perchè non si era voluto approvata una legge sul conflitto di interessi, è riuscita a farsi "eleggere" dagli italiani.
Ora gli sproloqui del nostro Cavaliere, se non sanno essere  ridicoli è perchè sono farneticanti.
Non ci dobbiamo in fondo preoccupare per lui, per la sua salute , per i suoi processi o per le condanne di risarcimento della Fininvest, come potrebbe esserlo o come lo è stata la moglie Veronica o la figlia Marina.
Ora per davvero mi pare giunto il momento di doverci preoccupare per quei dati che verso la fine e con orgoglio, Berlusconi riporta e che secondo lui confermano come "L'ultimo sondaggio dica che il governo è al 54% e il presidente del Consiglio è al 68%" . Se ancora veri sono davvero preoccupanti.
Chi e cosa avrà formato , costruito o plasmato le opinioni di così tanti italiani ?
I discorsi e le intenzioni di Berlusconi o le notizie diffuse e fatte passare ad arte dai suoi giornali e dalle sue televisioni ? A me ancora una volta pare questo il problema, visto che mi sembra del tutto impossibile che un così grande numero di italiani possa approvare simili comportamenti.

martedì 27 ottobre 2009

Rutelli decide di uscire dal Pd; speriamo non chiuda subito la porta dietro di sè.

Rutelli  ora, dopo aver appreso la notizia dell'elezione di Bersani alla Segreteria , sembra deciso ad abbandonare il Pd alla ricerca di "nuove alleanze" e di "nuove strade. Che cosa ci sia di nuovo nell'allearsi con Casini ancora mi sfugge.
La decisione comunque era già nell'aria, ed il suo avvicinamento all' UDC già programmato e scontato da tempo.
Ora , con una circonvoluzione di parole ed un discorso incomprensibile ed apocalittico, che ha davvero molto da invidiare al sintetico "alea iacta est" di Giulio Cesare mentre attraversava il suo Rubicone, cerca di spiegare le sue intenzioni e le sue motivazioni, tra l'altro senza minimamente riuscirci.
"'Serve una risposta che non possiamo affidare al percorrere i binari gia' tracciati perche' sappiamo gia' dove fanno a finire', dice , "dobbiamo iniziare un tragitto differente, unendo persone diverse, che hanno culture diverse, che hanno capacita' di mettersi al servizio operosamente che, per citare Aldo Bonomi, e' l'Italia operosa e non l'Italia del rancore'." Molto bene , auguri anche a lei Onorevole, un gran bel discorso, ma sono solo parole senza senso che ci ripetete da anni.
Nulla di nuovo sotto il sole dunque , direbbe qualcuno, solo un po più retorica.
Non sarà certamente Rutelli il vero innovatore della politica italiana, anche lui è un qualche cosa di estremamente vecchio in quanto ad idee.
Con l'uscita di Rutelli dal partito forse il Pd conquisterà finalmente una sua vera identità.
L'importante è che quando Rutelli deciderà di uscire dalla sua "vecchia casa", non chiuda subito la porta alle sue spalle, almeno non prima di aver fatto uscire con lui anche qualche suo vecchio amico, la Binetti gli potrebbe essere più utile nella sua nuova "casa".
Chissà che così non cambi un po' anche il vento della politica italiana e che si cominci per davvero a respirare una "fresca" e "pura" aria di laicità anche nel Pd.

Il gruppo di facebook "Uccidiamo Berlusconi" cambia nome, credo di indovinare che cosa farà Maroni.

Difficile fare desistere i sostenitori , ora per loro è diventata una sorte di crociata; da una parte (loro) i sostenitori  della libertà della rete, dall'altra tutti gli altri , con in testa il ministro Maroni.
Il gruppo di Facebook che era nato con il titolo di "Uccidiamo Berlusconi" non molla la presa, anche a seguito dell'altissimo numero di adesioni, 36mila nel giro di poco tempo.
Semplicemente ha cambiato nome, non le motivazioni che lo hanno fatto nascere e  che erano in fondo quelle di creare un gruppo di opposizione "dura" al Cavaliere, non come pensava Maroni quello di ucciderlo per davvero.
 D' accordo il titolo era un'idiozia , una goliardata sciocca, puerile ed inutile, per qualcuno un "casus belli" , ideale e ricercato , messo lì, ad uso del Ministro dell'Interno e della maggioranza, su un piatto d'argento proprio nel momento in cui poteva essere più utile.
Ora le cose sono un po' migliorate, il "gruppo" si fregia del nome, sicuramente più consono, di "Berlusconi, ora che abbiamo la tua attenzione... Rispondi alle nostre domande" .
L'azienda di Palo Alto che gestisce il popolare social network non ha infatti deciso di accogliere le richieste del Ministro Italiano, si è limitata  a chiedere la modifica del nome, ma i messaggi sono gli stessi e lo stesso dicasi per le foto.
In fondo Facebook , verificato che il contenuto e le discussioni presenti all’interno del gruppo non violano le condizioni d’uso dello stesso, ad eccezione del nome, non hanno fatto altro che contattare gli amministratori del gruppo richiedendone immediatamente il cambiamento del titolo, in fondo dichiarano di comportarsi allo stesso modo con tutti i gruppi presenti. In fondo bastava che Maroni leggesse un po' per accorgersi che lì non vi erano feroci assassini e che forse valeva la pena fare quello che poi ha fatto Facebook, fargli semplicemente cambiare nome.
Resta da capire però perchè il Ministro dell'Interno si sia accanito su questo gruppo, e perchè poi solo su questo quando bastava cercare in Facebook   la parola ‘uccidiamo’ per scoprire che la stessa si trova affiancata ai romeni, agli zingari, a Travaglio, a Santoro e anche ai comunisti.
Forse i veri scopi del ministro non erano quelli di porre un freno all'odio , ma solo quelli di zittire una serie di oppositori di Berlusconi già sul nascere, o forse utilizzare pretestuosamente la scoperta.
Ora attendiamo le ulteriori mosse del Ministro,  ma io sarei disposto a scommetterei anche una sostanziosa cifra che si ritornerà ben presto a parlare di regolamentazione della rete, magari rispolverando quell'obbrobrio di proposta di legge che porta il nome della Carlucci e che la maggioranza sembra voler fare propria.

lunedì 26 ottobre 2009

Le differenze tra le vicende di Marrazzo e quelle del Cavaliere

Ora che Marrazzo se ne è andato emergono anche i retroscena di una vicenda che rischia di diventare , giorno dopo giorno, sempre più torbida e compromettente.
Nessuno fino ad ora ha detto interamente la verità, non lo ha ancora fatto compiutamente Marrazzo, non lo hanno fatto i quattro carabinieri inquisiti.
Restano sullo sfondo della vicenda due filoni di indagine importanti su cui la magistratura dovrà fare chiarezza, un giro di cocaina che appare spropositato ed inquietante ed un fiume di denaro che passa di mano in continuazione.
La vicenda in sè, se non fosse " tragica" nei suoi risvolti umani e non coinvolgesse un personaggio pubblico , sarebbe solo piccante e boccaccesca.
Quello che emerge è una relazione di Marrazzo con un transessuale che sembra durare da almeno sette anni, tre in più della durata del suo matrimonio con una giornalista di Rai3.
A un certo punto della storia , non si sa bene come e perchè, emerge un filmato, girato , si dice, da quattro “mele marce” dell’arma dei carabinieri, che si sarebbero introdotti illegalmente nella stanza in cui si trovavano Marrazzo ed il trans, filmando il loro l'incontro
I quattro carabinieri sono stati indagati , pare su segnalazione dello stesso Marrazzo, che avrebbe deciso di denunciare il ricatto e l’estorsione subita per varie decine di migliaia di euro.
Dietro la durezza dei nudi fatti si snoda e si agita la storia sicuramente dolorosa e tutta personale di un uomo e di un politico che ha avuto almeno la dignità di riconoscere le sue debolezze ed i suoi errori, dimettendosi di conseguenza dall’incarico di governatore.
Quello che personalmente mi pare non possa essere perdonato al Governatore è il fatto di essersi piegato inizialmente al ricatto e di non aver riconosciuto subito la verità dei fatti.
Se ne possono capire le motivazioni, dettate sicuramente dalla paura e dalla vergogna, ma queste non possono essere condivise.
Sarebbe servito , da parte sua, forse un po' più di coraggio nel riconoscere, accettare e far accettare la sua condizione umana; forse questo avrebbe permesso di salvare il politico.
A un rappresentante del popolo non si può perdonare di cedere al ricatto, e ad ogni rappresentante del popolo deve essere chiesto di non mettersi mai nella condizione di essere in alcun modo ricattabile.
Questo principio valeva ieri per Berlusconi così come vale oggi per Marrazzo , anche se obiettivamente una qualche differenza di comportamento la si nota.
Il primo parla tutt'ora di complotto, dei giudici, della stampa di editori a lui contrari, e neanche lo sfiora il dubbio che siano sensate le valutazioni di chi gli chiedeva di fare chiarezza o di rassegnare, opportunamente, le sue dimissioni.
Marrazzo, al contrario, ha riconosciuto , sia pure con qualche obiettiva difficoltà in più nella sua vicenda, sia le colpe che le debolezze e si è lasciato, a questo punto, completamente trascinare in uno scandalo che ha visto inghottire la sua vita e quella della sua famiglia.
Il suo caso umano merita tutto il nostro rispetto ma a questo punto era inevitabile che dovese farsi da parte sospendendosi dalla carica di Governatore del lazio.
A nessuno deve essere permesso di considerare immorali le sue scelte individuali, tanto più i suoi orientamenti sesuali, in fondo questi riguardano solo lui , la sua famiglia e la sua vita privata, ma noi non avremmo davvero potuto comprendere scelte politiche diverse da quelle che sono state fatte da Marrazzo.
Sono le conclusioni delle reciproche vicende personali ed i comportamenti diversi di fronte ad esse che hanno fatto la differenza tra i comportamenti pubblici dell'uno e quelli dell'altro.
Nessuno discute in fondo, con distorto e bigotto moralismo , della loro vita , quella che davvero ha fatto la differenza è la loro diversa morale pubblica.

venerdì 23 ottobre 2009

Maroni "oscura" Facebook ma non Bossi.

Sentire il ministro leghista Maroni parlare di chiudere la pagina Facebook "ucidiamo Berlusconi" perchè rappresenta un problema di cultura a molti potrebbe sembrare un'assurdità.
Se fosse davvero questo il problema andrebbero chiuse buona parte delle sezioni della Lega , oscurati alcuni loro siti in rete e molti dei loro manifesti pubblici andrebbero rimossi perchè intrisi spesso di razzismo e di odio.
Ma c'è di più , bisognerebbe   "oscurare" anche molte delle dichiarazioni del leader del Carroccio quando inneggia ai fucili già pronti per una sua fantomatica "rivoluzione".
Che pensa di farne ? di usarli forse come stuzzicadenti o minacciosamente come armi di offesa e di minaccia ?
O al contrario in questo caso dovremmo credere si tratti solo di "idiozie", buttate lì ad "usum stultorum" ?
Con una sorprendente decisione e  con un vero e proprio blitz  degno di un improvvisato stratega, Maroni ha comunque ordinato la chiusura su Facebook del gruppo "Uccidiamo Berlusconi".
Proprio in questi giorni, sull'onda delle pubblicità ricevuta, il sito aveva toccato le 17mila unità.
Pare che ora , oltre alla chiusura del sito, già effettuata, il Ministro abbia intenzione di denunciare gli utenti iscritti.
Nessuno credo, oltre al ministro , può seriamente pensare che si tratti di una minaccia invece che di una "goliardata" , sciocca ed idiota fin che si  vuole, oltretutto di cattivo gusto, ma rimane sempre e solo una "scherzosa goliardata". 
A qualcuno al contrario , con ancor meno ironia, non è sembrato vero poter intervenire e zittire così anche l'opposizione della rete, minacciando anche qui, come nel caso della carta stampata , denunce e provvedimenti.
Il metodo di questo governo non cambia, le intimidazione e le minacce neanche , e questa volta gli è stato fornito, su un piatto d'argento, per colpa di 20.000 ingenui sprovveduti , un qualche pretesto in più.
Maroni sembra non essersi mai accorto che in rete si trovano centinaia, forse migliaia di siti contro o a favore di qualche cosa, basta girarla o viverla la rete, come fanno assiduamente tanti giovani e meno giovani.
Tutti i  social network sono invaso da duri e aspri commenti contro questo o quel personaggio.
E in periodi in cui la "casta" dimostra di aver capito poco o nulla della situazione sociale e politica, sul web cresce la voglia di pagine contro i personaggi politici, un libero sfogo a rabbie a lungo trattenute.
A titolo di esempio ci sono "più di  180 gruppi contro il segretario del Pd, Dario Franceschini",  che Maroni sembra non aver mai visto.
Così come dicono siano "19mila gli iscritti a "Scommetto che riesco a trovare 50mila persone che odiano Veltroni e il Pd", per giungere a 1950 iscritti a "Sopprimiamo Franceschini" e 650 per "Franceschini sparati".
E poi in ordine sparso e casuale "D'Alema ti odio" e "Uccidiamo Bassolino", tutta gente che forse si è creata meno antipatie di Berlusconi.
Ma non ci sono solo i politici nel mirino dei "killer internauti" , si arriva anche a personaggi dello spettacolo e a giornalisti come Travaglio , Santoro e Vauro.
Che cosa vorrebbe fare ora Maroni, chiuderli tutti questi siti ? o chiudere solo quelli che sono contrari a Berlusconi ed al Governo ?
O forse pensa di intervenire sulla rete, oscurando ogni blog, ogni forum , ogni social network di questo paese.
L'Iran forse gli sembra un buon esempio.
Ancora non si sono accorti i nostri politici di quanto sia libera la rete e quanta sia la necessità che lo rimanga.
Non sarà facile l'impresa di zittirla, ma stiamo attenti, ho l'impressione che ci stiano provando.

giovedì 22 ottobre 2009

Rieccolo Bossi , in un colpo solo blinda il Veneto e Tremonti.

Si avvicinano le elezioni  e aumenta il nervosismo nella maggioranza di Governo.
Come al solito è Bossi che comincia con i giochi pirotecnici, lo fa  tanto per agitare le acque e fissare dei paletti, anzi delle belle zeppe da digerire per  Berlusconi e Fini.
La presa è diretta, le dichiarazioni lasciano spazio a poche interpretazioni  "Il Veneto è un caso chiuso e Tremonti è «intoccabile».
Con questo pare chiusa la partita per le candidature alle regionali del 2010  e con voce roca ma decisa il Senatur continua " non esiste un caso Veneto, l'accordo c'è" e naturalmente prevede la scelta di un nome del Carroccio, mandando al diavolo l'attuale Governatore Giancarlo Galan.
Di opinione diversa sembra essere invece Gianfranco Fini che al contrario sostiene che "la doppia candidatu­ra in Veneto e Piemonte di esponenti leghisti crea pro­blemi oggettivi  e definisce il caso Galan delicatissimo".
Anche La Russa ricorda come all'interno del Pdl  vi sia  " un obbligo statutario secondo il quale ogni decisione deve essere presa dall'ufficio di presidenza del Pdl dopo aver ascoltato i vari coordinatori regionali, per il momento ci sono rose di nomi, quelli definitivi saranno scelti a inizio novembre".
Per quanto invece riguarda Tremonti , Bossi si dichiara convinto che non esista alcuna fronda  per farlo cadere e che tra l'altro, e proprio per lui , questo governo non riuscirebbe a reggere senza Tremonti, "lui è intoccabile".
Siamo solo è vero all'inizio ma la partita delle candidature per le regionali rischierà di creare nuove frizioni nel Pdl.
Di una cosa si può esserne certi, se Bossi ha parlato non lo ha fatto in questo caso a vanvera, un qualche accordo con Berlusconi è già stato fatto, piaccia o meno a Fini e a La Russa.
Bossi aspetta l'incasso ed il premio per i successi elettorali della Lega, il suo obiettivo è chiaro , alla sua formazione dovranno essere assegnate le Presidenze di due Regioni del Nord ,o qualche cosa in cambio di pari importanza.

mercoledì 21 ottobre 2009

Appalti pubblici, nuovi guai per la famiglia Mastella.

E' un vero e proprio terremoto quello che si è abbattuto sull'Arpac, l'agenzia dell'ambiente campano.
Sono infatti 63 le persone a vario titolo indagate, 18 i divieti di dimora emessi, 6 le misure interdittive.
Una vasta operazione, condotta dalla Guardia di finanza di Napoli e dai carabinieri di Caserta, ha coinvolto a vario livello politici, dirigenti della pubblica amministrazione, professionisti e imprenditori campani.
Tra i tanti indagati  spiccano i nomi dell'Europarlamentare Clemente Mastella e della moglie Sandra Leonardo, presidente del Consiglio regionale Campano,  del figlio Pellegrino e del consuocero Carlo Camilleri.
Come si vede una famiglia intera che ha fatto della politica la sua professione , secondo i giudici non si sa quanto disinteressata. 
Sandra Lonardo ha ricevuto questa mattina alle sette il divieto di dimora in Campania, mentre Clemente Mastella ha ricevuto la notizia mentre si trovava a Bruxelles.
Le accuse contestate agli indagati vanno "dall'’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, al falso, all'abuso di ufficio, alla turbativa d’asta e alla concussione".
Nel mirino dei giudici inquirenti sono finite sia la gestione di appalti pubblici, sia i concorsi finalizzati all’assunzione di personale e all'affidamento di incarichi professionali nella pubblica amministrazione.
Sembra , secondo notizie riportate da tutti gli organi di stampa, che "sarebbero stati trovati dei file in cui ogni nome da assumere era rigorosamente abbinato a quello di un politico Udeur  e che , nel partito chi non si piegava a quest'andazzo veniva vessato e intimidito".
La signora Leonardo Mastella ha dichiarato di non essere nemmeno riuscita a capire di cosa fosse accusata, mentre il capogruppo Pdl a Strasburgo Mario Mauro ha protestato contro «la violazione dell'immunità parlamentare dell'eurodeputato Clemente Mastella".
Strano l'atteggiamento delle proteste prima della verifica dei fatti; una difesa preventiva, a priori, "a prescindere" ,come dicono in Campania.
Per quanto ci riguarda possiamo stare tranquilli, ancora una volta si parlerà di persecuzione politica, di giudici politicizzati e di toghe rosse, si riproporrà una volta di più il tema dell'immunità parlamentare o l'urgenza di leggi speciali a salvaguardia della politica e dei suoi rappresentanti.
Tutti temi urgenti e sacrosanti per "loro",  mai una volta però che si senta parlare di moralità, di etica professionale o di serietà.
I coniugi Mastella , come tanti loro "Onorevoli colleghi", hanno spesso servito la Repubblica in formazioni "alterne", a volte collocandosi a sinistra  ed altre "riciclandosi" a destra, facendo cadere o salvando interi governi, della prima, come della seconda Repubblica.
Hanno però sempre avuto, nelle loro alterne vicende, delle caratteristiche costanti , che li hanno accompagnati indipendentemente dallo schieramento politico per tutta la loro vita; per prima cosa il fatto di essere "chiacchierati", poi di essere spesso inquisiti, ma in ogni caso di essere poi sempre costantemente eletti.
Non me la sento quindi di attribuire , sempre ed indistintamente, ogni colpa alla politica ed ai suoi rappresentati, che già portano il loro pesante fardello.
Per una volta sola , o per questa  volta, la colpa di  questo malcostume  riusciamo a  darla  almeno anche agli Italiani ?

martedì 20 ottobre 2009

"Basta odio, basta veleni o ci scappa davvero il morto".

Pare pensieroso Sacconi  quando , forse riflettendo ad alta voce, si lascia sfuggire quel "Basta veleni o ci scappa il morto".
Le affermazioni del Ministro , forse più che un ammonimento ad altri, sembrano  essere  un richiamo al suo partito , Presidente del Consiglio in testa, affinchè alla fine la ragione prevalga sulle "fuorvianti polemiche".
Resta vera  la considerazione che anche la politica, in generale ed ancor più nei momenti di crisi, deve riflettere su quella violenza verbale che, da tempo, si è impadronita dei Palazzi, dei media e delle piazze, e che oramai,  quasi quotidianamente, si scatena ininterrotta e violenta contro ogni istituzione, contro ogni presunto o vero nemico.
Basta davvero polemiche, basta con i toni astiosi e con le minacce nei confronti di tutti, ad ogni piè sospinto , ad ogni stormir di foglia; la vita democratica di una qualsiasi repubblica ne uscirebbe disastrata, delegittimata
Basta davvero , il Premier abbassi i toni e gli attacchi, lo faccia anche qualcuno dall'opposizione , o prima o poi ci scappa davvero il morto.
Chi semina vento alla fine raccogli tempesta, e Berlusconi , negli ultimi tempi , sembra incarnare Eolo mentre soffia ai quattro punti cardinali.
Qualcuno finalmente sembra accorgersi della necessità che la politica tutta "rinunci alle violenze verbali, e ad ogni atteggiamento violento e insofferente.
Non preoccupa in sè la minaccia rivolta, proprio in questi giorni, da presunti terroristi, a Berlusconi , a Bossi come a Fini.
La lettera minatoria indirizzata al Riformista sembra più uno scherzo di cattivo guasto che altro, alla fine pare solo destinato a convogliare solidarietà e simpatie proprio nei confronti dei minacciati.
Ma basta girare un po' per il web, anche per un solo attimo, per accorgersi  a quale livello sia oramai giunto il clima di contrapposizione e di scontro in atto, a volte si rasenta per davvero l'odio.
L'italia sembra oramai un enorme crogiolo vulcanico in continua ebollizione.
Dietro ogni rabbioso "boato" si scorge il magma che ribolle nel suo profondo.
Prima o poi quel cratere sembra destinato ad eruttare tutta la sua forza e la sua rabbia distruttrice.
Non si salvano in questo imbarbarimento dello scontro nè la politica nè i media, non lo fa la stampa e neppure i  social network, da Twitter a Facebook , dai Forum alle discussioni , dai video di Youtube  alle bacheche virtuali.
Ci sta di tutto , ancor di più nella rete.
Si passa con disinvoltura dalla grossolanità alla cattiveria, dal delirio all'istigazione; con più in alto si guarda o si ascolta, con più si corre il rischio di ulteriori e più amare sorprese.
Neanche i nostri caduti in Afghanistan sono riusciti a passare indenni nel crogiolo di questi astiosi sentimenti. Neanche l'atavico rispetto per la morte ha permesso una ragionevole pacatezza, una sensata compostezza.
Ora giungono i primi richiami ad abbassare i toni, lo scontro, la delegittimazione.
Ci si accorge, forse con qualche ritardo che il Paese ha bisogno di essere ricostruito, non distrutto.
Credo che mai appello sia più utile e necessario, poco importa se fatto dal presidente della Repubblica o da Sacconi.
Lo è proprio ed anche perchè questo paese ha già vissuto e vinto, nei tristi e bui anni del terrorismo, la sua battaglia contro la violenza e  l'odio.
Proprio per questo non vorremmo che la storia ripercorresse uno dei suoi periodici cicli, per gli errori e le colpe di qualcuno o di tanti, per la disattenzione di tutti.
Ad ognuno compete il suo ruolo, ognuno deve fare la sua parte, ma l'esempio deve per forza di cose arrivare dall'alto.
L'odio è lo scontro non possono appartenere alle istituzioni,  a queste si addice solo il confronto.
Abbassiamo quindi i toni , abbassiamo le polemiche davvero, facciamolo ora , subito , prima che ci scappi per davvero quel morto che nessuno sembra volere,  prima che ancora ritornino in questo paese stagioni e tempi che si pensavano oramai conclusi, ricordi di un passato, oltretutto buio, triste ed infelice.

lunedì 19 ottobre 2009

Posto fisso, finalmente una cosa di sinistra poco importa se detta da Tremonti che è di destra.

oIl ministro dell’Economia, con una dichiarazione che ha lasciato molti sorpresi, ha affermato “Non credo che la mobilità sia di per sé un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia.
La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale”.
Che dire ? Finalmente una cosa di sinistra , poco importa se detta da Tremonti che è di destra.

L'ora di religione per i musulmani, l'errore dei laici D'Alema e Fini.

Pare in fondo bella  e democratica l'idea che anche per gli alunni musulmani possa finalmente essere introdotta nelle scuole "l'ora di islam".
Il principio sembra nobile, certamente l'idea piace alla sinistra perchè rientra nei suoi schemi logici e mentali , porta tutti i cittadini sullo stesso piano, assicura ad ognuno gli stessi diritti e la stessa libertà , anche di culto.
La cosa strana è che invece ora l'idea sembra conquistare anche la destra.
Rientra forse in quel sentimento di "buonismo" e di egualitarismo "spannometrico" di fondo che attraversa vasti strati della nostra società e che, pur nobile e generoso, alla fine ed involontariamente, ci consegna più problemi di quanti non ne risolva.
Certo , a nessuno sfugge il fenomeno dell'immigrazione ; più che tale si sta oramai dimostrando come una vera e propria "migrazione" di portata biblica di intere  popolazioni, una vera fuga dal sud al nord del pianeta, sotto il peso della fame, delle carestie e della miseria.
Come è logico e normale la coabitazione forzata e la vicinanza tra culture e costumi così diversi, pongono problemi seri di integrazione.
A nessuno serve ignorare il problema che è sotto gli occhi di tutti, a nessuno è permesso sottovalutarlo e tutti debbono impegnarsi nella ricerca di soluzioni.
Piaccia o meno ai benpensanti, la nostra società futura sarà sempre più multietnica e multirazziale.
Proprio per questo lo stato a cui dobbiamo pensare deve essere laico, non religioso.
Illudersi che l'insegnamento della religione nella scuola possa contribuire a risolvere il problema dell'integrazione è solo una pia illusione.
Il dubbio è esattamente contrario , si finirebbe forse per frapporre ulteriori ostacoli.
Ancora non sappiamo cosa ne pensano i musulmani della proposta , ma per quanto riguarda i cattolici ci sono già bastate le dichiarazioni contrarie della Cei e del Cardinale Bagnasco.
Una bella "zeppa" è costituita dal fatto che entrambe le religioni  professano l'unicità della loro fede, predicano che il loro è il solo e unico Dio, chi non crede in lui è sempre e solo un "infedele".
Nessuna fede religiosa e men che meno l'Islam confida e crede nel "relativismo e nella neutralità religiosa" che al contrario sono solo frutti dell’illuminismo europeo e della tollerante e moderna civiltà occidentale.
Ecco perchè non si risolve alcun problema di integrazione confidando nel principio che l'insegnamento religioso possa contribuire a creare una società o degli individui più tolleranti.
Solo la laicità dello stato assicura invece le maggiori libertà individuali compresa la libertà di professare la propria fede religiosa sia essa cristiana , musulmana o buddista.
Spiace vedere come laici attenti e generosi, quali sono Fini e D'Alema , possano poi cadere così istintivamente nel tranello "egualitario" dell'ora di religione per "tutti" , anche per i "musulmani", senza pensare alle difficoltà di realizzazione, senza accorgersi che in fondo la proposta vera non era estendere l' ora di religione a "tutti" , musulmani ed ebrei , ma semplicemente assicurare la "libertà" "religiosa" di tutti, atei e credenti, individualmente e democraticamente.
In fondo, se ci si pensa bene, una società multietnica per poter crescere deve essere per forza di cose solo laica, non religiosa.
E' proprio per questo che mi preoccupo ancora di più quando vedo quanto sia difficile, anche per dei laici onesti, essere coerenti  con le proprie idee, anche quando sono mossi da nobili intenzioni ; tra l'altro mi rattrista davvero verificare di persona come sia vero il detto che la strada dell'inferno è spesso lastricata , non di cattive , ma di buone intenzioni, fatte spesso in buona fede, come in fondo lo sono le sortite odierne di Fini e D'Alema.

venerdì 16 ottobre 2009

I suggerimenti e gli inconsci inviti di Berlusconi....

Sembra raggiante Berlusconi quando prevede e annuncia  che l'evasione del canone Rai raggiungerà il 50% .
Naturalmente secondo lui la colpa di questo sarà interamente da addebitare ad Annozero , a Ballarò , alla Dandini , a "Che tempo che fa" di Fazio, a Report; in pratica a buona parte delle trasmissioni di un qualche spessore e di un qualche livello della nostra televisione pubblica.
Tolto di mezzo quelle non rimarrebbe , è vero, più nulla a contrastare il Premier , ma è altrettanto vero che della nostra televisione  rimarrebbe proprio e solo il "nulla" più assoluto, grazie anche alle oculate "scelte" di direttori, giornalisti e conduttori eseguite da questo governo.
E' decisamente di cattivo gusto però,  fuori luogo e preoccupante, vedere come Berlusconi, il proprietario della principale azienda concorrente della Rai, ne dia raggiante l'annuncio, sciorinando subito dopo,  quelli che secondo lui ne sono i motivi e quella che, sempre secondo lui, ne dovrebbe  essere la cura.
Neanche si rende conto il Presidente (o forse si) di quanto sia sbagliato il messaggio che sta veicolando, quello che a fronte di una qualche trasmissione che non si condivide sia , oltreche "possibile" anche "comprensibile"  la scelta di non pagare il canone.
Quasi a voler dire, estendendo il concetto, che tutti noi che non condividiamo proprio nulla o semplicemente poco dei programmi di Berlusconi e del suo governo, potremmo a ragion veduta, decidere da domani, di non pagare più le tasse.
Se questo vuole essere un suggerimento, non è detto che non si possa davvero accogliere, se davvero si potesse contare ,  almeno così ci sembra, su  "un'analoga comprensione" da parte del nostro Presidente.

Blog Action Day 2009: cambiamenti climatici

Molte le organizzazioni ed i bloggers che oggi celebrano "Il Blog Action Day 2009, l' iniziativa che fa capo al social network Change.org e che in questa occasione è dedicato al tema del cambiamento climatico.
Vale la pena, mi pare, richiamare l'attenzione di tutti sul tema, al fine di far crescere e sviluppare in ogni strato sociale la sensibilità e la consapevolezza sui pericoli dell'inquinamento e del riscaldamento globale.
Oramai sono accertate, e accettate da tutti, le prove scientifiche che l’agire umano sta cambiando l'habitat ed il clima del pianeta, facendo aumentare fortemente la concentrazione di CO2 nell'atmosfera, innalzando la temperatura media del pianeta , sciogliendo i ghiacciai e innalzando il livello del mare.
Se il cambiamento climatico viene oramai considerato da tutti come una come una delle principali emergenze che il mondo dovrà affrontare durante questo secolo , deve essere evidente che si devono adottare nuovi comportamenti ed abitudini maggiormente virtuose e rispettose dell'ambiente e del clima.
Non esiste molto tempo per invertire la tendenza in atto , forse solo qualche decennio e poi verrà raggiunto, si teme, il punto di non ritorno.
Bisogna quindi agire in fretta, i governi si devono dotare di programmi e politiche di contenimento delle emissioni gassose, devono incentivare lo sviluppo e l'utilizzo di tutte le forme di energie rinnovabili, ma è evidente che tutti noi,  senza distinzione alcuna, dobbiamo avere una chiara conoscenza e una maggiore coscienza del problema per poter adottare i  comportamenti coerenti e necessari al raggiungimento degli obiettivi globali.
Non è permesso a nessuno sfuggire al problema, neanche le piccole furbizie servono.
A volte può bastare un grado di temperatura in meno nei nostri ambienti riscaldati e condizionati, altre volte l'utilizzo di una bicicletta al posto della macchina , una lampadina a basso consumo, una corretta raccolta differenziata.
Ma , visto che il tempo stringe e l'inquinamento avanza, perchè non cominciare già da oggi con qualche piccola azione ?
Ne beneficerebbero sicuramente l'ambiente ed il clima, ma ne godrebbe sicuramente anche la nostra salute.

giovedì 15 ottobre 2009

Il ponte sullo stretto, la Piramide di Berlusconi.

"A dicembre cominceremo la realizzazione del Ponte sullo Stretto" ha detto ieri raggiante il presidente del Consiglio a villa Madama.
L'annuncio viene dato all'interno di un ragionevole e condivisibile discorso sulla necessità di dotare finalmente il paese delle infrastrutture necessarie al suo sviluppo..
Come tutti sanno il Ponte sullo Stretto era e rimane la vera opera simbolo della volontà del Presidente del Consiglio di ammodernamento del paese, nonchè della volontà di passare alla storia del Cavaliere.
A onor del vero i lavori per il ponte non potranno partire se non dall'inizio del 2011, per ora si tratterebbe solo di iniziare alcune opere "a terra".
Ma l'effetto mediatico dell'annuncio risolleva in parte l'immagine ed il gradimento del premier, in caduta libera negli ultimi periodi, nonostante le sue  smentite.
L'opera in sè è grandiosa , resta da chiedersi solo se è  importante , utile e prioritaria.
Nutro , come tanti,  al riguardo fortissimi dubbi. Viviamo in un paese in cui, per stessa ammissione dei ministri, non ci sono risorse per mettere in sicurezza il territorio, un paese in cui ad ogni acquazzone si accompagna una frana o peggio ancora una tragedia, come a Messina, un paese in cui, pur essendo più di metà del territorio in zone sismiche, non siamo in grado di  costruire edifici pubblici e case antisismiche.
E' curioso poi che l'annuncio del Premier venga fatto nello stesso giorno in cui l'associazione dei costruttori denuncia " il totale azzeramento dei fondi per l'Anas".
Basterebbe girare il paese da nord a sud per accorgersi di quante opere , ben più importanti e necessarie del ponte sullo Stretto, attendono di essere realizzate e completate; quanti chilometri di strade o di ferrovie languono in totale abbandono senza la minima manutenzione.
Viviamo purtroppo in un paese con una rete ferroviaria inadeguata ed insufficiente , provate a  chiederlo ad un qualsiasi pendolare, con una rete stradale che fa acqua e , proprio letteralmente, buchi da ogni parte, non essendo in grado le pubbliche amministrazioni di reperire nemmeno i finanziamenti per una riasfaltatura.  
Nell'antico Egitto i faraoni, per tramandare la loro fama ai posteri, come simbolo della loro potenza e della loro gloria costruivano quei mirabili  e grandiosi "templi" alla "vanagloria ed alla presunzione" dell'uomo che sono le Piramidi.
Opere d'arte meravigliose, imponenti, simbolo della grandezza dell'uomo, monumento eterno al faraone ed al suo potere.
Ma provate a pensare all'utilità pratica delle piramide, costruite con i sacrifici di milioni di persone, utilizzando risorse che potevano essere impiegate diversamente per cambiare e migliorare la vita degli egiziani, in pratica non servivano letteralmente a nulla, se non a inorgoglire il faraone.
Ecco reso l'idea , il Ponte sullo Stretto, opera gigantesca e forse mirabile, non sarà altro che una nuova "Piramide" , voluta da Berlusconi.

mercoledì 14 ottobre 2009

Hanno affossato la legge sull'Omofobia: ecco finalmente una buona notizia per qualcuno.

Dopo alcuni mesi di discussione ieri è stata affossata dal Parlamento la "legge Concia" sull'omofobia, con un voto di maggioranza si è votato infatti la sua incostituzionalità.
La pregiudiziale, sollevata dall'Udc e condivisa da buona parte del Pdl , ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti.
Molte le polemiche e le divisioni che hanno fatto seguito al voto.
Era stato un deputato del Pd , Anna Paola Concia, dieci giorni fa a presentare questa proposta che inseriva, tra le aggravanti dei reati, i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».
Era questo in fondo un  modo per riempire un vuoto legislativo che collocava l’Italia fra i pochi Paesi dell’Unione Europea a non avere ancora alcun tipo di regolamentazione in materia.
Come spesso accade nel nostro paese, ipocrita quel tanto che basta, clericale quando fa comodo, bigotto ed intransigente quando le decisioni coinvolgono le scelte ed i comportamenti altrui , le divisioni sono sembrate subito laceranti anche all'interno delle rispettive coalizioni.
Si sono visti così deputati del Pdl votare con l'opposizione e l'immancabile Binetti , creando nuovamente un caso che alla fine qualcuno dovrà risolvere, votare a favore della maggioranza.
Ipocrita, e strumentale come sempre l’opposizione dell’Udc, questa volta presentata sotto forma di  "dubbio di costituzionalità".
Ha ragione davvero Miriam Mafai che dalle pagine di repubblica scrive : "Ecco una buona notizia per coloro che, in un'Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare, calpestare.
Una vittima incolpevole se non accettando il principio di una sua presunta "diversità" da opporre a non si sa quale "normalità".
Le buone leggi, quelle che vengono di solito approvare velocemente da questo Parlamento ,  sono solo quelle come il Lodo Alfano che introducano privilegi per qualcuno, non quelle che vogliono far salvi i diritti di tanti.
Una buona notizia, insomma per quanti, repressi sul lavoro o nella società, hanno imparato a scaricare le loro tensioni e la loro rabbia sociale su uomini o donne, colpevoli solo di avere abitudini e tendenze sessuali diverse.
Sono questi gli uomini che con un eufemismo qualcuno definisce "normali" , gente che si apposta in branco nel buio di strade poco frequentate per un vile agguato, gente che all'apparenza "sembra" avere "saldi principi morali".
Le loro spedizioni punitive non sono così infrequenti , è successo più volte ed in molte città, sembra diventata una moda, non si sa se più cattiva o stupida , per trascorrere in gruppo una serata diversa , per illudersi di vivere e di essere qualcuno, per "dimostrare" in questa maniera , visto l'impossibilità di farlo in altre,  di avere coraggio, di avere "valori".
Quanta meschinità in tutto questo, quanta aberrante stupidità in chi considera che per affermarsi individualmente sia necessario o utile calpestare valori, diritti, principi, e uomini e donne compresi.
Ora , con buona pace di tutti, la legge è stata definitivamente affossata.
Era, si dice, una buona legge, che faceva salvi gli uni senza "infastidire" o "preoccupare" gli altri.
La maggioranza e l'Udc saranno soddisfatte, lo saranno forse anche la gerarchia della Chiesa.
Potranno così, tutti assieme ed in folto gruppo, vivere in buona compagnia la loro soddisfazione, la condividono in fondo con quei branchi di "presunti uomini" che attendono agli angoli delle strade, nelle più buie periferie, le loro prossime vittime.
In fondo si può essere violenti e crudeli in molti modi, ed il proprio "coraggio" lo si può esternare in mille maniere.

martedì 13 ottobre 2009

Tranquilli, Berlusconi ha detto: "alla democrazia ghe pensi mi" .

Non c' è davvero nè pace nè fine con Berlusconi, ogni giorno è peggio del precedente.
Non è servito a nulla neanche l'invito , rivolto al Presidente del Consiglio da parte di Emma Marcegaglia, al rispetto delle istituzioni e del Presidente della Repubblica.
Anzi , proprio in quel convegno Berlusconi ha rincarato la dose.
Oltretutto pare che il paese, molti media ed anche i cittadini si stiano abituando al metodo ed al clima di scontro e di contrapposizione che oramai dilaga e ci divide, come eserciti contrapposti. 
Non si sa più che dire nè che pensare, si finisce per riconoscere che le colpe sono sicuramente del personaggio ma che c'è anche qualche cosa che non convince nel sistema, nelle regole, nel concetto dominante di democrazia.
Qualcuno, come il direttore di Repubblica è convinto che ""IL peggio deve ancora accadere".
Il riconoscerlo o il saperlo non serve però ad esorcizzarlo o ad evitarlo.
Che cosa si può mai dire quando, non un "pirla" qualsiasi , ma il presidente del Consiglio, proprio dal palco degli industriali a Monza, chiama alla "ribellione le forze produttive contro un giornale" colpevole solo di criticarlo apertamente ?
Siamo al delirio come si vede, ad una "deriva populista" senza precedenti e senza più davvero alcun limite.
Un capo di governo che invita gli imprenditori, ma spesso lo ha esteso l'invito anche il popolo, a "ribellarsi", a volte realmente, a volte metaforicamente , contro un quotidiano, contro la giustizia, contro le istituzioni.
E se Repubblica è da sempre "anti-italiana", il Corriere delle Sera , come ai vecchi tempi è ora "anti-berlusconiano" , di "sinistra" lo definisce proprio.
Si coglie, anche qui a Monza come sempre, nei discorsi del Presidente un vecchio livore contro le opposizioni, una intolleranza  alle critiche che dovrebbe far pensare.
Sembra davvero scarsa nell'uomo l'assuefazione alla democrazia ed alle sue regole, anche comportamentali.
E strano come questo paese , ricco di storia e di pensiero, non abbia ancora colto i pericoli, nè intuito in profondità  le inconfessabili tentazioni.
Berlusconi è un uomo che non accetta critiche e neppure regole, un uomo che solo perchè eletto ( neanche dalla maggioranza degli italiani visto che erano il 48%), crede gli sia tutto dovuto e permesso senza renderne conto a nessuno , nemmeno alle legge.
Ma il punto estremo del suo pensiero, il Cavaliere lo raggiunge proprio qui a Monza, con quella che lui forse domani dirà essere stata, come suo solito, una semplice battuta, ma che tuttavia è significativa e serve ad inquadrare i suoi ragionamenti , le sue volontà come le sue intenzioni.
Rivolto a quella platea di industriali  che lo considerano uno dei loro non fosse altro perchè non ne hanno mai avuto tanto  bisogno come in questi momenti di crisi, si lascia andare in quel "Voi pensate a produrre, alla democrazia e alla libertà ghe pensi mi".
Le parole, gravi ed ancora una  volta irresponsabili , sono passate quasi inosservate, pochi i media che oggi le hanno sottolineate o commentate.
Forse non farà più paura a nessuno l'avvenire economico di questo paese vivendo nell'illusione che la crisi sia finita , ma forse è giunto il momento di cominciare anche a preoccuparci per davvero per il nostro avvenire democratico.
Dovrebbe davvero far paura a tutti , non solo a qualcuno, un paese in cui un solo uomo si sente autorizzato, non solo a  pensare ma anche ad operare per la democrazia e per la libertà di tutti.
 Nessuna "delega"  va mai data a qualcuno "in bianco", senza regole, senza controlli, senza doverne per forza di cose renderne conto a nessuno, questo sarebbe poco saggio, oltre che naturalmente estremamente pericoloso.

lunedì 12 ottobre 2009

Osimo, padre accoltella la figlia perché si fidanza con un albanese.

Spesso è la diffidenza e l'incomprensione , a volte sono diversità culturali profonde , costumi e stili di vita diversi che creano problemi alla civile convivenza dei popoli.
La convivenza forzata poi è spesso la causa scatenante di conflitti profondi e radicati.
Non è detto poi che l'aver vissuto all'interno di società più aperte, colte o considerate civili , possa essere di per sè stesso d'aiuto.
Se ieri accadeva di assistere all'uccisione di giovani donne arabe per il semplice fatto che queste pretendevano di  vivere alla maniera occidentale o , semplicemente perchè queste si fidanzavano con ragazzi italiani, come si vede ora capita anche l'esatto contrario.
E' successo così oggi che , Mario Matarazzo, 44 anni di Osimo, non sopportasse più la relazione della figlia di 23 anni con un albanese, e per questo l'ha colpita alla gola con un punteruolo la scorsa notte.
Ora l'uomo è rinchiuso in carcere con l'accusa di tentato omicidio aggravato, mentre la ragazza è ricoverata nell'ospedale regionale di Ancona.
Non è in pericolo di vita e dovrebbe guarire in una ventina di giorni.
Non consideriamoci perciò per il semplice fatto di essere italiani di essere diversi o migliori di altri.
Tutto il mondo è paese, ed in tutto il mondo prosperano e vivono sia i pregiudizi che l'ignoranza.
A noi combatterli , in qualsiasi maniera, quando questi si presentano.

Gesù ? il secondo uomo più perseguitato della storia dopo Berlusconi.

Spiace doverlo dire ma oramai in Italia si è arrivati al punto che è impossibile, a meno non accada una qualche disgrazia nel mondo,  non occuparsi del "delirio" del nostro premier e delle sue esternazioni.
E, anche ammesso che un qualche giorno della settimana il mondo abbia altro da fare che seguire le elucubrazioni del  nostro Premier, ci pensa sempre lui ad attirare su di sè  l'attenzione.
Ieri , dal palco  del PalaTedeschi di Benevento, in chiusura della Festa della Libertà del Pdl, ancora una volta  il nostro Cavaliere si è lasciato andare ad un attacco don Chisciottesco contro il "mondo" e contro quanti dimostrano di non approvare interamente il suo operato.
Date le premesse , come si può immaginare ce n'era per tutti , dalla stampa straniera ai magistrati, dalla Corte Costituzionale a Napolitano , da De Benedetti alla televisione, ai giornali italiani che ancora non sono sotto il suo controllo. 
Le prime parole utili per spiegare l'animo e la reazione del Cavaliere è che nel mondo "esiste uno spirito anti italiano".
Solo casualmente, si osserva e si ricorda, come anche l'autarchico regime fascista si sentisse circondato da nazioni e popoli ostili. 
Con il sottofondo oramai patetico delle note di "Meno male che Silvio c'è" , Berlusconi , dal microfono ci "ricorda" che "Ci sono giornali stranieri, imbeccati da certa stampa italiana, che muovono solo accuse assurde, ridicole, che fanno male all'Italia, "sputtanando" non solo il presidente del Consiglio, ma la nostra democrazia e il nostro Paese, danneggiando anche i nostri prodotti".
Come si vede manca la coscienza delle colpe, dei colpevoli, della realtà , nonchè una chiara valutazione dei fatti.
Poi per via dello "sputtanamento" poi forse sarebbe stato più conveniente tacere.
D'altronde, come è noto, questo è il personaggio ; invariato rimane sempre il suo principio ,  negare, negare sempre tutto , anche l'evidenza.
Un militante del Pdl dal fondo della sala grida  "Silvio Santo subito", una donna dalla platea invece grida che "lui e il governo se ne devono andare a casa".
Chi lo vuole santo viene lasciato in sala, chi protesta viene allontanato. Anche questo fa parte del sistema e del metodo.
Fuori dal PalaTedeschi un gruppo di manifestanti ed esponenti di Cgil, Cisl e Uil di Benevento, chiedono di incontrare il premier, mentre al suo arrivo questi è stato accolto dai fischi dei precari della scuola.
Niente di tutto ciò viene trasmesso dalle nostre televisioni, e quei cori , come quei fischi sono tenuti a distanza da un cordone di polizia. Solo quel tanto che basta per nasconderli alle orecchie ed agli occhi degli italiani e poco importa vengano menzionati su poveri blog o su qualche quotidiano, la vera informazione la danno le televisioni, sono queste che contano, fanno e formano opinione. .
Cosa intenda fare il Premier per "raddrizzare" la situazione a suo vantaggio, è subito chiaro quando si lascia andare a dire che lui  non crede che si possa  più "consentire di rivolgere infamie, improperi, insulti e volgarità a un premier eletto direttamente dal popolo, bisogna cambiare questa situazione".
Tornando poi sulla Corte Costituzionale e sulla bocciatura del Lodo Alfano , il Cavaliere sostiene "spudoratamente" di "non aver detto, sull'argomento,  una parola fuori luogo perché non si può continuare così; non si può far lavorare il Parlamento per molto tempo e poi intervenire su questa decisione negando se stessi e negando una decisione che la Corte prese quattro anni fa".
Insomma la Consulta doveva dire di sì , e visto che così non è stato "bisogna evitare che si ritorni a un Parlamento che non può legiferare a causa di una Corte che non è organo di garanzia ma organo politico".
E cosa ha in mente di fare lo dice subito, oltre a riformare la Corte o quanto meno a sostituire i giudici dichiara che vorrebbe imitare alcune altre "democrazie  che non hanno bisogno di questa norma (l'immunità per le alte cariche, ndr) perché  i pm là non sono autonomi e indipendenti nel più alto arbitrio, ma sono sottoposti al ministro della Giustizia e all'esecutivo".
Giudici avvisati , mezzo salvati, altro che indipendenza della magistratura, qui se ne chiede direttamente il controllo.
Poi il Cavaliere prosegue per la sua strada; il Pd non è democratico , si tratta secondo lui dei soliti vecchi comunisti che si servono di De Benedetti   e persino della sentenza sul Lodo Mondadori che avrebbe dovuto colpirlo patrimonialmente e quindi farlo fuori, "facendo realtà i sogni di D'Alema che ebbe a dire che voleva vedermi sui gradini di un chiesa a chiedere la carità: il tutto attraverso lo strumento di una giustizia deviata che usa la giustizia non ai fini di giustizia, ma di lotta politica.
"Non possiamo accettare di tornare nelle condizioni vissute anni fa".
E sopratutto, non lo dice ma lo pensa, non si può accettare di pagare quanto richiesto dal giudice alla Cir.
Sulla Mafia il Premier nutre il dubbio ci sia ancora qualcuno che voglia ricordarsi di un suo vecchio "stalliere" e di alcuni fatti vecchi di 20 anni che sarebbe molto meglio lasciar perdere.
Sulla magistratura e suoi processi il Premier rassicura la platea, lui continuerà nel suo mandato, nonostante tutto.
Berlusconi tira dritto sulle inchieste, tanto sa che oramai può confidare o sulla prescrizione o sul fatto che ora il suo stesso partito sta pensando di ripristinare l'immunità parlamentare per tutti.
Come dire uscita  dalla finestra "l'immunità" per le quattro più alte cariche dello stato la facciamo rientrare dalla finestra estendendola a tutti.
Non c'è fine come si vede alla sfrontatezza del governo ed alla convinzione che gli italiani oramai siano tutti idioti.
Verso la fine Piersilvio parla di intercettazioni , ed anche qui, onde fugare ogni dubbio visto che periodicamente si faceva "beccare" , assicura che sarà rivista la normativa visto che "In una democrazia la privacy e la riservatezza sono un bene primario di ogni cittadino, perché il primo diritto è quello della privatezza e della inviolabilità delle conversazioni". Sopratutto di quelle che in un qualche modo lo hanno fortemente imbarazzato o messo nei guai.
Per ultima davvero rimane la riforma del processo penale che "è allo  studio ed è pronta", dice.
Anche se a me pare preoccupante e davvero puerile l'affermazione che questa andrà davvero fatta perchè non è possibile che "Quando il presidente del Consiglio si rivolge alla magistratura perché gli hanno dato del "buffone", la magistratura dice che è stata una goliardata". Forse lui si aspettava o pensava a soluzioni un po' più drastiche ed a pene più severe, forse come quelle che si applicano in Iran nei confronti degli oppositori del regime.
Se non ci fossera tanti motivi per doversi seriamente preoccupare e non si cominciasse per davvero a dare ragione alla Signora Lario quando supplicava di aiutare il marito perchè " ammalato" ,  i discorsi del Presidente del Consiglio meriterebbero di essere accolti e sommersi da fragorose risate.
Dopo averlo ascoltato , mi pare venga istintivo condividere il pensiero di quel "saggio" di Benigni, il quale riconosce  di essere solo il secondo miglior comico degli ultimi 150 anni, visto che il primo posto va assegnato sicuramente al nostro Premier, e che in fondo Gesù Cristo fu il secondo più perseguitato nella storia, visto che anche qui il primo posto se lo merita senza ombra di dubbio Berlusconi.
Quello potendosi fregiare del solo titolo di re dei giudei , nato e rimasto povero , non aveva difese ed ha dovuto sopportare la sua croce , questo invece, avendo fatto fortuna ed essendo diventato Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia come si  si vede , la croce vuole farla portare ad un intero paese.
 
     

venerdì 9 ottobre 2009

Berlusconi, In Italia il Lodo , sulla stampa estera le lodi.

In Italia oramai il clima politico , dopo la sentenza sul Lodo Alfano e le reazioni del Premier , è invelenito al massimo, sullo sfondo rimane quel conflitto istituzionale che danneggia non solo il paese ma anche l'idea stessa di democrazia.
Un Premier  "irresponsabile" accusa tutti e tutto di lesa maestà per il semplice fatto che si è stabilito che in Italia Silvio Berlusconi è un cittadino come tutti gli altri, soggetto alla legge. 
Quanti sostenevano che il Lodo Alfano fosse una legge voluta per salvaguardare e difendere le 4 principali cariche dello stato dai processi, sono stati smentiti dai fatti.
Dalle reazioni degli interessati si capisce bene come l'unico da difendere fosse Silvio Berlusconi; nè Napolitano nè Fini si sono sentiti in pericolo dopo la dichiarazione di incostituzionalità della legge.
Ogni giorno , purtroppo, sui giornali italiani vengono riportate, a spron battuto, le dichiarazioni ossessive del Premier. La sua instabilità, oramai accertata, lo porta quotidianamente e senza più alcun ritegno, a lanciare accuse offensive nel confronto di tutti quelli che non "stanno" dalla sua parte.
Quel suo minaccioso "vedrete di che pasta sono fatto" non fa presagire nulla di buono per la nostra democrazia.
Di che pasta fosse fatto lo avevamo già capito, basta scorrere i giornali e ricordarsi un po' delle sue , chiamiamole "disavventure", le sue reazioni mostrano oramai a tutti il suo "autoritarismo" di fondo.
Qualcuno forse potrà dire che in Italia il clima politico e lo scontro in atto impediscono di valutare obiettivamente i fatti.
Sarà, ma a tanti rimane il fondato dubbio che una grande concentrazione di "media" nelle mani del Premier impediscono di fatto in Italia una corretta informazione e valutazione dei fatti.
Basta vedere i dibattici politici sulle nostre televisioni, gli spazi messi a disposizione per "sostenere" le tesi del Premier, le argomentazioni e le tesi.
Proviamo perciò a vedere quali sono gli aspetti e le valutazioni che si colgono all'estero sull'intera vicenda italiana, forse la distanza o l'estraneità li rendono più obiettivi di quanto non sia  a noi permesso su Berlusconi .
Il Times di Londra , per esempio, mostrando una foto di un Cavaliere dal volto nerissimo, definisce la decisione della Corte Costituzionale "un colpo mortale" e sostiene che a questo punto il primo ministro italiano "deve dimettersi". Cominciamo bene.
Scorrendo tutta la stampa estera si potrà vedere come tutti parlino di un premier "indebolito e di una crisi politica sempre più grave e dagli sbocchi sempre più incerti".
Con sincerità e maggior obiettività di quanto si colga in Italia quasi tutti i media internazionali salutano la sentenza della Consulta come "una prova di indipendenza della magistratura e di difesa della democrazia".
Sempre sul Times si legge come "Il verdetto dell'Alta Corte, potrebbe portare al collasso del governo di centro-destra e in ogni caso porterà Berlusconi sul banco degli imputati in una serie di processi per frode, corruzione ed evasione fiscale".
Non è molto tenero poi il proseguo delle "accuse", a pagina due dello stesso giornale, si legge che il premier italiano  "ha svergognato il suo incarico e il suo paese" dimostrando "disprezzo" per la legge, oltre che attraverso i suoi "ridicoli" scandali privati di sesso anche per la sua "inquietante" amicizia con leader come Putin e Gheddafi.
Di bene in meglio come si vede.
Qualcuno dice che "Berlusconi può restare al potere solo se i suoi alleati lo appoggiano".
L'osservazione è vera ma forse al giornale è sfuggito che Fini e Bossi, gli inusuali alleati dell'ultima ora, il gatto e la volpe della maggioranza, si sono semplicemente alleati per evitare le elezioni anticipate al solo scopo di arrostire il Cavaliere sulla graticola su cui, volontariamente , si è messo.
Sempre sul Times, un'analisi di Bronwen Maddox, uno dei principali commentatore di affari internazionali, osserva che, con la sentenza della consulta, "l'Italia ha ribadito la sua aderenza alla democrazia, riparando almeno parzialmente le crepe arrecate dal controllo dei media di Berlusconi, che insultano i fondamentali principi democratici a tal punto che se l'Italia chiedesse oggi di entrare nell'Unione Europea potrebbe non essere accettata".
E ancora , secondo Marc Weller docente di diritto internazionale alla Cambridge University, " mettere un primo ministro al di sopra della legge, come ha fatto finora il Lodo Alfano, significa rinunciare al certificato di piena salute democratica" così come "Se un paese in cui un uomo possiede tutte le televisioni chiedesse di entrare nell'Ue oggi , verrebbe respinto". .
L'Economist invece scrive , a proposito della reazione di Berlusconi alla sentenza, che ora "la Corte Costituzionale è stata aggiunta alla lunga lista di istituzioni italiane sovversive , e la minaccia di cambiare la composizione dell'Alta Corte, per averne una più favorevole a Berlusconi, potrebbe essere azzardato e perfino pericoloso"
Il Financial Times scrive che "la tensione politica è destinata a salire" e che "il prestigio internazionale di Berlusconi è destinato a calare".
Il Wall Street Journal afferma che la sentenza potrebbe "ulteriormente destabilizzare il governo Busconi e distrarre ancora di più un premier già imbarazzato dalle rivelazioni sulla sua vita personale".
Il New York Times commenta che la decisione della Corte potrebbe portare a "un periodo di instabilità politica" e osserva che in un altro paese la saga di problemi legali di Berlusconi "avrebbe probabilmente messo fine alla sua carriera politica".
 Il Guardian, quotidiano londinese di centro-sinistra, parla di un "severo colpo" a Berlusconi e del "chiaro rischio di una crisi istituzionale" dopo le accuse da parte del premier di un complotto contro di lui.
Commenti analoghi provengono dall'Independent, dal Daily Mail come dal Mirror, per quanto riguarda la stampa inglese.
Se andiamo in America vediamo come  il Boston Globe scriva che si tratta di "uno dei più duri colpi inferti a Berlusconi nei suoi 16 anni di vita politica", mentre il "Los Angeles Times" afferma che la sentenza mette "un punto interrogativo" non solo sul futuro di Berlusconi ma anche su quello dell'Italia.
Come si vede, il gruppo dei giornali ostili al Cavaliere nel mondo è ben nutrito, e tra l'altro vi compaiono indistintamente giornali di destra e di sinistra.
I giudizi ed i commenti , come si vede, sconfortati , sconfortanti, e  pressoché unanimi.
Ci diranno ancora una volta che tutto fa parte del complotto , ora diventato internazionale, contro il Cavaliere ed il suo governo, che all'estero parlano male dell'Italia e del suo premier perchè "invidiosi", in ultima analisi,  e quando non avranno più altri argomenti, ci diranno che sono tutti comunisti e di sinistra.
Ma possono mai  essere credibili tali puerili e buffonesche argomentazioni ?
Possibile riescano a convincere persone normalmente dotate ?
In Italia pare di sì, altrimenti il consenso del Cavaliere dovrebbe già essere ai suoi minimi storici.
All'estero, come si vede, sono molto meno creduloni , un po' più smaliziati e forse , molto più attenti e meglio informati.

giovedì 8 ottobre 2009

La decisione della Corte sul Lodo Alfano avvicina il giorno del giudizio per Berlusconi.

Finalmente, dopo due giorni ininterrotti di discussioni, di vuote minacce come di forti pressioni, la Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano, ribadendo così il principio sacrosanto che "la legge è uguale per tutti".
Non che ci fosse bisogno di una grande scienza giuridica, anche uno sprovveduto in materia , leggendo i primi articoli della nostra Costituzione (e sopratutto l'articolo 3), sarebbe rapidamente arrivato alle medesime conclusioni della Corte.
Quello che veramente meraviglia , non è la decisione assunta a maggioranza dalla Corte, ma il fatto che ci fossero  ben 6 giudici costituzionali su 15, che si dice la pensassero diversamente.
Comunque ora è andata, finalmente è stabilito che Berlusconi è un cittadino come tutti gli altri e come dice Travaglio  può "ritornare al suo status naturale, quello di imputato".
Che accadrà ora ? Un assaggio del clima , lo abbiamo già avuto con le prime dichiarazioni a freddo del Cavaliere. Ce n' era per tutti , per la Corte , a maggioranza "comunista", per i giornali , in mano alla sinistra, per il Presidente della Repubblica, secondo Berlusconi uomo di parte.
Poco importa se Napolitano proprio con il suo atteggiamento imparziale è spesso venuto in "aiuto" del Presidente del Consiglio, il Cavaliere deve inventare qualche giustificazione a difesa del suo immobilismo, passato e futuro.
Certo è che un Presidente del Consiglio così furibondo, come ieri davanti alle telecamere, non lo avevamo ancora visto, il nervosismo si palpava nell'aria e sotto il sorriso isterico.
Non è un caso se assieme a i suoi collaboratori ha già iniziato ad accampare giustificazioni e scusanti, la prima sostenendo che ora, dovendo seguire i numerosi processi, Berlusconi avrà sicuramente meno tempo per seguire i problemi del paese.
Il consiglio disinteressato che ci sentiremmo di dargli sarebbe quello di evitarne almeno qualcuno , ritirando magari quelle denunce fatte nei confronti dell'Unità e di Repubblica.
Cominceremmo con eliminarne due in un solo colpo.
Se poi il Cavaliere decidesse di organizzare meno festini a palazzo Grazioli o a Villa Certosa o quanto meno di parteciparvi con minore assiduità chissà quanto tempo in più, per i suoi problemi , potrebbe guadagnare di colpo questo paese, nonostante i processi.
Se poi ed in ultimo, preoccupato per il suo destino, Berlusconi decidesse di colpo, che invece di sacrificarsi per l'Italia fosse giunto il momento di pensare solo a sè stesso, rassegnando le sue dimissioni, ebbene , di sicuro tanti italiani , pur addolorati, se ne farebbero una ragione, capirebbero di certo e alla fine approverebbero.
Comunque Berlusconi per ora può stare tranquillo, ancora prima del verdetto della Corte, Fini e Bossi gli avevano già confermato che per ora non si parla di elezioni anticipate, a nessuno convengono.
Rimane aperta la strada di qualche piccola furberia , si potrebbe pensare a qualche piccolo trucchetto visto che tra poco si comincerà a parlare di giustizia, per allungare magari un po' i processi penali, per far entrare dalla finestra quello che sembra essere uscito dalla porta.
Sarebbe davvero grave e preoccupante se così fosse  , ma questa maggioranza ci sta abituando a tutto.
Ci stiamo tra l'altro anche abituando ad uno scontro istituzionale che non serve sicuramente al paese, e che il gioco del solo Berlusconi agitando un po' le acque.
Ora ,  che man mano che si avvicineranno i processi vedremo come aumenterà il nervosismo e lo scontro.
In un paese normale in questa situazione ogni primo Ministro avrebbe immediatamente rassegnato le dimissioni, anche perchè i processi e le sentenze sono già scritti, Berlusconi non è stato condannato unicamente perchè era coperto dal Lodo Alfano, non perchè lo pensassero innocente.
Se il Pdl ora sembra preoccupato del suo futuro , il Cavaliere sembra essere sempre più irresponsabile.
Se ieri si accusava di Pietro per gli attacchi a Napolitano che si dovrebbe dire oggi di Berlusconi ?
Comunque, senza quella immunità tanto agognata e con i processi, ancora aperti, ma già conclusi, la strada di Berlusconi si fa impervia, diventa davvero in salita.
Pur rimanendo ora al suo posto, che farà il Cavaliere , non appena arriveranno le inevitabili condanne ?
Sarà evidente a tutti che non potrà più restare al suo posto , le dimissioni diventeranno inevitabili , inevitabile trovargli un successore, a meno che non si preferisca davvero il tanto richiamato "golpe", in questo caso del centro destra.
Come dicevo qualche giorno fa la caduta dl Cavaliere si avvicina a passi rapidi, si concluderà presto la sua avventura politica , a conti fatti, e con il senno di poi, si scoprirà che i danni da lui causati saranno molti di più  dei risultati.
Ma il paese resisterà anche a questo , è resistito a Berlusconi, resisterà certamente anche alla sua caduta, per ora quello che pare indispensabile è resistere a tante tentazioni, mantenere i nervi saldi se possibile e salvare, nonostante il Cavaliere, almeno le istituzioni. 

mercoledì 7 ottobre 2009

Bossi minaccia che "sul Lodo Alfano è disposto a portare in piazza il popolo padano".

Non si è ancora perso , all'interno di questa maggioranza , il vezzo di minacciare, più o meno velatamente ed a ogni piè sospinto, tutti quelli che possono per un motivo o per l'altro essere d'ostacolo ai loro fini od alla loro causa.
Ieri di fronte alla condanna della Fininvest si azzardavano, a dire il vero molto inopportunamente, complotti e strategia politiche volte a sovvertire il sistema ed i risultati elettorali.
Oggi, ancora prima di avere i risultati della decisione del Consiglio di Stato sul Lodo Alfano, già si minacciano le "adunate" nelle piazze.
Questa maggioranza ,sempre più nervosa, tra l'altro oggi è stata battuta in Parlamento , non riesce più nemmeno , nel suo sogno di onnipotenza, ad accettare serenamente, non solo le sentenze dei giudici, ma nemmeno i pronunciamenti del Consiglio di Stato.
Sono di Bossi questa volta le dichiarazioni e le minacce, il Senatur dichiara che  :  "In caso di bocciatura del Lodo Alfano trascineremo il popolo nelle piazze e poi con finto buonismo , rincarando la dose , "Io sono per la saggezza: chi è che vuole sfidare l'ira dei popoli ?".
L'augurio personale , sentite le minacce , è di poter vedere "ampie" e "splendide" "adunate" , se non del famoso popolo italico, almeno del popolo "padano che , in rima fa intendere Bossi - tifa per l'Alfano.
Nel frattempo, i giudici della Corte Costituzionale, riuniti  in camera di consiglio, e ci si augura incuranti delle minacce e del cliam sempre più infuocato, hanno sospeso la seduta aggiornandola a questo pomeriggio.
Ieri era stata la volta degli avvocati del premier, naturalmente non hanno fatto altro che ribadire il loro principio e cioè che la legge è uguale per tutti ma, per qualcuno, è più uguale degli altri.
Per loro non serve discutere , il premier in virtù del suo ruolo non può perdere tempo a difendersi, ne va del bene del Paese.
"La legge è uguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione", ha detto Ghedini ed il Lodo Alfano è necessario come il pane per le più alte cariche dello Stato.
Sarà pur vero ma a difesa del Lodo sono stati inviati solo gli avvocati di Berlusconi; nè Napolitano nè Fini hanno pensato di farsi difendere, e neppure rappresentare, davanti al Consiglio di Stato.
Solo Berlusconi lo ha fatto, a testimonianza che è solo per lui che questa legge "serve come il pane".
In assenza ancora di un verdetto già ci si immaginano gli strepiti e le urla se il Lodo dovesse essere bocciato, parlerebbero all'unisono e subito ,  di complotto e di giudici vetero-comunisti.
Inutile ricordare a questa maggioranza che in nessun paese al mondo esiste una legge come il Lodo Alfano che mette al sicuro da ogni reato , anche di quelli più infamanti, un primo ministro, inutile ripetere che esiste anche un articolo tre della Costituzione e che se si voleva "legiferare" in materia bisognava forse cambiare la Costituzione.
Non sentono ragioni, semplicemente perchè non seguono la ragione ma solo i loro interessi, quelli del loro Premier , quelli della loro parte, che cosa c'entrano qui i diritti  sacrosanti di tutti gli italiani ? 

martedì 6 ottobre 2009

Chissa perchè si parla di tentativo eversivo perchè la Fininvest deve pagare.

Chicchitto e Gasparri, parlano di "disegno eversivo" riferendosi alla sentenza sul Lodo Mondadori , e lo fanno tra l'altro in maniera così esagitata da far pensare che il pagamento del risarcimento possa avvenire utilizzando i loro soldi.
Asseriscono , un po' anche incomprensibilmente, che, "in Parlamento così come nel Paese, questa maggioranza forte di un consenso chiaramente e più volte espresso dagli italiani proseguirà nella politica del fare e del governare".
Nulla di strano nelle affermazioni che oramai sentiamo tutte le volte che un qualche scandalo coinvolge il loro Premier.
L'anormalità questa volta è però tutta nel fatto che queste affermazioni  vengano fatte  all'indomani della sentenza che impone a Fininvest di pagare 750 milioni di euro di risarcimento a Cir per la vicenda del lodo Mondadori.
E' pur vero che giudice che emette la sentenza dedica al nostro presidente del Consiglio ben 4 pagine della sua sentenza, ma lo fa solo per dovere di cronaca e per ricostruzione storica, visto che i fatti elencati sono oramai caduti in prescrizione.
I 20 anni della durata del processo in fondo sono serviti non a delegittimare il premier ma forse solo a salvarlo da un ulteriore processo.
Già, in fondo solo di questo si tratta, se si prendono per buone le conclusioni a cui arriva il giudice e che a molti sembrano tra l'altro molto sensate.
Quello che conta è la sostanza dei fatti e qui il giudice milanese scrive che "Sarebbe naturalmente fuori dell’ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire (tanto è stato pagato) sia disposto ed eseguito, per le dimostrate finalità corruttive, senza che il “dominus” della società, dai cui conti il bonifico proviene, non ne sia a conoscenza".
Naturalmente , nella definizione del “dominus”, il giudice Mesiano, non nutre dubbi : "E’ noto che Fininvest spa è società appartenente alla famiglia Berlusconi, il cui azionariato è suddiviso all’interno di una ristretta cerchia di soci".
I fatti naturalmente quindi sembrano oromai tutti noti. Le vicende sono sono state tra l'altro al centro di contenziosi giudiziari infiniti, visto che coprono circa un ventennio della storia italiana.
Schematicamente la vicende si riasume così , è vero , secondo le sentenze ed riscontri , che il giudice Metta fu corrotto, vero che a pagare fu la Fininvest, e che secondo quanto stabilito ora dal giudice civile ,  insieme a Cesare Previti fu «corresponsabile» in questa vicenda Silvio Berlusconi.
Ma la cosa oramai, vera o non vera, non ha più alcuna rilevanza penale per il Cavaliere, visto che è oramai caduta in prescrizione.
Berlusconi da questo punto di vista può tirare un sospiro di sollievo, ci sia o meno , a proteggerlo, il Lodo Alfano. 
Tra l'altro il nostro Cavaliere ha più volte dichiarato di non avere alcuna intenzione di farsi da parte.
Mi sa dire qualcuno allora perchè mai si dovrebbe parlare di "disegno eversivo", di "complotto antidemocratico", di "attentato alle istituzioni", di "boicottaggio della volontà popolare",  per il semplice fatto che la Fininvest è condannata a pagare 750 milioni di Euro ?
Non è che che si pensi di fare, di un affare privato un fatto pubblico ?
Se poi, per rispettare la volontà popolare , come chiedono Cicchitto e Gasparri si devono persino condonare i 750 milioni di euro inflitti come risarcimento del "dolo", francamente mi sa che sembrebbe eccessivo persino agli stessi italiani sostenitori del Premier.
Forse ha davvero ragione chi sostiene che in tutto questo ennesimo polverone , in tutte queste accuse  "c'è tutta la spudoratezza di chi considera le aziende e i comportamenti del presidente del Consiglio al di sopra delle leggi penali, delle leggi amministrative, delle leggi civili e financo delle leggi etiche".
Purtroppo è  soltanto in un quadro di completa dei poteri che si può garantire il rispetto della legalità e della sovranità popolare, è solo questo che in fondo i "nostri" non hanno ancora capito.

lunedì 5 ottobre 2009

Lodo Alfano domani la Corte comincia , per qualcuno forse si "finisce".

Altro che Noemi e la D'Addario, festini a Palazzo Grazioli come a Villa Certosa o  condanne al risarcimento sul Lodo Mondadori, domani arriverà la Sentenza, quella con la S maiuscola, anzi meglio, quella che passerà alla storia come la "madre" di tutte le "sentenze".
Quella che da sola potrebbe scardinare il sistema politico Italiano, quella che non concede sonni tranquilli nè al Premier ne a buona parte della maggioranza, e che però tiene almeno un po' sveglia anche un'apatica opposizione .
E' prevista infatti per domani , con inizio alle ore 9,30 ,  l’udienza che, fatto salvi improbabili rinvii , dovrebbe portare in brevissimo tempo  i giudici della Corte Costituzionale ad una decisione sulla compatibilità del Lodo Alfano con la nostra Costituzione.
I giudici della Corte ci mettono tutto il loro buono impegno nel dire che "sarà una decisione tecnica, e basta,  come tutte quelle che, di continuo, vengono prese qui alla Corte costituzionale" e che chi cerca di "colpire il loro prestigio etichettando le loro sentenze come "politiche" tenta solo di esercitare una pressione indebita".
Lo sfogo , pur vero e sincero , resta solo un pensiero ideale , perchè nessuna sentenza emessa in questi anni ha avuto un rilievo politico paragonabile a questa.
Gli stessi avvocati del Premier , tra le memorie a sostegno dell'approvazione, hanno voluto inserire un paragrafo apposito sulle conseguenze "politiche " di una decisione contraria.
Il mondo politico trattiene per ora silenzioso il respiro, dividendosi così tra entusiasti sostenitori di una approvazione e timorosi e preoccupati oppositori per quello che potrebbe essere una probabile bocciatura , al pari del precedente Lodo Schifani.
Gli ultimi sondaggi su un possibile risultato danno per prima cosa come certa la partecipazione al voto di tutti i giudici , compresi i due giudici Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, che nel ,mese di maggio hanno cenato (con Berlusconi, Letta, Alfano, Vizzini, Bruno) a casa dello stesso Mazzella.
I "compagni di merende" non intendono in alcun modo farsi da parte, come vorrebbe un minimo di decoro, o di rispetto alle istituzioni ed al ruolo dei giudici e della Corte.
Di fatto sembra però che la corte sia spaccata , sette giudici sono propensi a bocciare il lodo Alfano poichè ,  con la sospensione dei processi, di fatto si attribuirebbe  un'immunità a quattro alte cariche dello Stato ,  violando così il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini.
Cinque giudici sembrano invece propensi a licenziare il lodo, tre pare siano tuttora incerti nella decisione.
Molti pensano comunque che alla fine la Corte deciderà per l'incostituzionalità del Lodo
Pur con molta  incertezza nel mondo politico , nel caso Berlusconi decidesse di farsi da parte., si fanno strada  ipotesi di governi istituzionali, qualcuno ipotizza già un governo tecnico affidato al Governatore della Banca d'Italia Draghi, i più arditi e di parte ad un improbabile governo Fini, i più realisti a probabili nuove elezioni.
Perchè resta per tutti evidente un fatto, che il lodo Alfano fu voluto ed approvato a tempo di record, proprio perchè senza la sua protezione il nostro Premier temeva fortemente una condanna nel processo Mills,  visto che in tale processo è stato individuato e punito un corrotto, ma non il suo "corruttore". 
In attesa della "sentenza" comunque i fedelissimi del Premier pensano ad una grande manifestazione di sostegno al grido "di meno male che Silvio c'è"; una sorta di conta , in previsione di possibili ed incerti scenari futuri.

In attesa dello scoppio delle polveri, del giorno del giudizio o come dice qualcuno del  giorno del   "bing bang ",che avrà inizio da domani, non resta altro che chiamare a raccolta  le rispettive truppe perchè è evidente, che comunque vada, il Cavaliere non si farà volontariamente da parte.

Prepariamoci perciò tutti allo scontro frontale sperando che alla fine vinca la ragione , il buon senso, gli interessi del paese e quant'altro riusciremo a mettere in campo, visto che , pur conoscendo Berlusconi, è chiaro per tutti come non sia possibile per nessuno governare contro tutti , contro i giudici, contro le istituzioni, contro la stampa ed ora forse anche contro la legge.

Prepariamoci però al peggio perchè se da domani  avrà inizio il declino di Berlusconi  e la sua era , piaccia o meno, comincerà quell'inevitabile parabola discendente, auguriamoci che con l'ormai  inevitabile declino  politico  del Premier , dell'indiscusso capo della maggioranza,  non si dia fuoco all'intero castello  provocando  morti o feriti,.

Speriamo almeno che nel gran "polverone" che sfarà seguito ai crolli ,alla fine  ne escano salve ed incolumi almeno le nostre istituzioni.

Ma questa è argomento non di oggi, questa è storia che forse vedremo da domani.

sabato 3 ottobre 2009

Lo Scudo fiscale è legge grazie all'' opposizione. Bella battaglia davvero.

Lo scudo fiscale è legge dello stato grazie all'opposizione.
Ognuno può dare l'interpretazione che vuole della legge, dividersi tra favorevoli e contrari, ma è indubbio che questa, oltre ad essere una legge discutibilissima, non convince per nulla sotto il profilo dell'etica e della moralità proprio quella parte del paese che ancora "vive" di onestà e che si ostina , nonostante tutto, a pagare ancora le tasse.
Vale poco dire che così si reperiscono soldi senza mettere le mani in tasca degli italiani come afferma il nostro Premier. Per molti anni , proprio per colpa di chi ora beneficerà della norma, le mani pubbliche sono entrate nelle tasche di tutti gli italiani onesti , prelevando copiosamente, proprio per colpa di questi "furbi" a cui concederemo anche una parvenza di onestà con l'anonimato.
Ma la nuova norma non è passato solo grazie ad una maggioranza di governo.
Lo scudo fiscale è legge grazie anche alle numerose assenze dell'opposizione, per la precisazione 22 "indispensabili" deputati che, se presenti, avrebbero potuto con il loro voto contrario far bocciare il provvedimento .
L' opposizione così ha ricevuto la peggiore sconfitta parlamentare degli ultimi anni, a parole si è opposta duramente al provvedimento, ma di fatto poi non è "servita" a nulla, nemmeno a difendere gli onesti. Con le sue assenze , ha favorito solamente quei furbi che a parole duramente criticava.
Gran bella battaglia politica si dirà, grande vittoria, grande strategia politica.
Unico vincitore, oltre alla maggioranza, l'Onorevole Di Pietro che si è così guadagnato sul campo, unico tra tanti, il merito di aver lottato, anche se a suo modo e con estrema demagogia, contro un provvedimento che in pratica non era altro che l'ennesima sanatoria fiscale.
Si coglie così netta l'impressione che Berlusconi, pur non potendo contare su grandi meriti personali  o grandi grandi progetti politici, governerà ancora a lungo questo paese , se così spesso e volentieri potrà far conto   semplicemente sull'incapacità politica e strategica di questa opposizione.

venerdì 2 ottobre 2009

Lo strano e mutevole concetto di "indecenza" di Schifani.

Il presidente del Senato Renato Schifani etichetta  come "indecente" il fatto che una trasmissione pubblica abbia potuto ospitare una donna come Patrizia D'Addario , notoriamente "conosciuta" come escort.
Credo che tanti Italiani , al contrario, giudichino molto più indecente il fatto che la D'Addario possa essere stata "ospite" di Berlusconi a Palazzo Grazioli o che la stessa , senza alcun imbarazzo, abbia potuto trovare ospitalità in qualche lista elettorale.
Come si vede è abbastanza ampio e mutevole il concetto di "indecenza" di Schifani, varia a secondo delle circostanze , degli interessi , come delle personalità interessate.

Ad Annozero La D'Addario racconta tutte "le escort del Presidente".

Alla fine , dopo i ripetuti tentativi per impedirne la trasmissione è andato in onda Annozero.
Ancora una volta alla fine si è riusciti, nonostante alcune evidenti minacce della Direzione della Rai e del Ministro Scajola, a trasmettere, dopo mesi di silenzio , il racconto delle escort ( la Falcone, la Montereale e la D'Addario).
sulle loro serate nella casa del Presidente.
Il racconto delle D'Addario deve aver rovinato la serata al Presidente del Consiglio visto che ha annullato la sua partecipazione, presso l'Ambasciata Tedesca , alla commemorazione della caduta del muro di Berlino.
I bene informati parlano di un Berlusconi indignato ed infuriato, immagine che cozza un po' con quella data dall' escort d'alto bordo che lo ha invece definito  "un presidente molto affettuoso" e gentile, "un perfetto padrone di casa".
Poco importa poi se Palazzo Grazioli è stato descritto e paragonato ad un Harem dove le ospiti  erano " solite allietare il "Sultano" con la loro presenza e con le loro "prestazioni".
Verso la fine dell' intervista Santoro arriva alla domanda fatale , la più imbarazzante , quella che dovrebbe servire a smascherare il Premier : "signora D’Addario, Berlusconi sapeva che lei era una escort? Risposta: "Certo che lo sapeva".

Se fosiimo stati in Ameica ed al posto di Berlusconi ci fosse stato Clinton sarebbero parse inevitabili le dimissioni. 
Ma siamo in Italia , un paese dove pare inopportuno portare le prostitute in televisione ma dove al contrario ci si compiace di riceverle in camera da letto, dove ci si può sentire imbarazzati per la loro presenza in trasmissione, ma dove al contrario, non ci si sente per nulla "imbarazzati" nè "vergognosi" , di comparire nelle stesse liste elettorali.
Per la tranquillità di molti si ricorda che prima di ieri, Patrizia D'Addario era stata intervistata da ben sei televisioni straniere, i suoi filmati erano stati distribuiti in una trentina di paesi e che la televisione italiana è arrivata per buona ultima e, come tutti sanno , dopo mille difficoltà e minacce.
Per impedire la messa in onda della trasmissione si ricorda che è sceso in campo lo stesso Presidente del Consiglio, hanno esercitato pressioni inimmaginabili autorevoli esponenti del Governo come il Ministro Scajola, i vertici Rai hanno apertamente diffidato Santoro dall'andare in onda; tutto in onore del contraddittorio e della verità.
A fine serata è arrivato , e ti pare potesse mancare, persino Bruno Vespa ,spalleggiato da Belpietro, a dire la sua ed a criticare Santoro.
Lo ha fatto in nome della privacy e del "diritto" alla vita privata di un uomo pubblico, dimentico del fatto ai tempi dello scandalo Clinton proprio lui fosse stato il propugnatore ed paladino del diritto all'informazione, e la programmazione della sua intervista alla Lewinsky  fosse costata 20 mila euro ai contribuenti Italiani.  
Ad un certo punto della trasmissione ha dovuto intervenire Carl Bernstein, premio Pulitzer per il caso Watergate, a ricordarci , in maniera inequivocabile, per chi ancora non avesse avuto modo di riflettere da solo, in che condizioni versa l’Italia:  "il modus operandi di Berlusconi , in quanto a restrizioni della libertà di stampa", ricorda più il sistema stalinista che non una democrazia"
Sarà che a forza di frequentare un ex stalinista come Putin o a forza di parlare di comunisti il nostro Cavaliere ne ha assunto i toni e le abitudini.

Amare sono, a fine trasmissione, le tante considerazioni che nascono spontanee , la prima e la più importante è  che quanto sta avvenendo in Italia con il Governo Berlusconi non ha paragoni in nessuna Democrazia occidentale e che Carl Bernstein ha tutto il diritto di criticarci come sistema antidemocratico.
Poi , in ordine sparso, e seguendo Maltese che "Patrizia D'Addario purtroppo ha avuto la sfortuna di dichiarare di essere andata a  letto con il presidente del consiglio italiano e non con il presidente degli Stati Uniti Usa, quindi non è stata pagata dalla Rai, ma ha rilasciato la sua dichiarazione gratis.
Che l'escort ha raccontato una storia "sbagliata e proibita" sull' harem del presidente", un  harem di venti ragazze che venivano portate a "palazzo" dall 'amico e compagno di merende Giampi Tarantini".
Che si parla tanto di "moralità" nella vita pubblica, di valori , di immagine, di famiglia e poi si scopre come queste non siano altro che parole al vento e vuote ; l'Italia visibile, l'immagine che appare di questo paese, quella che trasmettiamo alle generazioni future , è quella squallida di questi racconti e di questi nostri politici.
Certo si trova sempre tra i fedeli del Presidente che ci "avvisa" che anche Clinton ha avuto i suoi guai e che lo stesso Kennedy ne ebbe; vero, ma nè Clinton nè Kennedy hanno mai offerto un seggio in parlamento alle loro prostitute nè mai hanno esercitato pressioni sulla stampa e suoi media dei loro paesi allorchè ne scoppiarono gli scandali.
C'è quindi un cosa che più di altre ci deve a questo punto preoccupare e viene proprio questa mattina ripetuto "dall'Economist" ed è che "era dai tempi di Mussolini che un governo non interferiva con i media in maniera così lampante e allarmante.
I giornalisti, e gli altri italiani, hanno tutte le ragioni per protestare , partendo dalla manifestazione della Fnsi di sabato".
L'analisi dell'Economist è lucida e spietata, parte dalle dimissioni di Enrico Mentana dal Tg5 per arrivare agli attacchi contro alcuni programmi Rai ed alla campagna lanciata dal Giornale e Libero contro il canone.
Chiarificatrici, ed ultime in ordine di tempo, sul concetto di libertà di informazione della maggioranza, sono le dichiarazioni di questa mattina di Cicchitto.
Secondo l'Onorevole, tra l'altro portavoce del premier , c'è un problema di fondo nell'informazione pubblica italiana , a 
parte Porta a Porta, esistono in Rai tutta una serie di talk show , Ballarò, Parla con me,  Annozero, Report, Che tempo che fa, In 1/2h , tutti «orientati politicamente a sinistra con gradazioni diverse di faziosità. Sono assenti trasmissioni-dibattito di un autentico pluralismo", urge trovarvi, secondo Cicchitto , un rimedio.
Non rimangono a questo punto molte scelte, oltre naturalmente alla ideale condivisione del passaggio conclusivo dell'editoriale dell'economist secondo cui  "L’Italia di Silvio Berlusconi si sta allontanando dall’Europa occidentale per somigliare sempre di più alle deboli democrazie dell’Est", per prima cosa naturalmente rimane l'opposizione di quanti ancora credono nella libertà di stampa e di informazione in questa paese, ricordandosi di partecipare compatti Il 3 Ottobre alla manifestazione organizzata dal sindacato nazionale dei giornalisti (FNSI) a Roma, Piazza del Popolo, dalle ore 16:00 e poi, naturalmente, una opposizione sempre più dura a questo governo.